Riley Keough

Danielle Riley Keough (Los Angeles, 29 maggio 1989) è una modella e attrice statunitense.


== Biografia ==
Nata a Los Angeles il 29 maggio 1989, è figlia della cantante Lisa Marie Presley e del musicista Danny Keough; suo nonno materno fu il cantante Elvis Presley, mentre sua nonna materna è l'attrice Priscilla Presley. Aveva un fratello minore, Benjamin Keough, morto suicida a 27 anni il 12 luglio 2020, e ha due sorellastre, le gemelle Finley Aaron Love Lockwood e Harper Vivienne Ann Lockwood, nate dal quarto matrimonio della madre con il chitarrista Michael Lockwood.
Inizia la sua carriera come modella giovanissima: all'età di dodici anni partecipa ad una campagna pubblicitaria di Tommy Hilfiger, mentre a quattordici anni debutta sulle passerella, sfilando per la collezione autunno/inverno di Dolce & Gabbana. Nello stesso anno appare sulla copertina di Vogue, al fianco della madre e di sua nonna Priscilla, fotografate da Annie Leibovitz. Nel 2005 lavora per Christian Dior, sfilando per la collezione primavera/estate e diventando testimonial del profumo Miss Dior Chérie.
Debutta come attrice nel 2010 nel film The Runaways di Floria Sigismondi, film biografico sull'omonimo gruppo rock degli anni settanta, dove la Keough interpreta Marie Currie, sorella di Cherie Currie. Nel 2011 recita al fianco di Orlando Bloom nel thriller The Good Doctor. Nel 2013 partecipa come protagonista al video del brano TKO di Justin Timberlake, mentre nel 2014 è protagonista in Miu Miu Women's Tales No.7, campagna pubblicitaria di Miu Miu.


== Vita privata ==
Ha avuto una relazione con l'attore Alex Pettyfer, conosciuto durante le riprese di Magic Mike. Nel 2012, durante le riprese di Mad Max: Fury Road, conosce il cascatore australiano Ben Smith-Petersen; dopo sei mesi di fidanzamento, i due si sposano il 4 febbraio 2015 a Napa, in California.
Sua madre Lisa Marie Presley è morta a 54 anni per un arresto cardiaco il 12 gennaio 2023 e, durante un tributo commemorativo letto a nome di Keough, suo marito ha rivelato che la coppia ha avuto una figlia nata nel 2022.


== Agenzie ==
Storm Models - Londra
D'management Group
Marilyn Agency - Parigi
DNA Model Management
Marilyn Agency - New York


== Filmografia ==


=== Attrice ===


==== Cinema ====
The Runaways, regia di Floria Sigismondi (2010)
The Good Doctor, regia di Lance Daly (2011)
Yellow, regia di Nick Cassavetes (2012)
Kiss of the Damned, regia di Xan Cassavetes (2012)
Magic Mike, regia di Steven Soderbergh (2012)
Jack and Diane, regia di Bradley Rust Gray (2012)
Mad Max: Fury Road, regia di George Miller (2015)
Dixieland, regia di Hank Bedford (2015)
Lovesong, regia di So Yong Kim (2016)
American Honey, regia di Andrea Arnold (2016)
La scoperta (The Discovery), regia di Charlie McDowell (2017)
We Don't Belong Here, regia di Peer Pedersen (2017)
It Comes at Night, regia di Trey Edward Shults (2017)
La truffa dei Logan (Logan Lucky), regia di Steven Soderbergh (2017)
Welcome to the Stranger, regia di Justin Kelly (2018)
Under the Silver Lake, regia di David Robert Mitchell (2018)
La casa di Jack (The House That Jack Built), regia di Lars von Trier (2018)
Hold the Dark, regia di Jeremy Saulnier (2018)
The Lodge, regia di Veronika Franz e Severin Fiala (2019)
Dove la terra trema (Earthquake Bird), regia di Wash Westmoreland (2019)
Le strade del male (The Devil All the Time), regia di Antonio Campos (2020)
Zola, regia di Janicza Bravo (2020)
Sasquatch Sunset, regia di Nathan e David Zellner (2024)
Hurry Up Tomorrow, regia di Trey Edward Shults (2025)
Jay Kelly, regia di Noah Baumbach (2025)


==== Televisione ====
The Girlfriend Experience - serie TV, 13 episodi (2016)
Paterno, regia di Barry Levinson - film TV (2018)
Riverdale - serie TV, 1 episodio (2018)
The Terminal List - serie TV, 8 episodi (2022)
Daisy Jones & The Six, regia di James Ponsoldt e Nzingha Stewart - miniserie TV (2023)
Under the Bridge - miniserie TV (2024)


==== Cortometraggi ====
The Strange Strangers, regia di Juliana Sorelli (2012)
Blake, regia di Brendan Sexton III (2013)
Supermodel Acting Class, regia di Graydon Sheppard (2013)
Hollywood Lucifer, regia di Juliana Sorelli (2014)
Madame Le Chat, regia di Juliana Sorelli (2014)
Spark and Light, regia di So Yong Kim (2014)
Play the Wind, regia di Alex Prager (2019)


==== Videoclip ====
TKO - Justin Timberlake (2013)


=== Regista ===


==== Cinema ====
War Pony (2022)


=== Doppiatrice ===
The Guilty, regia di Antoine Fuqua (2021)
Calls - serie TV, 1 episodio (2021)


== Riconoscimenti ==
Golden Globe
2017 - Candidatura alla miglior attrice in una mini-serie o film per la televisione per The Girlfriend Experience
2024 - Candidatura alla migliore attrice in una miniserie o film televisivo per Daisy Jones & The Six
Festival di Cannes
2022 - Caméra d'or per War Pony
2022 - Candidatura all'Un Certain Regard per War Pony
MTV Movie & TV Awards
2023 - Candidatura per la miglior performance in una serie televisiva per Daisy Jones & The Six
2023 - Candidatura per il miglior bacio (condiviso con Sam Claflin) per Daisy Jones & The Six
Torino Film Festival
2022 - Premio Scuola Holden (miglior sceneggiatura) per War Pony


== Doppiatrici italiane ==
Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Riley Keough è stata doppiata da:

Francesca Manicone in The Girlfriend Experience, Le strade del male, Under the Silver Lake, Under the Bridge, Jay Kelly
Joy Saltarelli in Mad Max: Fury Road, La scoperta, Paterno, Dove la terra trema
Valentina Favazza in La casa di Jack, The Terminal List
Letizia Ciampa ne La truffa dei Logan, The Lodge
Giulia Franceschetti in American Honey
Olivia Costantini in It Comes at Night
Chiara Leoncini in Daisy Jones & The Six
Domitilla D'Amico in Calls
Eva Padoan in Hurry Up Tomorrow
Da doppiatrice è sostituita da: 

Valentina Favazza in The Guilty


== Note ==


== Altri progetti ==

 Wikiquote contiene citazioni di o su Riley Keough
 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Riley Keough


== Collegamenti esterni ==

(EN) Riley Keough, su Fashion Model Directory, Fashion One Group. 
(EN) Riley Keough, su Models.com, Models.com, Inc. 
(EN) Opere di Riley Keough, su Open Library, Internet Archive. 
Riley Keough, su Last.fm, CBS Interactive. 
(EN) Riley Keough, su Discogs, Zink Media. 
(EN) Riley Keough, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. 
(EN) Riley Keough, su Genius.com. 
Riley Keough, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo. 
Riley Keough, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. 
Riley Keough, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l.. 
Riley Keough, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l.. 
Riley Keough, su Comingsoon.it, Anicaflash. 
(EN) Riley Keough, su IMDb, IMDb.com. 
(EN) Riley Keough, su AllMovie, All Media Network. 
(EN) Riley Keough, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. 
(EN) Riley Keough, su Metacritic, Red Ventures. 
(EN) Riley Keough, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. 
(EN) Riley Keough, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018). 
(DE, EN) Riley Keough, su filmportal.de. 
(EN) Riley Keough, su Behind The Voice Actors, Inyxception Enterprises.

Johan de Witt

Johan de Witt, ovvero Jan de Witt (Dordrecht, 24 settembre 1625 – L'Aia, 20 agosto 1672), è stato un politico e matematico olandese.
Figura chiave nella politica della Repubblica delle Sette Province Unite, nel periodo che va sotto il nome di Secolo d'oro olandese. Con lo zio Cornelis de Graeff, de Witt ha dominato le istituzioni olandesi del tempo.


== Gli anni giovanili ==
Johan de Witt era figlio di Jacob de Witt, un influente membro della famiglia De Witt, patriziato cittadino di Dordrecht, che, nel diciassettesimo secolo, era una delle più importanti città della Provincia d'Olanda. Johan e suo fratello maggiore Cornelis de Witt crebbero in un ambiente privilegiato, in particolare per quanto riguarda l'educazione; suo padre contava infatti tra le sue migliori conoscenze molti importanti eruditi e scienziati, come Isaac Beeckman, Jacob Cats, Gerhard Vossius ed Andreas Colvius. Inoltre Jacob de Witt teneva in grande considerazione anche lo stoicismo.
Johan e Cornelis frequentarono entrambi la Scuola di latino di Dordrecht, che lasciò in loro profondamente impressi i valori dell'Antica Roma d'età repubblicana. Johan provò inoltre di essere un allievo di grande talento e intelligenza e tra le varie cose fu prescelto per recitare il ruolo di Giulio Cesare in un lavoro teatrale della scuola.
Dopo aver terminato gli studi presso la Scuola di latino a Dordrecht, Johan entrò all'Università di Leida dove rivelò una straordinaria inclinazione per la matematica e il diritto. Ricevette la laurea dall'Università di Angers nel 1645. Esercitò l'avvocatura a L'Aia presso lo studio forense di Frans van Schooten.


== La carriera politica ==

Nel 1650 fu nominato capo della delegazione di Dordrecht per gli Stati Generali delle Sette Province; nello stesso anno moriva il Principe d'Orange, mentre sua moglie Maria Enrichetta dava alla luce il figlio Guglielmo, futuro Statolder e Re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda. Nel 1653 suo zio, Cornelis de Graeff, lo nominò Pensionario del Consiglio d'Olanda e, allo stesso tempo, l'effettivo capo del governo. Controllando la Contea d'Olanda, la più potente delle Sette Province, divenne ben presto la più importante figura politica dell'intera repubblica, posizione che gli fece ottenere la ben più prestigiosa carica di Gran Pensionario, titolo che conserverà fino alla morte.
Johan de Witt e De Graeff favorirono l'apertura di trattative di pace con l'Inghilterra al termine della Prima guerra anglo-olandese, coronate con la firma del Trattato di Westminster nel 1654. Il documento, tuttavia, conteneva una clausola segreta, l'Atto di Esclusione (Act of Seclusion), che impediva agli olandesi di nominare l'erede del defunto Guglielmo II d'Orange nuovo Statolder delle Province Unite. Questa clausola venne apposta per il deliberato volere di Cromwell, il quale riteneva che un parente in linea diretta di Carlo I, il Re d'Inghilterra processato e condannato a morte dal Parlamento, sarebbe stato contro gli interessi del Commonwealth. De Witt sembrò piegarsi al volere di Cromwell e fece tutto il possibile per impedire che qualsiasi membro della Casa d'Orange salisse al potere, spingendo alcune province ad abolire persino la carica di Statolder. Influenzato dai valori romani d'età repubblicana appresi in gioventù, egli sostenne una politica improntata alla teoria del repubblicanesimo. È noto che egli contribuì personalmente a "L'interesse dell'Olanda", un pamphlet di stampo radicale pubblicato nel 1662 dal suo sostenitore Pieter da la Court.
Nel 1660 le Province Unite, sotto la guida di De Witt, De Graeff con il figlio Pieter de Graeff e Gillis Valckenier, decisero di prendere in carico l'educazione di Guglielmo III d'Orange per assicurarsi che egli avrebbe acquisito le necessarie abilità per assolvere le future e ancora non ben determinate funzioni.

 
De Witt poneva le basi del suo potere sull'appoggio della ricca classe mercantile, tra le cui file si contavano molti membri della cosiddetta "Fazione degli Stati", che si opponeva all'altra potente avversaria, la "Fazione degli Orange". Questa divisione della società olandese rispecchiava anche l'antagonismo tra le due correnti all'interno del calvinismo, quella più moderata e quella conservatrice. Nel periodo che seguì la ratifica del trattato di Westminster, le Province Unite, sotto la guida di de Witt, ebbero un fiorire del commercio e dell'influenza nella politica europea. Il Gran Pensionario dispose la ricostruzione e il potenziamento dell'imponente flotta della repubblica, nominando uno dei suoi collaboratori politici, l'Ammiraglio Jacob van Wassenaer Obdam, comandante supremo della marina da guerra. In seguito De Witt strinse amicizia anche con l'Ammiraglio Michiel de Ruyter, uno dei più famosi della storia dei Paesi Bassi. 
Il 4 marzo 1665, dopo alcuni incidenti coloniali avvenuti in Africa e nelle Americhe, l'Inghilterra dichiarò guerra alle Province Unite dando inizio alla Seconda guerra anglo-olandese. La guerra andò avanti tra alterne vicende fino al 1667, quando gli olandesi riportarono la sfolgorante vittoria sul Medway, annientando la flotta inglese posta all'àncora nella rada di Chatham. Questa devastante sconfitta spinse re Carlo II ad aprire trattative di pace che si chiusero con la firma del Trattato di Breda (1667), un accordo che risultò abbastanza favorevole per le Province Unite e che segnò il trionfo della politica di de Witt.
Nello stesso 1667 De Witt, Andries de Graeff, Gaspar Fagel e Gillis Valckenier promossero l'adozione, da parte degli Stati provinciali d'Olanda,  dell'«editto eterno» (Eeuwig Edict), con il quale si provvedeva all'abolizione perpetua dello statolderato nella provincia, alla fissazione dell'incompatibilità tra la carica di capitano generale dell'Unione e quella di statolder di una qualsiasi delle province, e al trasferimento delle prerogative dello statolder d'Olanda agli Stati provinciali.


== Il rampjaar e la morte ==

La politica francofila di de Witt, tuttavia, finì per decretare la sua fine. Nel 1672, in quello che passerà negli annali della storia olandese come il rampjaar (l'anno disastroso), e che coincide con la Terza guerra anglo-olandese, Francia e Inghilterra entrarono in guerra contro la Repubblica delle Sette Province Unite. Le armate del Re Sole invasero i territori olandesi arrivando fino a stringere d'assedio Utrecht. L'inadeguatezza e la scarsa preparazione mostrata dall'esercito olandese nel contrastare l'invasione, nonostante la straordinaria abilità strategica dell'appena ventiduenne Guglielmo d'Orange, nominato Statolder nello stesso anno, spinsero gli Orangisti a un colpo di Stato, prendendo il potere con la forza e deponendo de Witt dalla sua carica. Salvatosi da un iniziale tentativo di omicidio, fu assassinato a L'Aia da un ben organizzato linciaggio da parte della folla dopo una visita a suo fratello Cornelis, che era stato arrestato e imprigionato qualche settimana prima.
Dopo l'arrivo di Johan de Witt, la scorta di guardia alla prigione fu allontanata con un falso messaggio con l'ordine di arrestare alcuni saccheggiatori, che però non vennero mai trovati. Senza alcuna protezione dalla folla sempre più minacciosa, la sorte dei due fratelli fu segnata. Furono trascinati fuori dalle prigioni e massacrati, i loro corpi vennero sventrati e squartati per poi essere esposti pubblicamente. Si narra inoltre che i loro fegati vennero arrostiti e mangiati, e che parti dei loro corpi vennero vendute a caro prezzo come souvenir.
Gottfried Wilhelm von Leibniz, in seguito a un colloquio con Baruch Spinoza avvenuto quattro anni dopo all'Aia, annotò sul suo diario che il filosofo olandese, estimatore dello statista trucidato, gli aveva detto che «il giorno dell'orrenda uccisione dei de Witt voleva uscire di notte per andare a porre una lapide sul luogo del massacro, con sopra scritto ultimi barbarorum [traducibile come "i peggiori dei barbari", riferito agli autori del linciaggio]; ma il suo padrone di casa era poi riuscito a impedirglielo, chiudendo la porta a chiave, per timore che anch'egli fosse fatto a pezzi».


== Filmografia ==
L'importante ruolo di Johan de Witt nella politica olandese e il suo atroce omicidio sono stati rappresentati nel film olandese Armada - Sfida al confine del mare (2015).


== Note ==


== Voci correlate ==
Secolo d'oro olandese


== Altri progetti ==

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 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Johan de Witt


== Collegamenti esterni ==

Witt, Johan de, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. 
Witt, Johan de, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. 
(EN) Johan De Witt, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 
(EN) Johan de Witt, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland. 
(EN) Johan de Witt, su Mathematics Genealogy Project, North Dakota State University. 
(EN) Opere di Johan de Witt, su Open Library, Internet Archive. 
(EN) Johan de Witt, in Galileo Project, Rice University.