Andrea Mastrovito

Andrea Mastrovito (Bergamo, 12 maggio 1978) è un artista e regista italiano. La sua ricerca si sviluppa principalmente intorno al disegno esteso a tecniche e linguaggi differenti tra cui installazione, collage, intaglio, frottage, intarsio, lavorazione del vetro, performance e cinema d'animazione.


== Biografia ==
Nato a Bergamo nel 1978, Mastrovito si diploma nel 2001 all'Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Dopo gli studi avvia una ricerca artistica incentrata sul disegno, progressivamente esteso dalla dimensione bidimensionale allo spazio architettonico, all'installazione e all'immagine in movimento. Nel 2007 vince il Premio New York, programma promosso dalle istituzioni italiane in collaborazione con l'Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University, trascorrendo un periodo di ricerca negli Stati Uniti. L'Italian Academy lo indica tra i vincitori dell'edizione 2007-2008.
Negli anni successivi sviluppa la propria attività tra Italia e New York, esponendo in istituzioni europee e americane. Nel 2011 è protagonista al Museo del Novecento di Milano del progetto Le cinque giornate, intervento partecipativo appartenente al ciclo Primo piano d'artista. Il progetto utilizzava il disegno e la partecipazione collettiva come strumenti di trasformazione temporanea dello spazio museale.


== Ricerca artistica ==
Elemento centrale della ricerca di Mastrovito è il disegno, inteso non soltanto come tecnica grafica ma come strumento di comprensione e trasformazione della realtà. Nel corso della sua attività il disegno viene declinato attraverso supporti, materiali e tecniche differenti, tra cui collage, intaglio, incisione, frottage, intarsio e animazione.
La sua pratica si caratterizza per l'estensione del disegno oltre la dimensione bidimensionale, fino a coinvolgere oggetti, architettura e spazio espositivo. Il disegno può così assumere una dimensione fisica e tridimensionale: un processo evidente, ad esempio, in Tristes presentimientos de lo que ha de acontecer, dove frottage di oggetti di uso comune si trasformano progressivamente in elementi scultorei.
Un altro elemento ricorrente è il dialogo con immagini e opere appartenenti alla storia dell'arte, alla letteratura e al cinema. Mastrovito ha descritto il proprio rapporto con gli artisti del passato come una forma di conversazione continua, sviluppata anche nella serie Conversazioni ragionate, nella quale il disegno mette in relazione oggetti del suo ambiente di lavoro con immagini e pubblicazioni dedicate ad artisti quali Albrecht Dürer, Francis Bacon, Alighiero Boetti, Francisco Goya, Edvard Munch e Giuseppe Penone.
La sperimentazione tecnica costituisce un'altra componente della sua produzione. Accanto al disegno tradizionale, Mastrovito ha recuperato e reinterpretato tecniche quali incisione, intarsio e frottage, combinandole con procedimenti contemporanei e con competenze artigianali. Questa ricerca sui materiali si estende anche alla lavorazione del vetro e alla realizzazione di interventi permanenti nello spazio architettonico.
Tra i progetti che esemplificano l'espansione del disegno nello spazio figura At the End of the Line, personale presentata nel 2014 alla GAMeC di Bergamo. Realizzato appositamente per lo Spazio Zero del museo, il progetto comprende una serie di frottage disposti sull'intero pavimento dell'ambiente espositivo e affronta temi legati alla storia, al mito, alla società, allo spazio e all'identità dei luoghi.
Il rapporto tra disegno, materia e trasformazione dello spazio è presente anche in VITRIOL, realizzato nel 2016 in occasione della XVI edizione del Premio Ermanno Casoli. Mastrovito, insieme a cento dipendenti dello stabilimento Angelini di Ancona, realizza sette interventi incidendo direttamente muri e altre superfici dell'edificio, facendo emergere le immagini attraverso gli strati cromatici preesistenti. Le polveri prodotte dall'incisione vengono raccolte e incorporate nell'opera, in un processo definito dalla Fondazione Ermanno Casoli come una forma di «archeologia dello spazio».


=== Cinema e animazione ===
La relazione tra il disegno e la dimensione narrativa si estende infine all'immagine in movimento. Mastrovito ha utilizzato collage, frottage e animazione come differenti manifestazioni del rapporto tra disegno e realtà, arrivando alla rielaborazione di opere cinematografiche preesistenti.
Nel 2017 conclude NYsferatu – Symphony of a Century, reinterpretazione animata di Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau, di cui ridisegna decine di migliaia di fotogrammi trasferendo la vicenda nella New York contemporanea. Il film debutta a New York nell'agosto dello stesso anno con una serie di proiezioni pubbliche organizzate da More Art. In Italia viene presentato nell'ambito della Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, con una proiezione al MAXXI il 4 novembre 2017.
Il rapporto tra disegno, cinema e appropriazione di immagini preesistenti prosegue con I Am Not Legend (2020), ispirato a Night of the Living Dead di George A. Romero. Per l'opera Mastrovito stampa e interviene manualmente sui fotogrammi del film originale, eliminando progressivamente con pittura bianca personaggi e figure. Anche la sceneggiatura viene sostituita: i dialoghi sono composti da citazioni provenienti da letteratura, cinema, poesia e musica. Il progetto ottiene nel 2019 il sostegno dell'Italian Council, programma della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L'opera viene successivamente presentata negli Stati Uniti e al Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni a Pistoia, entrando nelle collezioni del museo.


=== Installazioni e opere pubbliche ===
Parallelamente all'attività espositiva Mastrovito ha realizzato numerose opere destinate a spazi pubblici e religiosi. A Bergamo ha realizzato un ciclo di vetrate per la chiesa dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII, sviluppando una tecnica basata sulla lavorazione e sul disegno del vetro.
Nel 2019 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma gli dedica Very Bad Things, progetto site-specific curato da Ilaria Bernardi nell'ambito di Connection Gallery. L'intervento mette in relazione episodi della storia dell'arte, della mitologia e della contemporaneità affrontando il tema della violenza e del rapporto tra donna e potere. Nello stesso anno presenta alla Fondation Bullukian di Lione Le monde est une invention sans futur, mostra associata alla 15ª Biennale d'arte contemporanea di Lione e curata da Fanny Robin. L'esposizione raccoglie quattro grandi installazioni in situ incentrate sulla trasformazione del paesaggio e sulla relazione tra creazione e distruzione.
Nel 2022 realizza in Argentina Tristes presentimientos de lo que ha de acontecer, in occasione della personale Yo Lo Vi a PROA21 di Buenos Aires. L'opera viene successivamente acquisita dalla GAMeC ed entra nel patrimonio artistico del Comune di Bergamo nel 2024.


=== Agnus Dei della Sagrada Família ===
Nel 2023 Mastrovito viene invitato, insieme ad altri quattro artisti internazionali, al concorso indetto dalla Junta Constructora del Temple Expiatori de la Sagrada Família per la realizzazione dell'Agnus Dei destinato alla Torre di Gesù Cristo della basilica progettata da Antoni Gaudí.
Oltre a Mastrovito, vengono invitati al concorso Edoardo Tresoldi, David Oliveira, Gonzalo Borondo e Jordi Alcaraz. La commissione artistica sceglie il progetto di Mastrovito, apprezzandone in particolare l'utilizzo della luce dorata e la trasparenza della figura. Le cinque proposte vengono successivamente presentate in una mostra alla Casa de la Almoina di Barcellona nel 2025.
L'opera di Mastrovito, intitolata Gv 1,29, raffigura l'Agnello di Dio previsto da Gaudí all'interno della grande croce che conclude la Torre di Gesù Cristo. La figura è realizzata principalmente in vetro ed è inserita in una composizione caratterizzata da raggi luminosi dorati.
Il 10 giugno 2026, nel centenario della morte di Antoni Gaudí, papa Leone XIV presiede alla Sagrada Família la celebrazione per la conclusione e benedizione della Torre di Gesù Cristo. La torre raggiunge i 172,5 m ed è coronata da una croce tridimensionale alta 17 m; al suo interno è collocato l'Agnus Dei realizzato da Mastrovito secondo le indicazioni lasciate dal progetto originario di Gaudí.


== Opere principali ==


=== Installazioni e opere visive ===
Tra i principali progetti figurano:

The Island of Dr. Mastrovito, Governors Island, New York (2010)
Le cinque giornate, Museo del Novecento, Milano (2011)
At the End of the Line, GAMeC, Bergamo (2014)
Here the Dreamers Sleep, Museo Hendrik Christian Andersen, Roma (2015)
VITRIOL, XVI edizione del Premio Ermanno Casoli (2016)
Very Bad Things, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2019)
Le monde est une invention sans futur, Fondation Bullukian, mostra associata alla 15ª Biennale di Lione (2019)
Tristes presentimientos de lo que ha de acontecer, Buenos Aires (2022)
Creature, Creatori. San Francesco e l'arte contemporanea (collettiva), MAXXI di Roma (2026)
Gv 1,29 – Agnus Dei, Sagrada Família, Barcellona, (2026)


=== Collezioni ===
Opere di Mastrovito sono conservate in collezioni museali pubbliche italiane e internazionali. Il MUDAM – Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean di Lussemburgo conserva, tra le altre, Robespierre (2007) e Non Ci Resta Che Piangere (2009). Sue opere sono inoltre documentate nelle collezioni della GAMeC di Bergamo e del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni a Pistoia. I suoi lavori sono inoltre presenti nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano, del MART di Rovereto e della Manchester Art Gallery.


=== Filmografia ===
NYsferatu – Symphony of a Century (2017)
I Am Not Legend (2020)


== Note ==


== Bibliografia ==
Luca Beatrice, Laura Carcano, ''Andrea Mastrovito. In & Out of Life'', Milano, 2006.
Paul Ardenne, Andrea Bruciati, Paolo Colombo, Joseph del Pesco, Barbara Polla, ''Andrea Mastrovito. Paper Tigers – Tigres de papier'', Monografik éditions, 2008, ISBN 9782916545509.
Michele Robecchi, Davide Ferrario, ''Andrea Mastrovito. Nickelodeon'', Milano, 2008.
Julia Draganovic, ''Andrea Mastrovito. Easy Come Easy Go'', Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2011, ISBN 9788836620333.
Giuliano Zanchi, ''Andrea Mastrovito. A sud del Cielo'', Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2011.
Giacinto Di Pietrantonio, Stefano Raimondi, Marie-Noëlle Farcy, Sara Fumagalli, Nova Benway, Lorenzo Giusti, ''Andrea Mastrovito'', Bergamo, GAMeC Books, 2014, ISBN 9788898872022.
Sara Fumagalli, Stefano Raimondi, ''Andrea Mastrovito. Come tirare una linea. 44 disegni + 1 acquaforte'', Bergamo, GAMeC Books, 2014, ISBN 9788898872015.
Matilde Amaturo, Marco Bazzini, Eugenio Viola, ''Andrea Mastrovito. Here The Dreamers Sleep'', Maretti Editore, 2015, ISBN 9788898855230.
Giuliano Zanchi, ''Andrea Mastrovito. Sette Opere di Misericordia'', Bergamo, Fondazione Adriano Bernareggi, 2016, ISBN 9788894162165.
Gianna Pieralisi, Debora Carè, Piero Tucci, Marcello Smarrelli, Francesco Nucci, ''Andrea Mastrovito. Vitriol'', Fondazione Ermanno Casoli, 2016.
Ilaria Bernardi, Cristiana Collu, Massimo Mininni, Ambra Battilana Gutierrez, Andrea Mastrovito, ''Andrea Mastrovito. Very Bad Things'', Roma, Edizioni della Galleria Nazionale, 2019, ISBN 9788894436631.
Jean-Pierre Claveranne, Marylène Malbert, Fanny Robin, ''Andrea Mastrovito. Le monde est une invention sans futur'', Lione, Fondation Bullukian, 2020, ISBN 9782911645051.
Leora Maltz-Leca, Stefano Leonforte, Stefano Raimondi, Davide Dall'Ombra, ''Andrea Mastrovito. I Am Not Legend'', Casa Testori associazione culturale, 2020, ISBN 9788831303064.
AA.VV., ''Andrea Mastrovito. Accarezzare con la matita. I disegni preparatori per le vetrate della chiesa di San Giovanni XXIII in Bergamo'', Bergamo, The Drawing Hall, 2021, ISBN 9791298545502.
Emmanuel Morin, Fanny Robin, ''Andrea Mastrovito. 160 jours à Fontevraud'', Fontevraud, 2022, ISBN 9791090244153.
Micol Forti, Claudio Visconti, Giuliano Zanchi, ''Andrea Mastrovito. Gv 14,16-17'', Bergamo, The Drawing Hall, 2022, ISBN 9788894690286.
Alberto Fiz, Elena Forin, Lucrezia Longobardi, Jennifer Piejko, Claudia Slanar, ''Andrea Mastrovito. To Draw Is To Know'', Arezzo, Magonza, 2023, ISBN 9788831280617.
Giovanni D'Ercole, Aurelio Fusi, Francesco Galli, Renzo Vanoi, Mauro Zanchi, ''MT 25,40. La cripta del santuario della Madonna della Guardia di Tortona e le nuove opere di Andrea Mastrovito'', Mimep Docete, 2024, ISBN 9788884248756.
Ilaria Bernardi, Lelio Poncemi, ''Andrea Mastrovito. MCm. Minimo Comune multiplo'', Forlì, CartaCanta Editore, 2025, ISBN 9788860074812.


== Voci correlate ==
Accademia Carrara
GAMeC
Ospedale Papa Giovanni XXIII
Sagrada Família
Nosferatu


== Collegamenti esterni ==

Andrea Mastrovito, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. 
Andrea Mastrovito, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l.. 
Andrea Mastrovito, su gamec.it. , su GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.
Andrea Mastrovito, su mudam.com. , su Mudam Luxembourg.
Andrea Mastrovito, su italianacademy.columbia.edu. , su The Italian Academy for Advanced Studies in America, Columbia University.
Intervista ad Andrea Mastrovito, su artribune.com. , su Artribune, 14 novembre 2024.

Dialetto mirandolese

Parlata derivante dal latino e appartenente alle varietà linguistiche gallo-italiche, il dialetto mirandolese (nome nativo dialét miranduléś) è un dialetto della lingua emiliana diffuso in provincia di Modena, nella zona di pianura detta bassa modenese nei comuni di Mirandola, Medolla, Cavezzo, San Possidonio e Concordia sulla Secchia.
Il dialetto mirandolese si distingue nettamente dal dialetto di Modena grazie a sostanziali differenze fonetiche e lessicali. Nella sua convincente classificazione delle varietà gallo-italiche, Bernardino Biondelli nel 1853 lo identificava come subdialetto del gruppo ferrarese, insieme al ferrarese ed il mantovano.


== Diffusione ==
Il dialetto mirandolese è diffuso principalmente nel territorio della Bassa modenese, in particolare Mirandola, San Felice sul Panaro, Cavezzo, Medolla, San Possidonio, Finale Emilia e Concordia sulla Secchia. Influssi del mirandolese sono, però, identificabili nell’Oltrepò mantovano, nell’area confinante con la provincia modenese (Poggio Rusco, San Giacomo delle Segnate, Moglia, San Giovanni del Dosso, Quistello), e nel ferrarese, in particolare a Sant’Agostino, Bondeno e la sua frazione Casumaro, divisa con i comuni di Finale Emilia e Cento.


== Fonologia ==


=== Vocali ===
Risulta assente nel mirandolese (così come nel dialetto ferrarese, nel dialetto basso mantovano, nella bassa reggiana e nell'alto Appennino modenese) la palatalizzazione della vocale latina tonica a che invece caratterizza il resto della regione. 
Non si è persa, durante il passaggio da latino a mirandolese, la distinzione tra vocali brevi e lunghe. Non esiste ancora una convenzione adatta per regolarne la scrittura ma per comodità si tende a duplicare visivamente la vocale (àa, èe, ìi).

i	come in italiano (es. sit «sito», pir «pera»)
é	oppure ẹ vocale chiusa (stretta, lunga) (la mél «il miele», féra «fiera» dét «detto»)
è	vocale semiaperta, breve (fèr «ferro», gèra «ghiaia »)
a	come in italiano, lunga in posizione tonica (pal «palo», gnal «nido»)
ò	vocale semiaperta (bòta «botta», sciòp «fucile»)
ó	oppure ọ vocale chiusa (cór «cuore», sól «sole»)
u	come in italiano (mur «muro»)


=== Consonanti ===
I fonemi consonantici nel dialetto Mirandolese sono 18:

Occlusive: p, b (bilabiali); t, d (alveodentali); c, g (palatali); ch, gh (velari)
Nasali: m, n, gn
Rotate: r
Laterali: l, gl
Fricative: f, v
Sibilanti: s, z (riportata così per comodità, trattasi in realtà della sibilante sonora ş)


== Grammatica ==


=== Articolo ===


==== Articolo determinativo ====
L'articolo al, determinativo maschile singolare, ed i, maschile plurale, si usano davanti a parole che iniziano per consonante (al gatt, i gatt «il gatto, i gatti»).
L'articolo l’ (plurale è i) determinativo maschile si usa davanti a parole che cominciano per vocale (l'occ, i occ «l'occhio, gli occhi»).
L'articolo determinativo femminile è la, davanti a consonante e si elide davanti a vocale (la cà, l'ora «la casa, l'ora»).
Al plurale femminile abbiamo ancora al davanti a consonante e gl’ davanti a vocali (al srézi, gl'avi «le ciliegie, le api».


==== Articolo indeterminativo ====
L'articolo indeterminativo maschile è un, femminile è ‘na cioè è quasi sempre presente l'aferesi ovvero la mancanza della vocale iniziale «u» (in ‘na cà, ‘na sréza «in una casa», «una ciliegia»).


==== Articolo partitivo ====
Maschile dal, di (davanti a cons.), dl’, dj (davanti a voc.)
Femminile dla, dal (davanti a cons.), dl’, dagl (davanti a voc.)


=== Pronomi ===


==== Pronomi personali ====
Forme toniche
Le forme toniche hanno sia funzione di soggetto sia di oggetto e sono:
me, te, lò, nuantar, vuatar, lór
Forme atone proclitiche in funzione di soggetto
Sono sempre usate innanzi al verbo in forma affermativa o negativa, anche quando il soggetto è già espresso e sono:
a, t, al (l', a, la l'), a, a, i.
Nella 2°pers. sing., dopo il pronome t viene aggiunta la vocale a (t'a-m da ragion «mi dai ragione», t'a-g va «ci vai»). Nella 3ª pers. sing. si usa al come pronome se precede un verbo che comincia per consonante (al diz «lui dice»), se invece comincia per vocale si usa la sola l‘ (l'andava «andava»). Lo stesso vale per il femminile della la, l’.
Forme atone in funzione di termine e destinazione
Sono: m, t, s, s, v, s
Esempi: a m'indurmensi «mi addormento», a s'indurmensa «si addormenta», a s'indurmintém «ci addormentiamo», a v'indurminsàa «vi addormentate»


==== Pronomi e aggettivi possessivi ====
I pronomi/aggettivi della 1ª, 2ª e 3ª persona singolare mé, tó, só sono indeclinabili. Però esistono alcune variazioni ormai in disuso e usate solo posposte méa «mia», méi «mie», tóv «tuo, tuoi», tóa «tua», sóv «suo, sue», sóa «sua» (es. fat i fatt tóv «fatti i fatti tuoi»; al va a cà sóa «va a casa sua»)
Anche la 3° persona plurale lór è indeclinabile, diversamente da nostar e vostar che come unica variazione hanno il femminile singolare che fa nostra e vostra.


==== Pronomi e aggettivi dimostrativi ====
Questo (pronome): quést (plur. sti), quésta (plur. quésti)
Questo (aggettivo): stal, st’ (plur. sti, stj), sta, st’ (plur. sti, stj)
Quello (pronome): quél (plur. quei), quéla (plur. quéli)
Quello (aggettivo): cal, cl’ (plur. chi), cla, cl’ (plur. cli, chi)


=== Suffissi ===


==== Accrescitivi ====
-ón (masch.), -óna (femm.) (es. sgnurón «signorone», dunóna «donnona»)
-às, -àsa (umàs «uomo robusto», dunàsa «donnaccia»)


==== Diminutivi-vezzeggiativi ====
-èn, -ina (piculèn «piccolino», piculina «piccolina»)
-èt, -èta (bagaèt «bambinetto, cosino», bagaèta «bambinetta, cosina»)
-òt, -òta (zuvnot «giovanotto» zuvnota «giovanotta»)


=== Verbi ===


=== Frasi interrogative ===
Nelle frasi interrogative l'ordine fra soggetto e verbo è invertito.

A fag cum a dig (faccio come dico) → Fag-j-a cum a dig?
At lèś quèl (leggi qualcosa) → Lèś-at quèl?
I tōśan sèmpar la màchina (prendono sempre la macchina) → Tōś'n-i sèmpar la màchina?
A-j-ém lèt al lìbar (Abbiamo letto il libro) → Ém-j-a lèt al lìbar?


=== Frasi negative ===
Per comporre una frase negativa occorre utilizzare due elementi di negazione a ridosso del verbo, N e MINGA. Queste particelle vanno posizionate prima e dopo il verbo quando il tempo del verbo è semplice, prima e dopo l'ausiliare quando il tempo del verbo è composto. La particella MINGA può essere arbitrariamente sostituita con le equivalenti forme MIA e BRIŚA.

Al magna la mnèstra (Egli mangia la minestra) → Al n magna minga la mnèstra
A-j-ò lèt al lìbar (Ho letto il libro) → A n ò briśa lèt al lìbar
A 'l sò (Lo so) → A n al sò mia


== Produzione letteraria ==

Scarsa ma importante la produzione letteraria redatta in questo dialetto prima dell'unità d'Italia. Il primo vocabolario contenente mille parole mirandolesi tradotte in "lingua toscana" fu compilato da Flaminio Lolli nel 1862. Eusebio Meschieri diede alle stampe il Vocabolario mirandolese-italiano per la prima volta nel 1876, per poi ristamparlo in una nuova edizione nel 1932.
Fra le pubblicazioni periodiche, si ricorda il celebre Al Barnardon, uno dei più antichi lunari d'Italia pubblicato dal 1879 a tutt'oggi.
Altre opere dilettali sono La divino commedia traduzione di Gianni Bellini dell'Inferno di Dante, Quand al Sgnor al girava pr'il stradi di Vilmo Cappi e La coa dal gatt e altri storii... poesie di Brunetta Panzani.


== Esempi ==
Padar nostar
Ch'a't sée in dal ciél
Ch'a sia banadett al tó nom.
Ch'a vegna al tó regn
Ch'a sia fat quel ch'a't vó te
In ciél e in s'la tera.
Das al nostar pan anch incó
E scanzelas i nostar debit
Cume nuantar i scanzlem a ch'i'atar
E a'n faras minga cascar in dla tentasion
Ma cassa via al mal da nuantar.
Amen


== Note ==


== Bibliografia ==
Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, Milano, Bernardoni, 1845.
Carlo Ciardi, Osservazioni sul Dialetto Mirandolese nella strenna mirandolese la - Fenice - per l'anno 1884, a cura di Felice Ceretti, Mirandola, Tip. Cagarelli,  p. 41.
Flaminio Lolli, Serie di mille vocaboli vernacoli mirandolesi fatti toscani da Flaminio Lolli, Mirandola, Tipografia Moneti e Manni, 1862,  p. 26.
Fabio Marri, Studiosi del dialetto mirandolese intorno a don Felice Ceretti, Mirandola, Biblioteca Comunale, 1998,  pp. 187-212.
Eusebio Meschieri, Vocabolario mirandolese-italiano, Bologna, Regia tipografia, 1876.
Giuseppina Rosta, Il dialetto mirandolese, con saggio dei dialetti di S. Felice, Finale, Cento, Crevalcore, G. Bottiglioni, 1937-38.
Max Niemeyer Verlag, Deonomasticon Italicum, Tübingen, 1997, ISBN 3-484-50228-2.
Pubblicazioni in dialetto mirandolese

Vilmo Cappi, Cantilene infantili impetratorie ed augurali nel Mirandolese, In Atti e Memorie In Deputazione per la Storia patria delle antiche province Modenesi.
Vilmo Cappi, Preghiere in dialetto nel Mirandolese, Ibidem


== Voci correlate ==
Lingua emiliano-romagnola
Lingua emiliana
Mirandola
Dialetto modenese
Dialetto basso mantovano


== Altri progetti ==

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== Collegamenti esterni ==
(EML, IT) Al Barnardon - Lunàri con l'indicasiòṅ dal fèsti, dal sagri e dal fēri dal Miranduléś e dintóraṅ, su albarnardon.it.
 (EML) Al Barnardon presenta "Al dascòrs generàl 2015".