Elena Kostjukovič
Elena Aleksandrovna Kostjukovič (in russo Еле́на Алекса́ндровна Костюко́вич?, in ucraino Олена Олександрівна Костюкович? Olena Oleksandrivna Kostjukovič; Kiev, 1958) è una scrittrice, saggista e traduttrice ucraina naturalizzata italiana, fino al 1991 sovietica, di origine russa, ucraina ed ebraica.
Fino al 2025 è stata membro del comitato scientifico della sezione italiana dell'organizzazione russa per i diritti umani e la ricerca storica sulla repressione sovietica Memorial International.
== Biografia ==
È nata a Kiev in Ucraina, al tempo RSS Ucraina, da una famiglia ebraica russofona, con origini sia russe che ucraine. Una parte della sua famiglia fu vittima del massacro di Babi Yar da parte dei nazisti.
L'interesse della Kostioukovitch per la letteratura risale agli anni dell'infanzia, sotto l'influenza del nonno, lo scrittore e pittore russo Leonid Volynski (Sette giorni, Mosca, 1956). Cresciuta a Kiev e successivamente a Mosca, frequenta figure artistiche e letterarie, in particolare i dissidenti sovietici Viktor Nekrasov e Aleksandr Arkad'evič Galič.
All'età di 17 anni, la Kostioukovitch entra alla Università Statale di Mosca "M.V. Lomonosov", dove si laurea con lode nel 1980 con una tesi su L'Adone di Giambattista Marino. In seguito consegue un dottorato di ricerca sull'estetica del barocco italiano. Tra il 1980 e il 1988 è responsabile della rubrica italiana della rivista Contemporary Foreign Fiction.
Nel 1988 si trasferisce in Italia per insegnare letteratura russa e tecnica della traduzione letteraria: prima all'Università di Trento, poi alla Scuola Interpreti e Traduttori di Trieste e infine all'Università di Milano, città nella quale risiede.
Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, prende la cittadinanza ucraina e poi la cittadinanza italiana per naturalizzazione nel 1996.
=== Attività culturale ===
Ha curato Le radici della cultura russa dell'accademico Dmitrij Sergeevič Lichačëv, nonché la versione italiana di un dattiloscritto salvato dagli archivi del KGB, uscito in Italia con il titolo Racconti e storielle degli Ebrei (Milano, Bompiani, 2002). Ha scritto varie voci sulle opere degli scrittori russi per il Dizionario Bompiani delle opere e dei Personaggi (2004).
La Kostioukovitch ha introdotto molti nuovi autori russi ai lettori italiani e internazionali. Nel 2000 ha fondato l'Agenzia letteraria Elkost, che gestisce i diritti editoriali mondiali di importanti autori russi come Lyudmila Ulitskaya, Sasha Sokolov, Boris Akunin, Elena Rzhevskaya, Andrey Volos, Dina Rubina, Aleksandr Kabakov, Vladimir Kantor, Marina Vishnevetskaya e Leonid Yuzefovitch, oltre che dell'autore di bestseller per bambini Grigory Oster e altri. È curatrice delle collane russe per le case editrici italiane Bompiani (dal 1988) e Frassinelli (dal 1996). Ha curato la diffusione in Italia di alcuni autori russi tra cui Ljudmila Ulickaja, Boris Akunin, Nina Lugovskaja (Nina's Diary - Russian Anna Frank) e Saša Sokolov, autore di La scuola degli sciocchi (Salani).
Ha inoltre promosso la cultura russa in Italia (con particolare attenzione alla grande letteratura e alla cultura del dissenso) e la cultura italiana in Russia in vari festival ed eventi, tra cui il Festival del Libro di Mantova, le Giornate Culturali in Auditorium (Roma), il Festival Prima Vista (Tartu, Estonia), il Festival della Scienza Genova, il Festival Letterario di Montpellier, il Babel Festival Bellinzona, la Fiera del Libro Non Fiction di Mosca, la Fiera Internazionale del Libro di Torino e la Fiera del Libro di Francoforte.
Fa parte del comitato scientifico del ramo italiano di Memorial, associazione russa insignita del premio Nobel per la pace nel 2022.
Oppositrice del regime di Putin, nel 2022 si è schierata apertamente contro l'invasione russa dell'Ucraina.
== Traduzioni ==
Come italianista, si è occupata delle traduzioni ed edizioni dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, del Cannocchiale aristotelico di Emanuele Tesauro, degli Scherzi di Giuseppe Giusti, e dei
Promessi sposi di Alessandro Manzoni. Le sue traduzioni di poesia italiana contemporanea sono inserite in un'antologia dedicata al XX secolo (Strofe del Secolo, Mosca, 1998).
Nel 1988 traduce Il nome della rosa di Umberto Eco, un lavoro sperimentale che acquista molta popolarità in Russia e diventa oggetto di analisi critiche e tesi di laurea, anche nelle Università italiane. Diventa così la traduttrice ufficiale di Eco in russo, lavorando sulle sue opere successive, tra cui otto libri di saggistica e i romanzi (Il pendolo di Foucault, L'isola del giorno prima, Baudolino, La misteriosa fiamma della regina Loana, Il cimitero di Praga e Numero zero). Ha inoltre curato l'intera collana di storia dell'arte di Umberto Eco (Sulla bellezza, Sulla bruttezza, Vertigine della lista, Il libro delle terre leggendarie, Sulle spalle dei giganti, ecc.).
Si è occupata inoltre della traduzione delle lettere dal carcere di Mikhail Khodorkovsky, pubblicate nel 2009. Sempre nel 2009 cura l'edizione italiana delle memorie di Evfrosinija Antonovna Kersnovskaja, superstite delle repressioni staliniste, pubblicate per Bompiani con il titolo Quanto vale un uomo. Il suo racconto, arricchito dalle illustrazioni dell'autrice, costituisce una rara testimonianza visiva della vita nei Gulag staliniani, dato che non esistono filmati di questo capitolo oscuro della storia umana ma solo rare fotografie.
== Saggi e romanzi ==
Nel 2006 pubblica il libro sul ruolo universale del cibo nella cultura italiana attraverso le regioni e lungo i secoli, Perché agli italiani piace parlare del cibo (Milano, Frassinelli), che contemporaneamente esce in Russia con il titolo Eda. Ital'janskoe sčast'e ("Il cibo. Una fortuna italiana"). Il libro, tradotto in 18 lingue, è utilizzato come guida gastronomica per conoscere le regioni italiane dalla National Geographic Society di Mosca.
Nel 2013 esce il suo romanzo Zwinger, casa editrice Corpus, gruppo AST, Mosca. Nel romanzo, pubblicato in Italia nel 2014 e in Ucraina nel 2022, s'intrecciano una spy story moderna (ambientata nel 2005 alla Fiera del libro di Francoforte) e vicende storiche (ambientate nel finire della seconda guerra mondiale) basate sull'archivio familiare dell'autrice: suo nonno Leonid Volynski è stato infatti uno degli equivalenti sovietici dei "Monuments Men" che ha condotto la ricerca dei tesori della Pinacoteca di Dresda nascosti dai nazisti.
Nel 2022 pubblica Nella mente di Vladimir Putin, un'analisi dell'ideologia russa che ha portato alla guerra in Ucraina. Il libro è stato tradotto in tedesco, ungherese, lettone, e polacco. Il libro analizza anche l'uso della pseudostoria della nuova cronologia diffusa tra i cospirazionisti nazionalisti-imperialisti in Russia come un "pensiero magico".
Nel 2025 pubblica Kyiv. Una fortezza sopra l'abisso con La Nave di Teseo. Attraverso uno stile che intreccia storia, letteratura, cultura e memorie personali, il libro ripercorre la turbolenta storia di Kiev, dalle invasioni mongole alla devastazione della Rivoluzione Russa, fino all’attuale guerra russo-ucraina.
Nel 2026, sempre con La Nave di Teseo, pubblica Tradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni, libro che l'editore definisce "insieme un’autobiografia collettiva, un saggio sulla traduzione, un viaggio nel cuore creativo di Umberto Eco e uno sguardo sulle trasformazioni culturali e politiche degli ultimi decenni."
== Premi ==
Premio "Gogol in Italia" (2012)
Finalista IACP Cookbook Award (2010).
Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero della Cultura (2007).
Premio Letterario Internazionale "Città di Chiavari" (2007).
"Premio Bancarella della Cucina" (2007).
"Welcome" dell'Associazione Nazionale Ristoratori e Alberghieri della Russia (2005).
“Grinzane Cavour" Mosca (2004).
"Zoil" (1999).
"Migliore traduzione dell'anno" (1988).
== Opposizione al governo russo ==
Riguardo l'accusa del governo russo all'Ucraina di ospitare formazioni militari neonaziste come il Battaglione Azov ha dichiarato che si tratta di "ragazzacci con tatuaggi", seppur con simbologia legata anche al nazismo, paragonati alla Brigata Folgore e alla Legione straniera francese, e negando le accuse russe ("vi assicuro che non ci sono neonazisti in Ucraina").
Kostjukovič ha definito Vladimir Putin come "fascista", sostenendo che sia "innamorato dell’estetica SS" e che la Germania di Hitler sarebbe per lui un modello.
== Note ==
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Elena Kostjukovič
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Elena Kostjukovič
== Collegamenti esterni ==
Opere di Elena Kostjukovič, su MLOL, Horizons Unlimited.
Sito web personale di Elena Kostioukovitch, su elkost.it.
Agenzia Letteraria ELKOST, su elkost.com.
Premio Bancarella della cucina 2007 Elena Kostioukovitch: “Perché agli italiani piace parlare del cibo”, su premiobancarella.info. URL consultato il 1º novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
Premio Grinzane Cavour - Mosca, su grinzane.it (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
RAI INTERNATIONAL - Il Caffè - Puntata, su international.rai.it. URL consultato il 12 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2007).
I niet che portarono al cambiamento - La Repubblica, 24-28/05/2012, su russiaoggi.it. URL consultato il 29 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2012).
Elena Kostioukovitch nella pagina autori de La Nave di Teseo/, su lanavediteseo.eu.