I cento passi

I cento passi è un film biografico del 2000 diretto da Marco Tullio Giordana dedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, giovane militante comunista impegnato nella lotta a Cosa nostra nella sua terra, la Sicilia.
Il titolo prende il nome dal numero di passi che negli anni 1970 occorreva fare a Cinisi per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti.


== Trama ==

Il giovane Giuseppe Impastato, chiamato da tutti Peppino, vive a Cinisi negli anni '70 cercando di sfuggire all'inesorabile legame con l'ambiente di Cosa nostra che il padre Luigi, un po' per inerzia, un po' perché ha una famiglia con una moglie e due figli da proteggere, non ha la forza di rompere. Anche di fronte alla vulnerabilità sua e della propria famiglia, Peppino, animato da uno spirito civico irrefrenabile, non esita, con l'involontaria complicità del fratello minore Giovanni, ad attaccare i mafiosi di Cinisi e a denunciarne pubblicamente le malefatte.
Il percorso "controcorrente" di Peppino nasce quando, da bambino, vede scorrere davanti a sé gli albori della lotta politica contro la mafia e il potere a essa colluso, lotta a cui poi prenderà attivamente parte diventato prima adolescente e poi adulto. Dopo la morte violenta dello zio capomafia don Cesare Manzella, saltato in aria su un'Alfa Romeo Giulietta all'interno della quale era stato messo un ordigno esplosivo, l'incontro con il pittore comunista Stefano Venuti, il rifiuto del padre biologico e della famiglia intesa in senso mafioso e il formarsi con il pittore idealista, suo vero "padre etico", sono i punti di svolta della vita di Peppino, che lo segneranno per il resto della sua esistenza.
Il giovane Impastato scrive articoli, uno dei quali è intitolato La mafia è una montagna di merda, che lo rendono malvisto agli occhi della criminalità, e fonda Radio Aut, emittente dai microfoni della quale attacca e prende in giro la mafia, in particolare il capomafia del suo paese Gaetano Badalamenti, "Don Tano", e denuncia i suoi atti criminali. Candidatosi alle elezioni comunali per il partito Democrazia Proletaria, la sua frase «noi comunisti perdiamo perché ci piace perdere», pronunciata durante un comizio, sembra quasi un preludio alla sua tragica morte, avvenuta a campagna elettorale ancora in corso, con il suo corpo esanime adagiato sui binari della ferrovia in modo da far credere che si fosse suicidato. L'evento passa praticamente inosservato in quanto avviene nello stesso giorno in cui le Brigate Rosse uccidono il politico Aldo Moro e ne fanno ritrovare il corpo in via Caetani a Roma; Peppino era ormai diventato troppo scomodo per i mafiosi e il padre era morto in un oscuro incidente, pertanto non lo poteva più proteggere da Don Tano.


== Distribuzione ==
Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 1º settembre 2000.


== Accoglienza ==


=== Incassi ===
In Italia al botteghino I cento passi ha incassato 3,3 milioni di euro.


=== Critica ===

La critica cinematografica ha notato come questo film di Giordana, con la scena finale dei pugni alzati nel saluto comunista e le bandiere rosse sventolanti, « [...] potrebbe sembrare un film di propaganda. In realtà è un film di impegno civile (che non si vergogna di citare il Rosi di Le mani sulla città) che si assume il compito di ricordarci che la lotta a quel complesso fenomeno che passa sotto il nome di mafia non appartiene a una "parte".»
Un impegno civile ribadito quasi unanimemente da tutta la critica: «Molto impegno civile. Come, del resto, in altri film di Giordana».
Gian Luigi Rondi ha inoltre rilevato che il film « [...] fa ricorso a eccessive vicende di contorno e a vari personaggi di secondo piano. Quando però si tratta di seguire da vicino il personaggio centrale, i suoi rapporti in famiglia e i suoi scontri con i mafiosi, allora il racconto si fa teso, scattante, addirittura aggressivo e la regia nervosa di Giordana ha modo di vibrare e di far vibrare di giusta indignazione.».
Venne riconosciuto come elemento essenziale del successo del film l'interpretazione di «una squadra di attori di sorprendente bravura guidati senza sbavature da Giordana» tra cui si distingue quella di Luigi Lo Cascio, attore che esordì sul grande schermo con questa pellicola, venendo premiato con un David di Donatello.
Al film viene riconosciuto il merito di aver reso note al grande pubblico la storia e la tragica fine di Impastato, che fino ad allora erano passate praticamente inosservate in quanto, come già detto, l'attivista venne assassinato il 9 maggio 1978, lo stesso giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, in via Caetani a Roma, e la tragedia nazionale mise in ombra la vicenda dell'attivista siciliano; Gaetano Badalamenti venne riconosciuto colpevole dell'omicidio e condannato solo 24 anni dopo, nel 2002, due anni dopo l'uscita del film.


== Riconoscimenti ==


=== Italiani ===


=== Internazionali ===
2001 – Golden Globe
Candidatura per il miglior film straniero
2002 - Bastia Italian Film Festival
Premio del pubblico a Marco Tullio Giordana
2001 - Brussels European Film Festival
Iris d'oro a Marco Tullio Giordana
Iris d'argento miglior Screenplay a Marco Tullio Giordana, Claudio Fava, Monica Zapelli
2006 - Italian Film Festival USA
Miglior film a Marco Tullio Giordana
2001 - Online Film & Television Association
Candidato per il Miglior film straniero
2000 - Festival Internazionale del Film di San Paolo
Premio del pubblico Miglior Feature Film a Marco Tullio Giordana


== Note ==
Annotazioni

Fonti


== Bibliografia ==
 Claudio Fava, Marco Tullio Giordana e Monica Zapelli, I cento passi, Feltrinelli, 2001, ISBN 88-07-81650-4.


== Altri progetti ==

 Wikiquote contiene citazioni da I cento passi


== Collegamenti esterni ==

 I cento passi, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. 
 I cento passi, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l.. 
(EN) I cento passi, su IMDb, IMDb.com. 
(EN) I cento passi, su AllMovie, All Media Network. 
(EN, ES) I cento passi, su FilmAffinity. 
(EN) I cento passi, su Box Office Mojo, IMDb.com. 
(EN) I cento passi, su boyactors.org.uk.