Ricerca su Wikipedia
Valerio Massimo Manfredi
Valerio Massimo Manfredi (Piumazzo, 8 marzo 1943) è uno scrittore, storico, archeologo, sceneggiatore e conduttore televisivo italiano.
== Biografia ==
Si è laureato in lettere classiche all'Università di Bologna ed ha una specializzazione in topografia del mondo antico all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato nella stessa università, all'Università Ca' Foscari Venezia, alla Loyola University Chicago, all'École pratique des hautes études della Sorbona di Parigi e alla Bocconi di Milano. Ha pubblicato molti articoli e saggi e ha scritto note opere di narrativa - soprattutto romanzi storici - tradotte in tutto il mondo (circa 15 milioni di copie vendute a livello internazionale). È autore di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione, collabora come antichista e come giornalista scientifico a Il Messaggero e Panorama, come giornalista per Archeo, Focus (edizione italiana e spagnola), Airone (in precedenza a Il Giornale e La Voce) e altre riviste del settore.
Ha collaborato inoltre ad Archeo, Gente Viaggi, Traveller, Soprattutto, Primopiano, Grazia e El Mundo (Spagna). La sua trilogia Aléxandros è stata acquistata da Universal Pictures per una produzione cinematografica e Dino De Laurentiis ha realizzato L'ultima legione (con Ben Kingsley, Colin Firth, Aishwarya Rai, Thomas Sangster, regia di Doug Lefler); ha scritto inoltre la sceneggiatura di Marco d'Aviano e Gilgamesh. Ha adattato per il cinema Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar per John Boorman. Tra gli anni settanta e gli ottanta ha progettato e condotto le spedizioni "Anabasi" per la ricostruzione sul campo dell'itinerario della ritirata dei Diecimila. 18.000 km percorsi, 2.000 fotografie, 500 quote altimetriche.
Tra le sue partecipazioni a campagne di scavo si citano Lavinium, Forum Gallorum, Forte Urbano in Italia. In terra straniera nel 1990 la ricognizione e rilievo al complesso cerimoniale di Cerro Purgatorio, Túcume (Peru) nella spedizione di Thor Heyerdahl; dal 1990 al 2004 le campagne di scavo ad Har Karkom, deserto del Neghev (Israele). Ricognizione, scavo e pubblicazione di numerosi siti via via individuati nel corso degli scavi. Campagna di ricognizione e rilievo con Timothy Mitford sul sito del "Trofeo dei Diecimila". in Anatolia orientale (2002). Ha tenuto conferenze e seminari presso New College di Oxford, University of California a Los Angeles, Lectio Magistralis alla National University of Canberra (Australia), inoltre Lectio magistralis Università dell'Avana, Cuba, Universidad de Antiochia, Medellín (Colombia), Universidad de Bilbao, Universidad Internacional Menendez Pelayo (Tenerife) e molte altre.
Nel 1999 è stato votato Man of the Year dall'American Biographical Institute, Raleigh, Carolina del Nord; nel 2003 riceve la Nomina a Commendatore della Repubblica motu proprio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi e il premio Corrado Alvaro Rhegium Julii e premio Librai Città di Padova mentre nel 2004 riceve il Premio Hemingway per la narrativa. Nel 2001 ha fatto un ruolo di comparsa all'interno del film Vajont nel ruolo di giudice. Nel 2003 registra un documentario audio sulla figura di Alessandro Magno, usando il lavoro di ricerca svolto per la sua trilogia di romanzi di Aléxandros.
Ha condotto il programma televisivo Stargate - Linea di Confine in onda già dalle stagioni 2003/2004 e 2004/2005 sulla rete televisiva di LA7. Dall'11 novembre 2008, sempre su La7, conduce il programma di approfondimento storico Impero che analizza, attraverso i più antichi reperti archeologici come le sette meraviglie del mondo, gli antichi imperi: la nascita, le cause dell'apogeo e della decadenza. Sulla stessa rete ha partecipato anche al programma Tetris. Nel 2008, con il romanzo L'armata perduta, vince il Premio Bancarella. Nel 2010, con il romanzo Archanes, vince il Premio Scanno. Nel 2011, esce per la Mondadori l'applicazione iPad per leggere il romanzo Aléxandros, con simulazioni delle battaglie, audio e altro. Nello stesso anno pubblica Eroi, un volume contenente i tre suoi romanzi precedentemente pubblicati: Lo scudo di Talos, Le paludi di Hesperia e L'armata perduta.
Nel 2011 e 2012 ha partecipato come collaboratore e inviato speciale alla trasmissione di Rai 3 E se domani, condotta in studio da Alex Zanardi. Il 6 novembre 2012 esce il primo di due volumi sull'eroe Ulisse intitolato Il mio nome è Nessuno - Il giuramento che narra della nascita e della vita dell'eroe fino alla fine della guerra di Troia. L'anno successivo esce il secondo volume Il mio nome è Nessuno - Il ritorno con cui vince il Premio Roma Sezione Narrativa Italiana nel 2014. Dal 2 marzo 2013 conduce, in prima serata su Rai 3, Metropoli. Il 20 aprile 2013 è ospite d'onore alla cerimonia di consegna di Laurea dell'Università Ca' Foscari di Venezia in piazza San Marco.
Il 9 settembre 2016 esce il romanzo Teutoburgo. Il romanzo si conferma, per due settimane di seguito, primo nelle classifiche dei libri di autori italiani più venduti (oltre centomila copie dal 9 al 29 settembre).
Dal novembre 2016 è conduttore di Argo, un viaggio nella storia, serie di documentari prodotti per il canale televisivo Rai Storia.
== Vita privata ==
È sposato con Christine Feddersen, traduttrice inglese, e ha due figli. Sua figlia Diana è stata la disegnatrice della graphic novel intitolata Bagradas, tratta da un racconto di Manfredi. Suo figlio Fabio ha collaborato con lui in alcuni libri.
L'11 febbraio 2021 è stato ricoverato presso l'ospedale Misericordia di Grosseto in seguito a un grave incidente domestico, probabilmente causato da esalazioni di monossido di carbonio, avvenuto nella sua abitazione nel centro di Roma, dove si trovava con la scrittrice Antonella Prenner, anche lei rimasta coinvolta. Entrato in coma, si è risvegliato cinque giorni dopo.
== Opere ==
=== Romanzi ===
Palladion, Milano, A. Mondadori, 1985.
Lo scudo di Talos, A. Mondadori, 1988. ISBN 88-04-30886-9 (raccolta Eroi)
L'oracolo, A. Mondadori, 1990; Mondadori, 2014. ISBN 978-88-66-21082-5
Le paludi di Hesperia, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-37127-7 (raccolta Eroi)
La torre della solitudine, A. Mondadori, 1996. ISBN 88-04-40584-8.
Il faraone delle sabbie, A. Mondadori, 1998. ISBN 88-04-43604-2.
Il figlio del sogno, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45606-X. (Serie Aléxandros. Fanciullezza)
Le sabbie di Amon, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45607-8. (Serie Aléxandros. Esplorazione)
Il confine del mondo, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45608-6. (Serie Aléxandros. Fine e morte)
Chimaira, Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-48926-X.
L'isola dei morti, Venezia, Consorzio Venezia Nuova, 2002; Venezia, Marsilio, 2004. ISBN 88-317-8231-2.
L'ultima legione, Milano, Mondadori, 2002. ISBN 88-04-50363-7 (raccolta S.P.Q.R.)
Il tiranno, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-51814-6
L'impero dei draghi, Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-53417-6 (raccolta S.P.Q.R.)
Il romanzo di Alessandro, Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-54896-7
L'armata perduta, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 978-88-04-56210-8 (raccolta Eroi)
Idi di marzo, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-57971-7 (raccolta S.P.Q.R.)
Otel Bruni, Milano, Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-60873-8
Il mio nome è Nessuno - Il giuramento, Milano, Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-62287-1
Il mio nome è Nessuno - Il ritorno, Milano, Mondadori, 2013. ISBN 978-88-04-62870-5
Teutoburgo, Milano, Mondadori, 2016. ISBN 978-88-04-66578-6
Quinto comandamento, Milano, Mondadori, 2018. ISBN 978-88-04-68384-1
Antica madre, Milano, Mondadori, 2019. ISBN 978-88-04-70966-4
Quaranta giorni, Milano, Mondadori, 2020. ISBN 978-88-04-72230-4
Germanico, Milano, Mondadori, 2024. ISBN 978-88-04-73743-8
Zenobia. Il romanzo della regina guerriera, con Andrea Argenti, Milano, Mondadori, 2025. ISBN 978-88-04-80381-2
=== Raccolte di romanzi ===
Eroi, Milano, Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-61360-2
S.P.Q.R., Milano, Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-62322-9
Aléxandros. La trilogia, Milano, Mondadori, 1999. ISBN 88-04-46897-1
Il mio nome è Nessuno. La trilogia, Milano, Mondadori, 2017. ISBN 978-88-04-67768-0
=== Racconti ===
Lo scudo dei Kleomenidi, Ozzano Emilia, Malipiero, 1980.
Otel Bruni, in Storie d'inverno, Milano, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-38699-1.
La pietra di re Mida, in Dal grande fiume al mare. Trenta scrittori raccontano l'Emilia Romagna, Bologna, Pendragon-Regione Emilia-Romagna, 2003. ISBN 88-8342-228-7.
Bagradas, in Brivido nero, Reggio Emilia, Aliberti editore, 2005. ISBN 88-7424-075-9.
Archanes, Milano, Corriere della Sera, 2007.
L'oste dell'ultima ora, Correggio, Wingsbert House, 2013. ISBN 978-88-98689-00-2.
II romanzo di Odisseo, Milano, Mondadori, 2014. ISBN 978-88-04-64443-9.
Aquileia. Defensoris urbis, Italo Svevo, 2020. ISBN 978-88-943-5945-9.
=== Antologie di racconti ===
I cento cavalieri, Milano, Oscar Mondadori, 2002. ISBN 88-04-49117-5. Antologia di dodici racconti brevi
Zeus e altri racconti, Milano, Oscar Mondadori, 2006. ISBN 88-04-56121-1. Contiene i racconti: Zeus, Bagradas, Il cavaliere invisibile, Regina viarum, L'ultimo Natale.
Archanes e altri racconti, Milano, Oscar Mondadori, 2010. ISBN 978-88-04-60065-7. Contiene i racconti: Archanes, Limes, Gli dei dell'Impero, Midget War, Millennium Arena.
Le Inchieste del Colonnello Reggiani, Milano, Giulio Einaudi Editore, Stile libero Big, 2015, Contiene i racconti: La Muta, Intrigo Internazionale, Noblesse oblige, Passio, Gli dei dell'Impero
Guerrieri e cavalieri. Racconti di avventura dall'antica Roma al Medioevo, con Fabio Visintin, Milano, Mondadori, 2022, ISBN 9788804754510
=== Saggistica ===
Storici greci. Antologia, con Gabriele Burzacchini, Bologna, Zanichelli, 1972.
Poeti e prosatori latini. Antologia per i primi due anni delle scuole medie superiori, con Gabriele Burzacchini, Bologna, Zanichelli, 1973.
Le nuove terre, con Fabrizio Manfredi, Ozzano Emilia, Malipiero, 1974.
Senofonte, Anabasi, [Traduzione], Milano, Rusconi, 1980.
Petra e le città morte della Siria, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1983.
Alessandro e Senofonte, in Alessandro Magno tra storia e mito, a cura di Marta Sordi, Milano, Jaca Book, 1984. ISBN 88-16-95002-1.
La strada dei diecimila. Topografia e geografia dell'Oriente di Senofonte, Milano, Jaca Book, 1986, ISBN 88-16-95020-X.
Gli etruschi in Val Padana, con Luigi Malnati, Milano, Il Saggiatore, 1991, ISBN 88-04-32749-9.
Mare greco. Eroi ed esploratori del mondo antico, con Lorenzo Braccesi, Milano, A. Mondadori, 1992, ISBN 88-04-35980-3.
Le Isole Fortunate. Topografia di un mito, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1993, ISBN 88-7062-787-X; 1996. ISBN 88-7062-945-7.
I Greci d'occidente, con Lorenzo Braccesi, Milano, A. Mondadori, 1996, ISBN 88-04-39785-3.
I celti in Italia, con Venceslas Kruta, Milano, Mondadori, 1999, ISBN 88-04-43640-9.
Akropolis - La grande epopea di Atene, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-47801-2.
Marcello, Roma-Milano, Fondazione Sorgente Group-Leonardo International, 2008, ISBN 978-88-88828-73-2.
La tomba di Alessandro. L'enigma, Milano, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59349-2.
Le meraviglie del mondo antico, Milano, Mondadori, 2014.
Sentimento italiano. Storia, arte, natura di un popolo inimitabile, Milano, SEM, 2019.
Come Roma insegna (in collaborazione con il figlio Fabio), Pienogiorno, 2021.
La vita e la storia. Istruzioni per l'uso (in collaborazione con il figlio Fabio), Aliberti Editore, Reggio Emilia, 2023.
Prima di Roma. Storia dell'Italia da Enea ad Annibale (in collaborazione con Luigi Malnati), Mondadori, 2024
=== Romanzi grafici ===
Bagradas, disegni di Diana Manfredi, Reggio Emilia, Aliberti, 2011. ISBN 978-88-7424-800-1.
== Filmografia ==
=== Film tratti dai suoi romanzi ===
I guardiani del cielo, (1998) (film TV) - dal romanzo La torre della solitudine
L'ultima legione (The Last Legion) (2007) - dal romanzo omonimo
=== Sceneggiatore ===
2006 - L'inchiesta
2006 - Memoirs of Hadrian
2012 - 11 settembre 1683 - partecipazione
=== Attore ===
2001 - Vajont
2003 - Piazza delle Cinque Lune (prete nel confessionale)
2014 - Il mistero di Dante, di Louis Nero, interpretata se stesso a fianco del Premio Oscar F. Murray Abraham
== Trasmissioni televisive - conduzione o partecipazione ==
Stargate - Linea di confine - conduzione
Impero - conduzione
E se domani - collaborazione
Metropoli - conduzione
BBC - Buono, Brutto, Cattivo - partecipazione
Argo, un viaggio nella storia - conduzione
== Riconoscimenti ==
2003 - Premio Librai Città di Padova
2004 - Premio Corrado Alvaro nell'ambito del Premio Nazionale Rhegium Julii, Premio Capo d'Orlando, Premio Hemingway
2008 - Premio Bancarella
2010 - Premio Scanno
2014 - Premio Roma Sezione Narrativa Italiana
2017 - Premio Chiara alla carriera
== Onorificenze ==
== Note ==
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Valerio Massimo Manfredi
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Valerio Massimo Manfredi
== Collegamenti esterni ==
Sito ufficiale, su valeriomassimomanfredi.it.
Manfredi, Valerio Massimo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Manfredi, Valerio Massimo, su sapere.it, De Agostini.
Opere di Valerio Massimo Manfredi, su MLOL, Horizons Unlimited.
(EN) Opere di Valerio Massimo Manfredi, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Bibliografia di Valerio Massimo Manfredi, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
(EN) Valerio Massimo Manfredi, su Goodreads.
Bibliografia italiana di Valerio Massimo Manfredi, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
(EN) Valerio Massimo Manfredi, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
Valerio Massimo Manfredi, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
(EN) Valerio Massimo Manfredi, su IMDb, IMDb.com.
Scheda del FantasticFiction, in inglese, su fantasticfiction.co.uk.
Intervista de i-LIBRI a Valerio Massimo Manfredi, su i-libri.com.
Alexandros podcast - mp3 - Alle otto della sera di Valerio Massimo Manfredi. Regia di Giancarlo Simoncelli.
Argenta
Argenta (Arzènta in dialetto argentano) è un comune italiano di 21 203 abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna. Fa parte dell'Unione dei comuni Valli e Delizie.
== Geografia fisica ==
Argenta sorge sulla sponda sinistra del fiume Reno, a 33 km a sud-est di Ferrara. Il territorio comunale, esteso lungo tutta la fascia sud-orientale della provincia di Ferrara, al confine con la città metropolitana di Bologna e la provincia di Ravenna, è attraversato da numerosi fiumi o specchi d'acqua come il succitato Reno, le valli di Campotto e le valli di Comacchio.
== Origini del nome ==
Il nome "Argenta" probabilmente ha origini bizantine. Nel periodo tra il VI e l'VIII secolo ebbe sede nel luogo il contingente militare degli Argentenses per difendere il guado sul Po di Primaro dai Longobardi. Tuttavia è solo dal 1022 che il nome della città è effettivamente attestato. Esso è in connessione con l'argento, forse in riferimento a un determinato tipo di terreno di colore biancastro.
== Storia ==
=== Antichità ===
La tradizione lega la fondazione della città al vescovo Esuperanzio di Ravenna nel periodo compreso tra il 425 e il 430 lungo la sponda destra del fiume Po, proprio nei pressi della pieve di San Giorgio, il più antico luogo di culto della zona, a circa un chilometro di distanza dal centro abitato. Nel secolo seguente, secondo lo storico locale Camillo Laderchi, il territorio venne donato dall'imperatore bizantino Giustiniano I, vittorioso sugli Ostrogoti nel 540, al vescovo di Ravenna, Agnello. Entrando così a far parte dell'Arcidiocesi di Ravenna, diventando il Vicariato di Argenta.
=== Medioevo ===
Nel 603 Argenta venne fortificata dall'esarca bizantino Smaragdo e in seguito fu trasferita sulla riva sinistra del Po. Tale scelta permise alla città di assumere un ruolo importante come nodo di collegamento tra il ferrarese e il ravennate. In tale situazione tra il XII e il XIV secolo fu oggetto di lunghe contese tra il vescovato di Ravenna e la signoria degli Este e questo facilitò la sua indipendenza anche se rimase culturalmente legata ad entrambi i territori. Durante uno di questi conflitti fra Ferrara e Ravenna, nel 1200, la cittadina fu attaccata da un esercito composto da soldati ferraresi e mercenari modenesi e veronesi, che la devastarono ed incendiarono. Gran parte degli abitanti furono imprigionati nelle carceri di Ferrara dove in molti morirono. Gli assalitori spezzarono le catene che chiudevano il Po e le portarono a Ferrara, dove furono esposte in segno di trionfo nella Cattedrale di San Giorgio. Nel 1295 vi si tenne un convegno che riunì tutti i capi ghibellini della Romagna. Capitano generale fu acclamato Scarpetta Ordelaffi, signore di Forlì che iniziò le operazioni contro gli eserciti pontifici, procurandosi la scomunica per sé e per i suoi familiari.
Nel 1333 Rinaldo II d'Este fece distruggere il ponte fortificato gettato dal legato pontificio ad Argenta. L'8 marzo 1333 Argenta fu ceduta dall'Arcidiocesi di Ravenna agli Este, entrando a far parte della signoria sino alla devoluzione di Ferrara.
=== Età moderna ===
Dal 1598 Argenta venne controllata direttamente dallo Stato Pontificio entrando così nella Legazione di Ferrara.
Nel 1624 venne colpita dal terremoto e la tradizione vuole che il sisma abbia risparmiato il Santuario della Celletta consacrato proprio in quell'anno e poco distante dal centro cittadino. Tutte le altre chiese, compreso il duomo, furono duramente colpite. Nella seconda metà del XVIII secolo vivevano in paese poco più di 2 500 abitanti.
=== Dal XIX secolo ad oggi ===
Durante i moti del 1830-1831, che coinvolsero diverse cittadine emiliane e romagnole, anche Argenta insorse contro la dominazione pontificia e nel 1849 si sollevò nuovamente. In seguito alle vittorie franco-piemontesi della seconda guerra d'indipendenza italiana e al crollo dei vari ducati emiliani, il 14 giugno 1859 l'amministrazione pontificia lasciò il territorio e i liberali di Argenta innalzarono il Tricolore italiano.
Nel 1883 fu raggiunta dalla ferrovia Ferrara-Rimini e sei anni più tardi venne ultimato anche il collegamento ferroviario con Ravenna. Sul finire del XIX secolo il territorio versava in condizioni economiche drammatiche a causa dell'irrisolta questione agraria, delle mancate bonifiche e dell'isolamento che fu solo parzialmente ridotto dall'arrivo della ferrovia. Con l'ascesa del fascismo fu teatro di due violenti fatti di sangue. Il 17 aprile 1921 fu occupata dagli squadristi di Italo Balbo. Questi, dopo aver costretto il sindaco Zardi a bere olio di ricino, fecero firmare a tutta l'amministrazione comunale socialista le dimissioni. Il 7 maggio successivo l'ex consigliere comunale e sindacalista Natale Gaiba fu ucciso da un gruppo di fascisti del luogo. Il 23 agosto 1923 il parroco don Giovanni Minzoni, uno dei pochi argentani a ribellarsi e a denunciare le violenze fasciste, fu ucciso a bastonate da un gruppo di squadristi.
Durante la seconda guerra mondiale, il territorio argentano fu teatro di numerosi episodi bellici. L'8 settembre 1944 i tedeschi, dietro indicazione dei locali vertici del Partito Fascista Repubblicano, prelevarono un gruppo di uomini per una rappresaglia. Cinque furono fucilati presso il ponte della Bastia ed altri cinque furono fucilati a Filo. Nell'inverno 1944-1945, con l'arresto dell'avanzata alleata lungo la linea Gotica, Argenta divenne un obbiettivo militare di primaria importanza. Le valli di Campotto (a ovest) e quelle di Comacchio (a est) costituirono l'unico passaggio per raggiungere Ferrara ed il Veneto. La piccola porzione di territorio racchiusa tra Argenta e le frazioni di Bando e Longastrino fu ribattezzata dagli Alleati «Argenta Gap». Quando scattò l'offensiva della primavera 1945 la città fu duramente colpita dai britannici l'11 aprile. Il giorno seguente il centro abitato venne pressoché raso al suolo da un violentissimo bombardamento alleato. Argenta venne liberata il 18 aprile 1945 dalle truppe dell'VIII Armata britannica.
I caduti britannici e del Commonwealth riposano nell'Argenta Gap War Cemetery.
Nel secondo dopoguerra il centro cittadino fu interamente ricostruito secondo i canoni urbanistici moderni.
=== Simboli ===
Lo stemma civico è stato riconosciuto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 aprile 1957.
Nello scudo è rappresentata la torre sulla frontiera tra i territori di Ferrara e di Ravenna, attestata già in documento del 5 giugno 1093, come parte di un importante sistema di fortificazioni edificato ad Argenta dall'antipapa Guiberto.
=== Onorificenze ===
Per atti di abnegazione, per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, il comune di Argenta ha ottenuto le seguenti onorificenze:
== Monumenti e luoghi d'interesse ==
=== Architetture religiose ===
Duomo di Argenta
Pieve di San Giorgio
Ex chiesa di San Domenico
Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista
Oratorio di Santa Croce
Santuario della Celletta
Ex chiesa di San Lorenzo e Convento Cappuccini
Chiesa di San Zeno nella frazione di Consandolo
Chiesa di San Giovanni Battista nella frazione di Traghetto
Chiesa di Santa Maria Maddalena nella frazione di Santa Maria Codifiume
Chiesa di San Nicola vescovo nella frazione di San Nicolò
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo nella frazione di Ospital Monacale
Chiesa di San Macario nella frazione di Bando
Chiesa della Natività di Maria Santissima nella frazione di Boccaleone
Chiesa di San Biagio nella frazione di San Biagio
Chiesa di San Giuliano Martire nella frazione di Longastrino
Chiesa di Sant'Antonio da Padova nella frazione di Benvignante
Chiesa di Sant'Agata nella frazione di Filo
=== Architetture civili ===
Argenta Gap War Cemetery
Delizia di Benvignante
=== Aree naturali ===
Valli di Campotto
Valli di Comacchio
Oasi di Porto - Bacino di Bando
Valli di Argenta (Rete Natura 2000)
== Società ==
=== Evoluzione demografica ===
Abitanti censiti
=== Etnie e minoranze straniere ===
Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera è di 2 609 abitanti, pari al 12,36% della popolazione.
=== Lingue e dialetti ===
Accanto alla lingua italiana, sono diffusi anche l'emiliano e il romagnolo. La ragguardevole estensione del territorio comunale, situato al confine fra tre province, ne comporta una complessa tripartizione dialettale. Si parlano infatti:
dialetti romagnoli ad Argenta città, Anita, Filo e Longastrino;
dialetti ferraresi a Benvignante, Boccaleone, Consandolo, Ospital Monacale e San Nicolò;
dialetti emiliani affini al bolognese a Campotto, Santa Maria Codifiume e Traghetto.
=== Istituzioni, enti e associazioni ===
==== Ospedale Mazzolani–Vandini ====
L'Ospedale Mazzolani–Vandini è la struttura ospedaliera principale di Argenta ed appartiene al gruppo dei quattro nosocomi pubblici della provincia di Ferrara. Tra questi l'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara è l'ospedale centrale ed ha il ruolo di capofila, mentre il Mazzolani–Vandini, coi suoi 13 tra reparti e poliambulatori, è uno dei nosocomi periferici.
A partire da luglio 2024 l'ospedale è oggetto di lavori di ampliamento.
== Cultura ==
=== Scuole ===
Nel comune hanno sede due istituti comprensivi:
«Don Minzoni», con una scuola secondaria di I grado, quattro scuole primarie e due scuole dell'infanzia;
«Giorgio Bassani», con due scuole secondarie di I grado, tre scuole primarie ed una scuola dell'infanzia.
L'Istituto di Istruzione Superiore Rita Levi Montalcini offre inoltre differenti indirizzi di studio di tipo liceale, tecnico e professionale.
=== Musei ===
Ad Argenta sono presenti i seguenti musei:
Museo Civico (si compone della Pinacoteca Comunale e della Sezione archeologica);
Museo Don Giovanni Minzoni (situato in un edificio nel centro città, è un luogo di memoria e testimonianza sulla vita del sacerdote ucciso da sicari fascisti nel 1923);
Ecomuseo delle Valli di Argenta (sito nella frazione Campotto, documenta l'evoluzione dell'ambiente naturale e gli interventi dell'uomo nel corso dei secoli);
Museo della Bonifica (sito presso l'impianto idrovoro di Saiarino);
Museo Storico - Idrovora di Vallesanta (sito presso l'impianto idrovoro di Vallesanta);
Museo - La Casa della Cicogna (sito presso il bacino di Bando).
== Geografia antropica ==
=== Consandolo ===
Consandolo è una frazione con una popolazione di circa 2 350 abitanti ed è sulla strada statale 16 Adriatica. Il suo nome deriva da Sandalo, un ramo del Po di Volano navigabile nel X e XI secolo. Il corso d'acqua si diramava dalla destra del fiume e scorreva verso sud fino a sfociare nel Po di Primaro.
Vicino alla confluenza nacque l'insediamento di Caput Sandali. È presente la torre di guardia di cui si ha memoria dal X secolo, ora usata in funzione di campanile. Il percorso del Sandalo è riconoscibile dal tracciato della strada provinciale 29 (Codrea - Portomaggiore), che lo ripercorre quasi esattamente.
Le altre frazioni di Argenta sono: Anita, Bando, Benvignante, Boccaleone, Campotto, Filo, Longastrino, Menata, Ospital Monacale, San Biagio, San Nicolò, Santa Maria Codifiume, Traghetto.
== Infrastrutture e trasporti ==
=== Strade ===
Il comune di Argenta è attraversato interamente dalla strada statale 16 Adriatica che la collega direttamente a Ferrara e a Ravenna.
=== Ferrovie ===
Argenta è servita da una fermata ferroviaria lungo la linea Ferrara-Rimini.
Anche la frazione di San Biagio è dotata di una propria fermata, posta sulla medesima ferrovia, entrambe gestite dalla Rete Ferroviaria Italiana. La frazione di Consandolo è invece dotata di una fermata ferroviaria, ma sulla Bologna–Portomaggiore, gestita dalle Ferrovie Emilia Romagna (FER).
== Amministrazione ==
=== Sindaci precedenti ===
=== Gemellaggi ===
Castelnau-le-Lez, dal 2003
Plankstadt, dal 2023
== Sport ==
=== Impianti sportivi ===
Stadio Comunale - Piazza Giovanni XXIII
«PalaGescad» - Palazzetto dello sport di proprietà dell'Argenta Volley
Palazzetto dello sport comunale
Campo sportivo di Via Napoli (con pista di atletica)
Piscina (Centro Sportivo "Piscina Melegnano")
=== Società sportive ===
Argenta è sede di società sportive, coinvolte in campionati regionali e competizioni nazionali:
Pallavolo: A.s.d. Argenta Volley - Campionato di serie D
Calcio: A.s.d. Argentana - Campionato di Eccellenza
Calcio: A.s.d. Consandolese
Pallacanestro: Cestistica Argenta - Campionato di serie C2
Nuoto: Argenta Nuoto 2000 - Squadra agonistica di nuoto
Tennis: Centro Tennis Argenta
Tiro con l'arco: Centro comunale per il tiro con l'arco
Jiu Jitsu: Jiu Jitsu Argenta
== Note ==
== Bibliografia ==
Francesco Leopoldo Bertoldi, Memorie storiche d'Argenta, Ferrara, 1787. - vol. 1, vol. 2
Antonio Beltramelli, Da Comacchio ad Argenta. Le lagune e le bocche del Po, Bergamo, Istituto Italiano D'arti Grafiche Editore, 1905, ISBN non esistente.
Rino Moretti, Argenta gap - L'ultima battaglia della campagna d'Italia. Aprile 1945, Milano, Mursia, 2005, ISBN 978-88-425-3398-6.
Giacomino Gherardi e Mirko Moretti, Il dialetto di Argenta. L'Arzantàn, Bologna, Pendragon, 2009, ISBN 978-8883428128.
== Voci correlate ==
Giovanni Minzoni
Giovan Battista Aleotti
Provincia di Ferrara
Stazione di Argenta
Unione dei comuni Valli e Delizie
Valli di Campotto
Valli di Comacchio
== Altri progetti ==
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Argenta
== Collegamenti esterni ==
Sito ufficiale, su comune.argenta.fe.it.