Lucetta Scaraffia
Lucetta Scaraffia, pseudonimo di Lucia Scaraffia (Torino, 23 giugno 1948), è una storica e giornalista italiana.
Ha insegnato Storia contemporanea presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con diversi quotidiani, tra cui Avvenire, Il Foglio, Corriere della Sera, ed è editorialista de La Stampa e del Quotidiano Nazionale.
Nel 2017 ha ricevuto le insegne di ufficiale della Legion d’onore assegnatale dal presidente della Repubblica francese per la sua attività di storica e di giornalista.
== Biografia ==
=== Vita personale ===
Di madre cattolica e padre massone, all'età di due anni decise di cambiarsi il nome in Lucetta, che fu accettato in famiglia e le rimase. Giuseppe Scaraffia è suo fratello.
Fino all'adolescenza ricevette una rigorosa educazione cattolica e frequentò il Liceo Parini di Milano. Negli anni Settanta si allontanò dalla fede e militò nel movimento femminista. Nel 1971 contrasse un primo sposalizio, poi dichiarato nullo. Nel 1982 ha avuto una figlia dallo storico Gabriele Ranzato. Poco dopo ha incontrato e successivamente sposato lo storico e giornalista Ernesto Galli della Loggia.
Verso la fine degli anni Ottanta ha conosciuto una vera e propria riconversione al cattolicesimo durante una celebrazione presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere per il ritorno di un'antica icona restaurata della Madonna.
È stata vicepresidente dell'Associazione Scienza e Vita.
Nel 2008 si è candidata a Roma con una lista civica pro Rutelli, senza essere eletta.
È membro del Comitato Nazionale di Bioetica dal 2007.
=== Attività accademica ===
Nel 1973 è stata borsista della Fondazione Luigi Einaudi di Torino.
Da prima della conversione si è interessata della vita delle sante Rita da Cascia e Teresa d'Avila, in prospettiva di storia sociale.
Si è occupata di storia delle donne e di storia religiosa, con particolare attenzione alla religiosità femminile (La santa degli impossibili. Vicende e significati della devozione a Santa Rita, Torino, 1990; Donne e fede, con Gabriella Zarri, Roma-Bari, 1994; trad. inglese Women and Faith, Cambridge University Press, 1999; Il Concilio in convento, Brescia, 1996) e di rapporti fra la società occidentale e l'Islam (Rinnegati. Per una storia dell'identità occidentale, Roma-Bari, 1993).
In Loreto, Bologna, il Mulino, 1998 affronta il rapporto fra identità italiana e il più antico e importante santuario mariano della penisola. In Il Giubileo, Bologna, 1999 (tradotto in spagnolo per l'editore Acento) ha ricostruito storia e significati dell'istituzione giubilare. Sempre del 1999 è il libro Donne del '900, Firenze, Liberal Libri, scritto con Anna Bravo. Nel 2000 è uscito il manuale di storia in tre volumi I fili della memoria, Uomini e donne nella storia, scritto insieme ad Anna Bravo e Anna Foa per Laterza.
Ha curato, con Eugenia Roccella, il dizionario biografico delle Italiane dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale, pubblicato in tre volumi nel 2004 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. È autrice con Margherita Pelaja di Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, pubblicato nel 2008.
Il 22 gennaio 2004 sostiene su Avvenire che la codifica del DNA abbia messo in crisi il darwinismo, scatenando la reazione della comunità scientifica e in particolare di Telmo Pievani.
Ha curato Donne Chiesa Mondo, l'inserto mensile de L'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede dal 2012 al 2019.
== Controversie ==
Il 14 settembre 2017, dopo che a Roma una donna finlandese era rimasta vittima di stupro, Scaraffia pubblicò un articolo su Il Messaggero intitolato "Roma insicura, un manuale per le donne"; in esso, la storica scrisse che «a proposito della ragazza finlandese stuprata a Roma l'altra notte, viene però voglia di chiederle: nessuno ti ha mai insegnato a non accettare passaggi dagli sconosciuti, tanto più alle 4 del mattino?». Queste parole, così come altre opinioni esposte nel pezzo, vennero aspramente criticate da Nicoletta Bourbaki - gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete legato al collettivo Wu Ming - in quanto la tesi dell'articolo di Scaraffia sostiene l'idea che «dietro lo stupro non c’è la visione predatoria della donna, ridotta a soggetto subalterno, ma la perdita di consapevolezza da parte femminile dell’antica consuetudine, degli uomini che devono proteggere le donne, le quali, soprattutto se giovani, hanno bisogno di un contesto sociale che le circondi, di una corazza protettiva di occhi solidali che le seguano».
== Opere principali ==
La Sardegna sabauda, UTET, Torino, 1987
La santa degli impossibili. Vicende e significati della devozione a santa Rita, Rosenberg & Sellier, Torino 1990 ISBN 88-7011-387-6
Il concilio in convento. L'esperienza di Chiara Grasselli, Morcelliana, Firenze 1996
Loreto. Un lembo di Terra Santa in Italia, Il Mulino, Bologna 1999 ISBN 88-15-06606-3
Il giubileo, Il Mulino, Bologna 1999 ISBN 978-88-15-07262-7
Rinnegati. Per una storia dell'identità occidentale, Laterza, Roma-Bari 2002 (2ª ed.) ISBN 88-420-4255-2
Francesca Cabrini. Tra la terra e il cielo, Paoline Editoriale Libri, Milano 2003 (3ª ed.) ISBN 88-315-2544-1
Donne ottimiste, Femminismo e associazioni borghesi nell'Otto e Novecento Il Mulino, Bologna 2004, con A. Isastia (pp. 7–111; 277-288)
Contro il cristianesimo. L'ONU e l'Unione Europea come nuova ideologia, con Eugenia Roccella, Piemme, Torino 2005
Lo splendore del vero. L'incontro di Margherita Albana Mignaty con Edouard Schuré, in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2005
La Salette. Un santuario reinventato da intellettuali e occultisti, in «Mélanges de l'Ecole Françaises de Rome, Italie et Méditerranée», tome 117 (2005), 2, pp. 677–693
Femminismo e utopia, in Donne fra Otto e Novecento: progetti culturali, emancipazione e partecipazione politica, a cura di P. Magnarelli, EUM, Macerata 2007, pp. 23–32
La "quota rosa" dei santi, in «Società e storia», 2007, n. 115, pp. 129–138
Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, con M. Pelaja, Laterza, Roma-Bari 2008 ISBN 978-88-420-8739-7
Cose della vita. Riflessioni sulla quotidianità , Edizioni Messaggero Padova, 2011, ISBN 978-88-250-2985-7
I cattolici che hanno fatto l'Italia. Religiosi e cattolici piemontesi di fronte all'Unità d'Italia, Lindau, Torino 2011 ISBN 978-88-7180-912-0
101 donne che hanno fatto grande l'Italia. Dalle icone della storia alle protagoniste dei nostri tempi, Newton Compton, 2011 ISBN 978-88-541-2949-8
Per una storia dell'eugenetica. Il pericolo delle buone intenzioni, Morcelliana, 2012 ISBN 978-88-372-2647-3
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati, Lindau (collana "I pellicani/Le beatitudini"), 2012 ISBN 978-88-6708-016-8
Le inquietudini della fede, Marcianum Press, 2012 ISBN 978-8865121979
I vizi capitali, Edizioni Messaggero Padova (collana "Problemi e proposte"), 2013 ISBN 978-88-250-3370-0
La grande meretrice. Un decalogo di luoghi comuni sulla storia della Chiesa, a cura di Lucetta Scaraffia, Editrice Vaticana, 2013. ISBN 978-88-209-9075-6
Le opere di misericordia spirituale, Edizioni Messaggero Padova, 2014 ISBN 978-88-250-3531-5
I doni dello Spirito Santo, Edizioni Messaggero Padova (collana " Problemi e proposte"), 2015 ISBN 978-88-250-3898-9
Le porte del cielo. I giubilei e la misericordia, Il Mulino (collana "Intersezioni"), 2015 ISBN 978-88-15-26022-2
Andare per monasteri, Il Mulino (collana "Ritrovare l'Italia"), 2015 ISBN 978-88-15-25792-5
Dall'ultimo banco. La chiesa, le donne, il sinodo, Marsilio Editori (collana "I nodi"), 2016 ISBN 978-88-317-2425-8
Tra terra e cielo. Vita di Francesca Cabrini, Marsilio Editori (collana "Gli specchi"), 2017 ISBN 978-88-317-2816-4
La donna cardinale, Marsilio Editori (collana "Farfalle"), 2020 ISBN 978-88-297-0665-5
Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista, Venezia, Marsilio, 2021 (con Anna Foa)
Agnus Dei. Gli abusi sessuali del clero in Italia, Solferino, 2022 (con Anna Foa e Franca Giansoldati) ISBN 978-88-282-0964-5
Dio non è così. Otto mistiche laiche del Novecento, Bompiani, (collana "Overlook"), 2025, ISBN 978-88-301-1949-9
== Note ==
== Altri progetti ==
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== Collegamenti esterni ==
(FR) Pubblicazioni di Lucetta Scaraffia, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
Articolo di risposta a Lucetta Scaraffia sul concetto di vita in Ivan Illich, su teologiaeliberazione.blogspot.com.
Pagina docente Lucetta Scaraffia dal sito ufficiale dell'Università La Sapienza di Roma - Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea - URL consultato il 17 maggio 2013
Scheda biografica dal sito Cinquantamila giorni del Corriere della Sera online aggiornata al 5 ottobre 2008 (= Giorgio Dell'Arti - Massimo Parrini, Catalogo dei viventi 2009. 7247 italiani notevoli con l'indice di tutti i nomi citati, Marsilio, Venezia 2008) Archiviato il 20 agosto 2014 in Internet Archive. - URL consultato il 17 maggio 2013
Anna Foa
Anna Foa (Torino, 23 dicembre 1944) è una storica italiana, autrice di numerosi studi di storia culturale della prima età moderna e di opere sulla storia degli ebrei in Italia e più in generale in Europa.
È da sempre impegnata sul fronte della memoria, della didattica della storia e della sensibilizzazione delle giovani generazioni alla conoscenza storica dei fatti riguardanti la Shoah e la deportazione nei campi di concentramento e di sterminio.
== Biografia ==
Anna Foa è nata a Torino il 23 dicembre 1944, primogenita di Vittorio Foa (1910-2008), politico, sindacalista, storico, uno dei padri fondatori della Repubblica, e di Lisa Giua (1923-2005), ex partigiana, collaboratrice di Palmiro Togliatti, storica e saggista. Con il nome di "Lisetta", Lisa Giua, amica di Natalia Ginzburg e dei suoi genitori Lidia e Giuseppe Levi, compare con "Vittorio" nel romanzo autobiografico Lessico famigliare.
Vittorio conobbe Lisetta quando era ancora una bambina, attraverso il fratello di lei, Renzo, con il quale condivideva l'impegno politico. Nell'ottobre del 1943, dopo aver trascorso otto anni in carcere per antifascismo, Vittorio, di ritorno a Torino, l'avrebbe nuovamente incontrata, ormai adulta, in un gruppo di antifascisti cui entrambi avevano aderito. Ne nacque un amore; quando nell'agosto 1944 Lisetta, con un'amica, fu catturata dai fascisti della banda Koch e detenuta nella Villa Triste di Milano, noto luogo di tortura, era incinta di Anna. Grazie all'intercessione del cardinal Schuster, le due donne vennero trasferite in ospedale e poi liberate dai partigiani.
Alla nascita, ad Anna venne attribuito un falso nome: Annalisa Rizzini. Solo dopo la Liberazione, e grazie all'insistenza dell'amica di famiglia Ada Gobetti, divenuta vicesindaco di Torino, i genitori avrebbero regolarizzato la loro unione, permettendo di legalizzare la figlia all'anagrafe con il suo vero nome. Per farlo, Anna dovette essere prima dichiarata "figlia di N.N.", e poi essere riconosciuta da entrambi.
Vittorio e Lisetta ebbero altri due figli: Renzo (1946-2009) e Bettina.
=== Formazione antifascista ===
La formazione di Anna Foa si compie all'interno di un contesto familiare e sociale di tradizione antifascista, connotato da un forte impegno intellettuale, etico e politico. Come lei stessa scriverà , in famiglia «l'eroismo costituiva una modalità ovvia dell'essere [...] comprendeva anche regole quotidiane di comportamento: non lamentarsi di ogni piccolo dolore, camminare senza fare storie, non piangere, tenere la testa alta, vivere una dimensione politica e non solo privata».I Foa, di origine francese e di religione ebraica, si erano stanziati in Piemonte nei primi decenni del Quattrocento. Il bisnonno paterno di Anna, Giuseppe Foa, di famiglia povera, nel 1896 fu nominato rabbino capo di Torino. Il figlio Ettore, nonno di Anna, dopo essersi laureato in legge e aver trascorso un breve periodo in magistratura, avviò una ditta di import-export di carbone che garantì, con i suoi introiti, un buon tenore di vita a tutta la famiglia. La nonna paterna, Lelia Della Torre, proveniva da un'importante famiglia ebraica, imparentata con i Levi e con legami con Simone Lattes, il fondatore della casa editrice.
Anna fin dall'infanzia ebbe rapporti stretti con l'ebraismo, ma si convertì solo dopo i quarant'anni, accompagnata in questo percorso, preceduto da una fase di conoscenza e di approfondimento dei testi sacri, dal rabbino Elio Toaff, ritenuto la massima autorità spirituale e morale ebraica in Italia dal secondo dopoguerra ai primi anni del XXI secolo.
Da parte materna, i Giua erano socialisti e laici. Gregorio Agnini, il prozio della madre di Anna, Lisetta, fu deputato per oltre trent'anni, uno dei fondatori del Partito socialista e delle leghe dei braccianti in Emilia; la sorella di Gregorio, Elisa Lollini Agnini, fu un'attivista femminista, fra le prime a dar vita a Roma, nel 1896, all'Associazione per la donna.
Il nonno materno di Anna, Michele Giua, di origini sarde, docente di chimica all'Università di Sassari e in seguito trasferitosi al Politecnico di Torino fu uno degli animatori del movimento antifascista torinese collegato a Giustizia e Libertà e uno scienziato brillante, conosciuto a livello internazionale come esperto di esplosivi. Nel 1933 rinunciò all'insegnamento per non giurare fedeltà al regime fascista; due anni dopo venne arrestato con la moglie per antifascismo, insieme ai Levi, a Vittorio Foa, al padre e al fratello di questi, e scontò otto anni di carcere. Renzo, lo zio materno di Anna, amico di Pavese, nel febbraio 1938, all'età di ventiquattro anni, venne ucciso in Estremadura combattendo contro Franco nelle Brigate internazionali. Il suo corpo non verrà mai restituito alla famiglia.
Nel libro in cui racconta le vicende della sua famiglia, Anna Foa confessa che dai sette ai dodici anni coltivò il desiderio, mantenuto segreto, di recarsi in Spagna per uccidere il dittatore Franco, aggiungendo: «l'aria che si respirava in famiglia era antifascista, senza compromessi».
=== Da Torino a Roma ===
Nel 1950 la famiglia Foa si trasferì a Roma, dove da tempo Vittorio svolgeva attività politica: nel dopoguerra come leader del Partito d'Azione, partecipando ai lavori dell'Assemblea nazionale costituente, in seguito come collaboratore di Di Vittorio nella segreteria della CGIL.
Per pagare l'affitto della loro costosa anche se piccola abitazione, situata nel rione Testaccio, i Foa avevano dovuto fare grossi sacrifici, arrivando a ridurre al minimo i loro pasti. Ricordando quei tempi, Anna scriverà : «Le leggende famigliari raccontano di spinaci messi a bollire; gli spinaci erano per noi bambini, l’acqua della bollitura per Lisa e Vittorio. O di un uovo che Lisetta aveva tenuto da parte per friggerlo a Vittorio e che conteneva un pulcino».
In seguito la madre Lisa, che nel frattempo aveva imparato il russo, avrebbe lavorato all'Associazione Italia-URSS, intrecciando contatti internazionali.
A Roma frequentavano casa Foa importanti intellettuali, personalità politiche e sindacali, come Bruno Trentin, Luciano Romagnoli, i Giolitti, i Balbo, Ada Gobetti, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Carlo Levi, Riccardo Lombardi.
Anna frequentò le scuole elementari nella capitale, facendo ritorno a Torino durante l'estate, un mese all'anno, nella casa dei nonni materni, dove conobbe gran parte degli esponenti di quella borghesia illuminata che aveva aderito al socialismo e all'antifascismo, come Lidia e Giuseppe Levi, Marussia Ginsburg, sorella di Leone, Carlo Mussa.
=== Il primo impegno politico ===
Nel luglio 1960, all'età di quindici anni, Anna partecipò con un'amica alla sua prima manifestazione di piazza contro il governo Tambroni, sostenuto da una maggioranza di centro-destra, restando coinvolta nelle cariche della polizia, dalle quali la madre Lisa, provvidenzialmente comparsa, l'avrebbe abilmente aiutata a sottrarsi. Pensando a quel periodo, avrebbe poi commentato: «Dopo allora, il clima divenne ovunque, e naturalmente anche a casa nostra, molto più politicizzato».
In quegli anni Anna approfondì la sua formazione politica, leggendo testi di Marx e iscrivendosi a una sezione giovanile del PCI, dalla quale verrà però espulsa nove mesi dopo per "frazionismo", a causa delle sue simpatie trotzkiste.
Negli anni successivi, con l'iscrizione all'Università e la nascita del figlio Andrea, l'impegno politico militante di Anna rallenta. Ricorderà di essere stata presente «a Valle Giulia, quando la polizia attaccò gli studenti alla facoltà di Architettura», ma che fu costretta a «lasciare a malincuore il teatro degli scontri perché dovevo tornare a casa a dare da mangiare a mio figlio, che aveva allora tre anni».
=== Carriera ===
Nel 1964 si iscrive all'Università "La Sapienza" di Roma, dove si laurea in storia moderna nel 1968. Approfondisce i suoi studi grazie ad una borsa di studio presso l'Istituto di Studi Storico-Religiosi della stessa università . Dal 1974 lavora sempre presso "La Sapienza", prima come contrattista, poi come ricercatrice (1981-2000) e infine professoressa associata (2000-2010) di Storia Moderna.
Le aree di interesse intorno alle quali si sviluppano le sue prime pubblicazioni - fra cui Gli intransigenti e la Rivoluzione francese (1978), Ateismo e magia. Il declino della concezione magica nel "Dictionnaire" di Pierre Bayle (1980), La stregoneria in Europa (1980) - riguardano il movimento cattolico italiano nell'età della Restaurazione, la storia della cultura nell'età moderna, la stregoneria e il rapporto tra eresia, ateismo e magia.
Dalla fine degli anni ottanta la sua produzione si orienta verso la storia degli ebrei in Europa e in Italia.
Membro della redazione de La Rassegna mensile di Israel e del Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah, Anna Foa ha scritto saggi per la Storia d'Italia Einaudi e articoli per L'Osservatore Romano e Avvenire.
È stata membro del comitato scientifico del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, ha fatto parte della redazione di Donne, Chiesa, Mondo (supplemento de L'Osservatore Romano), collabora al quotidiano dell'ebraismo italiano Pagine Ebraiche 24, al portale dell'ebraismo italiano www.moked.it, e a programmi culturali Rai, sia televisivi che radiofonici.
Nel 2019 è stata insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del grado onorifico di commendatore, assegnato ai cittadini che si sono distinti per il loro contributo nelle professioni, nella cultura e nella società .
Le Linee guida sul contrasto all'antisemitismo nella scuola, curate dal MIUR, fanno riferimento per alcune parti al documento elaborato dal gruppo tecnico di lavoro per la definizione di antisemitismo approvato dall'IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), cui Anna Foa ha fatto parte.
== Opere ==
Ateismo e magia. Il declino della concezione magica nel "Dictionnaire" di Pierre Bayle, Edizioni dell'Ateneo, 1980
L'autrice, a partire dalla considerazione delle caratteristiche attribuite da Bayle al Rinascimento, ritenute ispirate ai libertini eruditi, ricostruisce la posizione del filosofo francese analizzandone il pensiero su magia e stregoneria e riflettendo sulle sue implicazioni teologiche.
Ebrei in Europa. Dalla Peste nera all'emancipazione, Roma-Bari, Laterza, 1992
Anna Foa colloca nell'evento della peste nera apparsa per la prima volta nel 1348 la diffusione su scala continentale, in parte per effetto della politica perseguita dalla Chiesa, dello stereotipo antisemita che fuse in una massa esplosiva le tre accuse in precedenza circolate in forma autonoma: l'avvelenamento dei pozzi, l'omicidio rituale e la profanazione dell'Ostia. Ricostruisce il quadro generale dell'ebraismo europeo dal XIV al XIX secolo utilizzando una tecnica "pointillista", sottolineando gli specifici contesti (ebrei aschenaziti, sefarditi, italkim), la nascita dei ghetti, in primis quello veneziano del 1516, la comunità di Amsterdam del XVII secolo), la vita quotidiana, l'organizzazione delle comunità , i processi di osmosi con la società circostante che avrebbe reso ogni comunità un'entità unica, analizzandone a fondo le conseguenze per la cultura e la storia ebraica: un libro che, come scrive l'autrice nell'Introduzione, «non vuole essere una storia dell'antisemitismo, ma la storia di un'esperienza di vita, di organizzazione e di pensiero».
Giordano Bruno, Bologna, Il Mulino, 1998
Il libro ripercorre la vita e il pensiero di Giordano Bruno, ricostruendone a ritroso, a partire dal periodo postunitario, la storia e la sua trasformazione in simbolo della libertà di pensiero e terreno di scontro fra Stato e Chiesa, pensiero moderno e religione, dalla contestata inaugurazione, accompagnata da tre giorni di feste, del monumento in Campo de' Fiori nel giugno del 1889, all'arresto del filosofo da parte dell'inquisizione veneziana nel 1592, alla sua messa al rogo come eretico a Roma nel 1600.
Eretici. Storie di streghe, ebrei e convertiti, Bologna, Il Mulino, 2004
Nel libro sono narrate undici storie di ebrei, veri e falsi convertiti, possedute e streghe, eretici e nobili disonorati. L'ambientazione è quella della Roma tra il XV e il XVII secolo, con la peste che infuria e la Chiesa impegnata a riaffermare la propria autorità contro la diffusione del protestantesimo, riformando le proprie istituzioni dopo il Concilio di Trento. I racconti prendono origine da riferimenti storiografici documentati nelle note finali, che condividono lo spazio con l'invenzione narrativa e la voce diretta dei personaggi. Il loro proposito è quello di far emergere «gli spaccati delle maggiori problematiche del tempo, i rapporti con la minoranza ebraica, la repressione dell'eresia, i rapporti tra generi, lo scontro tra conservazione e modernità ».
Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento, Roma-Bari, Laterza, 2009
Lo studio ripercorre la storia degli ebrei nel periodo che va dall'ultimo ventennio del XIX secolo fino agli anni settanta del Novecento e rappresenta il proseguimento ideale del percorso tracciato da Ebrei in Europa. Dalla Peste nera all'emancipazione pubblicato nel 1992. Prende avvio dall'emigrazione di circa due milioni di ebrei russi e polacchi (all’ebraismo orientale l'autrice riconduce sia la grande esperienza americana che quella di Israele) verso l'America o le città di Londra e Parigi, e la formazione, in queste destinazioni, di un proletariato ebraico, per la prima volta fatto oggetto di studio. Prosegue analizzando i preludi all’antisemitismo nazista, il concetto di razza superiore e l'esperienza ebraica tedesca, caratterizzata, nell'incontro con la modernità , da un momento di "grandissima esplosione culturale", distrutta in gran parte dalla Shoah: «C’è Freud che reinterpreta il mondo della mente, c’è Einstein che scopre nuove leggi all’universo, c’è Schönberg che scompone la musica, ci sono scrittori, artisti, poeti che sono rimasti a segnare indelebilmente della loro creatività e vitalità la cultura del Novecento». Un capitolo è dedicato alla nascita dello stato di Israele e al conflitto israelo-palestinese fino al 1967. L'emergere dei due poli dell'ebraismo in America e in Israele marcano la perdita d’importanza, quasi la scomparsa della diaspora europea, e conducono l'autrice a interrogarsi su quale sia la "nuova identità " ebraica.
Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del 1943, Roma-Bari, Laterza, 2013
L'indirizzo nominato nel titolo corrisponde ad uno dei due palazzi rinascimentali della via, chiamato dai locali "il portonaccio", in cui il 16 ottobre 1943, il giorno del rastrellamento del ghetto di Roma, i nazisti arrestarono trentacinque ebrei, vecchi, donne e bambini, circa un terzo dei suoi abitanti, che vennero poi caricati su un convoglio destinato al campo di concentramento di Auschwitz. Altri quattordici vennero presi nel corso dei mesi successivi, e sei di loro furono assassinati alle Fosse Ardeatine nel marzo del 1944. Anna Foa, che nel 2000 andò ad abitare in quella casa, ne ricostruisce la storia e quella del vicino quartiere attraverso documenti d'archivio e le testimonianze delle persone sopravvissute.
Andar per ghetti e giudecche, Bologna, Il Mulino, 2014
Il libro esplora la geografia italiana degli insediamenti ebraici: le giudecche, quartieri aperti in cui gli ebrei convivevano con i cristiani, presenti in Italia meridionale, ma anche in Spagna, Grecia e in altre zone del Mediterraneo, e i ghetti, nati nel XVI secolo, il primo dei quali a Venezia nel 1517, caratterizzati da una zona abitativa chiusa, in cui gli ebrei erano obbligati a vivere, senza potersi mescolare con i cristiani. I ghetti, gli ultimi dei quali furono quelli piemontesi del Settecento, erano spesso circondati da mura, con porte che si chiudevano dopo il tramonto e si riaprivano all'alba. L'autrice si interroga sul rapporto dei ghetti italiani con la storia successiva: trovandosi la maggior parte delle comunità ebraiche in zone in cui era presente un ghetto, si chiede cosa abbia determinato questa continuità .
Andar per luoghi di confino, Bologna, Il Mulino, 2018
L'autrice ripercorre la realtà delle zone di confino istituite in Italia dal regime fascista tra il 1926 e il 1943 per isolare gli oppositori e in seguito anche gli ebrei. Le località prescelte erano generalmente poco accessibili, impervie e poco abitate o deserte, collocate per lo più in montagna, in paesini dell'Italia centrale e meridionale, o nelle isole come Ponza, Ventotene, Lipari, Lampedusa, e le Tremiti, diventate ora mete di turismo, prive di ogni riferimento con il passato.
La famiglia F., Roma-Bari, Laterza, 2018
L'autrice ricostruisce la storia e la biografia della famiglia paterna dei Foa e di quella materna dei Giua, a loro volta intrecciate con legami matrimoniali, di sangue e di amicizia con altre famiglie rappresentative della tradizione ebraica e antifascista torinese (i Della Torre, i Luzzati, i Levi), offrendo uno spaccato dei principali eventi degli ultimi cento anni di storia politica, intellettuale e sociale del nostro paese (fascismo, Resistenza, Shoah, dopoguerra, il 1968).
Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista, Venezia, Marsilio, 2021
Scritto a quattro mani con la storica Lucetta Scaraffia, è ambientato nella Roma dell'occupazione nazista, subito dopo l'attentato di via Rasella, e racconta, come risultato di una ricerca d'archivio ma nello stile di un noir, la storia di due donne molto diverse fra di loro, i cui destini ad un certo punto si intrecciano. La prima, Celeste di Porto, una popolana di origini ebraiche, amante di un fascista, denunciò per denaro i suoi vicini di casa nel ghetto, consegnando alla Gestapo 26 persone innocenti. La seconda, Elena Hohen, una tedesca borghese, sposata con un italiano ma amante per un decennio di un gerarca fascista, fece arrestare in casa sua, dopo averlo ospitato, un colonnello dei carabinieri ricercato perché coinvolto nell'arresto di Benito Mussolini. Le persone catturate dai nazisti a seguito della delazione di Celeste e Elena morirono nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Le due donne, arrestate nel 1946, si incontrarono nel carcere romano delle Mantellate, avviando un rapporto di amicizia non privo di ambiguità . Elena al processo venne assolta dalle accuse, mentre Celeste scontò alcuni anni della pena inflittale; alla sua liberazione, trovò rifugio con l'amica a Trento nel Movimento dei focolari e, grazie all'aiuto di Elena e agli insegnamenti di Chiara Lubich, iniziò un percorso di conversione al cattolicesimo. Le due donne, per la condotta mantenuta durante e dopo la guerra (nessuna delle due avrebbe ammesso le proprie colpe né chiesto perdono) e per la loro ricerca di una nuova vita, sono state interpretate come "lo specchio di una società che, sebbene anelante a un rinnovamento spirituale, tendeva a dimenticare le colpe e a rimuovere i delitti".
Donne e Shoah, Milano, Mimesis, 2021
In questo libro, di cui è coautrice Francesca Nodari, Anna Foa, riprendendo uno degli interrogativi storiografici posti negli ultimi decenni, si interroga "se ci sono gli elementi di specificità dell'esperienza concentrazionaria per le donne", della descrizione e percezione di questa esperienza; se esista una narrazione femminile, un "discorso di genere" della Shoah. Le memorie delle sopravvissute indicano come elemento centrale di questa diversità , la trasformazione, il degrado e la violazione del corpo, la perdita di percezione della propria femminilità , e toccano temi specifici del vissuto delle donne che riguardano la maternità , l'aborto, la sterilizzazione forzata.
Gli Ebrei in Italia: i primi 2000 anni, Roma-Bari, Laterza, 2022
L'autrice ricostruisce la storia del mondo ebraico italiano, della sua cultura, del suo rapporto con il mondo cristiano, della sua evoluzione nel corso del tempo, della sua specificità rapportata alle altre esperienze della diaspora europea e del cambiamento avvenuto nei paradigmi interpretativi in ambito storiografico nel raccontare la storia degli ebrei in Italia.
Il suicidio di Israele, Roma-Bari, Laterza, 2024
Scritto un anno dopo la strage del 7 ottobre 2023, dove vennero uccisi oltre 1200 israeliani con più di 250 rapiti, e ponendo grande attenzione ai successivi bombardamenti a tappeto su Gaza, con l'uccisione di oltre 70000 palestinesi a maggioranza civili nell'indifferenza di gran parte del mondo, il libro analizza le problematiche dell'antisemitismo, della democrazia in Israele, e della necessità dei Due popoli, due Stati, unica risposta possibile agli opposti estremismi di Netanyahu e Hamas, che vanno respinti attraverso le uniche armi possibili, il dialogo e la politica.
== Premi ==
Con il libro Il suicidio di Israele, editore Laterza ha vinto il Premio Strega Saggistica 2025, assegnato il 20 giugno 2025 a Taobuk – Taormina International Book Festival.
== Onorificenze ==
== Note ==
== Voci correlate ==
Vittorio Foa
Renzo Foa
Michele Giua
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Anna Foa
== Collegamenti esterni ==
Curriculum nel sito del Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah Archiviato il 29 agosto 2021 in Internet Archive.
Franca Giansoldati
Franca Giansoldati (Casina, 16 agosto 1964) è una giornalista e scrittrice italiana.
== Biografia ==
Dopo le superiori a Castelnovo ne' Monti, si laurea in Storia contemporanea, all'Università di Bologna. Ancora studentessa diventa collaboratrice esterna prima della Gazzetta di Reggio e poi del Resto del Carlino. Nel 1991 vince una borsa di studio alla Adnkronos, a Roma dove rimane fino al 2000 poi con altri 5 giornalisti e Lucia Annunziata viene assunta per fondare una agenzia di stampa, l'APBiscom (poi diventata Apcom e ora TMNews).
Nel 2005 passa all'ANSA a dirigere il Servizio Vaticano. L'anno dopo si sposta a Il Messaggero, dove lavora tuttora.
Nel 2014 è stata la prima donna a intervistare il papa da più di un secolo, da quando nel 1892 Caroline Rémy - prima assoluta - interpellò Leone XIII sull'affare Dreyfus.
== Riconoscimenti ==
2013 Premio Ischia internazionale di giornalismo. Premio speciale per il migliore reportage sull'elezione di papa Francesco
2014 Premio Arti e Mestieri - Matilde di Canossa
2016 Premio giornalistico Hrant Dink
2019 Premio Valore Uomo
== Opere ==
Apocalisse. La profezia di Papa Wojtyla, con Marco Tosatti, Milano, Piemme, 2003, ISBN 978-88-38465987.
Il demonio in Vaticano. I Legionari di Cristo e il caso Maciel, Milano, Piemme, 2014, ISBN 978-88-566-1987-4.
La marcia senza ritorno. Il genocidio armeno, Roma, Salerno editore, 2015, ("L'altrosguardo", 3), ISBN 978-88-8402-976-8.
L'alfabeto verde di Papa Francesco, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2019, ISBN 978-88-922-1969-4.
Custodi del creato. Salvare la Terra con la Laudato si', Cinisello Balsamo, San Paolo, 2021, ISBN 978-88-922-2691-3.
"Agnus Dei, gli abusi sessuali del clero in Italia), con Lucetta Scaraffia e Anna Foa, Solferino, 2022
"Senza Madre, storie di figli sottratti dallo Stato", con altre 9 colleghe giornaliste, Magi Edizioni, 2022
"In buona fede: la religione nel XX secolo" con Gerard Muller, Solferino, 2023
== Note ==
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Franca Giansoldati
== Collegamenti esterni ==
(EN) Opere di Franca Giansoldati, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Franca Giansoldati / Franca Giansoldati (altra versione), su Goodreads.
(EN) Franca Giansoldati, su IMDb, IMDb.com.