Gianmarco Pozzecco

Gianmarco Pozzecco (Gorizia, 15 settembre 1972) è un allenatore di pallacanestro ed ex cestista italiano, di ruolo playmaker, head coach del Galatasaray.
Playmaker dotato di estro e fantasia, è ricordato come uno dei migliori giocatori italiani di sempre nel ruolo. Si è fatto conoscere anche al di fuori del mondo cestistico grazie alla sua personalità e al carattere estroverso.


== Biografia ==
Suo padre, Gianfranco "Franco" Pozzecco, ha un passato da cestista in Serie A tra gli anni '60 e '70, ed in seguito ha iniziato a lavorare come allenatore a livello regionale e giovanile. Suo fratello maggiore Gianluca ha giocato anch'egli a pallacanestro, pur senza raggiungere livelli professionistici.


== Carriera ==


=== Giocatore ===


==== Club ====


===== Gli inizi =====
È nativo di Gorizia ma triestino di adozione: rimane nel capoluogo giuliano crescendo nel settore giovanile dell'Inter 1904 Trieste, con cui debutta anche in prima squadra in Serie D. Successivamente, non ancora diciottenne, viene ceduto per 25 milioni di lire a Cividale, che al termine della stagione conquista la promozione dalla Serie D alla C.
Nel 1991-1992 Pozzecco disputa il suo primo campionato di Serie A2 con l'APU Udine, disputando 21 partite ad una media di 7,4 minuti a gara. Nonostante il limitato minutaggio e una media di 2,8 punti a partita, nella trasferta di Sassari realizza un massimo stagionale di 14 punti. La squadra si classifica all'ultimo posto e retrocede, con Pozzecco che rimane in rosa anche l'anno dopo, in Serie B d'Eccellenza, con la società che nel frattempo viene trasformata in Libertas Udine.

Per la stagione 1993-1994 approda alla Libertas Pallacanestro Livorno, società nata due anni prima come risultato della fusione tra le due realtà cittadine rivali, ovvero la Libertas e la Pallacanestro Livorno. Il trasferimento di Pozzecco al club toscano avviene in un contesto in cui entrambe le società erano riconducibili alla famiglia di Francesco Querci, sia quella udinese sia quella toscana. Con i labronici disputa il suo primo campionato di Serie A1, partendo perlopiù dalla panchina ma chiudendo la regular season con una media di 8,3 punti in trenta presenze, cifre che salgono a 18,8 nelle nove gare di play-out che decretano la retrocessione in Serie A2, preludio al successivo fallimento societario.


===== Varese =====

Nell'estate 1994 passa alla Pallacanestro Varese a parametro zero, visti i problemi societari della società livornese. Nella formazione lombarda, appena risalita in Serie A1, Pozzecco entra fin da subito nel quintetto titolare con un utilizzo medio di quasi 25 minuti a partita e una media di 7,5 punti, nonostante alcune frizioni con l'allenatore Edoardo Rusconi che, pur riconoscendo il talento tecnico del giocatore, ne criticava l'esuberanza cestistica e certi aspetti di gioco estrosi considerati dal tecnico talvolta inutili. Le divergenze tra Pozzecco e Rusconi vengono riportate come uno dei fattori che portano poi alla separazione dal tecnico, sostituito con Carlo Recalcati a partire dalla stagione 1997-1998. Sotto la guida del nuovo tecnico, più propenso a concedergli libertà di gioco, Pozzecco continua il suo percorso di crescita anche in termini di numeri, con 21,4 punti e 4,6 assist di media realizzati in regular season in quella stagione.
L'anno seguente, nel 1998-1999, nonostante un monte stipendi più basso rispetto ad altre società e con una rosa in parte a trazione italiana (con il croato Mršić e il portoricano Santiago ad affiancarsi agli italiani Andrea Meneghin, Del Pol, Galanda, Vescovi e Zanus Fortes tra gli altri), Pozzecco, con il suo carisma e il suo basket veloce, guida i biancorossi a uno storico scudetto, quello della stella, conquistato al termine delle finali dominate per 3-0 contro la Benetton Treviso, riportando così in città un titolo che mancava da 21 anni. In quelle finali Pozzecco gioca con i capelli tinti di rosso fluo e, in gara 3, rimane in campo con la maglia sporca di sangue dopo essersi rotto il naso a seguito di una gomitata da parte di Marcelo Nicola.
Prima dell'inizio del campionato successivo, i campioni d'Italia in carica perdono coach Recalcati ed alcuni giocatori di spicco tra cui Mršić, De Pol e Galanda. A settembre il club conquista la Supercoppa italiana e a ottobre durante il torneo amichevole McDonald's Open tiene testa ai San Antonio Spurs cedendo solo negli ultimi minuti, tuttavia il resto della stagione a livello di squadra segna l'inizio del declino dai fasti dello scudetto, con piazzamenti di centro-bassa classifica e un cambio di allenatore, chiudendo la regular season al decimo posto, con Pozzecco che mette a referto 19,5 punti e 4,6 assist di media. Nel 2000-2001, stagione in cui anche Andrea Meneghin lascia la rosa e la società cambia proprietà, Varese chiude undicesima, mentre Pozzecco è capocannoniere del torneo per punti totali e secondo per media punti, con 865 punti in 32 partite, equivalenti a 27,0 punti di media, superato solo da Vincenzo Esposito che ne realizza 28,0 di media ma in sole 20 presenze.
Nell'estate 2001, Pozzecco vola negli Stati Uniti per disputare la NBA Summer League con i Toronto Raptors: la sua migliore prestazione del torneo arriva nell'ultima gara contro i San Antonio Spurs quando realizza 21 punti in 20 minuti, ma il passaggio in NBA poi non si concretizza. Torna quindi in Italia per una tribolata stagione 2001-2002 che vede i lombardi piazzarsi ancora al decimo posto con tre allenatori diversi nel corso del campionato, l'ultimo dei quali l'allenatore francese Gregor Beugnot, con il quale Pozzecco entra successivamente in contrasto. Già nel corso della stagione circolano voci su una possibile partenza del giocatore a fine anno, ed infatti alla conclusione del campionato Beugnot viene confermato con un contratto pluriennale mentre Pozzecco il 5 agosto 2002 lascia ufficialmente la società dopo otto stagioni nonostante avesse ancora due anni di contratto.


===== Fortitudo Bologna =====
Svincolatosi da Varese, nell'agosto 2002 Pozzecco diventa un giocatore della Fortitudo Bologna, formazione che punta a rimanere competitiva nonostante un budget in parte più contenuto rispetto agli ingenti investimenti delle stagioni precedenti. Al primo anno in biancoblù, sotto la guida di Matteo Boniciolli prima e poi di Jasmin Repeša a partire da novembre, viene utilizzato in media 21,9 minuti a partita con 11,9 punti di media, numero che scendono leggermente a 18,8 minuti e 11,0 punti nei play-off che vedono gli emiliani arrivare fino alle finali scudetto perse contro la Benetton Treviso.
Nonostante il rapporto non idilliaco con il general manager Zoran Savić e l'arrivo del playmaker Miloš Vujanić, Pozzecco rimane in rosa: nel campionato 2003-2004 realizza in media 7,3 punti in 18,2 minuti in regular season e 5,5 punti in 11,3 minuti nei play-off, durante i quali si infortuna in gara 3 dei quarti di finale contro Roma. Prima dell'infortunio aveva disputato anche le Final Four di Eurolega, segnando 10 punti sia nella vittoria in semifinale contro la Montepaschi Siena sia nella sconfitta in finale contro i padroni di casa del Maccabi Tel Aviv.
Reduce dalla grande prestazione collettiva alle Olimpiadi di Atene 2004, in cui la nazionale italiana vince la medaglia d'argento, Pozzecco rimane alla Fortitudo anche per la stagione successiva: in 21 presenze in campionato segna 5,2 punti in 14,9 minuti di media. Ad aprile, tuttavia, viene sospeso a tempo indeterminato da allenamenti e partite a seguito di una lite con l'allenatore Jasmin Repeša nella partita esterna ad Avellino, che fa seguito a un precedente scontro negli spogliatoi durante la trasferta di Eurolega a Vitoria poi trapelato sulla stampa.


===== Estero =====
Pochi giorni dopo essere stato sospeso, a fine aprile 2005, Pozzecco risolve il suo contratto con la Fortitudo – che nel giro di qualche settimana vincerà lo scudetto 2004-2005 – e va a terminare la stagione nella seconda serie spagnola al Saragozza. In tre gare di play-off, perse dalla sua squadra (sesta) contro il León (terzo), il playmaker italiano sigla 23,3 punti a partita.
Nell'estate 2005 accetta la ricca offerta del club russo emergente Chimki, con cui firma un contratto annuale. Con la formazione gialloblù raggiunge le finali sia del campionato, perse contro il CSKA Mosca campione d'Europa in carica, sia della Coppa di Russia, persa anch'essa contro il CSKA, e infine della FIBA EuroCup, dove a prevalere sono gli spagnoli del Badalona. Rimane in Russia per un'ulteriore stagione, sempre trascorsa con la canotta del Chimki.


===== Capo d'Orlando e ritiro =====
Dopo aver deciso di tornare a giocare nel campionato italiano, Pozzecco nel luglio 2007 è sul punto di accettare la chiamata della Virtus Bologna per poi rinunciare all'offerta, motivando la scelta in virtù del suo passato nella Fortitudo. Si accorda così con l'Orlandina Basket, formazione di Serie A capitanata dal suo amico Francesco Orsini, progettando di ritirarsi a fine campionato. La stagione del trentacinquenne Pozzecco presso il club siciliano lo vede viaggiare a 17,6 punti e 7,8 assist di media (miglior assistman del torneo), con un contributo determinante al raggiungimento del sesto posto in classifica che qualifica i biancazzurri per i quarti di finale dei play-off scudetto della Serie A 2007-2008.
A fine stagione conferma il ritiro dal basket professionistico, decisione maturata già prima che, all'inizio della stagione 2008-2009, il Consiglio Federale della FIP estromette la società dalla Serie A. Nel frattempo, Enzo Sindoni, presidente del club e sindaco della cittadina, conferisce a Pozzecco la cittadinanza onoraria.
Nella stagione 2008-2009 veste per una partita la casacca della Servolana Trieste, formazione partecipante al campionato di Serie C regionale (ex C2) in cui militava il fratello maggiore Gianluca. In quell'occasione Gianmarco Pozzecco mette a referto 34 punti e 10 assist.
Nel marzo 2010, Pozzecco scende in campo per una partita di Serie C Dilettanti con la nuova Orlandina Basket, ripartita dal basso proprio in quella stagione: in quell'occasione segna 10 punti contro l'Amatori Basket Messina.


==== Nazionale ====
Il 27 dicembre 1994 gioca la sua prima partita con la nazionale maggiore, in occasione di un'amichevole ad Atene contro la Grecia.
Il CT Bogdan Tanjević lo include tra i dodici convocati per i Mondiali 1998, ma non per gli Europei 1999, che vedono gli azzurri conquistare la medaglia d'oro. La scelta, che suscita ampio dibattito poiché Pozzecco ha appena trascinato Varese allo scudetto della stella, viene successivamente giustificata dal tecnico montenegrino con la necessità di avere giocatori dalle caratteristiche differenti. Viene escluso per scelta tecnica anche dai convocati per gli Europei 2003, nonostante in quel caso il CT sia Carlo Recalcati, l'allenatore con cui aveva vinto lo scudetto del 1999 a Varese.
Pozzecco torna a vestire la maglia azzurra per un torneo maggiore nel 2004, anno in cui è tra i protagonisti della spedizione guidata dal CT Carlo Recalcati che ottiene la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene. In occasione della semifinale olimpica vinta 100-91 contro la Lituania, contribuisce con 17 punti in 21 minuti di gioco. Lo stesso CT Recalcati lo convoca anche per gli Europei 2005.
Nel suo periodo in nazionale, dal 1994 al 2005, Pozzecco totalizza 84 presenze e 595 punti.


=== Allenatore ===


==== Gli inizi, l'esperienza croata ====

Il 13 novembre 2012 viene nominato nuovo allenatore dell'UPEA Capo d'Orlando in sostituzione di Massimo Bernardi. Prende la squadra in ultima posizione (0-6) e chiude la stagione all'undicesimo posto (12-16) per un totale di 12 vittorie e 10 sconfitte alla prima stagione da allenatore. In estate decide di prolungare il suo rapporto con l'Orlandina Basket. Nella stagione 2013/2014 diventa l'allenatore di Matteo Soragna e Gianluca Basile, suoi ex compagni in nazionale, ingaggiati nel mercato estivo dalla dirigenza paladina. La sua Orlandina chiude seconda la stagione regolare e arriva in finale, perdendo la serie 3-0 contro l'Aquila Basket Trento.
Il 13 giugno 2014 firma un contratto biennale con la Pallacanestro Varese in Serie A. Il debutto nella massima serie nelle vesti di allenatore coincide con una vittoria nel derby casalingo contro Cantù. Il 24 febbraio 2015 si dimette dall'incarico. Per le stagioni 2015-2016 e 2016-2017 sceglie di essere assistente dell'ex compagno di squadra Veljko Mršić al Cedevita Zagabria, in Croazia.
Il 27 marzo 2018 ritorna alla Fortitudo Bologna, questa volta nelle vesti di allenatore dopo la parentesi da giocatore. Qui eredita la panchina di Matteo Boniciolli (il quale lascia ufficialmente per problemi di salute) e firma un biennale, con la squadra impegnata nel campionato di Serie A2. Il 7 giugno rescinde il contratto che lo legava alla squadra emiliana.


==== Dinamo Sassari ====
L'11 febbraio 2019, Pozzecco torna in Serie A firmando con la Dinamo Sassari, dove conquista la FIBA Europe Cup in finale contro i tedeschi del S.Oliver Würzburg.
Con la Dinamo, lo stesso anno, arriva alle Finali di LBA PosteMobile dopo aver battuto l'Olimpia Milano per 3-0. Incontra la Reyer Venezia di De Raffaele con la quale arriva alla gara 7, dove viene sconfitto per 87-61.
Confermato per la stagione 2019-2020, vince a inizio stagione la Supercoppa italiana, il suo secondo titolo coi sardi, nella rivincita contro la Reyer Venezia. Si qualifica da numero 2 del tabellone in Coppa Italia ma viene eliminato al primo turno dalla N.B. Brindisi, mentre il campionato viene interrotto a causa della pandemia di COVID-19.
La stagione 2020-2021 è la più travagliata: a giugno del 2020 la stampa annuncia la separazione a causa di divergenze, ma una conferenza stampa con Pozzecco e con il presidente Sardara fa rientrare il caso e lo conferma sulla panchina biancoblù. L'avventura in Champions League termina al secondo girone, mentre nelle competizioni domestiche la squadra si piazza terza al giro di boa, deludendo però in Coppa Italia venendo eliminata ai quarti dalla V.L. Pesaro. A fine regular season è quinta e ai playoff trova ancora una volta la Reyer Venezia. È nuovamente una sfida all'ultimo respiro con i lagunari che vincono a gara 5. Tuttavia i rapporti tra Pozzecco e Sardara durante la stagione si confermano precari, con il culmine che si presenta a ridosso della fine della stagione regolare: a causa di una sanzione per bestemmie già comminata dalla FIBA un mese prima, la società decide di sospendere per 10 giorni il tecnico costringendolo a saltare le ultime due partite di campionato e gara 1 dei playoff. Questo porterà poi, a stagione finita, alla separazione tra Pozzecco e la Dinamo nonostante un anno di contratto rimanente.


==== Olimpia Milano ====
Il 30 giugno 2021, viene annunciato il suo ingaggio come assistente allenatore di Ettore Messina all'Olimpia Milano per la stagione 2021-2022, e vince sia la Coppa Italia in finale contro il Derthona Basket che lo Scudetto contro la Virtus Bologna. In Eurolega esce sconfitto ai quarti di finale contro l'Anadolu Efes. A fine stagione lascia il club lombardo per diventare a tempo pieno commissario tecnico dell'Italbasket.


==== ASVEL Lyon-Villeurbanne ====
Nell'ottobre 2023 viene ufficializzato come nuovo Head coach dei francesi dell'ASVEL Lyon-Villeurbanne. La mattina del 6 gennaio 2024, dopo non essere riuscito a migliorare il rendimento della squadra, nonostante la vittoria in Eurolega contro lo Zalgiris Kaunas allenato da Andrea Trinchieri, viene sollevato dall'incarico.


===== Galatasaray =====
Il 31 dicembre 2025 viene ufficializzato come nuovo head coach dei turchi del Galatasaray, con cui sottoscrive un contratto sino a giugno 2027.


==== Nazionale italiana ====

Il 2 giugno 2022 viene ufficializzato come nuovo commissario tecnico della nazionale italiana, al posto dell'esonerato Romeo Sacchetti, suo ex allenatore ai tempi dell'Orlandina. Il 25 dello stesso mese, Pozzecco perde la sua prima partita come coach della nazionale, in un'amichevole contro la Slovenia. Nella prima manifestazione ufficiale da capo-allenatore raggiunge i quarti di finale dell’Europeo di Basket 2022, cedendo alla Francia dopo un overtime.
Ottiene poi la qualificazione per il Mondiale 2023. Nella prima fase la nazionale ottiene due vittorie (contro Angola e Filippine) e una sconfitta (contro la Rep. Dominicana). Nella prima partita della seconda fase, l'Italia sconfigge la Serbia (78-76) per la terza volta consecutiva in gare ufficiali, con una prestazione da 30 punti di Simone Fontecchio. La successiva vittoria contro Porto Rico garantisce l'accesso ai quarti di finale per la prima volta dal 1998, dove subisce l'eliminazione per mano degli Stati Uniti. 
Nel 2024 la sua nazionale fallisce l'obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Parigi, a seguito della sconfitta contro la Lituania nella semifinale del torneo di qualificazione.
Nel 2025 guida la nazionale italiana a EuroBasket 2025, durante il quale viene criticato duramente dai media per il poco minutaggio riservato a Gabriele Procida e Danilo Gallinari e la sua poca efficacia nella gestione dei timeout. Gli azzurri di Pozzecco vengono eliminati agli ottavi di finale dalla Slovenia.
Il 7 settembre 2025, a seguito dell'eliminazione, annuncia le proprie dimissioni da commissario tecnico della nazionale italiana..
In tutti i suoi tornei importanti alla guida della nazionale, è stato espulso per doppio fallo tecnico in una partita di ciascuna rassegna iridata, forse un record per la nazionale italiana: a EuroBasket 2022 è stato espulso negli ottavi di finale nella partita vinta contro la Serbia, al Mondiale 2023 è stato espulso nella sconfitta della prima fase contro la Repubblica Dominicana e a EuroBasket 2025 nella partita vinta della prima fase contro la Bosnia ed Erzegovina.


=== Televisione ===
Nel corso della stagione televisiva 2000-2001, mentre gioca per la Varese, conduce insieme a Samantha De Grenet il programma Candid Camera Show su Italia 1.
Dopo il ritiro dal basket professionistico, nel 2008-2009 presenta il programma di approfondimento Rhythm and Basket su Sky insieme a Mirela Kovacevic. Sulla stessa emittente commenta talvolta le partite della NBA.
Collabora inoltre come opinionista fisso con LA7 e Sportitalia in programmi sul basket, quali NBA News e l'approfondimento sull'Eurolega. Nel 2012-2013 conduce su LA7 Sotto Canestro, programma dedicato al basket insieme al conduttore sportivo Ugo Francica Nava e alla cestista e modella Valentina Vignali.


== Statistiche ==


=== Giocatore ===


== Palmarès ==


=== Giocatore ===


==== Club ====
 Campionato italiano: 2
Varese: 1998-1999
Fortitudo Bologna: 2004-2005
 Supercoppa italiana: 1
Varese: 1999


==== Nazionale ====
 Argento olimpico: 1
Atene 2004


==== Individuale ====
Miglior giocatore agli Oscar GIBA: 1
2001


=== Allenatore ===


==== Club ====


===== Competizioni nazionali =====
 Supercoppa italiana: 1
Dinamo Sassari: 2019


===== Competizioni internazionali =====
 FIBA Europe Cup: 1
Dinamo Sassari: 2018-2019


== Onorificenze ==


== Filmografia ==
L'amore fa male, regia di Mirca Viola (2011)


== Note ==


== Altri progetti ==

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== Collegamenti esterni ==

 Gianmarco Pozzecco, su Legabasket.it, Lega Basket. 
 Gianmarco Pozzecco (allenatore), su Legabasket.it, Lega Basket. 
 Gianmarco Pozzecco, su fip.it, Federazione Italiana Pallacanestro. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su Basketball-reference.com, Sports Reference LLC. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su web.archive.org, Federazione Internazionale Pallacanestro (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2023). 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su fiba.basketball, Federazione Internazionale Pallacanestro. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su basketball.eurobasket.com, Eurobasket Inc. 
(EN) Gianmarco Pozzecco (allenatore), su basketball.eurobasket.com, Eurobasket Inc. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su euroleaguebasketball.net, ULEB. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su realgm.com, RealGM LLC. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su proballers.com, Proballers SARL. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su Olympedia. 
(EN) Gianmarco Pozzecco, su sports-reference.com, Sports Reference LLC (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2017). 
(IT, EN) Gianmarco Pozzecco, su coni.it, Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Filippo Venturi

Filippo Venturi (Bologna, 26 maggio 1972) è uno scrittore italiano.


== Biografia ==
Nato a Bologna, vive nella sua città natale. Laureato in Giurisprudenza, ha esordito nella narrativa nel 2010 con Intanto Dustin Hoffman non fa più un film, raccolta di racconti sugli anni Ottanta, pubblicato (come tutti gli altri suoi scritti finora) con la casa editrice Pendragon. Nel 2012 ha composto il suo primo romanzo, Forse in Paradiso incontro John Belushi, la cui copertina è stata disegnata da Luca Carboni. Il libro è dedicato a Bologna, città nella quale le storie e i personaggi di Venturi trovano vita e ispirazione. È una Bologna a cui lo scrittore, per sua esplicita dichiarazione, “deve tutto†e per la quale, non a caso, si cimenta nei due campi dove lei eccelle: l’arte e la cucina. Venturi infatti è oste e scrittore. Nel 2012 ha scritto il racconto inedito per la biblioteca Sala Borsa di Bologna intitolato Who wants to live forever?. Nel 2013 ha partecipato alla stesura di Un saluto ai ragazzi, raccolta di racconti sulla squadra di pallacanestro della Fortitudo Bologna scritti a sei mani con i giornalisti Emilio Marrese e Cristiano Governa. Nel 2015 è uscito Un giorno come un altro, il suo secondo romanzo, un noir ironico in cui racconta la storia del furto del capolavoro di Jan Vermeer La ragazza con l'orecchino di perla durante la sua esposizione a Bologna presso la mostra di Palazzo Fava. È stata definita una «storia bolognese scritta all'americana». La particolarità di questo romanzo, oltre alla sua trama che si discosta dalla tradizione gialla italiana più recente, dove il commissario solitamente sempre giusto riesce a risolvere le indagini che via via si trova davanti, è costituita dalla presenza di una playlist di canzoni che prendono il posto del classico indice, i cui versi anticipano ogni capitolo.
Ha collaborato con Il Resto del Carlino e ora con La Repubblica sulle cui pagine, dal 2016, tiene la rubrica Dietro al banco, attraverso la quale, in una sorta di Tripadvisor al contrario, recensisce i suoi clienti. Sempre nel 2016 ha condotto una trasmissione radiofonica su Radio Bologna Uno dal titolo "Intanto Dustin Hoffman se ne va in radio."
Caratteristiche principali del suo modo di fare narrativa sono la ricerca continua di una chiave ironica che tenda a sdrammatizzare i contenuti neorealistici delle sue storie, e una prosa fluida e molto curata, che, sulla scia dei grandi maestri americani del noir contemporaneo cui si ispira (Winslow, Lansdale, Leonard), si palesa soprattutto attraverso un ampio uso di similitudini. Il suo è un linguaggio semplice, ma al tempo stesso capace di infondere profondità alle situazioni, grazie al suo stile arguto e al contempo preciso e intrigante.
Oltre al doppio binario della suspense e del costante superamento della sottile linea di demarcazione tra il buono e il cattivo, le sue storie giocano molto sul campo dell’emotività. Spesso nei suoi scritti troviamo contesti borderline: famiglie che aspettano di riessere ricomposte, ricordi di un’infanzia complicata, amori perduti, vite difficili. Questi due livelli di narrazione scorrono sempre paralleli, abbracciandosi alla ricerca di un lieto fine mai banale, e così la visione un po’ cinica e un po’ ironica del mondo reale materiale e superficiale si confonde con elementi fantastici, quasi onirici e momenti particolarmente introspettivi.
I suoi personaggi sono gli emarginati, gli scarti della società, tenaci nonostante le avversità, mai domi; sono i cosiddetti balordi dal cuore d’oro a cui la vita ha detto male e che nelle sue storie hanno sempre una seconda possibilità.
Nel luglio del 2018 esce il romanzo Il tortellino muore nel brodo, edito da Mondadori, una black comedy a tema enogastronomico, in cui compare per la prima volta Emilio Zucchini, ristoratore che investiga, personaggio parzialmente autobiografico. Zucchini, come lui stesso si definisce, è un paladino della cucina tradizionale e "oste per modo di dire", poiché si ritrova a indagare quasi per caso, spinto di forza sulla scena del delitto dalla sua stessa cucina, all'interno della quale si verificano misteri indecifrabili, al limite dell'esoterico: quando sta per succedere qualcosa di strano, qualcosa di nefasto, non gli riescono i patti. È lei che, per ammissione stessa di Zucchini, "le passa davanti col carrello delle sfighe", portandolo all'interno di una vicenda per certi versi assurda, una commedia degli equivoci dal ritmo sostenuto, che però mai oltrepassa la sottile linea del verosimile. Si è aperta una nuova strada nella carriera di Venturi, quella di Zucchini. E così, sempre per Mondadori, nel giugno del 2020 esce il secondo caso di Zucchini, Gli spaghetti alla bolognese non esistono, romanzo che racconta di un improbabile furto della Madonna di San Luca, Santa protettrice della città di Bologna, la quale, ancora una volta, diventa un personaggio stesso della storia, prima ancora che un'ambientazione. È probabilmente questa la caratteristica principale di Venturi, ciò che lo rende più credibile agli occhi del lettore: l'amore dichiarato per la sua città, la conoscenza profonda delle sue terre, il legame strettissimo alle sue radici continuano a essere elementi imprescindibili dei suoi scritti e a darne forte caratterizzazione. Altra caratteristica costante diviene la propensione di Zucchini a leggere tutto in ottica gastronomica (altra chiave ben nota all'autore), dando luogo a divertenti similitudini culinarie. Gli spaghetti alla bolognese non esistono vince nel 2021 il premio "Giallo a Palazzo web" indetto dalla Provincia di Cremona. Nel 2022 si "chiude" la trilogia con il romanzo È l'umido che ammazza, in cui Zucchini si trova a che fare con una faccenda che lo tocca da vicino, ovvero la sparizione della fidata cameriera Alice. La trama è molto più pulp e "gialla" delle precedenti, questo forse anche per il periodo storico in cui è collocata. Siamo infatti a novembre del 2020, ai prodromi della seconda ondata di Covid, un momento complicato per tutti, ma forse per i ristoratori di più. E così, mentre le regioni cambiano colore come un semaforo impazzito, Zucca deve affrontare il dolore che gli provoca mettere lasagne e tagliatelle dentro una vaschetta di alluminio per affidarle al loro destino incerto su due ruote, per ritrovarsi immerso in una vicenda tanto attuale quanto odiosa, ovvero la diffusa pratica dei party con la "droga nel bicchiere" e la violenza sulle donne attraverso la pratica del "Revenge porn". La sdrammatizzazione del tragico si rivela ancora un punto di forza di Venturi: il suo linguaggio sa cambiare passo velocemente, anche da una riga all'altra, alternando in maniera precisa i differenti piani narrativi. La proverbiale leggerezza dell'ironia (e autoironia) emiliana del protagonista è equilibrata ai mutamenti di tono dell'essenzialità dell'oscuro, e il tutto è dosato con le giuste quantità della suspense del thriller, ben amalgamate a quelle del tragicomico della commedia all'italiana.
Nel 2020 ha scritto Clamoroso, la mia vita da immarcabile, biografia di Gianmarco Pozzecco, il cestista più amato della storia della pallacanestro italiana, poi nominato Commissario Tecnico della nazionale italiana nel 2022.


== Opere ==


=== Romanzi ===
Forse in Paradiso incontro John Belushi, Pendragon, 2012.
Un giorno come un altro, Pendragon, 2015.
Il tortellino muore nel brodo, Mondadori, 2018.
Gli spaghetti alla bolognese non esistono, Mondadori, 2020.
Clamoroso, la mia vita da immarcabile, Mondadori, 2020.
E' l'umido che ammazza, Mondadori 2022.


=== Racconti ===
Intanto Dustin Hoffman non fa più un film. L'indimenticabile Bologna degli anni Ottanta, Fortepiano/Pendragon, 2010
Un saluto ai ragazzi. Racconti Fortitudo, con Cristiano Governa e Emilio Marrese, Pendragon, 2013


== Note ==


== Collegamenti esterni ==
 Sito personale, su filippoossolaventuri.it.