Modest Petrovič Musorgskij
Modest Petrovič Musorgskij (in russo Моде́ст Петро́вич Му́соргский?, AFI: [mɐˈdɛst pʲɪˈtrovʲɪtɕ ˈmusərkskʲɪj]; traslitterato anche Mussorgsky; Karevo, 21 marzo 1839 – San Pietroburgo, 28 marzo 1881) è stato un compositore russo.
Musicista del periodo romantico, ha fatto parte del cosiddetto Gruppo dei Cinque, compositori che alla loro musica conferirono un'impronta nazionale, intesa come riscoperta e valorizzazione delle musiche russe tradizionali.
Personaggio tormentato, affetto da disturbi nervosi e depressione, è ricordato per il poema sinfonico Una notte sul Monte Calvo (1867, poi rivisto più volte fino alla morte del compositore), la suite per pianoforte Quadri di un'esposizione (1874, ispirata da un'esposizione del pittore Viktor Aleksandrovič Hartmann; pubblicata postuma), il ciclo di canzoni Canti e danze della morte (1875-1877, dalle poesie del conte Goleniščev-Kutuzov) e l'opera Boris Godunov (1868-1869, da un dramma di Puškin), considerata il suo capolavoro.
== Biografia ==
Musorgskij nacque a Karevo, nella regione di Pskov, 400 km a sud di San Pietroburgo nella Russia europea, nel 1839. Figlio di un ricco proprietario terriero, passò l'infanzia a diretto contatto con la natura, in campagna, frequentando l'ambiente contadino; le prime conoscenze musicali le ebbe dalla nutrice, una semplice popolana che gli cantava antiche leggende e fiabe russe, tanto che il piccolo Modest volle provare a suonare quanto aveva più volte ascoltato. I genitori, amanti della musica, lo incoraggiarono, e la madre gli impartì le prime nozioni di pianoforte; d'altro canto le lezioni di musica, per la famiglia, erano considerate un complemento della buona educazione. La predisposizione di Modest era notevole, per cui la famiglia lo affidò a un'insegnante tedesca per una più completa educazione musicale.
A dieci anni il giovane Musorgskij fu mandato con il fratello Filaret a San Pietroburgo alla scuola media dei Santi Pietro e Paolo; qui studiò pianoforte con Anton Herke, valente pianista tedesco che lo rese pienamente padrone della tecnica dello strumento. Nel 1852 fu avviato alla carriera militare e fu iscritto alla Scuola per cadetti della Guardia Imperiale; dimostrò un grande interesse per la filosofia, la storia e la letteratura straniera continuando sempre lo studio con Herke. In questo stesso anno il padre, a proprie spese, fece pubblicare la prima composizione di Modest, Porte-Enseigne Polka, un brano per pianoforte dedicato agli amici della scuola militare. A sedici anni, nel 1855, ottenne la qualifica di luogotenente del Reggimento della Guardia Preobrazenskij e, come tale, fu mandato come ufficiale di servizio presso l'ospedale militare. Durante questo incarico conobbe un medico destinato a diventare celebre come chimico e musicista: Aleksandr Borodin. I due giovani, accomunati dagli stessi interessi, si frequentarono spesso e parteciparono a salotti mondani dove Musorgskij suonava al pianoforte brani da opere di Verdi e di altri autori.
Nel 1856 iniziò ad avvicinarsi all'ambiente musicale da ufficiale, e fra l'estate e l'autunno del 1857 conobbe il compositore Dargomyžskij; quest'ultimo gli consentì di venire a contatto con il gruppo di musicisti che intorno al 1860 formarono il noto gruppo dei Cinque o Scuola Nazionale di Pietroburgo (in netta opposizione con la tendenza occidentalizzante di Mosca, rappresentata da Pëtr Il'ič Čajkovskij) che, con la sua partecipazione, si impegnò a cambiare le caratteristiche della musica composta in Russia. Gli altri musicisti membri del Gruppo furono Cezar' Kjui, Aleksandr Borodin, Milij Balakirev e Nikolaj Rimskij-Korsakov. Attratto dall'ambiente intellettuale e dalla forte personalità di Balakirev, Modest si rese conto di aver necessità di una guida autorevole in campo musicale e anche di trovare un amico e consigliere; verso la fine dell'anno chiese a Balakirev di dargli lezioni di composizione.
Sotto la sua guida autorevole Musorgskij decise di diventare musicista. Si recò per la prima volta a Mosca e rimase affascinato dall'aspetto profondamente russo della città, dai palazzi e dalla gente che gli ispirarono un senso di grande genuinità e originalità slava che si rifletteranno in alcune sue opere successive come Boris Godunov e Chovanščina; trasferitosi a Mosca abbandonò nel 1860 la carriera militare. Le cose però non si svolsero secondo le sue aspettative; infatti, l'anno successivo, lo zar Alessandro II attuò una riforma terriera che abolì la servitù della gleba; la famiglia Musorgskij vide assottigliarsi notevolmente le rendite dei possedimenti e Modest fu costretto ad abbandonare la vita in città, troppo dispendiosa, per ritirarsi in campagna a Karevo. Cercò in un primo tempo di venire a capo degli ingarbugliati problemi finanziari e giudiziari della famiglia, minati anche dalla cattiva amministrazione del fratello Filaret. Le preoccupazioni e i disagi della nuova situazione contribuirono ad aggravare la tendenza alla depressione del musicista che, per questi motivi, si dedicò molto poco alla composizione. Questo passaggio fu comunque fondamentale per lo sviluppo della sua creatività musicale: il contatto più diretto con la gente, con i canti e le danze popolari della sua terra, segnò in maniera indelebile la sua produzione.
Nel dicembre 1863, per far fronte alla maggiore ristrettezza economica, accettò un impiego presso l'ufficio governativo del Genio Civile dove era addetto al semplice disbrigo di pratiche burocratiche. In questo periodo si dedicò soprattutto alla composizione di liriche vocali, tra cui Soffiano i venti, Kalistratuška e La reietta. Queste composizioni non avevano nulla di mondano, ma erano schizzi che delineavano in poche note un personaggio o una situazione cogliendone realisticamente i caratteri. La censura zarista reagì male alla lirica Il seminarista, troppo provocatoria, e ne proibì la stampa e la vendita.
Dopo la morte della madre, con la quale aveva avuto un rapporto molto intenso, cominciò ad aumentare il consumo di alcol a cui era dedito fin dagli anni giovanili. Dal 1867 si dedicò assiduamente ai suoi lavori musicali di compositore scrivendo la pagina sinfonica Una notte sul Monte Calvo. La massima aspirazione di Musorgskij era però comporre una grande opera lirica; si impegnò con entusiasmo a musicare un lavoro teatrale di Gogol', Il matrimonio, ma non andò oltre al primo atto. Venuto a conoscenza del dramma di Puškin Boris Godunov, abbandonò l'opera che stava scrivendo per dedicarsi a questa nuova composizione. La stesura del Boris impegnò profondamente il musicista che finì per isolarsi; gli amici a poco a poco lo lasciarono alle sue aspirazioni non comprendendo più il suo modo di vivere e la caparbietà con cui perseguiva il suo particolare cammino artistico.
Musorgskij realizzò due versioni dell'opera e contemporaneamente scrisse il ciclo di canzoni La stanza dei bambini. Nel 1872 il musicista si accinse alla stesura di un'altra opera, Chovanščina, che lo terrà impegnato fino alla morte ma che non riuscirà a terminare; Rimskij-Korsakov ne curò un rifacimento completandola nel 1883. Nel 1874 si legò di sincera amicizia con il poeta Kutuzov e per circa due anni lavorò e collaborò assiduamente con lui realizzando le raccolta di liriche Senza sole e i Canti e danze della morte. Quando Kutuzov si sposò, Musorgskij si trovò nuovamente solo; in preda a turbe nervose cercò ancora una volta un conforto nell'alcol. La sua situazione lavorativa era diventata sempre più precaria e un amico influente gli trovò un incarico temporaneo presso il Controllo di Stato.
Nel 1879 accettò di diventare pianista accompagnatore di una famosa cantante, Dar'ja Leonova, per una tournée di concerti in Ucraina e Crimea; l'incarico, modesto per un compositore, gli permise comunque di far conoscere i propri lavori a un pubblico più vasto. Nel 1880 perdette però l'incarico presso il Controllo di Stato e la sua situazione economica si aggravò notevolmente; alcuni tra i pochi amici rimasti, coloro che lo ammiravano come musicista, lo sovvenzionarono per permettergli di continuare a scrivere. Rimskij-Korsakov lo incontrò e lo trovò in condizioni fisiche precarie; lo aiutò nonostante avesse repulsione per il suo comportamento e per le opinioni che non condivideva. A febbraio 1881 ottenne un ultimo ragguardevole successo a un concerto dove Rimskij diresse La distruzione di Sennacherib.
Un ulteriore e rapido degrado fisico fece sì che un amico medico, con un espediente burocratico, riuscisse a ottenere il ricovero nell'ospedale militare Nikolaevskij di San Pietroburgo; durante questa degenza il pittore Il'ja Repin, presentatogli da un comune amico, dipinse l'unico ritratto esistente del musicista. Poco tempo dopo il musicista spirò alle cinque del mattino del 28 marzo 1881. La sua tomba si trova nel cimitero Tichvin del monastero di Aleksandr Nevskij a San Pietroburgo.
== La musica, le innovazioni, la critica ==
«Poco conosciuto in Francia, possiamo scusarci dicendo che non lo è molto di più in Russia. Nato a Karevo nel 1839 morì nel 1881 [...] Appare chiaro che dalle due date non ebbe tempo da perdere per avere del genio; non ne perdette e lascerà nel ricordo di quanti lo amano, o l'ameranno, tracce indelebili. Nessuno ha parlato alla parte migliore del nostro intimo con un accento più tenero e profondo; egli è unico e tale resterà con la sua arte libera da convenzioni e da aridi schemi».
Claude Debussy, con grande acume e consapevolezza, parlava così di Modest Musorgskij nel 1901. Il compositore francese aveva avuto modo di leggere già nel 1892 il Boris Godunov in versione pianistica e successivamente aveva analizzato l'opera nell'edizione revisionata da Rimskij-Korsakov e poi nella versione originale; egli amava anche molto le canzoni de La stanza dei bambini con le sue semplici e realistiche storie. Debussy aveva compreso che gli aspetti timbrico-armonici e le innovazioni sul piano ritmico, nei fraseggi vocali e strumentali dell'autore russo erano in anticipo sul suo tempo e che gli elementi modali, ritmici e melodici dei materiali etnici russi si ripresentavano in tutta la loro genuinità nelle versioni originali delle sue opere.
Il significato della produzione di Musorgskij va infatti molto al di là di quello degli altri membri del Gruppo dei Cinque, mirando ad esiti ben più radicali e rivoluzionari di quelli ricercati dai colleghi nell'aspirazione a una musica autenticamente nazionale, libera dagli influssi accademici. Agli inizi degli anni 70 il Gruppo si era di fatto già dissolto quando Musorgskij scrisse le sue opere maggiori. Musorgskij aveva colto le innovazioni proposte dal Gruppo con rapidità e intelligenza; aveva compreso che lasciando da parte ogni forma convenzionale dell'opera lirica e ritrovando l'autentica musica russa nelle parole stesse del suo linguaggio, poteva nascere qualcosa di realmente nuovo. La sua musica non fu apprezzata dalla critica ufficiale a lui contemporanea ed egli era spesso contestato dall'ambiente musicale del tempo; persino Balakirev, che egli considerava maestro e mentore, lo riteneva ben poco come uomo e, come musicista, dal punto di vista dell'orchestrazione, carente e immaturo. Rimskij-Korsakov, che pure gli era amico, lo considerava troppo rozzo nell'orchestrazione e lacunoso nella tecnica di base. Cezar' Kjui recensì in modo astioso e con cattiveria il Boris. Proprio il capolavoro di Musorgskij fu anche inizialmente respinto dalla censura, benché rappresenti con estremo coraggio la vera realizzazione di quei principi che i Cinque tentarono di definire; il popolo oppresso e sfruttato diventa, più ancora che nel dramma di Puškin, reale protagonista e giudice, pur in costante rapporto di vittima degli intrighi e delle lotte dei potenti.
Anche Čajkovskij, mentre da un lato riconosceva la superiorità del talento di Musorgskij sugli altri membri del gruppo, lo riteneva tuttavia grossolano, rozzo, di mentalità ristretta, consapevole della propria ignoranza e al tempo stesso della propria infallibiltà.
Rimskij-Korsakov propose, dopo la morte dell'autore, una propria revisione e nuova strumentazione del Boris, pur intuendo che esso sfuggiva alle convenzioni, allora dominanti anche in Russia, del grand opéra; si occupò anche di riorchestrare Una notte sul Monte Calvo eliminando le strutture armoniche originali e terminò l'ultima opera Chovanščina, accorciandola e modificando sostanzialmente l'armonia. Nel 1925 il governo sovietico acconsentì alla richiesta di ripristinare la versione originale del Boris di Musorgskij e incaricò Paul Lamm di curare un'edizione filologica dell'opera omnia. Il Boris originale - nelle due versioni del 1869 e del 1872 - fu un'autentica rivelazione: quelle che in precedenza erano state considerate inesattezze o addirittura errori si rivelarono come geniali anticipazioni di conquiste molto recenti, comprese quelle parti che Rimskij-Korsakov aveva ritenute rozze e armonicamente incoerenti e che aveva addolcite e ovattate. Da allora la versione più eseguita risulta quella rivista da Lamm, ma anche quella di Rimskij-Korsakov figura ancora nel repertorio dei teatri lirici. Anche Dmitrij Šostakovič ha realizzato una propria versione sia del Boris, sia di Chovanščina, l'altra grande opera lirica di Musorgskij, mai terminata.
== Composizioni ==
Porte-enseigne Polka, 1852
La distruzione di Sennacherib, 1867
Una notte sul Monte Calvo, 1872
Boris Godunov, 1874
Quadri di un'esposizione, 1874
Chovanščina, 1872-1880
La fiera di Soročincy, 1874-1880
La stanza dei bambini, 1868-1872
Senza sole, 1874
Canti e danze della morte, 1875-1877
Canzone della pulce, 1879
== Note ==
== Altri progetti ==
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Modest Petrovič Musorgskij
== Collegamenti esterni ==
Musorgskij, Modest Petrovič, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Alfredo Casella, MUSORGSKIJ, Modest Petrovič, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
(EN) Modest Mussorgsky, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Opere di Modest Petrovič Musorgskij, su Liber Liber.
Opere di Modest Petrovič Musorgskij / Modest Petrovič Musorgskij (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
(EN) Opere di Modest Petrovič Musorgskij, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su Goodreads.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij (musica per videogiochi e anime), su VGMdb.net.
Modest Petrovič Musorgskij, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
Modest Petrovič Musorgskij, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
Modest Petrovič Musorgskij, su Last.fm, CBS Interactive.
(EN) Spartiti o libretti di Modest Petrovič Musorgskij, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su AllMusic, All Media Network.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su Discogs, Zink Media.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su MyAnimeList.
Modest Petrovič Musorgskij, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su IMDb, IMDb.com.
(EN) Modest Petrovič Musorgskij, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
(DE, EN) Modest Petrovič Musorgskij, su filmportal.de.
[1] guida interattiva all'ascolto, "Dentro la musica", Città di Torino, G. Satragni
Franco Ballardini, Narodničestvo. Appunti su Modest Petrovič Musorgskij, "Musica Riva" 1989, pp. 73-76 https://www.academia.edu/29517538/Narodnicestvo_Appunti_su_Modest_Petrovic_Musorgskij
Ascolta la versione orchestrale di Quadri di un'esposizione su Magazzini-Sonori
Aleksandr Sergeevič Puškin
Aleksandr Sergeevič Puškin (in russo: Алекса́ндр Серге́евич Пу́шкин, AFI: [ɐlʲɪˈksandr sʲɪˈrɡʲejɪvʲɪtɕ ˈpuʂkʲɪn], ; Mosca, 6 giugno 1799 – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837) è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo russo.
In filologia egli è considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea e le sue opere, tra le migliori manifestazioni del romanticismo russo, hanno ispirato numerosi scrittori, compositori e artisti. Queste opere sono tuttora annoverate tra le più importanti espressioni della letteratura russa in quanto, nonostante i quasi due secoli passati dalla loro creazione, ci presentano una lingua tuttora viva e attuale. L'Istituto Puškin, che si prefigge la diffusione della lingua russa nel mondo, prende il nome dal letterato.
== Biografia ==
=== Le origini ===
Puškin nacque a Mosca il 6 giugno (il 26 maggio secondo l'allora calendario giuliano) del 1799. Il padre, Sergej L'vovič Puškin (1767-1848), era un maggiore in congedo, appartenente a un'antichissima famiglia aristocratica russa, mentre la madre, Nadežda Osipovna Gannibalova (1775-1836), era la figlia di Osip Abramovič Gannibal (un gentiluomo, a sua volta figlio del maggior generale russo di origine africana Abram Petrovič Gannibal - a cui Puškin dedicherà l'incompiuto romanzo storico Il negro di Pietro il Grande - e della di lui seconda consorte Christina Regina Siöberg, una dama appartenente a una nobile famiglia di origini scandinave e tedesche), e di Marija Alekseevna Puškina, una nobildonna imparentata con lo stesso Sergej L'vovič (ciò faceva dei lontani parenti i genitori del poeta)
Il futuro poeta venne alla luce in casa Skorcov - dove i Puškin, ridotti in ristrettezze economiche, vivevano in affitto -, sulla Molčanovka, all'attuale numero 10 di via Bauman. Il padre era un uomo dedito alla mondanità e molto avaro; Pëtr Andreevič Vjazemskij, amico di Aleksandr, ne avrebbe tracciato una descrizione corredata da un aneddoto: «Egli era avaro sia con sé stesso sia con i familiari. Un giorno, durante il pranzo, suo figlio Lev ruppe un bicchiere. Il padre avvampò e per tutto il pranzo continuò a brontolare. "Ma come si può prendersela tanto per un bicchiere che costerà venti copeche", disse Lev. "La prego di scusarmi, signore, non venti, ma trentacinque copeche!"» Molto mondana era anche la madre, una donna «dispotica e capricciosa».
Nonostante i rapporti con i genitori fossero piuttosto freddi, il secondogenito Puškin andrà sempre orgoglioso della sua nobiltà "vecchia di 600 anni" e del suo sangue in parte africano. Non venne educato dai genitori, come s'è detto assidui frequentatori di salotti mondani, bensì dalla nonna materna, dallo zio materno Vasilij, che apparteneva a un circolo letterario d'avanguardia chiamato Arzamas, e dalla balia Arina Rodionovna, il cui nome fu reso celebre dalle liriche che l'autore compose nell'ultimo periodo della sua vita.
L'infanzia, trascorsa a Mosca, lo vide immerso in un ambiente assai stimolante dal punto di vista culturale. Puškin fu messo fin da piccolo a contatto con una realtà in cui si discorreva di letteratura, ed ebbe modo di conoscere, tra gli intellettuali che frequentavano la sua casa, Nikolaj Karamzin, pioniere di un rinnovamento linguistico e letterario della letteratura russa. La sua educazione, come quella dei fratelli, fu tuttavia alquanto disordinata; prima dell'ingresso al Liceo imperiale di Carskoe Selo, Puškin imparò ad apprezzare la lingua e la letteratura francese, avvalendosi della biblioteca paterna. Il poeta non parlerà mai del periodo precedente al liceo, né negli scritti autobiografici né in quelli letterari. Fu «un uomo senza infanzia»: i suoi ricordi più antichi faranno sempre capo a Carskoe Selo, vera culla della sua formazione umana e spirituale.
=== La giovinezza ===
Lettore accanito, formò la sua prima cultura nella ricca biblioteca paterna, sui classici di Boileau, Racine, Molière, Parny, Chénier, Rousseau, Montesquieu, Voltaire.
Nel 1811 Puškin entrò al Liceo imperiale di Carskoe Selo, che diventerà la sua seconda casa: qui conobbe il futuro poeta Del'vig, i futuri decabristi I. I. Puščin e V. K. Kjuchel'beker, oltre a collaborare alla rivista della scuola, "Vestnik" (Notiziario), con primissime poesie in francese.
È in questo periodo, infatti, che cominciò a scrivere versi. Nel 1814 alcune sue poesie comparvero sul "Vestnik Evropy" (Messaggero d'Europa), e prima ancora di lasciare il liceo egli venne invitato a far parte della celebre società letteraria dell'Arzamas, dove si patrocinava la nuova letteratura di Karamzin e dove fu in grado di gareggiare con poeti già molto affermati come Žukovskij e Batjuškov. Nello stesso periodo conobbe Čaadaev.
In una sua opera raccontò l'incontro risalente agli anni liceali col poeta Deržavin, presidente di commissione all'esame finale. Puškin scrive di quanto fosse emozionato nel declamare dinanzi all'anziano poeta una propria poesia. Successivamente viene riportato che Deržavin rimase molto colpito dal giovane Puškin, il quale, però, colto dall'emozione scappò via prima di poter ricevere i complimenti.
=== L'età adulta ===
Dopo aver completato i suoi studi, senza tuttavia eccellervi, nel 1817, Puškin diventò funzionario del Ministero degli Esteri, anche se di fatto non risulta che abbia mai svolto alcun lavoro ministeriale. A San Pietroburgo, dove risiedeva in quegli anni, condusse una vita all'insegna del piacere, primo fra tutti quello per le donne. In questo periodo frequentò Pavel Aleksandrovič Katenin e Aleksandr Sergeevič Griboedov. Ai salotti alternava tuttavia la partecipazione a società letterarie politiche progressiste, come l'Arzamas e la Lampada verde, tanto che la poesia ispirò i lavori in versi di quel periodo (La libertà, La campagna, Nöel), facendolo cadere in sospetto di attività sovversive, tanto che fu confinato da un provvedimento di polizia nella Russia meridionale.
Alcuni epigrammi rivoluzionari avevano infatti cominciato a circolare tra i salotti nobili ancor prima della pubblicazione di quest'opera, ed erano giunti a conoscenza dello stesso zar Alessandro I, che lo obbligò a lasciare la città, e ad assumere un incarico governativo nella sperduta e lontana Ekaterinoslav. Lavorò nel frattempo a un poema epico romantico in sei canti, Ruslan e Ljudmila, edito nel 1822, a cura degli amici che erano rimasti nella capitale, che gli valse il rispetto e gli onori della nuova generazione di letterati e le antipatie della vecchia che vedevano nell'opera un'involuzione e un meticciamento della letteratura russa.
Puškin trasse vantaggio dal confino viaggiando al seguito del generale V. F. Raevskij, nominato suo custode, e visitando la Crimea, il Caucaso e la Bessarabia, spingendosi, libero sulla parola data al generale - con cui nel frattempo aveva stretto un forte legame di amicizia -, fino a Kamenka e Chișinău, in Moldavia, dove il 4 maggio del 1821 fu iniziato in Massoneria nella loggia "Ovidio", che faceva parte della Gran Loggia Astraea, messa al bando l'anno successivo dallo zar Alessandro I. Sarà poi segretario della loggia "I cercatori della Manna", fondata a Mosca da Sergueï Stepanovitch Lanskoï nel 1817. Essendo l'odierna capitale moldava situata ai margini dell'Impero russo, questa non godeva di una buona reputazione nei primi decenni dopo la sua conquista, venendo considerata un campo di trasferimento punitivo per detenuti e ribelli. Per questo motivo Puškin, giunto in loco dal 1820 al 1823 in veste di traduttore, scrisse della città:
A Kamenka frequentò Pavel Ivanovič Pestel', capo della società segreta Associazione del Sud. Durante i due anni di confino scrisse Il prigioniero del Caucaso e una serie di liriche e poemetti in stile byroniano oltre ai primi tre canti dell'Evgenij Onegin.
=== L'esilio ===
Nel 1823 venne trasferito a Odessa alle dipendenze del principe Voroncov, governatore generale della Nuova Russia. Odessa era allora un grande centro commerciale e una città cosmopolita per la presenza di stranieri, in particolare greci, ed era un ambiente piuttosto stimolante per uno scrittore (tra l'altro, qui inizia il poema Gli zingari, pubblicato poi nel 1827). Si profilarono peraltro dissapori con Voroncov il quale, volendo vendicarsi della corte di Puškin verso la moglie Elisabetta, forse coronata da successo stanti le bellissime liriche che l'autore russo le ha dedicato, lo denunciò per attività sovversiva alla polizia. Come prova produsse una lettera, sottratta dallo stesso Voroncov, in cui Puškin scriveva a un suo interlocutore di Pietroburgo con frasi giudicate atee. La polizia lo spedì quindi in esilio presso Pskov, nella tenuta materna di Michajlovskoe, dove rimase, senza la possibilità di allontanarsene, fino al 1826. In quell'anno infatti lo zar Nicola I, dopo aver represso il movimento decabrista, decise di annullare il provvedimento di confino avvisandolo tuttavia, in un'udienza privata, che da quel momento sarebbe stato il suo unico censore, salvo venir meno a quanto promesso quando la polizia intercettò una lettera mandata da Puškin ai decabristi in Siberia e riprese a controllarlo.
Intanto nel 1825 finì il poema drammatico Boris Godunov (rappresentato solo nel 1831) e il racconto in versi Il conte Nulin, oltre a diverse poesie.
=== Il ritorno a Pietroburgo ===
Tornato a San Pietroburgo, l'autore visse il momento più prolifico della sua esistenza di scrittore, coronato nel 1831 con il matrimonio con la bellissima Natal'ja Nikolaevna Gončarova. La coppia ebbe quattro figli:
Marija Aleksandrovna (19 maggio 1832 - 7 marzo 1919);
Aleksandr Aleksandrovič (6 luglio 1833 - 19 luglio 1914);
Grigorij Aleksandrovič (14 maggio 1835 - 5 luglio 1905);
Natal'ja Aleksandrovna (23 maggio 1836 - 10 marzo 1913).
Nello stesso anno Puškin incontra Gogol', e con lui instaura un forte rapporto di amicizia e reciproca stima, tanto che, quando nel 1836 avvia una sua rivista, pubblica al suo interno alcuni dei racconti più belli e famosi di Gogol'. Intanto Puškin e sua moglie cominciarono a frequentare la società di corte e gli eventi mondani. Ne derivò un periodo di grandi problemi finanziari e umiliazioni per lo scrittore, soprattutto a causa della moglie e dei suoi numerosi ammiratori, tra i quali lo zar stesso.
Nel 1833 uscì in volume Evgenij Onegin (con un capitolo censurato) e nel 1834 pubblicò La dama di picche, nel 1835 l'antologia Poemi e racconti (che non contiene ancora La figlia del capitano né le ultime poesie).
=== Il duello e la morte ===
Nel 1837, a seguito d'una lettera anonima che insinuava l'infedeltà della moglie, dopo aver insultato il barone van Heeckeren, ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi e padre adottivo del presunto amante di lei - il barone francese Georges d'Anthès, dal 1836, anno in cui fu adottato dal barone, Georges de Heeckeren, marito della sorella di Natal'ja, Ekaterina - Puškin fu sfidato a duello. Fissato per le quattro del pomeriggio dell'8 febbraio 1837, il duello si svolse alla Čërnaja Rečka a Pietroburgo, dove oggi si trova l'omonima fermata della metropolitana e dove una statua del poeta ricorda l'evento. Il barone Georges d'Anthès ferì mortalmente al petto Puškin che morì due giorni dopo la sfida, ad appena 37 anni per complicanze settiche della ferita all'addome. Leggende narrano che d'Anthès si salvò grazie a un bottone che parò il colpo del poeta.
Puskin mostrò pentimento e conseguentemente ebbe funerali religiosi. Dato che il governo temeva rivolte e dimostrazioni popolari, il funerale fu celebrato nella massima semplicità e il corpo di Puškin fu trasportato segretamente nella notte per essere sepolto nella proprietà di famiglia.
Curiosamente, Puškin aveva più volte ritratto nei suoi racconti delle morti da duello, in particolare in La figlia del capitano, nel romanzo Eugenio Onegin e nel racconto Il colpo di pistola de Le novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin, fonti del film italiano Un colpo di pistola (1942) ispirato a entrambi
=== La famiglia e i discendenti ===
La figlia Natalja sposò il principe Nicola Guglielmo di Nassau, fratello minore del granduca Adolfo di Lussemburgo (già sovrano del Ducato di Nassau), la loro figlia Sophie sposò a sua volta un Romanov, il granduca Michele di Russia, mentre il loro figlio Giorgio sposò una figlia dell'imperatore Alessandro II di Russia.
== Stile e importanza dell'opera letteraria ==
Autore assai prolifico, nonostante la breve vita, Aleksandr Puškin fu poeta universale, e nella sua produzione - che passò da un'iniziale fase romantica a una successiva di più accentuato realismo - accolse motivi e forme provenienti da diverse fonti della letteratura classica e contemporanea, russa e straniera, usufruendone soltanto come elementi in grado, fra gli altri, di aiutare l'indagine della realtà nella sua essenza più profonda e nei suoi aspetti più differenti. Contemporaneo del grande Romanticismo europeo, egli ne fu influenzato soprattutto esteriormente, restando in realtà fedele a un'impronta essenzialmente illuministica e settecentesca (fu, ad esempio, un fervente ammiratore di Voltaire). Il complesso della sua opera, pur nella grandissima varietà, possiede una leggerezza che si potrebbe quasi definire mozartiana. L'arte fu per lui un mezzo magnifico tanto di conoscenza come di rappresentazione, sia dell'animo individuale sia della collettiva spiritualità di un popolo, adatta pertanto a cogliere i moti della coscienza e a scoprire con intuitiva comprensione il processo storico o a delinearne il paesaggio naturale. Egli seppe anche creare, nella poesia come nella prosa - entrambe esemplari nella loro perfezione costruttiva - un linguaggio equilibratissimo di cristallina purezza e semplicità, che divenne uno strumento fondamentale di rinnovamento per la letteratura russa. Cominciando ad approfondire lo studio dell'uomo in generale e dell'uomo russo in particolare, egli pose inoltre quelle basi che permisero poi agli scrittori di tutto l'Ottocento di pervenire, seguendo le sue tracce, a un livello artistico di dimensione mondiale.
In Russia è chiamato "il poeta onnipresente" e "il sublime".
== Le opere ==
=== Poemi ===
Ruslan e Ljudmila (1820), messo in musica tra il 1837 e il 1842 da Michail Glinka nell'opera omonima
Gavriiliada o Il Gabrieliad (1821, attribuzione incerta)
Poemi meridionali:
Il prigioniero del Caucaso (1820-1821), messo in musica negli anni 1857-58 da César Cui nell'opera omonima
La fontana di Bachčysaraj (1822), adattato come cortometraggio (da Jakov Protazanov nel 1909-1910), opera lirica (da Aleksandr Il'inskij nel 1911) e come balletto (da Boris Asaf'ev nel 1934)
I fratelli masnadieri (1821)
Evgenij Onegin (1823-1831), messo in musica nel 1879 da Pëtr Il'ič Čajkovskij nell'opera omonima
Il cavaliere di bronzo (1833, pubblicato nel 1841)
=== Racconti in versi ===
Gli zingari (1824)
Il conte Nulin (1825)
Poltava (1828)
Tazit (pubblicato nel 1837)
La casetta a Kolomna (1830)
Andželo (1833)
=== Poesie più brevi ===
4 voll. in vita: 1829, 1829, 1832 e 1835
nelle opere complete in 9 voll., 1838-41
idem in 16 voll., 1937
=== Fiabe in versi ===
Zar Nikita e le sue quaranta figlie (1822)
Il fidanzato (1825)
Fiaba del pope e del suo bracciante (1830)
La fiaba dello zar Saltan (1831)
Fiaba del pescatore e del pesciolino (1833)
Fiaba della zarevna morta e dei sette bogatyri (1833)
Fiaba del galletto d'oro (1834)
=== Narrativa in prosa ===
Il negro di Pietro il Grande (1828, incompiuto), trad. italiana di Irina Wassilcikoff e Gino Tomaioli, Documento Libraio Editore in Roma, 1944.
Le novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin (5 racconti scritti a Bòldino nell'autunno del 1830).
Dubrovskij (risalente al 1832-33, uscito nel 1841).
La dama di picche (1834), messo in musica nel 1890 da Pëtr Il'ič Čajkovskij su libretto del fratello Modest Il'ič.
Kirdžali (1834).
La figlia del capitano (1836), messo in musica da César Cui che tra il 1907 e il 1909 scrisse il libretto e la partitura per l'opera omonima.
La solitaria casetta sull'isola di Vasilij, trad. italiana a cura di Alberta Brambatti e Mili Romano, Sellerio ed. 1983; La solitaria casetta sull'isola Vasil'evskij, a cura di Marcello Fanfoni, La Vita Felice, Milano 2025. ISBN 9788893469074
=== Teatro ===
Boris Godunov (1825, pubblicato nel 1831), a cui s'ispira il libretto dell'opera omonima di Modest Petrovič Musorgskij.
Piccole tragedie (1830, microdrammi in versi)
Mozart e Salieri, messo in musica nel 1898 da Nikolaj Rimskij-Korsakov nell'opera omonima.
Il banchetto durante la peste, messo in musica nel 1900 da César Cui nell'opera omonima.
Il cavaliere avaro, messo in musica nel 1906 da Sergej Rachmaninov nell'opera omonima.
Il convitato di pietra, messo in musica nel 1869 da Aleksandr Dargomyžskij nell'opera omonima.
=== Saggi ===
Storia della rivolta di Pugačëv (1834).
Viaggio ad Arzrum durante la campagna del 1829 (1836).
Prose critiche e articoli:
Le mie osservazioni sul teatro russo (1820, ma uscito postumo nel 1895).
Sulla prosa (1822, ma uscito nel 1884).
Sulle cause che hanno rallentato il cammino della nostra letteratura (abbozzo del 1824, pubblicato nel 1874).
Sulla poesia classica e romantica (1825).
Sulla tragedia (1824-25, ma pubblicato nel 1916).
Dell'elemento nazional-popolare in letteratura (risalente agli anni '20 e uscito nel 1855).
Abbozzo di un'introduzione al "Boris Godunov" (1829-30, pubblicato nel 1855).
Sul dramma popolare e sul dramma "Marfa Posadnica" (articolo sul dramma di Michail Petrovič Pogodin rimasto incompiuto e pubblicato nel 1841-42).
Su Salieri (1832, ma uscito nel 1855).
Sul viaggio da Mosca a Pietroburgo (1833-34, censurato).
Sull'inconsistenza della letteratura russa (1834, ma 1855).
Byron (1835, incompiuto).
Voltaire (1836, uscito su "Sovremennik").
John Tenner (1836).
Le veglie alla fattoria di Dikan'ka (sull'omonimo testo di Gogol').
Il naso (segnalazioni sulla stessa rivista dei racconti di Gogol').
Su "I doveri degli uomini" di Silvio Pellico (articolo sulla stessa rivista).
=== Altre opere ===
Epistolario (1926-69).
Diario 1833-35 (1923).
Frammenti di opere incompiute, come il dramma Rusalka, il romanzo Dubrovskij o il poema Vadim.
Notti egiziane. Racconti incompiuti e poesie, a cura di Marcello Fanfoni, La Vita Felice, Milano 2024. ISBN 9788893467421
== Trasposizioni cinematografiche ==
Il postiglione della steppa (Der Postmeister), regia di Gustav Ucicky (1940).
La donna di picche (1949) di Thorold Dickinson.
La tormenta (1964) di Vladimir Basov con Valentina Titova e Oleg Vidov.
La donna di picche (1965) di Léonard Keigel con Dita Parlo e Michel Subor.
Onegin (1999) di Martha Fiennes con Ralph Fiennes e Liv Tyler.
== Note al testo ==
== Note bibliografiche ==
== Bibliografia ==
Ettore Lo Gatto, Puškin. Storia di un poeta e del suo eroe, Milano, Mursia, 1959.
Dmitrij S. Mirskij, Storia della Letteratura Russa, Milano, Garzanti, 1965, pp. 91–111.
Serena Vitale, Il bottone di Puškin, Collana Biblioteca n.302, Milano, Adelphi, 1995, ISBN 978-88-459-1121-7.
Jurij Michajlovič Lotman, Puškin. Vita di Aleksandr Sergeevič Puškin (Aleksandr Sergeevič Puškin Biografija pisatelja, 1981), a cura di Francesca Fici Giusti, Presentazione di Vittorio Strada, Padova, Liviana Editrice, 1990, ISBN 88-7675-620-5; Milano, Ledizioni, 2012, ISBN 978-88-670-5020-8.
David M. Bethea (cur.), The Pushkin Handbook, Madison, University of Wisconsin Press, 2005, ISBN 978-0-299-19560-1.
== Voci correlate ==
Epoca d'oro della poesia russa
Medaglia Puškin
== Altri progetti ==
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== Collegamenti esterni ==
Puškin, Aleksandr Sergeevič, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Ettore Lo Gatto, PUŠKIN, Aleksandr Sergeevič, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
(EN) Dimitry Dimitriyevich Blagoy, Aleksandr Pushkin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
(RU) Aleksandr Sergeevič Puškin, su Grande Enciclopedia Russa, Grande Enciclopedia Russa.
Opere di Aleksandr Sergeevič Puškin, su Liber Liber.
Opere di Aleksandr Sergeevič Puškin / Aleksandr Sergeevič Puškin (altra versione) / Aleksandr Sergeevič Puškin (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
(EN) Opere di Aleksandr Sergeevič Puškin, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Audiolibri di Aleksandr Sergeevič Puškin / Aleksandr Sergeevič Puškin (altra versione), su LibriVox.
(EN) Bibliografia di Aleksandr Sergeevič Puškin, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
(EN) Alexander Pushkin, su Goodreads.
Bibliografia italiana di Aleksandr Sergeevič Puškin, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
Aleksandr Sergeevič Puškin, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
(EN) Spartiti o libretti di Aleksandr Sergeevič Puškin, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
(EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su AllMusic, All Media Network.
(EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su Discogs, Zink Media.
(EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su Grand Comics Database.
(EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su IMDb, IMDb.com.
(EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
(EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
(DE, EN) Aleksandr Sergeevič Puškin, su filmportal.de.
vCesare G. De Michelis, Puskin, Aleksandr Sergeevic, in Enciclopedia dantesca, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
(RU) Immagini di Aleksandr Puškin e della sua famiglia, su liveinternet.ru.
Audioletture di due poesie di Puskin, su elapsus.it. URL consultato il 26 aprile 2017.
Nikolaj Michajlovič Karamzin
Nikolaj Michajlovič Karamzin (in russo Никола́й Миха́йлович Карамзи́н?; Karamzinka, 12 dicembre 1766 – Mosca, 3 giugno 1826) è stato uno scrittore e storico russo, conosciuto per aver rivoluzionato il linguaggio letterario del proprio paese.
== Biografia ==
Karamzin nacque nel villaggio di Karamzinka, Governatorato di Simbirsk, il quale prende il nome dal suo bisnonno, che ne fu il fondatore, il 12 dicembre 1766 in una famiglia della nobiltà provinciale con origini tatare. Suo padre era un ufficiale dell'esercito russo che lo inviò a Mosca per condurre gli studi secondari alla scuola privata di un professore tedesco, insegnante all'Università di Mosca.
Terminati gli studi, per qualche tempo condusse una vita di stravizi finché aderì alla massoneria e fu presentato al giornalista ed editore Nikolaj Ivanovič Novikov, per il quale lavorò con traduzioni di autori stranieri. Il suo primo volume è la traduzione del Giulio Cesare di Shakespeare, pubblicato nel 1787.
Massone, fu membro della Loggia "Corona d'Oro", nel 1784 vi ricevette il secondo grado. Nel 1785, tramite Ivan Petrovič Turgenev, diventò membro della cerchia dei Martinisti di Mosca. Nel 1789 dichiarò la sua intenzione di voler lasciare la Massoneria. Negli anni venti dell'Ottocento rifiutò l'offerta di Nikolaj Ivanovič Novikov di essere ricevuto nei gradi superiori.
Nel 1789 Karamzin intraprese un viaggio che lo avrebbe portato in Germania, in Francia, in Svizzera (una lapide lo attesta a Ginevra) e in Inghilterra. Tornato in Russia nel 1790, dal 1791 al 1792 pubblicò una propria rivista, il Giornale di Mosca, con il quale diede inizio al suo movimento letterario, espresso anche dalle Lettere di un viaggiatore russo, apparse nella sua rivista e poi pubblicate in sei volumi dal 1797 al 1801, frutto del suo viaggio in Europa e ispirate al famoso Viaggio sentimentale di Laurence Sterne. Con le sue Lettere, Karamzin divenne «un capo, la maggiore personalità letteraria della sua generazione».
Nel 1792 aveva pubblicato il suo primo e più noto romanzo, La povera Lisa, storia di una ragazza che, sedotta e abbandonata, finisce con il suicidarsi. Storia sentimentale, ebbe un successo enorme: il laghetto di Mosca dove Karamzin immaginò il suicidio della protagonista fu a lungo meta di pellegrinaggio dei suoi lettori. Fra i suoi altri racconti ricordiamo "Un cavaliere del nostro tempo"; "L'uomo sensibile" e "L'uomo freddo", che si fanno notare per l'acutezza dell'analisi dei sentimenti.
Le sue poesie presentano due novità nel panorama russo: il lirismo e l'introduzione di nuove forme di versificazione di origine tedesca (oltre all'affinamento del tradizionale verso di origine francese). In questo, Karamzin è stato il precursore di Žukovskij, che è considerato da molti critici il vero padre della moderna tecnica poetica russa.
È maggiormente ricordato per la sua monumentale Storia dello Stato russo, un'opera in 12 volumi modellata attraverso il lavoro di Edward Gibbon, che servì anche di ispirazione per Modest Petrovič Musorgskij nella composizione del suo capolavoro operistico Boris Godunov.
Fra i suoi allievi dei primi decenni del XIX secolo merita di essere ricordato Pëtr Andreevič Vjazemskij.
== Note ==
== Bibliografia ==
Dmitrij P. Mirskij, Storia della letteratura russa, Milano, Garzanti, 1995, ISBN 88-11-47237-7.
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== Collegamenti esterni ==
Ettore Lo Gatto, KARAMZIN, Nikolaj Michajlovič, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
Karamzin, Nikolaj Michailovič, su sapere.it, De Agostini.
(IT, DE, FR) Nikolaj Michajlovič Karamzin, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
(EN) Nikolay Mikhaylovich Karamzin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
(RU) Nikolaj Michajlovič Karamzin, su Grande Enciclopedia Russa, Grande Enciclopedia Russa.
Opere di Nikolaj Michajlovič Karamzin, su MLOL, Horizons Unlimited.
(EN) Opere di Nikolaj Michajlovič Karamzin, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Nikolaj Michajlovič Karamzin, su IMDb, IMDb.com.