Tormento (rapper)
Tormento, pseudonimo di Massimiliano Cellamaro (Reggio Calabria, 6 settembre 1975), è un rapper e produttore discografico italiano, fratello dei rapper Esa e Marya.
== Biografia ==
Nato a Reggio Calabria, a cui dedicherà poi la canzone Da dove scrivo, in riferimento soprattutto alla sua casa d'infanzia presso "il parco di via Melacrino", da padre originario di Cerignola e da madre reggina, a seguito dei frequenti spostamenti della famiglia cresce tra Varese, Novara, Castellana Grotte e Genova. Si forma musicalmente sotto l'influenza dell'hip hop statunitense, in particolar modo di rapper e gruppi della west coast come Tupac Shakur, Snoop Dogg e N.W.A; inoltre, fra i suoi ascolti, c'è molto R&B e soul (Marvin Gaye, Al Green, Curtis Mayfield). Si tratta di ascolti che si riveleranno determinanti nell'influenzare la sua produzione musicale: in particolare i modelli dell'hip hop saranno continuo riferimento per la prima produzione come rapper dei Sottotono; la sua cultura e vocazione soul emergeranno maggiormente a partire dalla carriera solista.
=== Sottotono ===
Inizia la sua carriera nel gruppo Sottotono, formato inizialmente da quattro membri e poi ridotto a un duo insieme a Big Fish, che produce le basi. Con il primo album Soprattutto sotto (1994) e il singolo La mia coccinella (diventato un tormentone estivo e usato in TV, Il disco sorpassa le 80 000 copie), il gruppo ottiene un discreto successo. Il secondo album, Sotto effetto stono (1996), pubblicato dalla Warner, li porta al successo con vendite che superano le 220 000 copie, il doppio disco di platino e il premio rivelazione al Festivalbar 1997. Nel 1999 esce Sotto lo stesso effetto con ulteriori hit, mentre nel 2001 partecipano a Sanremo con Mezze verità , non senza controversie e censura. Nello stesso anno esce l'ultimo album del gruppo, ...In teoria, pubblicato sempre dalla Warner. Negli anni successivi vengono pubblicati Greatest hits e remix.
=== Carriera solista ===
Dallo stop dei Sottotono nel 2002, Tormento intraprende la carriera solista, utilizzando anche lo pseudonimo Yoshi Torenaga. Inizia con l’EP Una nuova visione del mondo e l’album Il mondo dell'illusione (2004), esprimendo risentimento verso l’industria musicale e i falsi amici. Nel 2006 pubblica il doppio album Il mio diario, diviso in due parti – una più rap e l’altra orientata al soul – seguito da ulteriori lavori come Alibi (2007), Rabbia (2009) e No Escape (2011). Parallelamente, nella primavera del 2008 Tormento collabora con suo fratello Esa per il progetto Siamesi Brothers. Insieme realizzano un album omonimo, seguito da un EP (Siamesi Show Down, 2009) e da un secondo album (La macchina del funk, 2010), che vedono la partecipazione di vari artisti della scena hip hop italiana.
Appare in un breve messaggio finale nell'album di Max Pezzali Hanno ucciso l'Uomo Ragno 2012, alla fine della traccia S'inkazza (questa casa non è un albergo) (feat Ensi). Nel 2014 il video del brano Mantenere, prodotto da DJ Squarta ed estratto dall'album di Primo Brown & Tormento El micro de oro, pubblicato nel marzo 2014. Il mese successivo esce il secondo singolo Per stare fresco prodotto da Fritz da Cat. Sempre nel 2014, ha partecipato al documentario Numero zero - Alle origini del rap italiano, che racconta le origini dell'hip hop italiano. Il 3 giugno 2015 ha pubblicato, sotto etichetta Thaurus, il suo quarto album in studio da solista Dentro e fuori. Nel 2019 ritorna sulle scene musicali con il singolo Acqua su Marte, in collaborazione con J-Ax, seguito il 26 luglio da 2 gocce di vodka e il 22 novembre da Per quel che ne so, inciso con la collaborazione dei Tiromancino.
Nel 2021 prende una pausa dall’attività solista per il nuovo album dei Sottotono Originali, pubblicato da Island Records/Universal. Al disco partecipano artisti come: Tiziano Ferro, Guè, Marracash, Elodie, Luchè, Coco, Coez, Fabri Fibra, Emis Killa, Jake La Furia. Nell’album è presente anche una strofa postuma di Primo Brown nel brano Cronici 2021. Dopo la parentesi Sottotono, riprende le sue pubblicazioni di singoli, EP e video, oltre l’interminabile attività live. Nel febbraio del 2025 ha partecipato al 75º Festival di Sanremo con il brano La mia parola di Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento, con cui gli artisti si sono classificati al diciottesimo posto finale.
== Altre attività ==
=== RapCiclopedia ===
Nel giugno del 2022 pubblica insieme a Matteo Politanò per Baldini+Castoldi RapCiclopedia. La biografia di Tormento, protagonista della scena rap italiana dagli anni Novanta, si intreccia con la storia della nascita e dell’ascesa della cultura hip hop in Italia. Per questo motivo, raccontare la vita di Tormento e come si snoda nel contesto delle diverse ere del rap è di fatto l’opportunità per costruire una sorta di enciclopedia non solo di un genere musicale, ma anche di un intero universo culturale di riferimento. Dopo aver esordito nel 1996 con un album che è una pietra miliare dell’hip hop italiano, Sotto effetto stono, il rapper di Varese avvia un percorso di esplorazione musicale ampio e di vocazione internazionale, introducendo nel panorama tradizionale italiano elementi soul, urban e R&B. Non solo i suoi singoli e i suoi album (basta ricordare un progetto iconico come El Micro De Oro insieme a Primo Brown), ma anche l’esperienza unica della crew Area Cronica hanno segnato la storia della musica rap e hip hop in italia. Rapciclopedia è un viaggio di vent’anni nella vita di Tormento, nella musica, nello stile underground che ha segnato più di una generazione: storie di vita vissuta tra la strada e il jet-set, di grandi e fugaci amori, di amicizie e dissing, di un grande successo e di rischi, di sperimentazione e di contrasti. Una storia, insomma, che ha le fattezze di un film o di un romanzo, ma è vera e capace di segnare con i suoi alti e bassi un intero panorama musicale ed esistenziale che ancora oggi ha moltissime cose da dire.
=== Sotto Effetto Podcast ===
"La luce del jet set produce ombre che non tutti vedono, ma se fai un gioco per tanto tempo puoi impararne i trucchi. Io voglio sverlarli tutti" (Tormento) è un viaggio nel sottobosco della musica alla ricerca dei suoi segreti. Per rispondere ai quesiti di ogni puntata, Tormento ha coinvolto alcuni tra i più brillanti artisti della scena italiana come Giorgia, Tiziano Ferro, J-Ax, Guè, Danno, Coez, Izi, Luché, Shablo, Ensi e Esa.
== Discografia ==
=== Da solista ===
2004 – Il mondo dell'illusione (pubblicato come Yoshi)
2006 – Il mio diario
2007 – Alibi
2009 – Rabbia (pubblicato come Yoshi)
2011 – Nessuna eccezione - No Escape (con Lefty)
2014 – El micro de oro (con Primo Brown)
2015 – Dentro e fuori
2021 – IXC - The Lost Album (pubblicato come Yoshi)
2026 – Antidoto
=== Con i Sottotono ===
1994 – Soprattutto sotto
1996 – Sotto effetto stono
1999 – Sotto lo stesso effetto
2001 – ...In teoria
2021 – Originali
=== Con i Siamesi Brothers ===
2008 – Siamesi Brothers
2010 – La macchina del funk
== Pubblicazioni ==
2022 – Rapciclopedia. La mia storia – (Baldini+Castoldi)
== Filmografia ==
=== Cinema ===
Semiautomatico, regia di Aj Sikabony (1999)
Zora la vampira, regia dei Manetti Bros. (2000)
Non smettere di sognare, regia di Roberto Burchielli (2009)
Zeta - Una storia hip-hop, regia di Cosimo Alemà (2016)
=== Documentari ===
Materia viva, regia di Marco Falorni, Andrea Frassoni e Stefania Vialetto (Rai 3, 2023)
== Note ==
== Voci correlate ==
El Presidente
Marya
Rival Capone
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Tormento
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tormento
== Collegamenti esterni ==
Sito ufficiale, su tormento.it.
(EN) Tormento / Massimiliano Cellamaro, su Discogs, Zink Media.
(EN) Tormento (Italian rapper) / Massimiliano Cellamaro (Italian rapper), su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
Tormento, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
(EN) Tormento, su IMDb, IMDb.com.
(EN) Tormento, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
Mauro Forghieri
Mauro Forghieri (Modena, 13 gennaio 1935 – Modena, 2 novembre 2022) è stato un ingegnere, progettista e dirigente sportivo italiano, progettista di monoposto di Formula 1, direttore tecnico della Scuderia Ferrari dal 1962 al 1971 e dal 1973 al 1987, con la quale conquistò 7 titoli costruttori.
== Biografia ==
Figlio unico di Reclus e Afra Gori, nacque da famiglia di condizione operaia. Il padre era un abile tornitore che durante gli anni della Seconda guerra mondiale aveva lavorato per le officine meccaniche Ansaldo di Napoli, impegnate nello sforzo bellico. Di ritorno a Modena, al termine del conflitto, Reclus iniziò a lavorare per la Ferrari di Maranello, divenendo in breve tempo uno dei meccanici motoristi più autorevoli del Reparto corse. Nel frattempo Mauro frequentò il liceo scientifico e, nel 1959, si laureò in Ingegneria meccanica all'Università di Bologna con il progetto di un motore bicilindrico "piatto".
=== Ferrari ===
Nel 1959, appena raggiunta la laurea, grazie alle buone influenze del padre, fu immediatamente assunto alla Ferrari, in forza al reparto corse, contemporaneamente al coetaneo Gian Paolo Dallara. Forghieri venne assegnato allo sviluppo dei motori, mentre Dallara fu impiegato nella progettazione dei telai; entrambi sotto la direzione dell'ingegner Carlo Chiti.
Sul finire del 1961, dopo il matrimonio con Franca Barbieri e la nascita del primo figlio Alessandro, con il licenziamento di Chiti e il passaggio di Dallara alla Maserati, Forghieri fu chiamato da Enzo Ferrari nel ruolo di Responsabile del Reparto Tecnico per le vetture da corsa, dedicandosi principalmente alla Formula 1 e alle vetture della categoria Sport Prototipo.
Uno dei primi incarichi riguardò la messa a punto della 250 GTO, con la modifica del ponte posteriore al fine di migliorarne la stabilità nei curvoni veloci.
Tra i prototipi si segnalano i sei successi nel Mondiale Marche (ultimo dei quali conquistato nel 1972) e l'arrivo in parata alla 24 Ore di Daytona del 1967.
Nel 1969 si registra il successo nel Campionato europeo della montagna con la Ferrari 212 E.
In Formula 1 la prima vittoria arrivò al Gran Premio di Germania del 1963, con la Ferrari 156 F1-63 di John Surtees. Al termine della stagione 1964 John Surtees, su Ferrari 158, ottenne il titolo di campione del mondo, mentre la scuderia vinse il titolo costruttori.
Nel 1968, durante il Gran Premio del Belgio, l'ingegner Forghieri introdusse i primi alettoni in una monoposto di Formula 1, destinati in un breve arco di tempo a rivoluzionare radicalmente la fisionomia di tutte le vetture da corsa.
Negli anni settanta progettò le fortunate vetture della serie 312 (in particolare le iridate 312 T, T2 e T4) con cambio trasversale, azionate da un propulsore a 12 cilindri "piatto", che tra il 1975 e il 1979 portarono alla vittoria di 4 campionati del mondo costruttori di Formula 1 e 3 titoli piloti (con Niki Lauda e Jody Scheckter).
Agli inizi degli anni 1980 Forghieri introdusse in Ferrari i motori turbocompressi, progettando la serie 126 (126 CK, 126 C2, 126 C3 e 126 C4), con la quale la scuderia si aggiudicò il mondiale costruttori nelle stagioni 1982 e 1983. Sotto la sua guida, la Ferrari ha vinto complessivamente 54 Gran Premi iridati, 4 titoli mondiali piloti e 7 titoli mondiali costruttori.
Nel 1984, a causa di alcuni contrasti sorti a seguito della ristrutturazione della squadra corse promossa dalla FIAT, rassegnò le dimissioni, dedicandosi così alla progettazione di alcuni prototipi (come la Ferrari 408 4RM) in seno all'ufficio Ricerche e studi avanzati della Ferrari.
=== Lamborghini ===
Conclusa la sua esperienza in Ferrari nel 1987, Forghieri si unì, come membro del consiglio di amministrazione e responsabile tecnico, al team di Lamborghini Engineering, un'organizzazione voluta da Lee Iacocca a quel tempo CEO di Chrysler e artefice dell'acquisizione, da parte di quest'ultima, di Lamborghini, storica costruttrice emiliana di "Supercar".
In questa organizzazione – che aveva come direttore sportivo l'ex ferrarista Daniele Audetto – Forghieri progettò un motore aspirato V12 che partecipò al mondiale del 1989 con i colori della scuderia Larrousse (con Philippe Alliot alla guida).
A seguito delle performance positive del propulsore (che nel 1993 era stato provato dalla McLaren, con Ayrton Senna, che però fu poi allettata dalle offerte economiche della Peugeot), nacque il progetto di costruire un'intera vettura, finanziata dall'uomo d'affari messicano Fernando Gonzalez Luna. La vettura, la cui carrozzeria fu disegnata da Mario Tolentino, avrebbe dovuto debuttare nel 1991, ma, alla vigilia dell'inaugurazione ufficiale, Luna scomparve, assieme ad una cospicua somma di denaro di sponsorizzazione.
La vettura debuttò ugualmente sotto gli auspici finanziari dell'italiano Carlo Patrucco e sotto i colori del neonato Modena Team.
=== Dopo la Formula 1 ===
Conclusa l'esperienza – non fortunata – del Modena Team, Forghieri lasciò poco dopo anche la Lamborghini, per divenire, nel 1992, direttore tecnico della rinascente Bugatti. Forghieri lascia la Bugatti nel 1994 – anno in cui viene anche convocato come esperto a testimoniare al processo per la morte, sulla pista di Imola, del pilota Ayrton Senna – per cofondare, assieme a Franco Antoniazzi e a Sergio Lugli, la Oral Engineering Group, una società di progettazione meccanica di cui segue le attività , si ricorda ad esempio la commessa per la realizzazione del motore aspirato di Formula 1 della BMW.
È morto a Modena il 2 novembre 2022 all'età di 87 anni. Dopo i funerali svoltisi presso la chiesa di San Pietro apostolo, la salma di Forghieri è stata cremata presso il tempio crematorio del Cimitero di San Cataldo, a Modena.
Nel 2024 è stato prodotto Mauro Forghieri: Il Calabrone che fece volare la Ferrari, diretto da Ylenia Politano, Forghieri è interpretato da Lorenzo Neri, il film è stato presentato al Motorvalley Festival di Modena.
== Onorificenze ==
== Opere ==
M. Forghieri, D. Buzzonetti, Mauro Forghieri. 30 anni di Ferrari e oltre, Prato, Giunti Editore, 2008. ISBN 978-88-0906-209-2
M. Forghieri, D. Buzzonetti, La Ferrari secondo Forghieri. Dal 1947 ad oggi, Vimodrone (MI), Giorgio Nada Editore, 2012. ISBN 978-88-7911-537-7
M. Forghieri, M. Giachi, D. Buzzonetti, Capire la Formula 1: i segreti della sua evoluzione dagli anni '60 a oggi, Argelato (BO), Minerva, 2017. ISBN 978-88-7381-943-1
== Note ==
== Bibliografia ==
Mauro Forghieri e Daniele Buzzonetti, Mauro Forghieri : 30 anni di Ferrari, Firenze, Giunti Editore, 2008, ISBN 978-88-0906-209-2.
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Mauro Forghieri
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mauro Forghieri
== Collegamenti esterni ==
(EN) Mauro Forghieri, su Goodreads.