David Herbert Lawrence

David Herbert Richards Lawrence (Eastwood, 11 settembre 1885 – Vence, 2 marzo 1930) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, saggista e pittore britannico.
Comunemente noto come D. H. Lawrence, è considerato tra le figure più emblematiche del XX secolo. Insieme a diversi scrittori dell'epoca, fu tra i più grandi innovatori della letteratura anglosassone, soprattutto per le tematiche affrontate.


== Biografia ==


=== L'infanzia e giovinezza ===

Quartogenito di Arthur John Lawrence, un minatore del Nottinghamshire, e Lydia Beardsall, una maestra fino al momento delle nozze, David Herbert visse in famiglia con i fratelli maggiori Ernest e George e le due sorelle, la maggiore Emily e la minore Ada. Frequentò le scuole primarie a Eastwood e poi la High School a Nottingham. In questo periodo incontra Jessie Chambers, la sua migliore amica in gioventù, che in seguito gli sarà d'ispirazione per il personaggio di Miriam in Figli e amanti.
A sedici anni iniziò a lavorare a Nottingham, ma ben presto una polmonite lo costrinse a smettere. Iniziò così nel 1902 il tirocinio come maestro nella British School di Eastwood. Nel giugno 1905 superò l'esame di matricola all'Università di Londra e proseguì gli studi magistrali all'Istituto Superiore Universitario di Nottingham.


=== L'inizio della carriera letteraria ===
Il 7 settembre 1907 pubblicò sul Nottinghamshire Guardian, con la firma di Jessie Chambers, il suo primo racconto, Preludio a un felice Natale. Conseguì poi il diploma e nel 1908 divenne maestro a Croydon, presso Londra. Nel novembre del 1909 vennero pubblicate le sue prime poesie sulla English Review.
Nello stesso anno incontrò Helen Corke, una maestra di Croydon, a cui si ispirò per la protagonista femminile de Il trasgressore o Contrabbando d'amore. Nel 1910 morì sua madre. Il 20 gennaio 1911 pubblicò il suo primo romanzo, Il pavone bianco e alla fine dello stesso anno soffrì nuovamente di polmonite, il che contribuì alla sua decisione di lasciare l'insegnamento.
Verso la fine di marzo del 1912 incontrò Frieda von Richthofen, figlia del ricchissimo barone tedesco Friedrich, appartenente a una delle più importanti famiglie nobiliari tedesche (annoverava personaggi famosi, come il leggendario "Barone Rosso", l'aviatore Manfred von Richthofen) e moglie del filologo inglese Ernest Weekley. A maggio dello stesso anno fuggì a Metz (all'epoca appartenente alla Germania) presso i parenti di lei e nello stesso mese uscì il suo secondo romanzo Il trasgressore.
Dopo il breve soggiorno in Germania, con grande determinazione e un profondo desiderio di esplorare realtà non contaminate dall'industrializzazione, i due si diressero verso sud, attraverso un viaggio che li avrebbe portati sempre, e comunque, verso il sole. Quel sole che con il passare degli anni diverrà per Lawrence mito e necessità crescente, ma anche fonte di energia vitale irrinunciabile a livello sia interiore sia fisico, soprattutto a causa della tubercolosi che minava la sua salute.


=== Il primo soggiorno italiano ===
Il "peregrinare" di Lawrence e Frieda li portò in Italia e nell'estate del 1912 furono a Riva del Garda che all'epoca era sotto la dominazione austriaca. Dopo solo quattro giorni dall'arrivo sul posto, in una lettera del 7 settembre 1912 indirizzata a David Garnett scrisse: "Ora ci sistemiamo qui a Riva. È molto bello, e perfettamente italiano  – a circa cinque miglia dalla frontiera". Dopo Riva si spostarono a Gargnano dove vissero dal 18 settembre 1912 al 30 marzo 1913, in un appartamento ammobiliato al primo piano di Villa Igea nella frazione di Villa per poi spostarsi per un breve periodo, dal 30 marzo all'11 aprile 1913, a San Gaudenzio, sopra Gargnano, sulla strada che porta a Muslone, dove soggiornarono presso la famiglia Capelli.
Il periodo trascorso sul Lago, fino all'11 aprile 1913, si rivelò particolarmente fruttuoso. Fu in questo "paradiso", come Lawrence stesso ebbe a definirlo, che egli terminò Figli e amanti, scrisse Crepuscolo in Italia e cominciò La ragazza perduta e The Sisters (che diventò The Rainbow, proseguito in Liguria a Fiascherino, presso Lerici, dove soggiornò con Frieda nel villino Gambroisier dal settembre 1913 al giugno 1914) e Donne innamorate nel 1920. Nel frattempo pubblicò, nel febbraio 1913, la sua prima raccolta di poesie, Love Poems and Others e a maggio il terzo romanzo, Figli e amanti.


=== La prima guerra mondiale ===
Il 13 luglio 1914, tornato nel Regno Unito sposò Frieda che, nel frattempo, aveva ottenuto il divorzio dal marito. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale soggiornò con la moglie in varie località inglesi, tra le quali la Cornovaglia da dove la coppia venne espulsa nell'ottobre del 1917 per il pacifismo di lui e la nazionalità tedesca di lei. In questo periodo vennero pubblicati: la prima raccolta di racconti, L'ufficiale prussiano (dicembre 1914); il quarto romanzo, L'arcobaleno (settembre 1915); Crepuscolo in Italia (giugno 1916); la seconda raccolta di liriche, Amores (luglio 1915); le poesie, Ecco! Siamo giunti a buon fine (dicembre 1917); Nuove poesie (ottobre 1918) e L'alloro (novembre 1918).


==== La censura su L'arcobaleno ====
Mentre componeva The Rainbow, D. H. Lawrence si rese conto che né i critici né i lettori avrebbero accettato il suo romanzo. Il 18 dicembre 1914, in una lettera ad Amy Lowell, nella quale Lawrence esponeva le proprie opinioni sulla ricezione critica di un libro contenente alcuni dei suoi racconti, scrisse: I critici mi odiano davvero. Ed è giusto così. È una curiosa osservazione da parte di qualsiasi scrittore, ma soprattutto da parte di uno che era così intento a lavorare sulle trasformazioni morali dei suoi lettori.
Il modo molto franco e senza infingimenti da parte dell'autore nel trattare il desiderio sessuale e il potere che esso esercita all'interno delle relazioni, come forza naturale ma anche spirituale, causò al libro un processo per oscenità (1857 Obscene Pubblication Act.), sentenziato dalla Bow Street Magistrates’ Court il 13 novembre 1915, a seguito del quale tutte le copie ancora in circolazione vennero fatte sequestrare per poter essere distrutte.
Il giudice Sir Dickinson, chiamato a giudicare il caso, considerò The Rainbow un'opera disgustosa, definendola una totale sporcizia e aggiungendo di non osare pensare al danno che un simile libro avrebbe potuto causare; in base al proprio giudizio, ordinò che tutte le 1 011 copie del romanzo, sequestrate ad Algernon Methuen tra il 3 e il 5 di novembre, fossero distrutte e condannò la casa editrice Methuen al pagamento di una multa di 10£ 10s.
Dopo la sentenza, l'opera non fu ristampata in Gran Bretagna per 11 anni e solo nel 1924 D. H. Lawrence riuscì a trovare un editore americano che pubblicasse il romanzo. Alla fine il lavoro venne considerato uno dei migliori di Lawrence, in particolare grazie al complesso studio delle tensioni insite nelle relazioni tra uomini e donne.


=== Il secondo soggiorno italiano ===
Ritornò in Italia nel novembre 1919 e soggiornò con la moglie in diverse località italiane tra cui Firenze, La Spezia, Spotorno, Picinisco, Ravello, Capri, Taormina, Cagliari e altri luoghi della Sardegna. Dopo una breve parentesi tra Germania e Austria nell'estate del 1921 tornò in Italia. In questo periodo vennero pubblicati la sua seconda opera teatrale, Pericoloso toccare (maggio 1920), il quinto e il sesto romanzo, Donne innamorate e La ragazza perduta (novembre 1920); il testo scolastico Momenti della Storia europea (marzo 1921); il suo primo libro di psicoanalisi, La psicanalisi e l'inconscio (maggio 1921); la raccolta di liriche Testuggini e il libro di viaggio Mare e Sardegna (dicembre 1921).


=== Il giro del mondo ===
Nel 1922 iniziò a tradurre le opere di Verga. Il 26 febbraio 1922 si imbarcò con la moglie da Napoli per l'India. Soggiornò a Ceylon e ad aprile si recò in Australia dove scrisse il suo ottavo romanzo, Canguro. Proseguì il suo viaggio attraverso il Pacifico ad agosto passando per Nuova Zelanda, le Isole Cook e Tahiti, approdando il 4 settembre a San Francisco. Si trasferì il 23 marzo 1923 in Messico a Chapala dove iniziò quello che sarebbe stato il suo decimo romanzo, Il serpente piumato. In agosto, a New York la moglie si imbarcò per l'Inghilterra, mentre egli si mise in viaggio per la California.
Nel frattempo, tra Los Angeles e il Messico, terminò in ottobre il suo nono romanzo, Il ragazzo nella boscaglia. Il 22 novembre a Veracruz si imbarcò per tornare a Londra dove si stabilì con Frieda. In questo periodo vennero pubblicati: il settimo romanzo, La verga d'Aronne; il secondo libro di psicanalisi, Fantasia dell'inconscio; la raccolta "Inghilterra, mia Inghilterra" e altri racconti, tutti nel 1922. Nel 1923 furono pubblicati: tre romanzi brevi, La coccinella, La volpe e Il fantoccio scozzese, il saggio Studi sulla letteratura classica americana, il romanzo Canguro, la raccolta di liriche Uccelli, bestie e fiori, e la traduzione di Mastro-don Gesualdo.


=== Gli ultimi anni ===

Dopo essere stato a Parigi nel gennaio del 1924, ritornò in America e soggiornò prima nel Nuovo Messico e dalla metà di ottobre di nuovo in Messico dove all'inizio del 1925 terminò la stesura de Il serpente piumato. È in questo periodo che gli venne diagnosticata la tubercolosi. Tornò quindi in Europa cercando località, specialmente in Italia, con climi favorevoli alla sua condizione di salute. Risiedette per un certo tempo a Spotorno dove scrisse il romanzo breve La vergine e lo zingaro che verrà pubblicato solo postumo. Fu di questo periodo la pubblicazione de Il ragazzo nella boscaglia e di altri due romanzi brevi Il purosangue e La principessa.
Dopo la pubblicazione nel gennaio del 1926 de Il serpente piumato, si trasferì nella Villa Mirenda a Scandicci, allora chiamata Casellina e Torri, nei pressi di Firenze. Lì si dedicò alla pittura, ma soprattutto vi scrisse il suo undicesimo romanzo L'amante di Lady Chatterley che verrà pubblicato in edizione privata nel 1928, ispirato alla relazione della moglie Frieda von Richthofen con il tenente Angelo Ravagli (futuro terzo marito di Frieda). Dopo questa pubblicazione ripartì per la Svizzera, la Germania e la Riviera francese. Di questo periodo sono il libro di viaggio Luoghi etruschi, il romanzo breve L'uomo che era morto, il lavoro teatrale David e Mattinate al Messico. 
Le furiose polemiche e la conseguente censura de L'amante di Lady Chatterley lo indussero nel marzo del 1929, mentre era a Parigi, sofferente a causa dell'aggravarsi della tubercolosi, a scrivere A proposito dell'"amante di Lady Chatterley". Nel settembre dello stesso anno scrisse il suo ultimo libro, Apocalisse. 
All'inizio del 1930, ulteriormente aggravatesi le sue condizioni, venne ricoverato nel sanatorio di Vence, ma vi rimase ben poco preferendo farsi trasferire a Villa Robermond. Lì morì la sera del 2 marzo. Postume uscirono le sue ultime opere, tra le quali La vergine e lo zingaro, dedicato all'ormai ex consorte.


== Le opere ==
I libri più famosi di Lawrence sono Figli e amanti (1913) e L'amante di Lady Chatterley (1928), quest'ultimo a lungo al centro di polemiche e di scandali per l'audacia del linguaggio con cui descrive la vita sessuale dei personaggi, fra cui un processo nel 1960. Nel 1932 fu pubblicato Etruscan Places, che raccoglie vari saggi dedicati a città etrusche da lui visitate, quali Tarquinia (VT), Volterra (PI) e Cerveteri (RM). Lawrence soggiornò diverso tempo a Tarquinia e a Cerveteri, presso il castello del Principe Ruspoli che si affaccia sulla necropoli Etrusca della Banditaccia dove ebbe modo di conoscere ed ammirare la civiltà etrusca sotto diversi aspetti, dall'archeologia alle persone al paesaggio, al punto tale che iniziò a scrivere il meraviglioso libro di viaggio "Etruscan Places".


=== Romanzi ===
The White Peacock o Laetitia (Il pavone bianco, 1911)
The Trespasser o The Saga of Siegmund (Il peccatore o Di contrabbando o Elena e Siegmund amanti o Il trasgressore o Contrabbando d'amore, 1912)
Sons and Lovers o Paul Morel (Figli e amanti, 1913)
The Rainbow (L'arcobaleno, 1915)
Women in Love (Donne innamorate o Donne in amore, 1920)
The Lost Girl (La ragazza perduta o La fanciulla perduta, 1920, vincitore del James Tait Black Memorial Prize)
Mr. Noon (Mister Noon, incompiuto, scritto tra il 1921-1922, pubblicato parzialmente nel 1934, integralmente nel 1984)
Aaron's Rod (La verga d'Aronne, 1922)
Kangaroo (Canguro, 1923)
The Boy in the Bush (Il ragazzo nella boscaglia, 1924), scritto con M.L. (Mollie o Molly) Skinner
The Plumed Serpent (Il serpente piumato, 1926) [una prima, differente versione è stata pubblicata nel 1995 col titolo Quetzalcoatl]
Lady Chatterley's Lover (L'amante di Lady Chatterley, 1928)
prima versione, 1926 ma 1944
seconda versione, col titolo John Thomas and Lady Jane, 1927 ma 1972
versione finale, 1928 (tutte e tre in Le tre "Lady Chatterley")
The Escaped Cock (1929), ripubblicato col titolo The Man Who Died


=== Racconti ===


=== Poesie ===
Love Poems and others, 1913
Amores, 1916
Look! We Have Come Through!, 1917
New Poems, 1918
Bay: A Book of Poems, 1919
Tortoises, 1921
Birds, Beasts and Flowers, 1923
Pansies, (1929)
Nettles, (1930)
The Triumph of the Machine, 1930 (della serie Faber and Faber's Ariel Poems, illustrato da Althea Willoughby)
Last Poems, 1932
Fire and Other Poems, 1940
The Collected Poems of D. H. Lawrence, 1928
The Complete Poems of D. H. Lawrence, 1964 (a cura di Vivian de Sola Pinto e Warren Roberts)
The White Horse, 1964
D.H. Lawrence: Selected Poems, 1972, a cura di Keith Sagar
Snake and Other Poems


=== Teatro ===
The Daughter-in-Law, 1913, (ma 1965)
The Widowing of Mrs. Holroyd, 1914
Touch and Go, 1920
David, 1926
The Fight for Barbara, 1933
A Collier's Friday Night, 1934
The Married Man, 1940
The Merry-Go Round, 1941
Altitude (frammento)
Noah's Flood (frammento)
The Plays: The Widowing of Mrs. Holyroyd, Touch and Go, David, London, Martin Secker, 1933
The Complete Plays of D.H. Lawrence, 1965
The Plays, a cura di Hans-Wilhelm Schwarze and John Worthen, Cambridge University Press, 1999, ISBN 0-521-24277-0.


=== Altre opere ===
Saggi
Reflections on the Death of a Porcupine and Other Essays (1925)
Apocalypse and the Writings on Revelation (Apocalisse, 1931)
Psychoanalysis and the Unconscious (Psicoanalisi e inconscio, 1921)
Fantasia of the Unconscious (Fantasia dell'inconscio e altri saggi sul desiderio, l'amore, il piacere, 1922)
A New Theory of Neuroses (recensione di The Social Basis of Consciousness di Trigant Burrow)
Study of Thomas Hardy and Other Essays (1936)
The Symbolic Meaning. Studies in Classic American Literature (Classici americani, 1923)
My Skirmish with Jolly Roger. A Propos of "Lady Chatterley's Lover" (1929)
Pornography and Obscenity (Oscenità e pornografia, Passigli, Firenze-Antella, 2004)
Poetry of the Present (introduzione all'ed. americana di New Poems)
Introduzioni e Recensioni
American Heroes (recensione di In the American Grain di William Carlos Williams)
Chaos in Poetry (introduzione a Chariot of the Sun di Harry Crosby)
Coast of Illusion (recensione di Gifts of Fortune di H. M. Tomlinson, 2 versioni)
A Remarkable Russian (recensione di Fallen Leaves di Vasilij Vasil'eviÄ Rozanov)
Model Americans (recensione di Americans di Stuart P. Sherman)
A Second Contemporary Verse Anthology a cura di C. W. Stork (recensione)
A Spiritual Record (recensione di A Second Contemporary Verse Anthology)
Art-Nonsense and Other Essays di Eric Gill (recensione)
prefazione a Black Swans di Mollie Skinner
The Book of Revelation di Dr. John Oman (recensione)
introduzione a Bottom Dogs di Edward Dahlberg
Contemporary German Poetry, a cura di Jethro Bithell (recensione)
introduzione a The Dragon of the Apocalypse di Frederick Carter
Fantazius Mollare: A Mysterious Oath di Ben Hecht (recensione)
Hadrian the Seventh di Fr. Rolfe (Baron Corvo) (recensione)
Heath di Isa Glenn (recensione, 2 versioni)
introduzione a Max Havelaar di Multatuli (Eduard Douwes Dekker)
Memoir of Maurice Magnus (introduzione a Memoirs of the Foreign Legion di Maurice Magnus) (Introduzione alle Memorie della legione straniera di Maurizio Magnus)
The Georgian Renaissance (recensione di Georgian Poetry 1911-12, a cura di Edward Marsh)
The Minnesingers di Jethro Bithell (recensione)
German Books (recensione di Der Tod in Venedig di Thomas Mann)
introduzione a The Mother di Grazia Deledda
introduzione a The Memoirs of the Duc de Lauzun (2 versioni)
Nigger Heaven di Carl Van Veehten, Flight di Walter White, Manhattan Transfer di John Dos Passos e In Our Time di Ernest Hemingway (recensione congiunta)
Pedro de Valdivia: Conqueror of Chile di R. B. Cunninghame Graham (recensione)
Origins of Prohibition di J. A. Krout (recensione)
Oxford Book of German Verse, a cura di H. G. Fiedler (recensione)
The Station di Robert Byron, England and the Octopus di Clough Williams-Ellis, Comfortless Memory di Maurice Baring e Ashenden or the British Agent di William Somerset Maugham (recensione congiunta per la rivista «Vogue»)
Said the Fisherman di Marmaduke Pickthall (recensione)
Solitaria di Vasilij Vasil'eviÄ Rozanov (recensione)
The World of WIlliam Clissold di H. G. Wells (recensione)
Introductions and Reviews (2004, raccolta a cura di N. H. Reeve e John Worthen)
Scritti di viaggio
Twilight in Italy and Other Essays (Crepuscolo in Italia, 1916)
Sea and Sardinia (Mare e Sardegna, 1921)
Mornings in Mexico and Other Essays (Mattinate al Messico, 1927)
Sketches of Etruscan Places and Other Italian Essays (Luoghi etruschi o Paesi etruschi o Itinerari etruschi, 1932)
Altri scritti e lettere
"The Signatures" (3 numeri di rivista, 1915)
Movements in European History (1921)
Phoenix: The Posthumous Papers of D. H. Lawrence (1936)
Phoenix II: Uncollected Unpublished and Other Prose Works of D. H. Lawrence (1968)
The Letters of D. H. Lawrence (1979-2001, 8 voll.)
The Selected Letters of D. H. Lawrence (1997)
Late Essays and Articles (2004)
Selected Letters (2008)
Traduzioni
Lev IsaakoviÄ Å estov, All Things Are Possible (1920, con postfazione)
Ivan AlekseeviÄ Bunin, The Gentleman from San Francisco (1922)
Giovanni Verga, Mastro Don-Gesualdo (1923, con introduzione e nota biografica)
Maksim Gor'kij, Reminiscences of Leonid Andreyev (1924, revisione di traduzione d'altri)
Giovanni Verga, Little Novels of Sicily (1925, con introduzione dal titolo A Note on Giovanni Verga)
Giovanni Verga, Cavalleria Rusticana and Other Stories (1928, con prefazione del traduttore)
Anton Francesco Grazzini il Lasca, The Story of Doctor Mamente (1929)
Fëdor MichajloviÄ Dostoevskij, The Grand Inquisitor (1930, con postfazione)
Dipinti
The Paintings of D. H. Lawrence (1929)
Paintings (2003, a cura di Keith Sagar)
The Collected Art Works of D. H. Lawrence (2004, a cura di Tetsuji Kohno)


=== Traduzioni italiane ===
Sul lago di Garda, traduzione di Angelica Chondrogiannis, Fidenza, Mattioli 1885, 2012, ISBN 978-88-6261-273-9.
Inghilterra, mia Inghilterra, traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi, Fidenza, Mattioli 1885, 2014, ISBN 978-88-6261-392-7.


== Note ==


== Bibliografia ==
Piero Nardi, La vita di D.H. Lawrence, in Tutte le opere di David Herbert Lawrence, Milano: Mondadori, 1947
Mary Corsani, D.H. Lawrence e l'Italia, Milano: Mursia, 1965
Kenneth Young, David Herbert Lawrence, trad. Viola Papetti, Milano: Mursia, 1965
Anthony Beal, Che cosa ha veramente detto D.H. Lawrence, trad. R. Clerici Raimondi, Roma: Ubaldini, 1970
(EN)  Frank Kermode, Lawrence, London: Fontana, 1973
(EN)  Frank Raymond Leavis, Thought, Words and Creativity: Art and Thought in D.H. Lawrence, London: Chatto and Windus, 1976
Sandro Melani, David H. Lawrence, Firenze: La nuova Italia, 1982
Anaïs Nin, D.H. Lawrence. Uno studio non accademico, trad. Delfina Vezzoli, Milano: Bompiani, 1988
(EN)  John Worthen, D.H. Lawrence: A Literary Life, London: MacMillan, 1989
(EN)  Janet Byrne, A Genius for Living: A Biography of Frieda Lawrence, London: Bloomsbury, 1995
(EN)  John Worthen, D.H. Lawrence: The Life of an Outsider, London: Penguin, 2005

 Wikisource contiene una pagina in lingua inglese dedicata a D. H. Lawrence
 Wikiquote contiene citazioni di o su D. H. Lawrence
 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su D. H. Lawrence


== Collegamenti esterni ==

Lawrence, David Herbert, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. 
Mario Praz, LAWRENCE, David Herbert, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933. 
Lawrence, David Herbert, su sapere.it, De Agostini. 
(EN) Michael H. Black e J.E. Luebering, D.H. Lawrence, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 
Opere di David Herbert Lawrence, su Liber Liber. 
Opere di David Herbert Lawrence / David Herbert Lawrence (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited. 
(EN) Opere di David Herbert Lawrence / David Herbert Lawrence (altra versione), su Open Library, Internet Archive. 
(EN) Audiolibri di David Herbert Lawrence, su LibriVox. 
(EN) Opere riguardanti David Herbert Lawrence / David Herbert Lawrence (altra versione), su Open Library, Internet Archive. 
(EN) Bibliografia di David Herbert Lawrence, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff. 
(EN) D.H. Lawrence, su Goodreads. 
Bibliografia italiana di David Herbert Lawrence, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com. 
(EN) David Herbert Lawrence, su Discogs, Zink Media. 
(EN) David Herbert Lawrence, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. 
(EN) David Herbert Lawrence, su Comic Vine, Fandom. 
David Herbert Lawrence, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. 
(EN) David Herbert Lawrence, su IMDb, IMDb.com. 
(EN) David Herbert Lawrence, su Internet Broadway Database, The Broadway League.

Tim Burton

Timothy Walter Burton, detto Tim (Burbank, 25 agosto 1958), è un regista, produttore cinematografico, sceneggiatore e animatore statunitense, divenuto noto per le peculiarità delle sue opere cinematografiche, intessute in ambientazioni spesso fiabesche e gotiche e attente a temi di rilievo sociale, quali l'emarginazione e la solitudine.

Tra le sue collaborazioni più ricorrenti si evidenziano quelle con il compositore Danny Elfman, presente in quasi tutti i suoi film, con l'attore statunitense Johnny Depp e con l'attrice britannica Helena Bonham Carter, a cui è stato legato fino al 2014.
Nel 2007, alla Mostra del cinema di Venezia, Tim Burton ha ricevuto un Leone d'oro alla carriera, diventando il regista più giovane della storia a ricevere tale riconoscimento. Ha inoltre vinto un Golden Globe nel 2008 per il miglior film commedia con Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street. Il regista è stato inoltre candidato all'Oscar al miglior film d'animazione per La sposa cadavere del 2005 e per Frankenweenie del 2012.
A livello globale i suoi film hanno incassato oltre 4 miliardi di dollari, rendendolo uno dei registi di maggiore successo commerciale della storia del cinema. Nel 2024 ha inoltre ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame.


== Biografia ==


=== Primi anni ===

Figlio maggiore di Jean e Bill Burton, Timothy Walter Burton nasce nel 1958 a Burbank, in California, cittadina statunitense non troppo distante dai depositi della Disney, della Columbia e della Warner, di Hollywood. All'età di dodici anni, per l'incompatibilità che sente verso i genitori, preferisce andare a vivere con la nonna; a sedici, ha già una casa tutta per sé.
Accanto a una grande vena artistica nel disegno, il giovane Burton mostra una grande passione per il cinema: tra le sue preferenze, creature mostruose come Godzilla o il mostro di Frankenstein, l'animazione a passo uno o stopmotion di Ray Harryhausen (Gli Argonauti, 1963), le pellicole di registi italiani come Federico Fellini e Mario Bava e, principale tra i suoi idoli, l'attore statunitense Vincent Price, interprete di numerosi adattamenti cinematografici dei racconti di Edgar Allan Poe.

Grazie al suo talento, a diciotto anni vince una borsa di studio messa in palio dalla Disney che gli permette di continuare a coltivare la sua passione all'Istituto delle arti della California di Valencia, in California, o CalArts. Nel 1979 ne diventa ufficialmente uno degli animatori e prende parte alla realizzazione del lungometraggio Red e Toby nemiciamici (The Fox and the Hound) del 1981. Burton, però, non è soddisfatto né contento del lavoro che svolge alla Disney; come da lui dichiarato, Red e Toby - Nemiciamici è ben lontano dalla sua idea creativa. 


=== I primi cortometraggi ===
Nel 1982 il ventiquattrenne Burton dà vita al suo primo cortometraggio in veste di regista, si tratta di Vincent, un filmato di circa cinque minuti realizzato in bianco e nero con la tecnica dell'animazione a passo uno. Il corto narra la storia di un ragazzino che fantastica su avventure horror e sul suo mito, l'attore Vincent Price, lo stesso che presta la voce narrante al corto. La storia è marcatamente autobiografica: Vincent Malloy altro non è che Burton bambino con la sua passione per le storie horror, Edgar Allan Poe e, soprattutto, Price. Lo stile del cortometraggio si rifà evidentemente agli stilemi e alle distorsioni del cinema espressionista tedesco dei primi del Novecento, del quale si rinvengono tracce in tutta la cinematografia successiva di Burton. Con Vincent, Burton inizia a costruire la sua "famiglia lavorativa": nella parte di animatore, infatti, ingaggia Rick Heinrichs, destinato a prendere parte a quasi la totalità delle sue pellicole. Sebbene la Disney non apprezzi particolarmente il lavoro, il corto viene accolto con favore dalla critica, vincendo due premi al Chicago Film Festival e uno al festival di animazione di Annecy nel 1983.
Lo stesso anno, Burton dirige il suo primo live-action per la televisione: si tratta di una riproposizione in chiave giapponese della celebre fiaba dei fratelli Grimm Hänsel e Gretel, con una lotta kung-fu ingaggiata dai fratellini contro la strega. Il film, trasmesso durante la sera di Halloween, non riscuote molta visibilità, venendo tuttavia proiettato nel 2009 al Museum of Modern Art di New York.
Due anni dopo Vincent, nel 1984, Burton ottiene dalla Disney la possibilità di girare un nuovo corto, di cui idea il soggetto: si tratta di Frankenweenie (Franken – Frankenstein e weenie – sfigato), nel quale il regista californiano riprende il mito dell'inventore Victor Frankenstein di Mary Shelley (precisamente nella versione del film La moglie di Frankenstein di James Whale), per l'occasione trasformato in un bambino che ricostruisce il suo cagnolino Sparky, morto dopo un incidente, con cuciture e marchingegni elettronici. Il film, in bianco e nero, ottiene scarso successo per effetto della censura opposta dalla Disney alla visione da parte di un pubblico di età inferiore ai quattordici anni; circostanza, quest'ultima, che determina la rottura - seppur provvisoria - tra il cineasta californiano e la casa di produzione.


=== I primi lungometraggi ===

Seppur non apprezzato largamente da pubblico e casa produttrice, Frankenweenie suscita l'interesse dell'attore Paul Reubens, interprete da tempo del popolare personaggio Pee-wee Herman in una fortunata serie televisiva per ragazzi, Pee Wee's Playhouse. Reubens propone Burton alla Warner Bros. come regista per la versione cinematografica delle avventure dello strambo personaggio, progetto realizzato nel 1985 con il titolo di Pee-wee's Big Adventure. Nonostante l'esiguo budget e i rapidissimi tempi di produzione imposti, Il film riscuote un ottimo successo al botteghino.
Tim Burton, da tempo fan degli Oingo Boingo, eccentrico gruppo jazz-rock-ska statunitense del quale faceva parte il cantautore e compositore autodidatta Danny Elfman, affida a quest'ultimo la colonna sonora del suo primo lungometraggio. Nasce così con Elfman un fruttuoso e storico sodalizio, interrotto solo in Ed Wood, Sweeney Todd (per divergenze di tipo tecnico) e Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (il compositore era impegnato con Alice attraverso lo specchio).
Dopo aver diretto un episodio delle serie TV Alfred Hitchcock presenta e uno di Nel regno delle fiabe, Burton, a tre anni dal suo primo fortunato lungometraggio, accetta di dirigere un nuovo importante progetto della Warner con la sceneggiatura di Michael McDownell: Beetlejuice - Spiritello porcello (Beetlejuice), una commedia fantasy/horror che narra la vicenda di una giovane coppia di novelli sposi (Alec Baldwin e Geena Davis) i quali, morti da poco, continuano a vivere da fantasmi nella loro casa fin quando una famiglia non arriva a invaderne la tranquillità. Con una giovanissima Winona Ryder nei panni della ragazzina goth Lydia e Michael Keaton in quelli del volgare bio-esorcista di umani "Betelgeuse", Beetlejuice (tradotto letteralmente "succo di scarafaggio"), grazie agli effetti speciali realizzati in stopmotion, si dimostra un eccellente successo di pubblico e vince un Oscar nella categoria miglior trucco, mentre nel 1989 diventa una serie televisiva animata intitolata In che mondo stai Beetlejuice? (Beetlejuice), con Burton nella veste di produttore esecutivo.
L'abilità di Burton nel realizzare grandi successi con basso budget fa sì che la Warner gli affidi pochi giorni dopo l'uscita di Beetlejuice l'ambizioso progetto della trasposizione cinematografica di Batman, celebre fumetto creato da Bob Kane del quale la casa di produzione deteneva i diritti fin dal 1979. Pur restio a realizzare colossal commerciali, Burton decide di accettare l'incarico: l'intento è quello di guadagnarsi un posto di prestigio e avere perciò maggior libertà sui suoi progetti futuri. Gli scontri con i produttori Jon Peters e Peter Guber, tuttavia, non tardano ad arrivare: la principale causa è la scelta del cast. Burton è infatti fermamente deciso ad affidare il ruolo principale a Michael Keaton, già suo collaboratore in Beetlejuice, nonostante l'attore non possieda un fisico particolarmente adatto al ruolo, sia privo di esperienza con i film d'azione e debba la sua popolarità principalmente a ruoli di tipo comico. Mentre le critiche e i giornali parlano già di flop, la Warner Bros. mette mano pesantemente al progetto cambiando spesso la sceneggiatura e imponendo le proprie scelte più "fluide" al regista, il quale, nonostante la vicinanza di Elfman, l'appoggio artistico degli attori Keaton e Jack Nicholson e l'amicizia con lo scenografo Anton Furst, accoglie l'immenso e immediato successo di Batman - gradito anche agli appassionati del fumetto - con stanchezza e depressione, dovute anche e soprattutto al suicidio di Furst, che proprio con Batman aveva ricevuto il premio Oscar alla miglior scenografia.


=== Anni novanta ===
Stanco dei compromessi con le major cinematografiche, Burton fonda con Denise Di Novi una propria casa di produzione, la Tim Burton Productions, con la quale, grazie al sostegno economico della Fox, nel 1990 produce il suo primo lungometraggio di cui è lui stesso soggettista, Edward mani di forbice (Edward ScissorHands). Mentre dirige il film, Burton contatta la sceneggiatrice Caroline Thompson e la paga di sua tasca così da impedire eventuali interferenze nel lavoro. La storia è ispirata da vecchi bozzetti che Burton scarabocchia sin dal liceo. Al fianco di Winona Ryder, già attrice in Beetlejuice, Burton sceglie, nel ruolo di protagonista (la creatura gentile con le forbici al posto delle mani), Johnny Depp, allora quasi esordiente e inquieto giovane attore, costretto nella veste di idolo per le teenager per il ruolo nella serie TV I quattro della scuola di polizia. Colpito dalla sua espressività, Burton lo antepone a ben più noti attori quali Tom Cruise: la collaborazione tra i due, considerati l'uno l'alter ego dell'altro, dà vita a un forte sodalizio. Vincent Price, inoltre, torna nell'opera di Burton nella parte dell'inventore di Edward in quella che sarà la sua ultima partecipazione a un film prima della sua morte.
Visto il successo di Batman, la Warner Bros. pressa Burton per un sequel. Il regista accetta, ma alla condizione che gli venga affidato il controllo totale del progetto, produzione compresa. Accanto a Michael Keaton, nuovamente nel costume dell’Uomo Pipistrello, Burton assembla un cast composto da Danny DeVito, Michelle Pfeiffer e Christopher Walken, chiamati a interpretare le personalissime rivisitazioni di Burton di Pinguino, Catwoman e Max Shrek: al primo viene dato un passato, alla seconda un larghissimo spazio e il terzo è un'idea originale di Burton. Realizzato nei teatri nella Warner proprio a Burbank, il film si rivela un successo enorme di critica, pubblico e botteghino, con molti che lo hanno definito un enorme miglioramento rispetto al primo film lodando la sua profondita e le performance del cast, particolarmente Keaton e la Pfeiffer. In seguito, Burton lascia il terzo film quando la Warner decide di optare per una direzione piu commerciale e kid friendly per il franchise, portando cosi a Batman Forever, diretto da Joel Schumacher, che fu accolto con recensioni negative criticando il tono cartoonesco e l'approccio commerciale.

In contemporanea con Batman - Il ritorno, Tim Burton torna a occuparsi di un vecchio progetto del 1982, Nightmare Before Christmas, concepito negli studi Disney e allora non approvato. Impegnato in Batman Returns, Burton affida la sceneggiatura dell'opera da lui ideata e prodotta a Caroline Thompson e Michael McDowell, la musica a Danny Elfman e la regia all'amico Henry Selick. La Disney accetta di produrlo: il film, un lungometraggio in animazione a passo uno popolato da creature macabre e grottesche come lo scheletro Jack, esce in America nel 1993 e ottiene un enorme successo. Nel 1996, Burton e Selick torneranno a collaborare per James e la pesca gigante (James and the giant peach), un musical fantasy ispirato all'omonimo romanzo di Roald Dahl.
Il successivo progetto è la biografia di Ed Wood, regista degli anni cinquanta etichettato come "il peggior regista di tutti i tempi". Con Johnny Depp nel ruolo protagonista e Martin Landau nei panni di Bela Lugosi, celebre interprete di Dracula e amico di Wood (ruolo che vale a Landau un Oscar al miglior attore non protagonista), il film vuole essere un omaggio a un individuo dallo spirito positivo e deliziosamente ottimista nonostante l'irrilevanza della sua opera e ai cui film, nonostante tutto, Burton era molto legato. Nella scrittura del film non mancano i rimandi autobiografici: il rapporto tra Wood e Lugosi appare a Burton come il sodalizio artistico e umano tra lui e Price, mentre la morte drammatica dell'attore ungherese ricorda al regista californiano la perdita dello scenografo e amico Furst. La Columbia rifiuta di produrlo, così il progetto approda ancora una volta alla Disney. In bianco e nero, con la colonna sonora di Howard Shore, il film riscuote un discreto successo, seppur non immediato, riesumando l'interesse per l'omonimo regista.
In Mars Attacks!, uscito nel 1996, Burton rinnova la collaborazione con Elfman. Il film prende spunto dalle didascalie di una popolare raccolta di figurine di fantascienza. Nonostante il cast, composto da Jack Nicholson, Glenn Close e una giovanissima Natalie Portman, il film non viene particolarmente apprezzato né dalla critica né dal pubblico: incentrato su una minaccia aliena che sta per abbattersi sulla Terra, l'opera cela un parodistico e ironico attacco alla politica e alla società statunitensi. Dopo un tentato adattamento di Superman con Nicolas Cage, mai andato in porto, e l'acquisto dei diritti del musical Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street, Burton pubblica Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie (''The Melancholy Death of Oyster Boy & Other Stories), una raccolta di versi (tradotti in italiano da Nico Orengo) che racconta tristi storie di bambini molto simili a Edward Mani di Forbice, quindi deformati, tra cui il Bambino Ostrica, divorato dal padre di notte per aumentare la propria potenza sessuale.
Il mistero di Sleepy Hollow (Sleepy Hollow) è basato sul romanzo La leggenda di Sleepy Hollow (The Legend of Sleepy Hollow) di Washington Irving, prediletto da Burton ai tempi delle elementari e tuttora annoverato tra le pagine più significative della letteratura statunitense. La parte del protagonista è affidata a Johnny Depp, che interpreta il protagonista Ichabod Crane - qui un detective anziché un maestro elementare come nel racconto originale - al fianco dell'attrice Christina Ricci, resa celebre dal personaggio di Mercoledì Addams nei due film sulla famiglia Addams diretti da Barry Sonnenfeld e qui nella parte della giovane Katrina Van Tassel. Con la precisa volontà di rendere omaggio ai vecchi film horror della Hammer Film Productions, che hanno segnato la sua infanzia, Burton recluta il celebre attore Christopher Lee per la parte del Borgomastro, nonché, in ruoli minori, già rodati collaboratori come Michael Gough, anch'egli attore alla Hammer; Jeffrey Jones; Christopher Walken; Martin Landau e l'allora fidanzata Lisa Marie. Il film, uscito nel 1999, è il più propriamente gotico di Burton e riceve svariati premi e nomination, nonché un eccellente riscontro di pubblico e critica.


=== Anni duemila ===

Nel 2000 la Fox propone a Burton una nuova versione del kolossal del 1968 di Franklin J. Schaffner, Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes). Uscito nel 2001, il film riceve critiche discordanti e viene giudicato nettamente inferiore all'originale di cui doveva essere solo un remake, cosa che Burton rifiuta di fare. Tuttavia il film, un'apocalittica storia su come, un giorno, le scimmie avrebbero governato la Terra e l'uomo sarebbe stato loro sottomesso, per quanto divergente dall'ormai riconoscibilissimo stile di Burton, ottiene un ottimo successo commerciale. Sul set il regista conosce l'attrice britannica Helena Bonham Carter, interprete della scimmia Ari, che diverrà sua compagna di vita e collaboratrice nei suoi film successivi.
Nel 2002, la Columbia affida a Burton un progetto sceneggiato da John August e ispirato al particolarissimo romanzo di Daniel Wallace, Big Fish: A Novel of Mythic Proportions. Il film, intitolato Big Fish - Le storie di una vita incredibile, era stato inizialmente affidato a Steven Spielberg, che però aveva rifiutato per ulteriori impegni. La storia è quella di Edward Bloom (interpretato nella sua veste giovane da Ewan McGregor e in quella anziana da Albert Finney), famoso per i racconti delle sue straordinarie avventure di vita e che, in punto di morte, riallaccia i rapporti con suo figlio che sta per diventare padre a sua volta. Il film ottiene quattro nomination ai Golden Globes e una agli Oscar.

Nel 1999 la Warner Bros. aveva comprato i diritti del libro per bambini La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. Dopo l'avvicendarsi di vari registi, nel 2003 il progetto arriva nelle mani di Burton. Il libro era già stato trasposto al cinema da Mel Stuart nel 1971 ma, nuovamente, quello di Burton non si limita a essere un remake: la storia, più cupa e dal ritmo più sostenuto, diverge dal libro stesso soprattutto nell'idea di dare al protagonista Willy Wonka un passato attraverso una serie di flashback. Ancora una volta il protagonista è interpretato da Johnny Depp, ed è lo stesso Depp a proporre nel ruolo di Charlie Freddie Highmore, il ragazzino con il quale l'attore aveva lavorato in Neverland - Un sogno per la vita. Christopher Lee, inoltre, interpreta il padre dentista di Wonka, personaggio inventato per il film. La pellicola viene nominata agli Oscar per i migliori costumi, opera dell'italiana Gabriella Pescucci.

In contemporanea a La fabbrica di cioccolato Burton realizza La sposa cadavere (Corpse Bride), lungometraggio in animazione a passo uno da lui ideato (basandosi su una leggenda ebreo/russa) e co-diretto insieme a Mike Johnson. La storia, che rispecchia fedelmente lo stile e le atmosfere di Burton, con le voci di Johnny Depp e Helena Bonham Carter per i due protagonisti, è un altalenante scambio tra luci e ombre, tra il tetro mondo dei vivi e quello spassoso dei morti. La sposa cadavere riceve una nomination all'Oscar come miglior lungometraggio d'animazione.
Nel 2005, Shane Acker realizza un corto, intitolato 9, su alcune bambole che popolano il mondo dopo l'apocalisse. Dopo aver visto il film, vincitore di numerosi premi, Burton, insieme a Timur Bekmambetov, propone ad Acker di collaborare alla realizzazione di un lungometraggio basato sul film. Con il doppiaggio di Elijah Wood, Christopher Plummer e Martin Landau, il film, intitolato anch'esso 9, esce in America e, non a caso, il 9/9/09. Pur realizzato con effetti digitali, alcune scene ricordano la tecnica per effetti speciali privilegiata da Burton, l'animazione a passo uno.
Nel 2007 la DreamWorks/Warner Bros. produce un'opera che Burton aveva in mente di realizzare da molto tempo: si tratta di Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street), basata sul popolare musical di Stephen Sondheim. Per la prima volta, Burton dà vita a un vero e proprio musical, riutilizzando la colonna sonora e le canzoni di Sondheim. Il lavoro viene pluripremiato: Johnny Depp, nel ruolo di Sweeney Todd, diabolico e sanguinario barbiere in cerca di vendetta, riceve una nomination all'Oscar come miglior attore e vince il Golden Globe come miglior attore in un musical o commedia musicale, nonché il premio come ''miglior cattivo" al 2008 MTV Awards. Helena Bonham Carter, nel ruolo della folle fornaia Mrs. Lovett, insieme a una nomination al Golden Globe, vince un Evening Standard British Film Award. Il musical riceve inoltre un Oscar alla miglior scenografia, la cupa e stilizzata Londra di Dante Ferretti. Inoltre il regista ottiene la sua prima vittoria ai Golden Globe ricevendo il premio per il miglior film commedia o musicale. Nello stesso anno, alla Mostra del Cinema di Venezia, Tim Burton riceve il Leone d'oro alla carriera, diventando il regista più giovane della storia ad aver ricevuto tale premio. A consegnarglielo è lo stesso Johnny Depp, costante collaboratore e amico.
Nel 2007, la famosa sceneggiatrice Disney Linda Woolverton, autrice di capisaldi della casa cinematografica quali La bella e la bestia e Il re leone, lavora alla trasposizione cinematografica dei due celebri romanzi di Lewis Carroll Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. La Disney chiama Burton come regista del progetto, stipulando un accordo per un lungometraggio in 3D. Girato nel 2008 nel sudest di Cornwell per le scene live-action e ultimato in post-produzione con l'aggiunta di effetti speciali, la storia narra di Alice, interpretata dall'australiana Mia Wasikowska, che tredici anni dopo la sua avventura nel paese delle meraviglie, segue il Bianconiglio nella sua tana e piomba di nuovo nel Paese delle Meraviglie, dove l'aspettano una serie di avventure tra ambientazioni e personaggi che la Woolverton lascia simili a quelli di Carroll. Il cast è composto da affezionati collaboratori di Burton, come Johnny Depp nel ruolo del Cappellaio Matto, Helena Bonham Carter in quello della Regina Rossa, nonché Alan Rickman, Christopher Lee, Timothy Spall e Anne Hathaway che interpreta la Regina Bianca. La parte musicale, ancora una volta, è affidata a Danny Elfman. Fin dai primi ciak, il film si carica di una forte aspettativa, tanto da vincere uno Scream Award nel 2009 come film più atteso dell'anno venturo. Tuttavia, le prime critiche non sono entusiastiche: il film appare sganciato dallo stile gotico e interiorizzato di Burton a favore di una produzione maggiormente commerciale, rispetto alla quale, per la prima volta, Burton sembra aver trovato un placido accordo con la Disney. Alice in Wonderland incassa, comunque, oltre un miliardo di dollari, record per il regista.
Dal 22 novembre 2009 al 26 aprile 2010, al Museum of Modern Art di New York, Burton allestisce una mostra di tutti i disegni, fotografie, bozzetti e costumi da lui realizzati nel corso della sua carriera. Nel maggio 2010 Tim Burton presiede la giuria del Festival di Cannes, che vede vincitore il film Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di Apichatpong Weerasethakul. Come ricordato da Gilles Jacob, Burton è il primo regista che ha avuto a che fare con il mondo dell'animazione a ricoprire tale ruolo.


=== Anni duemiladieci ===
Una delle serie televisive che segnarono l'infanzia di Burton fu quella creata da Dan Curtis alla fine degli anni sessanta, Dark Shadows. Connubio appassionante di misteri e creature soprannaturali appartenenti per lo più alla sfera dell'horror, la serie venne trasmessa in replica più volte fino a essere considerata un fenomeno di culto.
È dunque il 2007 quando la Infinitum Nihil e la Warner Bros. acquistano i diritti della soap opera per realizzarne un remake sotto forma di lungometraggio. La sceneggiatura viene affidata a Seth Grahame-Smith, autore di Orgoglio e pregiudizio e zombie, e la regia allo stesso Burton. Il film, intitolato Dark Shadows, vede Johnny Depp interpretare il protagonista Barnabas Collins, facoltoso e raffinato rampollo di una famiglia imprenditoriale del Settecento che, colpevole di aver suscitato un amore ossessivo e non corrisposto in una strega, viene trasformato in vampiro e sepolto vivo fino al suo casuale dissotterramento, avvenuto due secoli dopo negli anni settanta. Il film rappresenta il ritorno di Burton alle atmosfere che hanno a lungo caratterizzato la sua filmografia. In ogni caso Dark Shadows, a fronte di un budget di 150 milioni di dollari, ne ha incassati quasi 240 risultando, in molti paesi, secondo al box office dietro a The Avengers.

Successivamente Tim Burton produce, insieme con Timur Bekmambetov, La leggenda del cacciatore di vampiri. Il film si basa su un romanzo di Seth Grahame-Smith incentrato sulla figura del presidente Abraham Lincoln che, impegnato di giorno a guidare il popolo degli Stati Uniti, durante la notte affronta i vampiri, mostruose creature responsabili della morte dei suoi genitori. Nel film Benjamin Walker è Abraham Lincoln, Anthony Mackie interpreta William Johnson, Joseph Mawle e Robin McLeavy hanno il ruolo dei genitori del presidente e Mary Elizabeth Winstead è l'affascinante Mary Todd Lincoln. Anche questo film riceve critiche divergenti.
Burton realizza successivamente il remake del suo cortometraggio del 1984, Frankenweenie, girato questa volta in stopmotion e 3D. Riguardo alla realizzazione del progetto, Burton afferma che si tratta di un "qualcosa di molto personale" nel quale ha cercato di mantenere inalterato il cuore della vecchia versione, arricchendolo con dinamiche sociali presenti nel mondo dell'infanzia. Il ritorno al passato è inoltre rappresentato dalla scelta dei doppiatori originali (Martin Landau, Martin Short, Winona Ryder, Catherine O'Hara, Christopher Lee e Michael Keaton), tutti attori con i quali Burton non lavorava da tempo, con l'eccezione di Christopher Lee che compare in un cameo in Dark Shadows. Il film, prodotto e distribuito dalla Walt Disney Pictures, è stato distribuito nelle sale statunitensi il 5 ottobre 2012, e in quelle italiane il 17 gennaio 2013. Il lungometraggio ha ottenuto una nomination agli Oscar 2013 come miglior film d'animazione.
Successivamente Burton dirige, per la seconda volta, un video musicale per la band rock dei The Killers che vede anche la collaborazione di Winona Ryder.
Nel 2014 Burton dà vita a Big Eyes, secondo film biografico della sua carriera dopo Ed Wood, con cui Big Eyes condivide gli sceneggiatori Scott Alexander e Larry Karaszewski. La pellicola narra la vera storia di Margaret Keane (Amy Adams), pittrice degli anni cinquanta e sessanta, e di suo marito Walter Keane (Christoph Waltz), ritenuto per anni il vero autore delle opere della moglie, che rivoluzionarono l'arte statunitense.
Nel 2016 esce l'ultima fatica di Burton, la pellicola Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali, adattamento dell'omonimo romanzo di Ransom Riggs e nello stesso anno esce anche il sequel di Alice in Wonderland intitolato Alice attraverso lo specchio (Alice Through the Looking Glass) per la regia di James Bobin e in cui Burton ricopre il ruolo di produttore.
Il 10 marzo 2015 è confermato che dirigerà Dumbo, remake live-action dell'omonimo film d'animazione del 1941 della Disney, uscito poi il 29 marzo 2019. Il film riceve buoni riscontri di critica e pubblico e incassa un totale di 353,2 milioni di dollari.


=== Anni duemilaventi ===
Nel 2022 esce, su Netflix, Mercoledì, serie spin-off su la famiglia Addams con protagonista Jenna Ortega nei panni di Mercoledì Addams. Il prodotto, un po' teen drama e un po' fantasy horror, è prodotto dalla MGM Television e ottiene un incredibile successo di pubblico segnando il record per il maggior numero di ore viste in una settimana per una serie Netflix in lingua inglese.
Nel 2024 Burton torna dietro la macchina da presa per il sequel di Beetlejuice, intitolato Beetlejuice Beetlejuice, progetto che voleva realizzare sin dai tempi del primo film e che si era sempre detto pronto a realizzare; a curare la sceneggiatura ci sono lo scrittore Seth Grahame-Smith, Alfred Gough e Miles Millar (questi ultimi già co-ideatori insieme a Burton e showrunner di Mercoledì), mentre Michael Keaton, Winona Ryder e Catherine O'Hara tornano a interpretare i loro rispettivi ruoli originali. Al cast si sono poi aggiunti Jenna Ortega, Justin Theroux, Willem Dafoe e Monica Bellucci, nuova compagna del regista. Il film ottiene un soddisfacente incasso di 450 milioni di dollari e un grande successo di pubblico e critica.


== Vita privata ==

Tim Burton è stato sposato dal 1989 al 1993 con l'artista Lena Gieseke, che ha lasciato per l'attrice e modella Lisa Marie, presente in alcuni dei suoi film. La loro relazione è durata fino al 2001.
Nello stesso anno, sul set di Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie, Burton conosce Helena Bonham Carter, dalla quale ha avuto due figli: Billy Ray, nato nel 2003, e Nell, nata nel 2007. La loro relazione si è conclusa nel 2014. Il padrino dei loro figli è l'attore Johnny Depp.
Nel 2022 ha iniziato una relazione con l'attrice e modella italiana Monica Bellucci. La relazione si è conclusa nel 2025 dopo appena tre anni.


== Stile ==
Si possono rintracciare nella produzione di Burton alcune caratteristiche stilistiche personali. Per evidenziarne l'originalità, alcuni sono soliti utilizzare l'aggettivo burtoniano. Il sostrato culturale, come lo stesso Burton ha dichiarato più volte, deriva dalla cultura punk (che lo ha portato nel 1989 a dirigere il film Batman) e dal kitsch anni sessanta (Ed Wood).
Caratteristica propria della sua cinematografia è il dysfunctional kid, presente in molti film del regista (Beetlejuice - Spiritello porcello, Edward mani di forbice, Batman - il ritorno, Il mistero di Sleepy Hollow, La sposa cadavere, Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street, Alice in Wonderland, Dark Shadows, Frankenweenie). La sua cinematografia sviluppa il personaggio dell'outsider, frutto dell'emarginazione provocata dal rapporto mostro-uomo. L'interesse verso queste creature nasce dall'infanzia del regista, il quale ha in proposito dichiarato: "Per me i mostri, le creature un po' bizzarre, sono i personaggi più vicini alla realtà, e sono sempre quelli che suscitano più emozioni.".
Altro tema principale è la dialettica tra vita e morte. Ne La sposa cadavere, ad esempio, il mondo dei morti viene rappresentato come colorato e allegro in antitesi a un mondo dei vivi decisamente grigio.


=== Animazione a passo uno ===
Non meno importante è la tecnica dell'animazione a passo uno (in inglese stopmotion), usata più volte nelle pellicole che Burton ha diretto (La sposa cadavere, Frankenweenie) e prodotto. Poiché i personaggi burtoniani sono grotteschi, spesso scheletrici (Jack Skeletron) o viceversa vedono enfatizzate alcune loro deformità, i pupazzi vengono sorretti da supporti in ferro che vengono poi cancellati durante la fase di digitalizzazione.
Tim Burton utilizzò questa tecnica per il cortometraggio Vincent e successivamente per i lungometraggi La sposa cadavere e Frankenweenie. Il maestro della tecnica passo uno Ray Harryhausen è fra le sue fonti di ispirazione, così come l'artista Jan Švankmajer, regista surrealista.


=== Tim Burton e Edgar Allan Poe ===

Edgar Allan Poe ha influenzato lo stile cinematografico di Tim Burton. L'ammirazione provata dal regista per l'autore maledetto nasce dalla scoperta, fatta quando Burton aveva 10 anni, che alcune sceneggiature dei film che Roger Corman girava provenivano da racconti di Poe.
Questo rafforza il parallelo tra Burton e Poe; l'opera più famosa di quest'ultimo è una poesia, Il corvo, sulla quale Tim Burton basa il suo cortometraggio Vincent. Inoltre, le poesie di Poe sono usate da Burton come base per lo sviluppo dei rispettivi soggetti che certamente rispettano l'intento degli autori, ma la storia cade poi in una nuova direzione.
Lo scrittore viene anche citato nella serie Mercoledì, diretta da Burton.


== Progetti mai realizzati ==
Durante tutta la sua carriera il nome di Burton è stato avvicinato a molti progetti che poi non sono mai stati realizzati, tra i quali un possibile film su Superman intitolato Superman Lives con protagonista Nicolas Cage.
Alla fine degli anni ottanta Carolco Pictures annunciò un film per il grande schermo basato sul fumetto Mai la ragazza psichica a cui avrebbe partecipato Burton come regista e Francis Ford Coppola alla produzione esecutiva. Gli Sparks furono incaricati della realizzazione della colonna sonora, e iniziarono a lavorarci, ma non completarono mai il lavoro a causa dell'annullamento del film. Il film era in pieno sviluppo quando la Carolco entrò in bancarotta a causa del fallimento al botteghino di Corsari (1995), costato cento milioni di dollari ma con un incasso di undici milioni in tutto il mondo. Ciò che ne conseguì fu il fallimento e la chiusura della Carolco e il conseguente annullamento di tutti i progetti in produzione al tempo, tra cui anche quello di Mai.
Al momento dell'uscita del romanzo Jurassic Park di Michael Crichton molti studios si fecero avanti per trarne delle trasposizioni cinematografiche. Tra le case di produzione che puntarono a ottenere i diritti del libro vi furono la Warner Bros., con Burton alla regia, la Columbia Pictures, che avrebbe preferito Richard Donner, e la Fox che avrebbe optato per Joe Dante: la spuntò la Universal assieme a Steven Spielberg. La Universal diede a Crichton ulteriori 500 000 dollari per realizzare un primo adattamento del romanzo, dando così a Spielberg il tempo necessario per terminare le riprese di Hook - Capitan Uncino.
I produttori Jon Peters e Peter Guber acquisirono i diritti cinematografici di Mary Reilly nel 1989 e li opzionarono per la Warner Bros. con Roman Polański come regista. Quando Guber divenne CEO di Sony Pictures Entertainment in quello stesso anno, trasferì Mary Reilly alla Sony consociata con TriStar Pictures, dove Burton fu avvicinato a dirigere con Denise Di Novi come produttore nel 1991. Christopher Hampton fu ingaggiato per scrivere la sceneggiatura, e Burton firmò come regista nel gennaio 1993, dopo aver approvato la riscrittura di Hampton con l'intenzione di iniziare le riprese nel gennaio 1994, dopo aver completato Ed Wood, ma Burton abbandonò il progetto nel maggio 1993. Il film è stato poi diretto da Stephen Frears prima scelta di TriStar per sostituire Burton, e Di Novi è stata licenziata e sostituita con Ned Tanen, risultando poi un insuccesso commerciale nonostante la partecipazione di attori noti come Julia Roberts e John Malkovich.
Dopo l'uscita di Batman - Il ritorno si parlò di realizzare uno spin-off sul personaggio interpretato da Michelle Pfeiffer. Il progetto venne tuttavia abbandonato venendo poi realizzato nel 2004 diretto da Pitof con protagonista Halle Berry.
Nel 1994 Burton era vicino a dirigere un adattamento del racconto di Edgar Allan Poe intitolato La caduta della casa degli Usher, con una sceneggiatura di Jonathan Gems, ma scelse di dirigere invece Mars Attacks! Sempre dopo i due film su Batman, Burton avrebbe dovuto dirigere il terzo capitolo dedicato all'Uomo Pipistrello il cui titolo era (almeno nelle prime intenzioni) Batman Continues. Oltre al ritorno di Michael Keaton e Michelle Pfeiffer, erano stati presi in considerazione Robin Williams nel ruolo dell'Enigmista e Rene Russo come nuovo interesse amoroso per l'Uomo Pipistrello.
Burton negli anni novanta sviluppò una sceneggiatura per un remake del film di fantascienza del 1963 di Roger Corman, L'uomo dagli occhi a raggi X, con lo sceneggiatore Bryan Goluboff, ma il progetto è stato in seguito abbandonato.
Tim Burton's Lost in Oz avrebbe dovuto essere una serie televisiva basata su Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Burton avrebbe dovuto essere il produttore esecutivo. Un episodio pilota è stato girato nel 2000, e trasmesso come film TV l'anno successivo con il nome di Lost in Oz, ma la serie non è stata sviluppata a causa di vincoli di bilancio.
Negli anni duemila Burton si avvicina a un progetto intitolato Ripley's Believe It or Not! per un film su Robert Ripley, famoso caricaturista che durante la sua vita visitò 198 paesi, raccogliendo informazioni sulle più strane bizzarrie locali che, poi, apparivano nella sua famosa rubrica sul New York Globe, intitolata Believe it or not (Che ci crediate o no). Da ogni suo viaggio portava con sé un souvenir che collezionava in una delle sue case. Per via dei suoi viaggi, fu spesso nominato il moderno Marco Polo. Burton avrebbe messo mano a un progetto cinematografico sulla vita di Robert Ripley (impersonato da Jim Carrey), il cui titolo dovrebbe essere proprio Believe it or not. Il progetto dovrà però attendere un po' di tempo prima di vedere la luce, causa uno stop alla pre-produzione da parte della Paramount Pictures.
Nel 2010, è stato annunciato dalla Illumination Entertainment, in collaborazione con la Universal Pictures, di aver acquisito i diritti per un nuovo adattamento de La famiglia Addams. Il film è stato progettato per essere un film d'animazione in stop-motion basato su disegni originali di Charles Addams. Tim Burton è stato assunto per co-scrivere e co-produrre il film, con la possibilità di dirigerlo. Nel luglio 2013 fu annunciato l'annullamento del film. Il progetto è stato successivamente ripreso, portando a un film d'animazione pubblicato nel 2019 e per il quale Burton non è stato più coinvolto.
Il nome di Burton si era fatto come possibile regista del film Maleficent. Nel marzo 2010, dopo l'assunzione di Linda Woolverton come sceneggiatrice del film, vari siti riportarono la notizia secondo cui lo stesso Burton si sarebbe dichiarato interessato a dirigere la pellicola. Tuttavia, nel maggio 2011 abbandonò la regia del film.
Nel maggio 2010 la DreamWorks annuncia l'acquisto dei diritti per un adattamento cinematografico di Monsterpocalypse, una serie di giocattoli a tema Kaijū. Lo studio ha avvicinato Burton per dirigere il progetto e nel luglio dello stesso anno è stato annunciato che Burton è stato assunto come regista. Tuttavia non vi è stata notizia di nessun nuovo sviluppo del progetto che è stato presumibilmente cancellato. Robert Downey Jr. nel 2012 propone a Burton di dirigere una rivisitazione de Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi. Burton tuttavia preferisce dedicarsi al proprio progetto Big Eyes.


== Filmografia ==


=== Regista ===


==== Cinema ====
The Island of Doctor Agor – cortometraggio (1971)
Prehistoric Cavern – cortometraggio (1971)
Efrem fairy hands – cortometraggio (1971)
Houdini: The Untold Story  – cortometraggio (1971)
Tim's Dream – cortometraggio (1971)
1997 – cortometraggio (1974)
Doctor of Doom  – cortometraggio (1979)
Stalk of the Celery  – cortometraggio (1979)
King and Octopus – cortometraggio (1979)
Luau  – cortometraggio (1982)
Vincent – cortometraggio (1982)
Frankenweenie – cortometraggio (1984)
Pee-wee's Big Adventure (1985)
Beetlejuice - Spiritello porcello (Beetlejuice, 1988)
Batman (1989)
Edward mani di forbice (Edward Scissorhands, 1990)
Batman - Il ritorno (Batman Returns, 1992)
Ed Wood (1994)
Conversation with Vincent – documentario direct-to-video (1994)
Mars Attacks! (1996)
Il mistero di Sleepy Hollow (Sleepy Hollow, 1999)
Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie (Planet of The Apes, 2001)
Big Fish - Le storie di una vita incredibile (Big Fish, 2003)
La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory, 2005)
La sposa cadavere (Tim Burton's Corpse Bride), co-diretto con Mike Johnson (2005)
Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street, 2007)
Alice in Wonderland (2010)
Dark Shadows (2012)
Frankenweenie (2012)
Big Eyes (2014)
Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine's Home for Peculiar Children, 2016)
Dumbo (2019)
Beetlejuice Beetlejuice (2024)


==== Televisione ====
Hansel and Gretel (1982)
Alfred Hitchcock presenta (Alfred Hitchcock Presents) – serie TV, episodio 1x19 (1986)
Nel regno delle fiabe (Faerie Tale Theatre) – serie TV, episodio 5x01 (1986)
The World of Stainboy – miniserie TV (2000)
Mercoledì (Wednesday) – serie TV, 8 episodi (2022-2025)


==== Videoclip ====
The Killers Bones (2006)
The Killers Here With Me (2012)
Lady Gaga The Dead Dance (2025)


==== Spot televisivi ====
Hollywood Gum (1998)
Mannequin (2000)
Kung Fu (2000)


=== Animatore ===


==== Cinema ====
The Island of Doctor Agor, regia di Tim Burton – cortometraggio (1971)
Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings), regia di Ralph Bakshi (1978)
Stalk of the Celery, regia di Tim Burton – cortometraggio (1979)
Ecco il film dei Muppet (The Muppet Movie), regia di James Frawley (1979) - burattinaio
Red e Toby nemiciamici (The Fox and the Hound), regia di Art Stevens, Ted Berman, Richard Rich (1981)
Tron, regia di Steven Lisberger (1982)
Taron e la pentola magica (The Black Cauldron), regia di Ted Berman, Richard Rich (1985)
Frequenze pericolose (Stay Tuned), regia di Peter Hyams (1992)


==== Televisione ====
Storie incredibili (Amazing Stories) - serie animata, 10 episodi (1993)


=== Attore ===


==== Cinema ====
Tim's Dream – cortometraggio (1971)
Houdini: The Untold Story, regia di Tim Burton – cortometraggio (1979)
Doctor of Doom, regia di Tim Burton – cortometraggio (1979)
Luau, regia di Tim Burton – cortometraggio (1982)
Pee-wee's Big Adventure, regia di Tim Burton (1985)
Singles - L'amore è un gioco (Singles), regia di Cameron Crowe (1992)
Hoffa - Santo o mafioso? (Hoffa), regia di Danny DeVito (1992)
Vampires Kiss/Blood Inside, regia di Derek Frey – cortometraggio (2012) - Abraham Van Helsing
Men in Black 3, regia di Barry Sonnenfeld (2012)
Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine's Home for Peculiar Children), regia di Tim Burton (2016)


==== Televisione ====
The Director's Chair – serie TV, 1 episodio (1990)


=== Doppiatore ===


==== Cinema ====
The Island of Doctor Agor, regia di Tim Burton – cortometraggio (1971)
Ecco il film dei Muppet (The Muppet Movie), regia di James Frawley (1979) - burattinaio
Stalk of the Celery, regia di Tim Burton (1979) – cortometraggio
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton (2024)


==== Televisione ====
Mercoledì (Wednesday) – serie TV, episodio 2x04 (2025)


=== Produttore ===


==== Cinema ====
The Island of Doctor Agor, regia di Tim Burton – cortometraggio (1971)
Luau, regia di Tim Burton – cortometraggio (1982)
Stalk of the Celery, regia di Tim Burton – cortometraggio (1979)
Luau, regia di Tim Burton – cortometraggio (1982)
Edward mani di forbice, regia di Tim Burton (1990)
Batman - Il ritorno, regia di Tim Burton (1992)
Nightmare Before Christmas (Tim Burton's Nightmare Before Christmas), regia di Henry Selick (1993)
Crociera fuori programma (Cabin Boy), regia di Adam Resnick (1994)
Ed Wood, regia di Tim Burton (1994)
Conversation with Vincent, regia di Tim Burton – documentario direct-to-video (1994)
Batman Forever, regia di Joel Schumacher (1995)
James e la pesca gigante (James and the Giant Peach), regia di Henry Selick (1996)
Mars Attacks!, regia di Tim Burton (1996)
La sposa cadavere, regia di Tim Burton e Mike Johnson (2005)
9, regia di Shane Acker (2009)
La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire Hunter), regia di Timur Bekmambetov (2012)
Frankenweenie, regia di Tim Burton (2012)
Captain Sparky vs. The Flying Saucers, regia di Mark Waring – cortometraggio (2013)
Big Eyes, regia di Tim Burton (2014)
Alice attraverso lo specchio (Alice Through the Looking Glass), regia di James Bobin (2016)
Dumbo, regia di Tim Burton (2019)
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton (2024)


==== Televisione ====
In che mondo stai Beetlejuice? (Beetlejuice)  serie animata, 94 episodi (1989-1991)
Qua la zampa, Doggie (Family Dog) - serie animata, 10 episodi (1993)
The World of Stainboy, regia di Tim Burton – miniserie TV (2000)
Lost in Oz, regia di Michael Katleman – film TV (2000)
Mercoledì (Wednesday) – serie TV, 16 episodi (2022-2025)


==== Videoclip ====
Linkin Park Powerless, regia di Timur Bekmambetov (2012)


=== Sceneggiatore ===


==== Cinema ====
The Island of Doctor Agor, regia di Tim Burton – cortometraggio (1971)
Doctor of Doom, regia di Tim Burton – cortometraggio (1979)
Stalk of the Celery, regia di Tim Burton – cortometraggio (1979)
Luau, regia di Tim Burton – cortometraggio (1982)
Vincent, regia di Tim Burton – cortometraggio (1982)
Frankenweenie, regia di Tim Burton – cortometraggio (1984) - soggetto
Edward mani di forbice, regia di Tim Burton (1990) - soggetto
Nightmare Before Christmas, regia di Henry Selick (1993) - soggetto
Frankenweenie, regia di Tim Burton (2012) - soggetto
Edward Scissorhands Spoof, regia di Shannah Barrett e Bobby Hall – cortometraggio (2016)
Cadillac: ScissorHandsFree, regia di David Shane – cortometraggio direct-to-video (2021)


==== Televisione ====
Hansel and Gretel, regia di Tim Burton – film TV (1982)
In che mondo stai Beetlejuice? (Beetlejuice) - serie animata, 94 episodi (1989-1991)
Lost in Oz, regia di Michael Katleman (2000)
The World of Stainboy, regia di Tim Burton – miniserie TV (2000-2001)


==== Videoclip ====
The Killers Bones, regia di Tim Burton (2006)


== Trasmissioni televisive ==


=== Regista ===
Wednesday Addams from the Mind of Tim Burton - speciale TV (2022)


== Libri ==
Nightmare Before Christmas [Nightmare Before Christmas], Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, ISBN 88-04-38987-7.
Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie [The Melancholy Death of Oyster Boy and Other Stories], Einaudi, 1998, ISBN 88-06-15034-0.
La sposa cadavere di Tim Burton [Tim Burton's Corpse Bride], Einaudi, 2006, ISBN 88-06-18475-X.
Tim Burton racconta Tim Burton, prefazione di Johnny Depp, 2013, ISBN 978-88-07-88327-9.


== Riconoscimenti ==
Premio Oscar
2006 – Candidatura al miglior film d'animazione per La sposa cadavere
2013 – Candidatura al miglior film d'animazione per Frankenweenie
Golden Globe
1995 – Candidatura al miglior film commedia o musicale per Ed Wood
2004 – Candidatura al Miglior film commedia o musicale per Big Fish - Le storie di una vita incredibile
2008 – Candidatura al miglior regista per Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street
2008 – Miglior film commedia o musicale per Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street
2013 – Candidatura al miglior film d'animazione per Frankenweenie
BAFTA Film Awards
2004 – Candidatura al miglior regista per Big Fish - Le storie di una vita incredibile
2013 – Candidatura al miglior film d'animazione per Frankenweenie
Chicago Film Critics Association Awards
2004 – Candidatura al miglior regista per Big Fish - Le storie di una vita incredibile
David di Donatello
2004 – Candidatura al Miglior film straniero per Big Fish - Le storie di una vita incredibile
2019 – Premio alla carriera
Empire Awards
2009 – Candidatura al miglior regista per Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street
Festival di Cannes
1994 – Candidatura alla Palma d'oro per Ed Wood
National Board of Review Awards
2008 – Miglior regista per Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street
Festival di Venezia
2007 – Leone d'oro alla carriera
Premio Emmy
1990 – Miglior programma d'animazione per bambini per In che mondo stai Beetlejuice?
2023 - Candidatura per miglior regia in una serie commedia per l’episodio Mercoledì è un giorno triste da Mercoledì
Saturn Award
2008 – Candidatura alla miglior regia di Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street
2024 - Miglior film per Beetlejuice Beetlejuice
Festa del Cinema di Roma
Festa del Cinema di Roma 2021 – Premio alla carriera


== Note ==


== Bibliografia ==
Antoine De Baecque, Tim Burton, Lindau, 2007, ISBN 978-88-7180-689-1.
Aurélien Ferenczi, Masters of Cinema. Tim Burton, in Cahiers du cinéma, Phaidon Press, 2011, ISBN 978-2-86642-568-5.
(EN) Joseph McBride, Steven Spielberg, Faber and Faber, 1997, ISBN 0-571-19177-0.
Giulio Muratore, Tim Burton. From Gotham to Wonderland, Roma, Nero Press, 2020, ISBN 978-8885497474.
Mark Salisbury (a cura di), Il cinema secondo Tim Burton, Pratiche Editrice, 1995, ISBN 88-7380-246-X.
Massimiliano Spanu, Tim Burton, collana Il Castoro Cinema, n. 186, Editrice Il Castoro, 2007, ISBN 978-88-8033-392-0.
Marco Spagnoli, Tim Burton. Anatomia di un regista cult, Block Notes, 2005, ISBN 88-89475-22-6.
Simone Spoladori, Tim Burton. Il paese gotico delle meraviglie, Le Mani/Microart's, 2010, ISBN 978-8880125051.


== Voci correlate ==
Abraham Van Helsing
Helena Bonham Carter
Lisa Marie
Monica Bellucci


== Altri progetti ==

 Wikiquote contiene citazioni di o su Tim Burton
 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tim Burton


== Collegamenti esterni ==

(EN) Sito ufficiale, su timburton.com. 
Burton, Tim, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. 
Simone Emiliani, Burton, Tim, in Enciclopedia Italiana, VI Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000. 
(EN) Tim Burton, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 
(EN) Tim Burton, su The Encyclopedia of Science Fiction. 
(EN) Opere di Tim Burton, su Open Library, Internet Archive. 
(EN) Bibliografia di Tim Burton, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff. 
(EN) Tim Burton, su Goodreads. 
Bibliografia italiana di Tim Burton, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com. 
(EN) Tim Burton, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. 
(EN) Tim Burton, su Billboard. 
(EN) Tim Burton, su Comic Vine, Fandom. 
Tim Burton, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l.. 
Tim Burton, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l.. 
(EN) Tim Burton, su IMDb, IMDb.com. 
(EN) Tim Burton, su AllMovie, All Media Network. 
(EN) Tim Burton, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. 
(EN) Tim Burton, su Metacritic, Red Ventures. 
(EN) Tim Burton, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012). 
(EN) Tim Burton, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. 
(EN) Tim Burton, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).