Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti (Como, 2 febbraio 1957) è un giornalista e opinionista italiano, già direttore responsabile de Il Giornale e di Libero.


== Biografia ==
Nato nel 1957, Sallusti è figlio di Alberto e nipote di Biagio Sallusti, tenente colonnello del Regio Esercito che dopo l'armistizio aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana e che, secondo quanto asserito dal nipote Alessandro, fu giustiziato per aver presieduto il Tribunale speciale che aveva condannato alla fucilazione il partigiano Giancarlo Puecher Passavalli. In merito a questa vicenda, la ricostruzione della vicenda documentale, effettuata da Raffaella Bianchi Riva, mostra come il Sallusti venne condannato a morte dalla corte d’assise straordinaria di Como, con sentenza del 31 luglio 1945, eseguita l'8 febbraio 1946, scagionando i partigiani nella sua fucilazione.
Al termine degli studi di perito chimico-tessile non è stato ammesso agli esami di maturità  [Ciao Maschio, Rai, 24/05/2025]. Giornalista professionista dal 1981, ha lavorato nel 1984 a Il Sabato e in seguito nel 1987 a il Giornale con Indro Montanelli. È poi passato a Il Messaggero, ad Avvenire e al Corriere della Sera. È stato vicedirettore de Il Gazzettino di Venezia e direttore de La Provincia di Como. È stato condirettore e, dal gennaio 2007 al 15 luglio 2008, direttore responsabile di Libero, che lascia per diventare editore e direttore de L'Ordine di Como, l'ex quotidiano della diocesi comasca, al quale aveva lavorato da giovane, che torna quindi a essere pubblicato.
Il 21 agosto 2009 lascia la direzione de L'Ordine, restando come editorialista, per ricoprire il ruolo di condirettore de il Giornale, accanto a Vittorio Feltri. Dal 24 settembre 2010 Sallusti ha assunto la carica di direttore responsabile del quotidiano di Paolo Berlusconi, mentre Feltri è nominato direttore editoriale, incarico che lascia il 21 dicembre per tornare a Libero.
Dal 2009 diviene un volto televisivo, curando una rubrica del programma televisivo Mattino Cinque. Attualmente è ospite ricorrente delle tribune politiche di Rai, Mediaset e LA7. Nel 2011 ha vinto, tra le polemiche, il premio Penisola Sorrentina "Arturo Esposito" per il giornalismo; a conferirgli il premio è stato il presidente della Giuria, Magdi Cristiano Allam.
Dal 2017 al 2021 è stato direttore del sito di informazione on line InsideOver, collegato alla versione online de Il Giornale.
Il 13 maggio 2021 ha ufficialmente lasciato dopo 11 anni la direzione de Il Giornale, dove gli è subentrato Augusto Minzolini, per ritornare alla guida di Libero come direttore responsabile, dove ha sostituito Pietro Senaldi, che è rimasto al quotidiano come condirettore.
Sempre nel 2021 scrive assieme all'ex magistrato Luca Palamara il libro Il sistema, su alcuni scandali avvenuti all'interno della magistratura. Il libro ha suscitato molte polemiche, ed è stato rappresentato anche in un'opera teatrale a cura di Edoardo Sylos Labini. Nel 2022 esce Lobby & Logge, un nuovo capitolo dedicato agli scandali della magistratura e scritto sempre assieme a Palamara.
Il 7 settembre 2023 torna alla direzione de Il Giornale dopo due anni sostituendo Minzolini. Vi rimane fino al 30 novembre 2025, quando viene avvicendato da Tommaso Cerno. Sostituisce poi Nicola Porro alla conduzione di 10 minuti su Rete 4 dal 22 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026. Sempre a gennaio nasce la sua nuova testata online, politicoquotidiano.it, e debutta a teatro con Il monologo Pregiudicato. Un racconto dentro la realtà in cui intreccia cronaca, ideologia e autobiografia. Inoltre, inizia a collaborare con La Verità.


== Procedimenti giudiziari ==


=== Caso Marcegaglia (2010) ===
Nel novembre del 2010 è stato oggetto di indagini giudiziarie, disposte dalla Procura di Napoli nei suoi confronti, per violenza privata nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. L'inchiesta si basava soprattutto su alcune intercettazioni che coinvolgevano Nicola Porro, un collega di Sallusti. I pubblici ministeri hanno ravvisato in queste telefonate e nei comportamenti di Porro e Sallusti un atteggiamento di minaccia contro Marcegaglia, che aveva espresso opinioni discordanti con la politica del governo. Sallusti respinse le accuse e negò categoricamente di avere mai parlato al telefono o di persona sia con Rinaldo Arpisella (portavoce di Emma Marcegaglia) sia con l'imprenditrice. Ha poi querelato il capo della procura di Napoli Giandomenico Lepore che aveva affermato che le conversazioni telefoniche di Sallusti con Arpisella giustificavano l'indagine nei suoi confronti.


=== Caso Cocilovo (2011-2012) ===
Il 17 giugno 2011 è stato condannato dalla Corte d'appello di Milano a un anno e due mesi di reclusione e a 5000 euro di pena pecuniaria, per diffamazione a mezzo stampa, in riferimento a un corsivo pubblicato sotto lo pseudonimo Dreyfus nel febbraio 2007 su Libero, giudicato lesivo nei confronti del giudice tutelare di Torino Giuseppe Cocilovo che ha sporto querela. Il non riconoscimento della sospensione condizionale della pena (che viene sempre applicata quando, come in questo caso, la condanna non supera i due anni e l'imputato è incensurato, a meno che i giudici non rilevino la possibilità che questi possa reiterare la condotta criminosa in futuro) ha suscitato l'interessamento da parte della FNSI: la Federazione in particolare ritiene ingiusto il fatto che un giornalista venga obbligato a scontare materialmente il carcere solo per aver svolto il proprio lavoro.
Il giorno 26 settembre 2012 la Corte suprema di cassazione ha confermato in via definitiva la sentenza a un anno e due mesi di reclusione, di nuovo senza la sospensione condizionale, nonostante il procuratore generale avesse chiesto il rinvio alla Corte d'appello; in una nota emessa subito dopo il procedimento, la Corte di Cassazione ha precisato che la condanna non deriva dall'aver espresso un'opinione ma dalla pubblicazione di informazioni false. Sallusti è stato condannato sia per omesso controllo in qualità di direttore responsabile sia per "la non identificabilità dello pseudonimo Dreyfus e quindi la diretta riferibilità del medesimo al direttore del quotidiano"; il giorno successivo alla sentenza, l'onorevole Renato Farina ha rivendicato alla Camera la paternità dell'articolo.
Nelle motivazioni della sentenza depositate il 22 ottobre i supremi magistrati, richiamando la giurisprudenza della Corte europea, affermano che il carcere per la diffamazione rientra tra le "ipotesi eccezionali" ma legittime nei casi di "condotte lesive di diritti fondamentali". Nello specifico, i giudici si soffermano sulla "spiccata capacità a delinquere, dimostrata dai precedenti penali dell'imputato" e "la gravità del fatto delineata dalle modalità di commissione di fatti caratterizzati da particolare negatività".
Oltre al carcere, Sallusti è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al risarcimento della parte civile e a rifondere 4.500 euro di spese per il giudizio davanti alla Suprema Corte. Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha affermato che l'esecuzione della pena detentiva sarà temporaneamente sospesa per l'assenza di cumuli di pene o redicive; questo significa che, ai sensi dell'art. 656, comma 5 c.p.p., il condannato ha 30 giorni di tempo per richiedere al Tribunale di sorveglianza misure alternative alla detenzione in carcere, misure delle quali Sallusti ha comunque dichiarato di non voler usufruire. Lo stesso giorno, il direttore de Il Giornale ha rassegnato le dimissioni dal quotidiano.
Il giorno 26 ottobre Sallusti ha ricevuto la notifica di arresto; del caso si è occupato personalmente il procuratore generale, che il mese successivo ha inoltrato al giudice di sorveglianza una richiesta di esecuzione della pena presso il domicilio in cui il giornalista viveva con la compagna Daniela Santanchè. Il cosiddetto "decreto svuota-carceri" prevede infatti che chiunque debba scontare una pena detentiva inferiore ai 18 mesi e non costituisca un pericolo sociale possa espiare la propria condanna in luogo diverso dal carcere. I pm dell'ufficio esecuzione, in risposta a tale richiesta, hanno inscenato una protesta sostenendo che se tutti si comportassero in questa maniera il Tribunale sarebbe invaso di carte: in effetti nell'ufficio milanese normalmente nessuno osserva le disposizioni previste dal decreto, abbandonando al loro destino i condannati che in teoria avrebbero diritto a rientrare nello svuota-carceri. I magistrati hanno per questo definito Sallusti un "privilegiato" e "minacciato" di inviare ai giudici di sorveglianza tutti i fascicoli relativi a casi analoghi, che sono parecchi.
Il 21 dicembre 2012 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commutato la condanna inflitta a Sallusti in una pena pecuniaria (multa di 15 532 €).
Per l'articolo sul giudice Cocilovo il 21 marzo 2013 Sallusti è stato sospeso per tre mesi dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia. «Graziato dal presidente della Repubblica, ma condannato dai colleghi a tre mesi di sospensione. Buffoni» è stato il suo commento.


=== Evasione dagli arresti durante il Caso Cocilovo (2012) ===
Sottoposto alla detenzione domiciliare presso la propria abitazione, il 30 novembre 2012 Sallusti si è reso protagonista di un episodio di "evasione" subito fermato dagli uomini della DIGOS. L'ex direttore del Giornale era stato prelevato quel giorno in esecuzione del provvedimento di arresto. Il 12 dicembre 2012 lo stesso Sallusti comunica di essere stato sospeso dall'Ordine dei giornalisti sospensione dovuta all'accusa di evasione, atto dovuto in base all'applicazione dell'art. 39 della legge professionale. Il 13 dicembre il tribunale assolve Sallusti dall'accusa di evasione dagli arresti domiciliari perché "il fatto non sussiste". La decisione del tribunale fa decadere la sospensione dall'Ordine dei giornalisti.


=== Diffamazione di un magistrato ===
Il 27 settembre 2012, è iniziato un nuovo processo per diffamazione a suo carico, sempre per omesso controllo su un articolo pubblicato da un giornalista di Libero nel 2007, quando Sallusti era ancora direttore di quel quotidiano: il querelante è di nuovo un magistrato, per la precisione un procuratore della Procura militare di Padova.


=== Caso Sgarbi-Di Matteo (2014-2018) ===
Nel maggio 2018 il giudice monocratico di Monza Bianchetti ha condannato Alessandro Sallusti a tre mesi di reclusione per omesso controllo su un articolo scritto da Vittorio Sgarbi (condannato a 6 mesi) su Il Giornale. Vittorio Sgarbi aveva diffamato il magistrato palermitano Nino Di Matteo, dato che il 2 gennaio 2014 scrisse su Il Giornale: «Riina non è, se non nelle intenzioni, nemico di Di Matteo. Nei fatti è suo complice». Entrambi hanno avuto la sospensione della pena.


=== Caso Napolitano (2021) ===
Il presidente emerito Giorgio Napolitano ha vinto la sua causa per diffamazione contro Sallusti. Lo staff di Napolitano ha dichiarato che il tribunale civile di Roma "ha affermato che nei titoli e negli articoli riportati da Sallusti si riferisce reiteratamente al senatore Napolitano utilizzando oltre ad espressioni ed accostamenti suggestivi, allusivi ed insinuanti, termini quali "trame", "golpe", "complotto", "alto tradimento" che travalicando il limite della continenza e correttezza espressiva si traducono in un attacco alla persona e alla dignità dell’ex Capo dello Stato che integra gli estremi della diffamazione e, segnatamente, dato il mezzo usato, della diffamazione a mezzo stampa". Il senatore a vita ha deciso di devolvere il risarcimento di 30.000€ al Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara.


=== Caso Scurati (2025) ===
Il tribunale civile di Milano ha condannato Sallusti per aver diffamato Antonio Scurati definendolo più volte in un suo articolo "uomo di M".


== Procedimenti disciplinari ==


=== Caso Farina (2011) ===
Il 14 giugno 2011 è stato sospeso per due mesi dalla professione giornalistica in seguito a un'azione disciplinare avviata dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia, per avere consentito la collaborazione presso il Giornale, 
dall'ottobre del 2006 al luglio del 2008, dell'ex giornalista e deputato Renato Farina, anche se quest'ultimo era stato radiato dall'Ordine.


=== Caso scuola Morvillo-Falcone (2012) ===
Il 13 ottobre 2012 l'Ordine dei giornalisti della Lombardia ha inflitto la sanzione disciplinare della censura (secondo livello di sanzione disciplinare prevista dalle norme sulla professione) ad Alessandro Sallusti per la pubblicazione di alcune fotografie, sul quotidiano Il Giornale, relative all'attentato alla scuola "Morvillo-Falcone" di Brindisi avvenuto il 20 maggio 2012 e che costò la vita alla studentessa Melissa Bassi. Una di queste foto, pubblicata in prima pagina con enorme evidenza, ritraeva una delle ragazze coinvolte, a terra, ferita, con i vestiti bruciati e parte del corpo denudata.
Il Consiglio dell'Ordine ha ritenuto che tale pubblicazione abbia trasceso il diritto-dovere di informare il pubblico e abbia leso la dignità (...) della ragazza ritratta. A tutti, infatti, è stato dato modo di coglierla in un momento di estrema vulnerabilità, mentre la sua condizione avrebbe richiesto maggiore riguardo e pudore. L'umiliazione che la ragazza ha subito nel rimanere a terra, inerte, con il corpo parzialmente scoperto è stata enormemente accresciuta dalla pubblicazione dell'immagine sulla prima pagina di un quotidiano.


== Vita privata ==
Dal 2007 fino al 2016 è stato legato sentimentalmente a Daniela Santanchè.
Dal 2017 ha una relazione con l'imprenditrice e opinionista televisiva Patrizia Groppelli. La coppia si sposa il 31 maggio 2023 in comune a Milano davanti al sindaco Giuseppe Sala e una seconda cerimonia non ufficiale viene celebrata pochi giorni più tardi da Nicola Porro a Lerici; testimone dello sposo è Giuseppe Cruciani.


== Programmi televisivi ==


=== Opinionista ===
Otto e mezzo (LA7)
Dimartedì (LA7)
L'aria che tira (LA7)
Piazzapulita (LA7)
Non è l'Arena (LA7)
Quarta Repubblica (Rete 4)
Dritto e rovescio su (Rete 4)
Stasera Italia (Rete 4)
Mattino Cinque (Canale 5)
Domenica in (Rai 1)
Porta a Porta (Rai 1)


=== Conduzione ===
10 minuti (Rete 4, 2025-2026)


== Teatro ==
Pregiudicato. Un racconto dentro la realtà, regia di Carlo Negri (2026)


== Parodie ==
Una parodia televisiva su Sallusti è stata interpretata dall'imitatore David Pratelli nella trasmissione Quelli che il calcio e...


== Opere ==
Con Luca Palamara,Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana, Milano, Rizzoli, 2021.
Con Luca Palamara,Lobby & logge. Le cupole occulte che controllano "il sistema" e divorano l'Italia, Milano, Rizzoli, 2022.
Con Giorgia Meloni,La versione di Giorgia, Milano, Rizzoli, 2023, ISBN 978-88-17-18316-1.
L’eresia liberale, Milano, Rizzoli, 2025.


== Note ==


== Altri progetti ==

 Wikiquote contiene citazioni di o su Alessandro Sallusti
 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alessandro Sallusti
 Wikinotizie contiene l'articolo Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti condannato al carcere per diffamazione


== Collegamenti esterni ==

Sallusti, Alessandro, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. 
Registrazioni di Alessandro Sallusti, su RadioRadicale.it, Radio Radicale.

Luca Palamara

Luca Palamara (Roma, 22 aprile 1969) è un ex magistrato e politico italiano, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). È stato il più giovane presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati da maggio 2008 a marzo 2012; dal 19 settembre 2020 è il primo presidente nella storia dell'Associazione ad esserne stato espulso.
Dopo venticinque anni in magistratura, venne rimosso dall'ordine giudiziario nel 2020, a seguito di una decisione del CSM, confermata in via definitiva dalla sezioni unite della Corte di Cassazione nel 2021.
Contro tale decisione ha annunciato l'intenzione di presentare richiesta di revisione per violazione dell'imparzialità del giudizio.


== Biografia ==
Figlio del magistrato Rocco Palamara, si laurea in giurisprudenza a "La Sapienza" di Roma nel 1991 a ventidue anni. Entra in magistratura nel 1996 e nel 1997 inizia la carriera di pubblico ministero presso la procura della Repubblica di Reggio Calabria, per poi passare nel 2002 alla procura di Roma per indagare sul caso Aldo Moro e su Calciopoli. Dopo esserne stato segretario generale nel 2007, è presidente dell'ANM da maggio 2008, a marzo 2012. Nel 2014 diviene membro togato del Consiglio superiore della magistratura, eletto nella corrente di centro Unità per la Costituzione.
Nel giugno 2020, a seguito dei procedimenti giudiziari in corso, l'ANM decide la sua espulsione dall'organismo associativo. Nell'ottobre 2020, per decisione del CSM, gli viene inflitta la pena più severa prevista dalla giustizia disciplinare, e viene radiato dalla magistratura. Il 4 agosto 2021 le sezioni unite della Corte di cassazione hanno confermato in via definitiva la radiazione nei confronti della quale, ha annunciato il ricorso allo strumento della revisione.
Il 6 giugno 2021 annuncia la sua candidatura alla Camera dei deputati, nelle elezioni suppletive del collegio uninominale di Roma Monte Mario-Primavalle con la Lista Palamara, ottiene il 6% senza essere eletto. Il 9 maggio 2022 annuncia la sua candidatura alle prossime elezioni politiche con un nuovo soggetto politico, denominato Oltre il sistema, di dichiarata ispirazione garantista. Due mesi dopo conferma la sua discesa in campo dopo la caduta del governo Draghi e con le elezioni fissate per il 25 settembre. Il simbolo di Oltre il sistema prima viene escluso e poi riammesso alla competizione elettorale. Non essendo riuscita a raccogliere le firme necessarie, la compagine di Palamara non partecipa alle elezioni ma Francesco Piro, consigliere regionale della Basilicata e uno dei fondatori di Oltre il sistema, viene candidato per il Senato come capolista di Forza Italia nel collegio plurinominale della Basilicata senza essere eletto. Alle elezioni europee del 2024 Palamara è il capolista di Alternativa Popolare nella circoscrizione Italia centrale. Raccoglie circa 1.000 preferenze personali e la lista non supera la soglia di sbarramento.
Grande tifoso della Roma, nell'aprile 2025 riceve un riconoscimento a Roma in Campidoglio nell'ambito del Premio “Sette Colliâ€. 


== Controversie ==
A partire dal 2019 la stampa riporta notizie su inchieste giudiziarie che lo riguardano, in particolare sul suo ruolo di mediatore tra le correnti della magistratura, nello specifico, nell'assegnazione di incarichi di rilievo, come quello di procuratore della Repubblica. Palamara riconosce di aver rivestito questo ruolo in un'intervista rilasciata al giornalista Massimo Giletti durante la trasmissione Non è l'Arena del 31 maggio 2020, sostenendo che erano in molti a fare da mediatori e che i mediatori agivano all'interno del sistema delle correnti in magistratura.
Durante l'intervista Palamara dichiara: "Sono qui perché ho il dovere di chiarire tutto. Non ho inventato io le correnti. Essere identificato come male assoluto può fare comodo a qualcuno. Io mediavo tra le singole correnti dell'Anm. Non esisteva solo un unico Palamara, esistevano tanti mediatori. Mi chiamavano tantissime persone, avevo una funzione di rappresentanza, ero diventato una figura di riferimento per molti colleghi, ma non per fare cose illecite. E questo ha partorito nomine di magistrati di assoluto livello. Tutti erano frutto di un accordo". E ha aggiunto: "I posti di procuratore della Repubblica sono molto ambiti, sono posti di potere. È vero che il sistema delle correnti penalizza chi non vi appartiene. Negare che le correnti siano una scorciatoia è una bugia. Le correnti della magistratura nel CSM hanno un peso preponderante. Il politico dall'esterno non può incidere sui magistrati, ma questo sistema favorisce una commistione".
Il ruolo svolto da Palamara all'interno del sistema delle correnti della magistratura è emerso dall'intercettazione di sue conversazioni captate da un trojan inoculato dagli inquirenti sul suo smartphone. Da tali vicende prende le mosse il libro-intervista Il Sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana, da lui realizzato con il giornalista Alessandro Sallusti e portato in scena a teatro da Edoardo Sylos Labini.. Il libro risulterà tra i più venduti in Italia totalizzando la somma di 250.000 copie vendute. A questa pubblicazione faranno seguito il libro-intervista Lobby e Logge. Le cupole occulte che controllano il sistema e divorano l’Italia e nel gennaio del 2026 Il sistema colpisce ancora sempre della casa editrice Rizzoli.


== Procedimenti giudiziari ==
Nel 2019 viene indagato per corruzione e per fuga di informazioni all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura. L'accusa iniziale di aver ricevuto 40.000 euro in cambio della nomina del magistrato Giancarlo Longo alla procura di Gela, sulla base della quale il GIP di Perugia autorizzava l'utilizzo di un trojan informatico, viene immediatamente archiviata dagli stessi inquirenti.
Nell'ottobre 2020 la procura della Repubblica di Perugia ha chiesto il suo rinvio a giudizio per presunti episodi di corruzione. Nel corso dell'udienza preliminare del febbraio 2021 la procura ha modificato il capo d'imputazione contestandogli anche i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione in atti giudiziari. Nel marzo 2021 viene inoltre chiesto dalla procura della Repubblica di Perugia il suo rinvio a giudizio, insieme all'ex procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio, con l'accusa di concorso in rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio.
Il 23 luglio 2021 il giudice dell'udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio per tutti i capi di imputazione contestatigli dalla procura della Repubblica di Perugia, fissando l'inizio del processo al 15 novembre 2021. In un ulteriore procedimento giudiziario il 9 maggio 2022 la procura della Repubblica di Perugia ha depositato la conclusione delle indagini, contestandogli nuovi episodi di presunta corruzione. All'udienza del 17 aprile 2023 nel pieno svolgimento dell'udienza dibattimentale, l'ufficio del pubblico ministero riqualifica tutte le originarie accuse di corruzione trasformandole nella meno grave ipotesi di traffico di influenze illecite ex art. 346 bis c.p..
Il 10 luglio 2024 viene assolto dalle accuse di abuso d’ufficio "perché il fatto non sussiste", e da quella di concorso in rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio "per non aver commesso in fatto".


=== Patteggiamento per traffico di influenze illecite (2023) ===
Nel maggio 2023 ha chiesto e ottenuto il patteggiamento ad un anno di reclusione – con sospensione condizionale della pena – per il reato di traffico di influenze illecite.
Nel dicembre 2025 ha richiesto la revoca della sentenza di patteggiamento per intervenuta abolizione del reato che gli era stato contestato.


== Opere ==
1995 - Manuale di diritto penale
2006 - Manuale sulla tutela della privacy e sulla tutela dell'accesso nelle istituzioni scolastiche
2007 - La responsabilità penale del pubblico dipendente
2008 - Un progetto per la giustizia
2009 - Cento anni di associazione magistrati
2009 - Le cinque responsabilità del pubblico dipendente
2011 - Autoriforma, organizzazione, responsabilità
2011 - Le sanzioni amministrative
2021 - Il Sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana (con Alessandro Sallusti)
2022 - Lobby & logge. Le cupole occulte che controllano "il sistema" e divorano l'Italia (con Alessandro Sallusti)


== Note ==


== Bibliografia ==
Antonio Massari, Magistropoli. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sul Csm e sul caso Palamara, PaperFirst, 2020
Sallusti-Palamara, Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana, Rizzoli, 2021
Sallusti-Palamara, Lobby & logge. Le cupole occulte che controllano “il sistema†e divorano l’Italia, Rizzoli, 2022


== Altri progetti ==

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 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Luca Palamara


== Collegamenti esterni ==

Registrazioni di Luca Palamara, su RadioRadicale.it, Radio Radicale. 
https://www.csm.it/web/palamara/scheda-consigliere Archiviato il 18 giugno 2020 in Internet Archive.
https://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg18/attachments/curricula_garante_privacy/file_cv_pdfs/000/000/118/Palamara_Luca.pdf