U.S. Sambenedettese

L'Unione Sportiva Sambenedettese è una società calcistica italiana con sede nel comune di San Benedetto del Tronto. Milita nel campionato di Serie C, la terza divisione del campionato italiano di calcio..
Originariamente fondata il 4 aprile 1923 in seguito alla fusione di tre squadre locali (Fortitudo, Serenissima e Forza e Coraggio), vanta 72 campionati nell'area del professionismo, di cui 21 partecipazioni al campionato di Serie B; ha trascorso buona parte della propria storia in Serie C e Serie C1. I periodi più vittoriosi della Sambenedettese sono ascrivibili alle presidenze di Domenico Roncarolo, che guidò la società dal 1948 al 1966, e di Ferruccio Zoboletti, alla guida dal 1981 al 1990. 
Il suo palmarès annovera, a livello nazionale, un campionato di terza serie a girone unico (1955-1956) e a girone doppio nel (1973-1974), una Coppa Italia Serie C (1991-1992), oltre ad altri due campionati interregionali LSP sempre di Serie C e quattro campionati di serie D. Soprannominata prima la Superprovinciale e poi Regina delle Marche, tali appellativi le sono stati attribuiti durante l'epopea calcistica del club tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Nel corso della sua storia la società è stata rifondata per cinque volte a causa di vicissitudini societarie extracalcistiche, tutte concentrate negli ultimi tre decenni.
I colori sociali della squadra sono il rosso e il blu, mentre il simbolo è il pescatore. Disputa le sue partite in casa presso lo Stadio Riviera delle Palme.
La squadra si colloca al 49º posto nella classifica perpetua della Serie B e al 60º posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri stabiliti dalla FIGC.


== Storia ==


=== Dagli esordi agli anni quaranta ===
La Sambenedettese nasce il 4 aprile 1923 presso Villa Cerulli, in via Ugo Bassi a San Benedetto del Tronto. In città il gioco del calcio viene praticato già dal 1907, grazie all'attività di alcune squadre locali. Il dott. Italo Foschi, nativo di Corropoli e futuro presidente della Roma, contribuisce, per mezzo del cugino Silvio, alla fondazione della squadra cittadina: la U.S. Sambenedettese, creata a seguito della fusione di tre compagini preesistenti. Per la nuova squadra si scelgono i colori sociali bianco-verde; inizialmente non partecipa a nessun campionato F.I.G.C. poiché non dispone di un campo di gioco. Nel 1926 viene inaugurato il campo di piazza San Giovanni Battista, detto "La trappoletta", e la Samb si iscrive al campionato di Terza Divisione Marche. 

Il primo presidente è Ludovico Giovannetti; dopo pochi mesi si verifica una scissione per liti interne e alcuni calciatori si trasferiscono a un'altra società, il Torrione. Nel 1928 compaiono i colori attuali, il rosso e il blu, che riprendono lo stemma cittadino; tra i calciatori spiccano l'attaccante Tommaso Marchegiani, detto "Massì", e il portiere Pietro Cosignani. Tre anni dopo viene inaugurato il campo polisportivo “Littorio”, che nel 1944 viene intitolato proprio a Marchegiani, morto in un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Infine, nel 1949, l'impianto viene intitolato ai fratelli Aldo Ballarin e Dino Ballarin, calciatori del Grande Torino vittime della tragedia di Superga. Nella stagione 1946-1947 la Samb sfiora le fasi finali per l'accesso in Serie B, ma perde il proprio girone arrivando a un solo punto dalla Maceratese. In quell'annata la squadra riesce a vincere tutte le gare interne, registrando un primato nazionale; viene per questo definita dal Corriere dello Sport come la Superprovinciale. L'attaccante Luigi Traini (I) mette a segno in quella stagione ben 32 gol, un record assoluto in rapporto alle 24 gare da lui disputate (salterà solo due partite sulle 26 totali del torneo).


=== Gli anni cinquanta e sessanta ===

Il campionato di Serie C a girone unico 1955-1956 decreta la prima promozione in Serie B della Sambenedettese, che totalizza 44 punti a pari merito con il Venezia. La Samb mantiene il proprio campo imbattuto e, con 61 reti segnate, esprime il miglior attacco del torneo. Il presidente è Domenico Roncarolo (sua l'idea di chiedere il sostegno finanziario ai pescatori locali), l'allenatore Bruno Biagini e il capitano Alberto Astraceli.
Nei sette campionati cadetti del primo ciclo (1956-1963), la Sambenedettese affronta compagini blasonate come Torino, Napoli, Lazio, Bari, Alessandria, Triestina, Genoa e Palermo. Grazie ai successi conquistati sul campo, San Benedetto del Tronto, città di appena 25 000 abitanti, riceve l'appellativo di Regina delle Marche.

Dal 1963 e per un decennio la Sambenedettese milita ininterrottamente in Serie C nei gironi B e C, stabilizzandosi sempre nelle prime posizioni e tentando la risalita in Serie B. Nel 1965, nel corso di un derby con l'Ascoli, l'attaccante rossoblù Alfiero Caposciutti è protagonista di un involontario scontro di gioco che costa la vita al portiere ascolano Roberto Strulli.


=== Gli anni settanta ===
Nel 1974 la Sambenedettese stravince il campionato, guidata in panchina da Marino Bergamasco, per anni l’ombra di Nereo Rocco al Milan e al Torino. Il tecnico triestino, così come Eliani, guida la squadra per sei campionati in anni diversi. La Sambenedettese gioca con un libero fisso (Anzuini) e un centrocampo in stile olandese formato da Castronaro, Valà e Simonato. Le ali sono Ripa e Basilico, mentre il centravanti è Francesco Chimenti: è lui il capocannoniere dei rossoblù, con 20 dei 49 gol realizzati, per un totale di 54 punti. Nel 1975-1976 si ripete, dopo 14 anni, la sfida di Coppa Italia con la Juventus: i campioni d'Italia uscenti vengono fermati in casa sul 2-2.

Terminata la prima era di Bergamasco, sulla panchina approda Eugenio Fantini, che tuttavia non ha fortuna e viene ben presto esonerato. È quindi il turno del duo Tribuiani-Traini. In questa formazione militano Sandro Vanello, Franco Colomba e Otello Catania, calciatori che vantano trascorsi in Serie A con Inter, Palermo, Bologna, Cesena e Genoa. Tra i giovani si mette in luce Arcadio Spinozzi, che in seguito si trasferirà al Verona in massima serie insieme al portiere Pippo Pozzani. La Samb ottiene la salvezza matematica nella gara interna con il Como.
Nel campionato di Serie B 1977-1978 torna sulla panchina rossoblù Bergamasco. Il bomber della squadra è ancora Chimenti, autore di dieci gol, mentre si pone in evidenza un giovanissimo Francesco Guidolin, che colleziona 35 presenze. In quella stagione la Samb sfiora la promozione in Serie A.


=== Gli anni ottanta e novanta ===

Durante il campionato 1980-1981 il presidente Arduino Caioni passa il testimone a Ferruccio Zoboletti, reggiano di nascita ma sambenedettese d'adozione. L'allenatore è l'emergente Nedo Sonetti, che conquista l'immediata promozione in Serie B; tra i protagonisti spiccano il giovane portiere Walter Zenga, in prestito dall'Inter, e Luigi Cagni. Nel 1983-1984 Sonetti abbandona la Samb, che viene affidata a Roberto Clagluna: da segnalare la storica vittoria per 2-0 in Coppa Italia contro l'Inter, firmata da una doppietta di Paolo Alberto Faccini.

Il campionato 1984-1985 è l'ultimo disputato al "Ballarin": tra le file dei rossoblù figurano Stefano Borgonovo, Tiziano Manfrin, Maccoppi, Turrini e Di Fabio, con Gigi Cagni nel ruolo di capitano.
Il 13 agosto 1985 viene inaugurato il nuovo Stadio Riviera delle Palme, realizzato per circa 22 000 spettatori. Nel campionato di Serie B 1985-1986 torna il derby con l'Ascoli. Entrambe le sfide terminano in parità: al Riviera delle Palme finisce 1-1 con reti di Sauro Fattori per la Sambenedettese e Massimo Barbuti per l'Ascoli, mentre al ritorno al Del Duca il punteggio è di 0-0. La Sambenedettese disputa una stagione altalenante, salvandosi nelle ultime giornate grazie alle vittorie per 4-1 contro il Palermo in casa e per 2-1 contro il Genoa allo Stadio Luigi Ferraris.
Nella stagione 1986-1987 la Sambenedettese è protagonista di una salvezza miracolosa all'ultima giornata, ottenuta vincendo 4-3 in trasferta allo Stadio della Vittoria contro il Bari. La rosa comprende elementi come Franco Selvaggi, Francesco Turrini, Enrico Annoni, Tiziano Manfrin, Massimo Ficcadenti, Guido Di Fabio e il portiere Fabrizio Ferron.
Nel campionato 1988-1989 Clagluna lascia il posto, dopo quattro giornate, a Enzo Riccomini, che non riesce a evitare la retrocessione in Serie C1; in rosa vi sono Luca Marcato, Aladino Valoti e il portiere Adriano Bonaiuti. Il successivo campionato 1989-1990 vede la seconda retrocessione consecutiva della Sambenedettese, stavolta in Serie C2, categoria mai affrontata in precedenza.

La squadra risale in terza serie e, nella stagione 1991-1992, vanta la conquista della Coppa Italia Serie C 1991-1992, battendo in finale il Siena. La stagione 1992-1993 (in cui per la prima volta la Samb è inserita nel girone A) vede l'alternarsi in panchina di Claudio Tobia, Zibì Boniek e l'esordiente Ivo Iaconi, che centra la salvezza. Nel 1994 sopraggiunge il primo fallimento societario e la Sambenedettese è costretta a ripartire dal campionato di Eccellenza Marche.


=== Gli anni duemila e duemiladieci ===
Nell'estate del 2000 si verifica una svolta: la Sambenedettese viene acquistata da Luciano Gaucci, già proprietario di Perugia e Viterbese e neoacquirente del Catania. Dopo un'iniziale crisi di risultati, la squadra viene affidata all'allenatore Giovanni Mei e vince il campionato di Serie D 2000-2001 con un ampio vantaggio sulle inseguitrici; tra i protagonisti della rosa figurano il bomber Fabrizio Fermanelli, lo stopper Stefano Colantuono e il portiere Stefano Visi.
Il campionato di Serie C2 (girone B) 2001-2002 si rivela complesso per i rossoblù: si alternano in panchina Mei, Paolo Beruatto, Enrico Nicolini e infine Stefano Colantuono, che decide di smettere di giocare per accomodarsi direttamente in panchina. Al momento del suo insediamento la Samb si trova in bassa classifica a nove giornate dal termine, ma grazie a una serie di nove vittorie consecutive riesce ad agguantare il quinto posto, l'ultimo utile per i play-off. La Sambenedettese supera in semifinale il Rimini e in finale il Brescello davanti a circa 11 000 spettatori (la gara di ritorno, disputata allo Stadio Ennio Tardini di Parma, vede l'esodo di oltre 7 000 tifosi rossoblù al seguito), conquistando la promozione in Serie C1. 
Il 4 agosto 2015 l'industriale Franco Fedeli rileva ufficialmente le quote di Gianni Moneti, diventando l'azionista di maggioranza e il presidente dell'A.S.D. Sambenedettese Calcio. Il 10 aprile 2016, vincendo il girone F del campionato di Serie D con quattro giornate di anticipo, la Sambenedettese, allenata da Ottavio Palladini, viene promossa in Lega Pro, tornando nel calcio professionistico dopo sette anni di assenza.
Al termine della stagione 2020-2021, la Società Sportiva Sambenedettese dichiara il fallimento e conclude l'anno in esercizio provvisorio, non riuscendo poi a iscriversi al successivo campionato di Serie C.


=== Dagli anni duemilaventi ===
Il 25 maggio 2021 il titolo sportivo della società viene assegnato all'imprenditore Roberto Renzi tramite asta giudiziaria. Al termine della stagione 2022-2023, durante la quale la situazione societaria precipita a causa di gravi inadempienze da parte della dirigenza, la A.S. Sambenedettese viene ufficialmente esclusa dal campionato di Serie D il 4 agosto 2023, a seguito del parere negativo già espresso in precedenza (il 27 luglio) dalla Co.Vi.So.D.
Parallelamente, nel giugno del 2023, la società del Porto d'Ascoli Calcio (militante in Serie D) fell'omonimo quartiere cittadino, guidata dal presidente Vittorio Massi, cambia la propria denominazione e i colori sociali rilevando l'eredità storica cittadina e assumendo il nome di San Benedetto Calcio, al fine di scongiurare la scomparsa del calcio a San Benedetto del Tronto. Successivamente, d'intesa con il sindaco Antonio Spazzafumo, la FIGC e il presidente Gabriele Gravina autorizzano il cambio di nome in U.S. Sambenedettese. Sotto questa nuova veste, il club disputa il campionato di Serie D 2023-2024 e ottiene il ripescaggio in Serie C, categoria in cui la formazione milita stabilmente.


== Cronistoria ==


== Colori e simboli ==


=== Colori sociali ===

La prima divisa della Sambenedettese, indossata prevalentemente nelle amichevoli d'esordio, era di colore bianco e verde; le maglie e i pantaloncini da gioco venivano confezionati direttamente dalle famiglie dei calciatori. Il passaggio alla combinazione rossoblù avvenne in seguito a una ricerca del calciatore Francesco Sciocchetti, il quale scoprì negli archivi comunali che i colori tradizionalmente attribuiti alle vesti del soldato-martire Benedetto erano proprio il rosso e il blu. Si decise quindi di adottarli come tinte sociali del club a partire dal primo incontro ufficiale della sua storia, disputato contro il Circolo Sportivo Vigor Ascoli. 
Dal 1928 le tinte istituzionali della Sambenedettese sono ufficialmente il rosso e il blu, tonalità mutate dal gonfalone municipale della città di San Benedetto del Tronto. Il completo da trasferta è tradizionalmente di colore bianco con dettagli rossoblù.
Di seguito è riportata una selezione dei modelli di divisa adottati nel corso della storia del club.


=== Simboli ufficiali ===
I simboli iconicamente legati alla squadra sono la lancetta (tipica imbarcazione a vela di piccole dimensioni usata dai pescatori sambenedettesi) e la Torre dei Gualtieri (localmente nota come Torrione, presente altresì nel blasone araldico cittadino). Dal giugno 2023, con il cambio di denominazione del Porto d'Ascoli prima in San Benedetto Calcio poi in U.S. Sambenedettese, il simbolo è il Monumento al pescatore, dedicato alla gente di mare ed alla storia dei pescatori di San Benedetto del Tronto.


==== Stemma ====
I suddetti simboli sono dunque ricorrenti negli stemmi che la società marchigiana si è attribuita nel corso della propria storia.


==== Inno ====
L'inno ufficiale viene eseguito allo stadio Riviera delle Palme prima dell'inizio di ogni partita casalinga.
In precedenza la squadra ha adottato altre composizioni. Negli anni ottanta è stato introdotto il brano Siamo la Samb, mentre negli anni duemila è stata la volta di Gino prepara lo spino. Quest'ultimo brano trae origine da un coro degli ultras rossoblù, incentrato sulla tradizione marinara della città di San Benedetto del Tronto e sul forte attaccamento alla squadra locale. Per questo coro la Curva Nord Massimo Cioffi ha preso in prestito le note e la melodia del singolo Zum zum zum di Mina; la traccia è cantata dagli stessi tifosi della curva.

È stata usata anche Nuttate de lune, una canzone popolare degli anni trenta, riconosciuta come l’inno della Città e dei sambenedettesi, ispirata alla marineria locale.


== Strutture ==


=== Stadio ===

Lo stadio che ospita le partite interne dei rossoblù è lo stadio Riviera delle Palme. L'impianto fu costruito a metà degli anni ottanta e venne premiato in Lussemburgo come miglior opera sportiva in acciaio del 1985 dall'Associazione Europea Costruzioni in Acciaio. Fu inaugurato il 10 agosto 1985 con un'amichevole fra la Lazio e la Sambenedettese, anche se l'inaugurazione ufficiosa viene comunemente considerata quella del successivo 13 agosto, in occasione di un incontro amichevole contro il Milan.

Fino al 1930 la squadra disputava le proprie partite presso il Campo Unione, inaugurato nel maggio del 1926, situato nell'attuale piazza San Giovanni Battista e soprannominato la Trappoletta o la Cajenna per via dell'atmosfera claustrofobica creata dalle mura di recinzione.
Nel 1931 venne inaugurato il campo polisportivo Littorio, che divenne la nuova sede degli incontri casalinghi. Nel 1949 il Littorio, divenuto comunale dopo la caduta del regime fascista, fu intitolato ai "Fratelli Ballarin" in onore dei due calciatori del Grande Torino scomparsi nella Tragedia di Superga. La Sambenedettese ha disputato le proprie gare presso lo stadio Fratelli Ballarin fino al termine del campionato di Serie B 1984-1985.


=== Il Rogo del Ballarin ===

Il 7 giugno 1981, poco prima del calcio d'inizio dell'incontro Sambenedettese-Matera, si sviluppò un devastante incendio nella gradinata sud, il settore occupato dagli ultras sambenedettesi, originato da una coreografia di cartoncini che andò a fuoco. La gradinata si trasformò rapidamente in una trappola: le oltre 3 500 persone che assiepavano il settore si ritrovarono nel mezzo del rogo. 
Alcuni spettatori riuscirono a salvarsi spostandosi alla loro destra verso il settore distinti o verso la tribuna ovest. Altri, istintivamente, si gettarono di sotto nel tentativo di sfollare sul campo di gioco; quel giorno, tuttavia, i cancelli di emergenza erano chiusi e gli idranti non funzionavano, e i soccorritori non riuscirono a trovare tempestivamente le chiavi per aprirli. Diverse decine di persone furono completamente avvolte dalle fiamme, mentre altre rimasero schiacciate dalla folla in panico. L'incendio causò la morte di due ragazze, Maria Teresa Napoleoni di 23 anni e Carla Bisirri di 21 anni; si registrarono inoltre 64 ustionati (di cui 11 in gravi condizioni) e un totale di 168 feriti.
La vicenda è considerata a oggi la più grave tragedia avvenuta all'interno di uno stadio italiano.


=== Centro di allenamento ===
Il centro sportivo "Orlando Marconi", noto anche come Samba Village, è situato nella frazione di Stella nel comune di Monsampolo del Tronto (in provincia di Ascoli Piceno) ed è il quartier generale nonché la sede principale degli allenamenti della prima squadra della Sambenedettese. La struttura è divenuta pienamente operativa a partire dalla fine della stagione estiva del 2020. 
In concomitanza o in alternativa alle sessioni presso il polo di Monsampolo, la prima squadra effettua talvolta le proprie sedute di allenamento e i raduni precampionato anche presso lo stadio "Marcello Ciarrocchi" a Porto d'Ascoli, impianto adibito in via principale alle attività del settore giovanile e della scuola calcio rossoblù.


== Società ==


=== Organigramma societario ===
In carica dal 9 luglio 2023:


=== Sponsor ===
Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della Sambenedettese.


=== Settore giovanile ===
Il settore giovanile della Sambenedettese è composto dalle selezioni che militano nei campionati nazionali (come la formazione Primavera) e in quelli regionali delle categorie Allievi, Giovanissimi ed Esordienti Under-13. Il club dispone inoltre di una scuola calcio ufficiale denominata Sambenedettese Academy. La direzione generale del settore giovanile è affidata a Cristian Pazzi, coadiuvato da Roberto Tempestilli nel ruolo di responsabile organizzativo.
Nel corso dei decenni il vivaio rossoblù ha costantemente contribuito alla crescita tecnica della prima squadra. Negli anni quaranta, in pieno periodo bellico, compì la trafila nelle squadre minori Luigi Traini, per poi esordire in Serie C nel dopoguerra; l'attaccante divenne uno dei simboli storici della compagine rivierasca, nonché il massimo marcatore di sempre del club. Negli anni cinquanta crebbe nel settore giovanile Rinaldo Olivieri, al debutto in prima squadra nel campionato di Serie C 1952-1953. Il decennio successivo vide l'affermazione dell'attaccante Nicola Traini e del centrocampista Giuseppe Valà, destinato a diventare una bandiera della società. Negli anni settanta debuttò il difensore Arcadio Spinozzi, lanciato nel calcio professionistico durante la Serie C 1971-1972, seguito a breve distanza dall'attaccante Marco Romiti e dal centrocampista Italo Schiavi. 
Gli anni ottanta hanno rappresentato il periodo di massima prolificità per il vivaio sambenedettese, capace di lanciare numerosi elementi impostisi stabilmente tra i professionisti: Enrico Piccioni, Pasquale Minuti, Giorgio Lunerti, Luigi Voltattorni, Mariano Coccia, Sebastiano Vecchiola, Massimiliano Fanesi, Stefano Visi, Gianfranco Parlato, Ottavio Palladini e Antonio Chimenti. A metà degli anni novanta, infine, si sono messi in luce il difensore Mirko Cudini e l'attaccante Cristian Bucchi.
Nelle competizioni giovanili la Sambenedettese annovera un Campionato Juniores Nazionali (1998-1999), due titoli regionali Giovanissimi (2010-2011, 2014-2015), due titoli regionali Allievi (2012-2013, 2014-2015) e una Coppa Allievi Professionisti (2005-2006). Il club vanta inoltre diverse partecipazioni al Torneo di Viareggio.


== La Sambenedettese nella cultura di massa ==
Nel film L'allenatore nel pallone (1984), diretto da Sergio Martino, la scena iniziale di esultanza del pubblico per la promozione della Longobarda in Serie A è in realtà quella dei tifosi della Sambenedettese per la salvezza ottenuta nel campionato precedente. Le immagini d'archivio furono riprese in occasione dell'incontro di Serie B 1983-1984 tra la Sambenedettese e la Pistoiese, disputatosi alla penultima giornata di quel torneo presso lo Stadio Fratelli Ballarin di San Benedetto del Tronto.
Nel corso dei decenni la Sambenedettese è stata inoltre citata o presa a paragone in contesti goliardici da diverse personalità della cultura, della politica e dello spettacolo italiano; tra queste figurano il giornalista e radiocronista Sandro Ciotti, Massimo D'Alema, Beppe Severgnini, Giampiero Mughini e Pippo Franco.


== Allenatori e presidenti ==


== Calciatori ==


== Palmarès ==


=== Competizioni nazionali ===
Serie C: 2 
1955-56, e 1973-1974 (girone B)
 Coppa Italia Serie C: 1 
1991-1992


=== Competizioni interregionali ===
Serie D: 4 
2000-2001 (girone F), 2012-2013 (girone F), 2015-2016 (girone F) 2024-2025 (girone F)


=== Competizioni regionali ===
Eccellenza: 3 
1994-1995, 2009-2010 e 2013-2014


=== Competizioni giovanili ===
Campionato Juniores Nazionali: 1 
1998-1999
Campionato regionale Giovanissimi: 2
2010-2011, 2014-2015
Campionato regionale Allievi: 2
2012-2013, 2014-2015
Coppa Allievi Professionisti: 1
2005-2006


=== Altri piazzamenti ===
Serie C:
Secondo posto: 1946-1947 (girone F), 1947-1948 (girone Q)
Terzo posto: 1949-1950 (girone C), 1951-1952 (girone C), 1963-1964 (girone C), 1965-1966 (girone C), 1969-1970 (girone B), 1970-1971 (girone B), 1971-1972 (girone B), 2017-2018 (girone B)
Serie C1:
Secondo posto: 1980-1981 (girone B)
Serie C2:
Secondo posto: 1990-1991 (girone C)
Vittoria play-off: 2001-2002
Serie D:
Secondo posto: 2011-2012 (girone F)
Terzo posto: 2014-2015 (girone F)
Campionato Nazionale Dilettanti:
Terzo posto: 1996-1997 (girone F), 1997-1998 (girone F)
 Coppa Italia Serie C:
Semifinalista: 1992-1993
Coppa Italia Dilettanti Marche:
Semifinalista: 2013-2014


== Statistiche e record ==


=== Partecipazione ai campionati ===

La Sambenedettese ha disputato 74 stagioni sportive a livello nazionale a partire dall'esordio in Prima Divisione, escludendo le partecipazioni ai campionati regionali prima della seconda guerra mondiale. E non fu ufficialmente attiva nel 1929-1930 e 1935-1936. Sono anche escluse le annate successive al fallimento del 1994, 2009 e 2013, in cui partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Marchigiano, cui afferiva anche anteriormente al 1932.


=== Statistiche individuali ===
I capitani storici
1949-50 -  Piero Persico
1950-55 -  Luigi Traini (I)
1955-58 -  Alberto Astraceli
1958-60 -  Biagio Dreossi
1960-64 -  Angelo Buratti
1964-72 -  Paolo Beni
1972-76 -  Aldo Anzuini
1976-80 -  Francesco Chimenti (I)
1980-86 -  Luigi Cagni
Migliori marcatori in assoluto

Giocatori più presenti in assoluto


=== Contributo alle nazionali ===


=== Italia ===
Stefano Visi, partecipa nel 1993 con la Nazionale olimpica ai Giochi del Mediterraneo in Francia; nel 1994 con l'Italia partecipa al Campionato Europeo di Calcio. In totale con le Nazionali giovanili ha giocato dal 1992 al 1994 collezionando 19 convocazioni ed 8 presenze.


=== Vincitori di titoli ===
Calciatori che nelle loro rispettive carriere hanno indossato la maglia della Sambenettese hanno vinto titoli con la Nazionale maschile di calcio dell'Italia:

Campioni del mondo
  Franco Causio (Spagna 1982)
  Franco Selvaggi (Spagna 1982)
Campioni europei
  Campionato d'Europa under 21: 1  Stefano Visi (Francia 1994)


== Tifoseria ==


=== Storia ===

La maggioranza dei tifosi della Sambenedettese proviene da San Benedetto del Tronto e dai comuni limitrofi. Lungo la costa adriatica marchigiana il club vanta un notevole seguito: da Grottammare (con cui confina formando un unico agglomerato urbano) a Cupra Marittima, Campofilone, Pedaso, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche e Porto Potenza Picena. Nella provincia di Ascoli Piceno la presenza è radicata a Massignano, Ripatransone e Montefiore. Sostanzioso è anche il seguito nei comuni della Valle del Tronto, a partire dalla confinante Monteprandone e dalla sua popolosa frazione di Centobuchi, risalendo la vallata fino a Castel di Lama. Numerosi sostenitori provengono inoltre dal vicino Abruzzo, in particolare dalle confinanti località di Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto. Vi è infine un bacino di appassionati nelle zone dell'Italia centro-settentrionale in cui risiedono comunità di cittadini sambenedettesi emigrati.


=== Gemellaggi e rivalità ===

La tifoseria rossoblù sostiene due gemellaggi storici molto sentiti da ambo le parti: con la Civitanovese, legame nato nei primi anni ottanta, e con il Rimini. 
Un importante rapporto di amicizia sussiste con diversi gruppi della tifoseria della Roma, tra cui Romanismo, PGU, Ultras Primavalle, Fedayn e Boys. Altre relazioni amichevoli degne di nota si registrano con i sostenitori di Avellino, Taranto, Chieti, Sangiustese e Crotone (nello specifico tra i sodalizi Gioventù Pitagorica e Onda d'urto). In campo internazionale si segnalano ottimi rapporti con i sostenitori tedeschi del Bayern Monaco e del Friburgo, oltre che con i francesi del Montpellier. In passato vi è stato inoltre un gemellaggio ufficiale con il Verona.

La maggiore rivalità storica e geografica intercorre con la tifoseria dell'Ascoli. I sostenitori rossoblù si sono resi protagonisti di accesi confronti con la fazione picena; tra gli episodi più noti si ricorda l'invasione di campo avvenuta allo Stadio Del Duca il 1º marzo 1970. La contestazione nacque a seguito di un calcio di rigore, ritenuto inesistente dagli ospiti, decretato dall'arbitro Vito Porcelli di Lodi a favore dei padroni di casa e successivamente trasformato dall'ex rossoblù Abramo Pagani. I sostenitori della Sambenedettese abbatterono la rete di recinzione entrando in massa sul terreno di gioco; la situazione tornò sotto controllo solo dopo un massiccio intervento delle forze dell'ordine.
Altre importanti ostilità in ambito regionale si registrano verso la tifoseria dell'Ancona. Di minore entità, sempre all'interno dei confini marchigiani, sono le rivalità con Vis Pesaro, Maceratese e con la Fermana.
Fuori dalle Marche, sussistono accese rivalità con le compagini abruzzesi dell'Aquila e del Pescara. In Italia meridionale spiccano i dissidi con le tifoserie campane di Cavese e Juve Stabia, oltre a quello storico con il Foggia. Rapporti tesi o non idilliaci si riscontrano infine con i sostenitori di Vicenza, Arezzo, Bari, Brescia, Cesena, Perugia, Siena, Teramo e Ternana.


== Organico ==


=== Rosa 2025-2026 ===
Rosa aggiornata al 1 settembre 2025.


== Note ==
Esplicative

Bibliografiche


== Bibliografia ==
Bruno Ranieri e Emidio Lattanzi. "Storie di Samb", calcio e solidarietà in un libro, Comune di San Benedetto del Tronto, 2012.
LLC Books. S.S. Sambenedettese Calcio S.S. Sambenedettese Calcio: S.S. Sambenedettese Calcio Managers, S.S. Sambenedettese Cals.S. Sambenedettese Calcio Managers (Inglese) Copertina flessibile, 180 pp, 11 giugno 2010.
Michele Rossi. "Quaderno Rossoblu", dedicato a Paolo Beni, Laboratorio Terraviva Editore, dicembre 2014. Copertina flessibile, 34 pp.


== Voci correlate ==
San Benedetto del Tronto
Sport a San Benedetto del Tronto
Sport nelle Marche
Rogo del Ballarin
Stadio Fratelli Ballarin
Stadio Riviera delle Palme


== Altri progetti ==

 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su U.S. Sambenedettese


== Collegamenti esterni ==

Sito ufficiale, su ussambenedettese.it. 
(DE, EN, IT) U.S. Sambenedettese, su Transfermarkt, Transfermarkt GmbH & Co. KG. 
U.S. Sambenedettese, su int.soccerway.com, Livesport Group. 
Sambenedettese. rosa e schede calciatori aggiornate su TuttoCalciatori.Net