Ben-Hur (film 1925)

Ben-Hur (anche conosciuto col titolo Ben-Hur: A Tale of the Christ) è un film muto del 1925 diretto da Fred Niblo. È la prima trasposizione cinematografica del romanzo di Lew Wallace. Nel 1997 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.


== Trama ==
Gerusalemme è occupata dai Romani, che indicono un censimento obbligando ogni uomo a tornare al suo villaggio natale. Giuseppe si presenta insieme alla moglie, Maria, che aspetta un bambino, ma non trova nessun luogo dove stare. Alla fine un uomo si impietosisce e concede a Giuseppe e Maria di stare nella sua stalla. Qui Maria partorisce e una stella segnala ovunque l’eccezionalità dell’evento, tanto che perfino tre saggi, l’indiano Melchiorre, il greco Gaspare e l’egiziano Baldassarre vengono per conoscere il nuovo nato. 
A Gerusalemme si aspetta l’arrivo del nuovo governatore, grato. La principessa della famiglia Ben Hur chiede al suo fidato servo Simonide di mettere al sicuro le ricchezze della casata per evitare che cadano preda dell’avidità dei Romani. Simonide obbedisce e la principessa si rammarica di non poterlo liberare per via della legge ebraica; tuttavia, gli concede di vivere come se fosse libero, nascondendo a tutti la sua vera condizione. 
Simonide si prepara a partire insieme a sua figlia Esther per Antiochia. Al mercato di Gerusalemme, mentre un gruppo di soldati marcia tra la folla, Esther si ferma a comprare un piccione, che però le sfugge di mano. Giuda Ben Hur, erede della famiglia, la aiuta a recuperarlo e le chiede d poterla rivedere. Esther tuttavia afferma di essere in partenza e si appresta a lasciare la città. Simonide, che non vede Ben Hur da quando era un bambino, parte senza riconoscerlo. 
Tra i Romani appena arrivati a Gerusalemme c’è anche Messala, che un tempo era già stato in città. Ben Hur, che lo conosceva da quando erano ragazzi, gli va incontro. Messala è inizialmente freddo e distaccato, ma si lascia andare quando i due restano da soli. Ben Hur lo invita a casa sua, dove lo riunisce a sua madre e a sua sorella Tirzah. I due amici finiscono però per litigare per via delle rispettive appartenenze politiche a Roma e alla Giudea. 
La città assiste all’arrivo di Grato con le sue truppe provenienti da ogni angolo dell’Impero. Durante la processione, Ben Hur, che guarda da casa sua, fa cadere una tegola che finisce sulla testa del governatore, ferendolo. I soldati romani irrompono quindi a casa sua e arrestano sia lui che le donne. Ben Hur prova a difendersi e cerca di aggredire Messala, ma viene fermato.
Ben Hur è condannato a servire come rematore sulle galee e viene costretto a una lunga marcia nel deserto. Qui i soldati gli negano l’acqua, ma il figlio di un falegname di Nazareth lo aiuta permettendogli di continuare il cammino. 
Tre anni dopo, Ben Hur sta ancora servendo come rematore sulla nave di Quinto Arrio. Quest’ultimo nota il suo grande senso di vendetta e, associandolo all’idea che ha di Roma, lo prende in simpatia. Così, quando la flotta romana viene attaccata dai pirati, Arrio chiede che Ben Hur non sia incatenato al banco come gli altri rematori. Le sorti della battaglia sono incerte e i pirati, in netta superiorità numerica, sono in vantaggio. Ben Hur arriva a salvare Arrio dai nemici e tenta di scappare insieme a lui, ma i due finiscono per fare naufragio. Il giorno dopo vengono recuperati da una nave romana, che annuncia ad Arrio la vittoria. Grato per quanto è accaduto, Arrio dichiara che l’uomo che lo ha salvato sarà ora suo figlio adottivo. 
Ora conosciuto come Arrio il giovane, Ben Hur ottiene fama e onori a Roma come atleta. Quando, però, riceve notizia di un mercante di nome Simonide ad Antiochia, decide di tornare in Giudea per capire se si tratta del vecchio servo della sua famiglia. Arrivato ad Antiochia, Ben Hur si presenta da Simonide e da sua figlia Esther, di cui conserva un vago ricordo. Tuttavia, il vecchio Simonide si rifiuta di riconoscerlo. Gli annuncia inoltre che le donne della famiglia Hur sono morte. Mentre i due stanno parlando arriva lo sceicco Ilderim, un ricco arabo giunto in città per gareggiare nella corsa dei carri. Ilderim, che conosce la fama di Arrio il giovane, gli propone di correre per lui. Ben Hur inizialmente rifiuta, ma cambia idea quando scopre che Messala sarà tra gli avversari. Rimasto da solo con sua figlia, Simonide le rivela di aver riconosciuto subito Ben Hur, ma di non poter dire niente, o entrambi finiranno per essere suoi schiavi e dovranno smettere di vivere come hanno fatto fino a ora. 
Messala è preoccupato dal nuovo cocchiere di Ilderim e decide di scoprire chi sia in realtà. Manda così da lui la cortigiana egizia Iras perché lo convinca a parlare. Ben Hur sembra per un momento farsi inebriare dalle sue offerte, ma alla fine torna in sé e manda via Iras. Proprio in quel momento arriva però Simonide, che, convinto dalla figlia Esther, riconosce pubblicamente Ben Hur. Iras riporta la notizia a Messala, che si dice sollevato: il vero Ben Hur è morto e questo è solo un impostore. 
Nel frattempo, si stanno diffondendo le idee di Gesù di Nazaret, che promette di liberare il popolo ebraico. Molti interpretano queste parole come l’annuncio della cacciata dei Romani, mentre altri ci vedono un messaggio di pace e di speranza. 
Il giorno della corsa, Messala scopre che il suo avversario è davvero Ben Hur, e la rivalità tra i due si riaccende. Nonostante l’abilità di Messala e dei suoi cavalli, è Ben Hur a vincere nel circo, mentre il romano cade a terra e viene ferito. Il popolo esulta e solo Iras piange la sconfitta di Messala. Ben Hur sfrutta la sua popolarità per radunare un esercito e sostenere così la causa del nuovo Re di Israele. Per questa missione si fa aiutare dallo stesso Ilderim e da Baldassarre di Alessandria, che è giunto a trovarlo. 
l nuovo governatore Ponzio Pilato ordina la scarcerazione di tutti i prigionieri contro cui non siano state mosse accuse. Tra loro ci sono anche la madre e la sorella di Ben Hur, che, però, durante la prigionia hanno contratto la lebbra. Madre e figlia si recano alla loro vecchia casa, dove vedono Ben Hur sdraiato a dormire. Consapevoli di non poterlo toccare, si allontanano. Ben Hur si risveglia e si riunisce a Esther, da cui scopre che Gesù di Nazaret è stato arrestato. Corre quindi a radunare il suo esercito per aiutarlo. Esther, invece, rintraccia la madre e la sorella di Ben Hur e le convince a incontrare Gesù per chiederGli un miracolo. 
Ben Hur raggiunge Gesù lungo la strada per il Calvario e Gli promette i suoi uomini. Gesù, tuttavia, gli dice di deporre le armi e Ben Hur viene finalmente convertito. Poco dopo, anche sua madre e sua sorella ricevono la grazia della guarigione e la famiglia può finalmente essere riunita. 
Ben Hur corre dal suo esercito e, insieme a Baldassarre, comunica il vero messaggio di Cristo: gli uomini depongono le armi e si preparano al perdono. Contemporaneamente, la morte di Gesù porta a crollo del grande palazzo costruito dai Romani e, simbolicamente, del loro dominio. 
La famiglia Hur si riabbraccia a casa e Ben Hur afferma che Gesù non è veramente morto, ma che vivrà per sempre nei cuori degli uomini.


== Produzione ==

Il film, prodotto dalla MGM, fu girato in Italia (Anzio, Livorno e Roma) e in California (negli studios MGM di Culver City, all'Iverson Ranch di Chatsworth e all'isola di Catalina). Le riprese durarono dall'ottobre 1923 fino all'agosto 1925.


=== Note di produzione ===
All'inizio la regia del film fu affidata a George Walsh che decise di girarlo in Italia. Ma la produzione si rivelò un fiasco e la direzione passò a Fred Niblo che lo rifece completamente, rendendolo più spettacolare
Per girarlo furono spesi 3.900.000 dollari
La pellicola venne prodotta dalla Goldwyn Pictures
Alcune scene vennero girate con un primitivo Technicolor
Le galee utilizzate nel film furono costruite nel porto di Livorno (inserto "storia di Livorno" del Tirreno)
Nel film recitano, non accreditati, moltissimi attori, tra i quali anche Gary Cooper, John Barrymore, Joan Crawford, Marion Davies, Douglas Fairbanks, Harold Lloyd, Mary Pickford e Colleen Moore come comparse, mentre Carole Lombard, Myrna Loy e la ballerina Joyzelle Joyner appaiono nel ruolo di schiave.


== Distribuzione ==

Il film fu distribuito dalla MGM il 30 dicembre 1925; in seguito, ne vennero fatte diverse riedizioni. Nei soli Stati Uniti, alla sua prima uscita, incassò 4.359.000 dollari. Nel 1931, dopo l'avvento del sonoro, nelle sale fu distribuita una versione accorciata con l'aggiunta di musica sincronizzata.
In DVD, il film digitalizzato è uscito in diverse versioni: nel 2003 pubblicato dal giapponese IVCF; nel 2005, distribuito dalla Warner Home Video e da un distributore cinese; nel 2009, in un'edizione coreana, della Phantom Sound & Vision
La pellicola è stata presentata nel 2015 al San Francisco Silent Film Festival accompagnata dalle musiche di Carl Davis.


=== Date di uscita ===


== Note ==


== Bibliografia ==
(EN)  John Douglas Eames, The MGM Story Octopus Book Limited, Londra, 1975, ISBN 0-904230-14-7.
(EN)  Lawrence J. Quirk, The Films of Myrna Loy, The Citadel Press Secaucus, New Jersey, 1980, ISBN 0-8065-0735-7.


== Voci correlate ==
Ben-Hur (film 1959)
Filmografia di Mary Pickford


== Altri progetti ==

 Wikiquote contiene citazioni di o su Ben-Hur
 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ben-Hur


== Collegamenti esterni ==

(EN) Lee Pfeiffer, Ben-Hur, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. 
 Ben Hur, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo. 
 Ben-Hur, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. 
(EN) Ben-Hur, su IMDb, IMDb.com. 
(EN) Ben-Hur, su AllMovie, All Media Network. 
(EN) Ben-Hur, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. 
(EN, ES) Ben-Hur, su FilmAffinity. 
(EN) Ben-Hur, su Box Office Mojo, IMDb.com. 
(EN) Ben-Hur, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. 
(EN) Ben-Hur, su Silent Era. 
(EN) Ben-Hur, su silenthollywood.com. URL consultato il 26 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2018).