Elena (mitologia)
Elena (in greco antico Ἑλένη?) è un personaggio della mitologia greca. Figlia di Zeus e Leda, era sorella di Clitemnestra, Castore e Polluce ed era celebre per la sua estrema bellezza: di lei si diceva, infatti, che fosse la donna più bella del mondo.
Di origine spartana, la sua fuga con Paride fu tra le cause scatenanti che portarono alla celebre guerra di Troia: per tale motivo è spesso nota come Elena di Troia o Elena di Sparta, città a lei associate.
== Etimologia ==
Il significato del nome Elena è sempre stato di difficile interpretazione, in quanto ritenuto di origine non greca. Nell'Agamennone di Eschilo, il poeta suggerisce un collegamento con la radice di ἑλεῖν (infinito aoristo dal greco antico αἱρέω?, "prendere", "afferrare", "impadronirsi di") attribuendo al suo nome un significato nefasto:
Secondo il grecista Martin Persson Nilsson invece si tratterebbe di un'antica dea della vegetazione minoica, da cui deriverebbe il nome greco dell'enula campana (in greco antico ἑλένιον?); altri, come Albert Carnoy e Hans von Kamptz, ipotizzano una derivazione dall'indoeuropeo *səel-, "brillare" o dal greco antico ἑλάνη?, "fiaccola", trattandosi di una dea luminosa sorella dei Dioscuri.
Di opinione opposta invece Paul Wathelet, che ricorda l'esistenza di una versione maschile dello stesso nome (Eleno, in greco antico Ἕλενος?) attribuito a uno dei figli di Priamo ed Ecuba, come prova dell'origine greca del nome.
== Genealogia ==
Era figlia di Zeus e Leda, quindi sorella di Polluce ma anche di Clitennestra e Castore, che Leda aveva generato con Tindaro. Secondo altre versioni era invece figlia di Zeus e Nemesi: quest'ultima l'avrebbe generata sotto forma di un uovo, poi affidato sempre alla stessa Leda.
Fu rapita da Teseo, che la sposò: dalla loro unione, secondo alcuni storici, nacque Ifigenia. Si unì poi a Menelao, generando secondo la tradizione omerica solamente Ermione ma, secondo varie fonti, anche Nicostrato e Plistene. Successivamente, da Paride ebbe i figli Bugono, Agano, Ideo e Elena.
Dopo la morte si unì anche ad Achille, nelle Isole Fortunate, dando vita a Euforione.
== Mitologia ==
=== Giovinezza ===
Elena nacque da Leda o da Nemesi, a seconda delle versioni, ed ebbe come padre Zeus: ciò le garantì la bellezza di una dea e l'accesso per diritto ai Campi Elisi. Il suo fascino era tale che da giovane, mentre danzava nel tempio di Artemide Orthia a Sparta, fu rapita da Teseo e Piritoo e portata ad Afidne, in Attica: poiché la giovane non era ancora in età da marito, Teseo la affidò alle cure della madre Etra e dell'amico Afidno, con l’ordine di custodirla e tenerla nascosta agli altri.
Mentre Teseo e Piritoo si trovavano nell’Ade con l'obiettivo di rapire Persefone, Castore e Polluce vennero a sapere da Academo (o da Decelo, a seconda della versione) dove era nascosta la sorella e attaccarono Afidne per liberarla: i due riuscirono nell'impresa, portando con loro anche Etra come prigioniera e schiava di Elena.
=== Matrimonio ===
Al suo ritorno in patria Elena, ormai adulta, divenne oggetto dell’attenzione di numerosi pretendenti, provenienti da ogni parte della Grecia e originari delle famiglie più nobili. L'elenco di coloro che chiesero la mano di Elena, variabile a seconda delle fonti, è il seguente:
Re Tindaro, patrigno di Elena, temendo il risentimento dei pretendenti rifiutati, li fece giurare su suggerimento di Odisseo che essi si sarebbero uniti contro chiunque avesse tentato di sottrarre Elena al marito da lei prescelto:
Elena scelse così Menelao, che sposò e dal quale generò la figlia Ermione.
=== La fuga con Paride ===
Paride, figlio del re troiano Priamo, ottenne dalla dea Afrodite la possibilità di avere in sposa la donna più bella del mondo: quest'ultima non poteva che essere Elena, che venne di conseguenza sedotta e portata a Troia da quest'ultimo:
Menelao, scoperta la sua assenza, si recò a Micene da suo fratello Agamennone, pregandolo di esortare i grandi condottieri ed eroi Greci che avevano giurato anni addietro di mantenere la promessa. Essi, riunitisi, decisero così di vendicare il suo rapimento e conseguentemente organizzarono la grande spedizione che avrebbe dato origine alla decennale guerra di Troia.
=== La guerra di Troia e oltre ===
Durante la guerra, Elena si dimostrò in più occasioni partecipe alle vicende dei Greci e molto vicina al suocero Priamo e al cognato Ettore. Profondamente angosciata dal destino a cui è stata condannata da forze divine a lei superiori, si mostra intollerante anche nei confronti dello stesso Paride, desiderando la sua morte pur di porre fine alla propria agonia.
Dopo la morte di Paride, Elena venne nuovamente data in sposa: questa volta la contesa fu tra Eleno e Deifobo, con la vittoria di quest'ultimo. Dopo la conquista della città da parte dei Greci, Deifobo fu ucciso ed Elena si riconciliò con il marito Menelao. Insieme ad lui si imbarcò alla volta di Sparta, in un lungo viaggio di ritorno che durò ben otto anni. A Sparta essa visse ancora al fianco di Menelao per alcuni anni nella pace e nella serenità: tra i pochi dettagli noti è certo che insieme al suo sposo ricevette Telemaco, figlio di Odisseo, venuto per chiedere informazioni sul padre.
Secondo il poeta Virgilio, prima che Elena fuggisse da Troia con i Greci fu avvistata da Enea: quest'ultimo, colmo di rabbia nei suoi fronti, meditò di ucciderla finché non venne fermato dalla madre Venere.
=== Morte ===
Non esiste una versione condivisa sulla morte di Elena. Secondo la profezia di Proteo narrata nell’Odissea, Menelao ed Elena erano destinati a non conoscere la morte, bensì a venir accolti dagli dei nei Campi Elisi; secondo Pausania, invece, i due coniugi vennero sepolti a Terapne, in Laconia.
Un altro racconto riferisce che, dopo la morte di Menelao, ella fu condotta fuori dal Peloponneso dai figli di quest’ultimo, e trascorse gli ultimi tempi a Rodi, dove venne infine legata ad un albero e strangolata da Polisso; i Rodii espiarono il crimine dedicandole un tempio e venerandola con il nome di Elena Dendrite.
Da ricordare, infine, una variante del mito troiano, fatta propria da Stesicoro e ripresa da Euripide nella sua Elena, secondo la quale non fu Elena in persona a seguire Paride a Troia, ma una sua immagine, mentre la donna reale trascorse gli anni della guerra di Troia in Egitto, alla corte di Proteo.
== Analisi del personaggio ==
Nell'Iliade Elena è un personaggio tragico, obbligata a essere la moglie di Paride dalla dea Afrodite, verso cui nutre un sentimento di rabbia per il destino a cui l'ha ingiustamente condannata:
Nessuna colpa le può essere rinfacciata, data la sua incolpevole bellezza, anche se le si dà la colpa della guerra che insanguina Troia e lei stessa si rimprovera continuamente di essere la causa di tanti mali, sebbene sia consapevole che, in definitiva, quanto accaduto è dovuto al Fato. Non è una donna felice, disprezza Paride ed è invisa a molti troiani: solo Priamo ed Ettore si mostrano gentili con lei, e in occasione della morte di quest'ultimo, Elena proverà un sincero dolore.
== Omonime ==
Una seconda Elena è citata in poemi posteriori come figlia di Egisto e Clitennestra. Era sorella di Alete ed Erigone e fu uccisa da Oreste che la scovò nella reggia di Micene dopo avere vagato alla ricerca dei sostenitori di Egisto e la madre, che uccise accecato dalla vendetta.
Esiste anche una terza Elena: figlia di Elena e Paride, venne uccisa ancora bambina dalla nonna paterna, Ecuba, che si accese d'ira alla caduta di Troia per la morte dei suoi abitanti e decise di uccidere la figlia della donna che aveva causato la guerra.
== Nella cultura successiva ==
==== Letteratura ====
La tragica storia del dottor Faust, di Christopher Marlowe
Faust, di Johann Wolfgang von Goethe
==== Film ====
La vita privata di Elena di Troia (1927)
Elena di Troia (1956)
La guerra di Troia (1961)
Le troiane (1971)
Elena sì... ma di Troia (1973)
Helen of Troy - Il destino di un amore (2003)
Troy (2004)
Troy - La caduta di Troia (2018)
Odissea (2026)
==== Astronomia ====
A Elena è intitolata la Helen Planitia su Venere.
== Note ==
== Bibliografia ==
Fonti primarie
Stesicoro, Palinodia;
Euripide, Elena.
Fonti secondarie
Maurizio Bettini e Carlo Brillante, Il mito di Elena. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi, Saggi, n. 852, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2002, SBN LO10717026.
== Voci correlate ==
101 Helena
Dioscuri
Donne nell'antica Sparta
Donne nelle guerre dell'antichità
Guerra di Troia
Nepente (mitologia)
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Elena
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Elena
== Collegamenti esterni ==
Èlena (mitologia), su sapere.it, De Agostini.
(EN) Helen of Troy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
(EN) Elena, su Comic Vine, Fandom.