Seconda presidenza di Donald Trump
La seconda presidenza di Donald Trump è iniziata a mezzogiorno del 20 gennaio 2025, quando, subito dopo il suo giuramento officiato dal presidente della Corte Suprema John G. Roberts, è diventato il 47º Presidente degli Stati Uniti d'America, succedendo a Joe Biden.
Trump, 45º Presidente degli Stati Uniti dal 2017 al 2021 per il Partito Repubblicano, ha prevalso alle elezioni presidenziali del 2024 sulla candidata del Partito Democratico Kamala Harris. J. D. Vance, già senatore per lo stato dell'Ohio, lo stesso giorno ha assunto la carica di Vicepresidente degli Stati Uniti d'America.
Entrato formalmente in carica, è diventato il secondo presidente nella storia degli Stati Uniti a ricoprire due mandati non consecutivi dopo Grover Cleveland nel 1893. Trump è la persona più anziana a diventare presidente, avendo 78 anni e 7 mesi al momento del suo insediamento, superando il primato di Biden, insediatosi come presidente il 20 gennaio 2021, a 78 anni e 2 mesi.
== Antefatti e insediamento ==
=== Elezioni presidenziali del 5 novembre 2024 ===
Nel 2020 a novembre, al seguito della sconfitta elettorale nelle elezioni presidenziali, Trump ha considerato di ricandidarsi alla presidenza, alla fine nel novembre 2022 ha confermato le indiscrezioni della sua ricandidatura a Presidente degli Stati Uniti. Dopo aver ottenuto la riconferma a candidato in pectore del Partito Repubblicano con la maggioranza dei delegati il 15 luglio annuncia come suo candidato a Vicepresidente il senatore dell'Ohio J. D. Vance.
Al termine di una intensa campagna elettorale che lo ha visto coinvolto in un attentato alla sua vita, Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali del 5 novembre 2024.
=== Transizione presidenziale ===
Rispetto alla sua prima transizione del 2016 questa venne pianificata e organizzata principalmente dai suoi famigliari e amici tra cui gli ex democratici Tulsi Gabbard e Robert F. Kennedy Jr. e nominò come co-presidenti di transizione il CEO della Cantor Fitzgerald Howard Lutnick e Linda McMahon ex amministratrice delegata della World Wrestling Federation e ex direttrice dell'Agenzia per le piccole imprese durante la prima presidenza di Trump.
A ottobre, il New York Times ha rivelato in un articolo che Trump ha rifiutato di firmare accordi standard su etica e divulgazione per iniziare gli aspetti chiave del processo di transizione. A novembre, Politico ha descritto il rifiuto di Trump di accettare l'assistenza federale alla transizione come una potenziale preoccupazione per la sicurezza nazionale e ritenuta "senza precedenti nel moderno sistema presidenziale". Ha sottolineato che il rifiuto ha liberato il team di transizione di Trump dal dover rispettare un tetto di 5.000 dollari sulle donazioni e dall'obbligo di rivelare i nomi dei donatori.
Il 13 novembre Joe Biden invita Trump alla Casa Bianca per dei saluti formali e assicurare che la transizione avverrà in maniera rapida e fluida, nonostante Melania non si fosse presentata all'invito di accompagnare il marito la first lady Jill Biden ha consegnato una lettera per esprimere le sue congratulazioni alla moglie.
Il 22 dicembre 2024 venne riportato dal Financial Times che il team di transizione avrebbe intenzione di annunciare il ritiro dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il giorno dell'insediamento di Trump il 20 gennaio 2025 per consentire un'uscita ancora più rapida, rispetto al tentativo tardivo nella prima presidenza in cui non venne attuato. Il team ha raccomandato di fermare le politiche di incentivi alle auto elettriche e di ripristinare i blocchi per i componenti delle batterie e materiali provenienti dalla Cina. All'8 gennaio 2025 è stato confermato dalla portavoce del Pentagono Sue Gough che il Dipartimento della difesa e il team hanno effettuato più di cento incontri iniziati il 16 dicembre 2024 firmando accordi di non divulgazione e procedendo alla transizione.
Un giorno prima della sua inaugurazione come 47º presidente l'app TikTok ha subito un blocco negli Stati Uniti di circa dodici ore a causa di una legge federale emanata per vietarne l'utilizzo, Trump ha dichiarato che intende emettere un ordine esecutivo per ritardare la chiusura dell'app approvando un'estensione di tempo prima che rientri in vigore il divieto, con ciò ha fatto ritornare di nuovo disponibile Tiktok nel paese, la piattaforma ha pubblicato all'interno dell'app un avviso pop-up che avvisava tutti gli utenti americani che "Siamo fortunati che il presidente Trump abbia indicato che lavorerà con noi per trovare una soluzione per ripristinare TikTok una volta entrato in carica"(...)"Restate sintonizzati!".
Donald Trump intende firmare all'incirca 200 ordini esecutivi già dal primo giorno su svariati temi dall'immigrazione al lavoro, dalle politiche energetiche alle politiche sanitarie e di genere; a causa del numero rilevante questo viene considerato un colpo di forza del potere esecutivo in mano al presidente mai visto prima.
=== Cerimonia d'insediamento e d'inaugurazione presidenziale ===
La cerimonia d'insediamento, al contrario della precedente, non si è svolta all'esterno sulla scalinata ovest del Campidoglio a causa delle gelide temperature previste ed è stata spostata all'interno nella Rotonda del Campidoglio; era dall'insediamento di Ronald Reagan nel 1985 che non si teneva la cerimonia al suo interno. Inoltre è stata la prima nella storia in cui sono stati invitati a partecipare capi di stato e di governo esteri, ed è stata finanziata pubblicamente da Spotify, l'azienda svedese che gestisce il principale servizio di streaming musicale mondialmente.
Le celebrazioni dell'insediamento iniziarono il 19 gennaio quando Trump e Vance omaggiarono i militari caduti al cimitero nazionale di Arlington in Virginia, in cui li accompagnarono anche alcuni familiari dei defunti dell'attacco all'aeroporto di Kabul del 2021. La sera stessa ci fu un raduno per i sostenitori alla Capital One Arena di Washington in cui si esibirono i cantanti Kid Rock, Lee Greenwood e i Village People che si unirono al presidente sul palco.
La cerimonia vera e propria iniziò alle 11:30 a.m del 20 gennaio; con dei canti musicali dei cori della University of Nebraska-Lincoln assieme alla banda degli United States Marine. Prima del giuramento del Vicepresidente J. D. Vance, che si è svolto alle 12:00 presieduto dal giudice Brett Kavanaugh, il cantante lirico Christopher Macchio ha eseguito "Oh, America!". Poi, la cantante country Carrie Underwood ha cantato l'inno patriottico "America The Beautiful" e subito dopo alle 12:02 il Presidente della Corte Suprema John G. Roberts ha amministrato il giuramento formale di Donald Trump.
Dopo il tradizionale discorso d'insediamento, durato all'incirca 30 minuti, il Presidente e il Vicepresidente si sono recati accompagnati al seguito della parata ufficiale alla Casa Bianca e si sono ufficialmente insediati.
Furono presenti, oltre al Presidente uscente, anche gli ex presidenti Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton tutti con le loro consorti tranne Michelle Obama. Anche l'ex vicepresidente di Trump Mike Pence durante la sua prima amministrazione fu presente. Tra i capi di stato e di governo delle altre nazioni che ufficiarono ci furono Giorgia Meloni dall'Italia, Javier Milei dall'Argentina, Nayib Bukele da El Salvador, il vicepresidente cinese Han Zheng in rappresentanza di Xi Jinping e Daniel Noboa dall'Ecuador.
==== Discorso inaugurale ====
Il discorso inaugurale di Trump è iniziato con la dichiarazione secondo cui sarebbe iniziata un'«età dell'oro». Nel corso del discorso ha attaccato la presidenza Biden sugli incendi di Los Angeles, l'immigrazione dal Messico, l'inflazione, il blocco del Green New Deal, le tariffe, l'asserita "protezione totale della libertà di parola", l'affermazione e il riconoscimento da parte dello Stato di soli due sessi maschio e femmina, lo stop alle politiche di genere. Ha espresso la volontà di essere ricordato come un presidente "pacificatore" impegnandosi a terminare la guerra nella striscia di Gaza e la guerra in Ucraina. Citando il suo tentativo di assassinio, Trump ha dichiarato di «essere stato salvato da Dio per rendere di nuovo l'America grande». Ha affermato di voler riprendere il controllo del canale di Panama accusando il fatto che Panama avrebbe infranto gli accordi e soprattutto che il canale è sotto la sfera d'influenza della Cina, di cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d'America e infine ha affermato di voler continuare il destino manifesto degli Stati Uniti con l'obiettivo di raggiungere e atterrare su Marte con astronauti americani.
Il discorso inaugurale di Trump è stato descritto come populista e anti-establishment ricalcando i temi della sua campagna elettorale.
==== Balli inaugurali ====
Al termine della giornata del giuramento, il Presidente e il Vicepresidente assieme alla First e Second Lady hanno celebrato alla sera con i tradizionali balli ufficiali i quali per l'occasione ne sono stati organizzati tre: il Commander-in-Chief Ball, il Liberty Ball e lo Starlight Ball.
Il primo ballo si è tenuto al Washington Convention Center ed è stato in presenza degli organi militari dell'esercito, in cui gli ospiti illustri hanno ballato sulle note della canzone "An American Trilogy" di Elvis Presley, successivamente Trump ha tenuto un discorso di elogio allo United States Space Force. Il secondo ballo era in presenza dei sostenitori ed è stato intrattenuto dal cantante Jason Aldean e dai Village People; il terzo e ultimo ballo si è svolto assieme ai finanziatori e donatori della campagna elettorale di Trump dove si è esibito il cantante country Gavin DeGraw.
== Principali atti presidenziali e politiche ==
=== I primi giorni della seconda presidenza ===
Il 20 gennaio 2025, poche ore dopo aver assunto l'incarico, Trump ha firmato una serie di ordini esecutivi che hanno ritirato gli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall'accordo di Parigi, ha congelato le assunzioni per i dipendenti federali, fondato il Dipartimento per l'efficienza del governo (un'organizzazione guidata da Elon Musk, formalmente separata dal governo federale), annullato il ritiro di Cuba nella lista come stato sponsor del terrorismo e annullato le sanzioni sui coloni israeliani. Ha inoltre emesso la grazia per circa 1.500 rivoltosi dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
=== Economia ===
==== Dazi ====
Il 1º febbraio 2025 dopo essere entrato in carica il mese precedente, Trump ha dato seguito alle sue intenzioni espresse in campagna elettorale e ha firmato tre ordini esecutivi che imponevano dazi del 25% su tutti i beni provenienti dal Messico e dal Canada e del 10% sulla Cina, originariamente destinate a entrare in vigore il 4 febbraio. È stato annunciato un dazio inferiore del 10% per tutte le esportazioni di energia dal Canada, tra cui l'elettrico, gas naturale e petrolio. In risposta, il Messico e il Canada hanno annunciato l'intenzione di imporre dazi di ritorsione agli Stati Uniti, che se implementate potrebbero portare a un aumento delle aliquote dei dazi in conformità con una clausola presumibilmente inclusa negli ordini firmati da Trump successivamente il 3 febbraio, dopo alcune telefonate tra i capi di governo, in cui i due paesi interessati hanno promesso di impegnarsi ad aumentare gli sforzi per prevenire il traffico di droga negli Stati Uniti e bloccare i migranti illegali, Trump ha annunciato di sospendere per un mese i dazi. Conseguentemente, dopo un mese, i dazi sono tornati in vigore per tutti e tre i paesi con un aumento di dazi dal 10% al 20% per la Cina la quale ha reagito a sua volta imponendo dazi del 15% sulle importazioni di pollo, grano, mais e cotone. Il 4 marzo ha di nuovo sospeso i dazi canadesi e messicani, nel frattempo tornati in vigore, per un altro mese ma ha mantenuto attivi quelli cinesi.
Il 2 aprile Donald Trump in un discorso all'esterno della Casa Bianca annuncia l'imposizione di dazi (con un minimo del 10% e un massimo del 50%) contro vari paesi in tutti i continenti, per un totale di 180 stati del mondo tra cui anche territori disabitati, applicando una peculiare formula di calcolo, non condivisa da molti economisti perché ritenuta parziale o controversa. Tra le grandi potenze sono state applicate tariffe di diversa entità :
l'Italia, la Francia e la Germania assieme all'Unione europea sono state colpite con il 20% di dazi applicati a tutte le nazioni interne,
il Regno Unito ed altri paesi hanno ricevuto il dazio minimo del 10%,
la Cina a cui è stato applicato il 34% di dazi in aggiunta ai precedenti del mese scorso,
il Giappone ha subito un 24% di dazi,
la Russia invece non ha subito alcun dazio.
In media i dazi imposti dagli Stati Uniti sono così arrivati ai livelli più alti dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Dopo aver ripetutamente smentito la notizia di una possibile sospensione dei dazi nei giorni precedenti, il 9 aprile, dopo che i mercati azionari del mondo hanno registrano perdite ingenti delle azioni dei titoli borsistici, Trump ha annunciato una pausa di tre mesi dei dazi, tenendo di default un minimo del 10%, per permettere ai paesi disposti di negoziare ad eccezione della Cina la quale ha subito un innalzamento dei dazi al 104% per aver rifiutato l'avvertimento del presidente di non attuare ritorsioni contro gli Stati Uniti. Subito dopo l'annuncio la borsa di New York ha registrato un'impennata dei titoli azionari. L'annuncio era stato a sua volta preceduto da un invito, fatto via social network, a comprare azioni. Prima dell'annuncio ci sono stati inoltre volumi anomali in acquisto nonostante l'incertezza del momento. Per tale motivo il presidente Trump e altri politici repubblicani sono stati accusati di inside trading e aggiotaggio.
L'8 maggio Trump comunica l'accordo raggiunto con il Regno Unito per ridurre i dazi su determinati beni tra cui le auto, acciaio e alluminio.
Il 12 maggio Trump annuncia di aver trovato un accordo con la Cina con lo scopo di ridurre i dazi imposti da entrambi i paesi, gli Stati Uniti ridurranno i dazi dal 145% al 30% mentre la Cina li abbasserà dal 125% al 10%, per un periodo di 90 giorni per consentire accordi futuri.
Il 23 luglio gli USA e l'UE raggiungo e siglano un accordo commerciale che imposta i dazi al 15% mentre il 31 agosto rialza alcuni dazi al 35% per il Canada, il 41% per la Siria e il 39% per la Svizzera.
Il 21 febbraio 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato gran parte dei dazi globali imposti da Donald Trump, quelli introdotti come misura unilaterale sotto l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, ritenendo che il presidente non fosse autorizzato da quella legge a imporre dazi di tale portata. Secondo la maggioranza dei giudici (6-3), solo il Congresso ha il potere costituzionale di imporre tariffe in tempo di pace, e l’IEEPA non concede al presidente tale autorità estesa. La Corte non ha in assoluto proibito al presidente di imporre dazi, ma ha stabilito che non poteva farlo con l’autorità che Trump aveva invocato. Altri strumenti legislativi, come sezioni della Trade Act del 1974, possono ancora essere usati.
=== Diritti civili ===
Il giorno successivo all'entrata in carica Trump ha emesso una serie di ordini esecutivi contro la cosiddetta ideologia di genere, in particolare vietando qualsiasi riconoscimento federale dell'esistenza delle persone transessuali e transgender. Sono inoltre stati aboliti tutti i programmi di DEI (diversità , equità e inclusione), creati nei decenni precedenti per favorire le fasce demografiche di popolazione storicamente più svantaggiate. Ha annullato l'ordine esecutivo 11246 firmato dall'ex presidente Lyndon B. Johnson che proibiva la discriminazione sul posto di lavoro in base alla razza, religione e nazionalità stabilendo un'azione positiva.
Il 19 febbraio 2025, ha firmato un ordine esecutivo per ampliare l'accesso e ridurre i costi della fecondazione in vitro, evidenziandone l'importanza per le famiglie che affrontano sfide legate alla fertilità .
Il 1 marzo ha firmato un ordine esecutivo che ha reso l'inglese lingua ufficiale della nazione.
L'11 maggio Trump firma un ordine esecutivo con lo scopo di far abbassare i prezzi dei farmaci tra il 30% e l'80% in meno.
=== Immigrazione ===
Poco dopo essere entrata in carica l'amministrazione Trump ha interrotto i servizi per l'app CBP One (un'app che consentiva ai migranti senza documenti di prendere appuntamento con i funzionari statali e iniziare il percorso di richiesta di asilo) e ha ripristinato l'emergenza nazionale al confine meridionale ordinando alle forze armate di redigere dei piani di dispiegamento nominando Tom Homan come "Border Czar". Trump ha aumentato l'autorità di deportazione delle agenzie come la Drug Enforcement Administration, il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives e dello United States Marshals Service. Ha dato all'ICE il potere di espellere gli immigrati che arrivavano negli Stati Uniti legalmente nell'ambito dei programmi dell'amministrazione Biden e ha stabilito quote di espulsione giornaliere.
A febbraio Trump ha annunciato che gli Stati Uniti dalla fine di marzo avrebbero rilasciato delle carte di qualità oro che funzioneranno come permessi di soggiorno per gli immigrati facoltosi che volessero ottenere la residenza americana, investendo però 5 milioni di dollari nelle aziende americane.
Con il decreto di bilancio del giugno 2025, battezzato da Trump Big Beautiful Bill ("Gran bel decreto"), ha reso l’ICE la singola agenzia federale più finanziata della storia americana, più dell’FBI.
L'amministrazione ha dichiaratamente preso di mira le città santuario, con numerose operazioni speciali di prelevamento coatto di persone sospettate di essere immigrate irregolarmente. Fra queste, Minneapolis in Minnesota.
A luglio 2025, alcuni veterani di guerra che sono cittadini americani ma hanno cognomi ispanici oppure un aspetto ispanico segnalano di essere stati arrestati dall'ICE con modalità brutali e trattenuti per giorni senza accuse formali. Secondo questi veterani, i raid sono così violenti che scatenano il panico fra le persone. La stampa ha parlato in particolare di George Retes cittadino statunitense e veterano della guerra in Iraq, arrestato dall'ICE durante un raid in una fattoria in California e detenuto per quattro giorni senza che gli venisse comunicata la ragione dell'arresto né che gli venisse permesso di parlare con un avvocato.
In particolare, la sola città di Minneapolis ha visto arrivare tanti agenti ICE quanto l'intero stato dell'Arkansas. Il motivo per scegliere questo stato, secondo Il Post va oltre ragioni logistiche o demografiche e tocca motivazioni politiche e simboliche: il Minnesota è uno stato che ha storicamente votato per i Democratici e ha una reputazione progressista su temi come l’immigrazione, il che lo rende un terreno di tensione tra governo federale e autorità locali.
Il 31 dicembre 2025 a Los Angeles c'è stato il primo caso documentato in cui l'ICE ha ucciso un cittadino statunitense. Keith Porter, 43enne afroamericano è stato colpito a morte da due agenti dell'ICE fuori servizio
Nel 2026 la tensione è salita rapidamente: le operazioni dell’ICE — che fino al 2025 avevano preso di mira soprattutto sospetti immigrati irregolari — hanno portato anche a scontri e a decessi tra cittadini statunitensi durante alcune azioni nelle comunità locali. Alcuni commentatori hanno sottolineato che è venuta meno la divisione razziale, in quanto gli agenti prendono di mira persone bianche.
A Minneapolis il 7 gennaio 2026, durante un blocco stradale un agente ha ucciso Renee Nicole Macklin Good, cittadina statunitense. Dopo lo sparo, gli agenti non hanno prestato immediatamente soccorso alla vittima e hanno impedito a un medico di intervenire.
Il 24 gennaio, sempre a Minneapolis, durante una manifestazione di protesta l'ICE ha ucciso un altro cittadino americano bianco: Alex Jeffrey Pretti, infermiere di 37 anni in servizio presso il Dipartimento veterani di guerra. Anche in questo caso, gli agenti hanno accusato la persona uccisa di averli aggrediti, ma i numerosi testimoni che hanno caricato i loro filmati sui social media contestano questa versione dei fatti.
=== Media ===
Il giorno successivo all'entrata in carica Trump ha ordinato indagini sulle misure introdotte dall'amministrazione Biden per contrastare la diffusione di notizie false e discorsi d'incitamento all'odio sui social network (che secondo Trump costituirebbero una "censura").
=== Politica estera ===
==== Canada ====
Trump ha suggerito che il Canada possa diventare il 51º stato degli Stati Uniti; il primo ministro canadese Justin Trudeau ha respinto tale ipotesi. Un sondaggio ha indicato che circa il 10% dei cittadini canadesi sarebbe favorevole all'eventualità di un'adesione agli Stati Uniti.
==== Groenlandia ====
Nel dicembre 2024 Trump ha dichiarato di avere una proposta per acquistare la Groenlandia dalla Danimarca e integrarla nel territorio degli Stati Uniti, definendo la proprietà e il controllo dell'isola «una necessità assoluta» per motivi di sicurezza nazionale. In una conferenza stampa ha inoltre rifiutato di escludere il ricorso a pressioni economiche o, in via teorica, all'uso della forza per ottenere il controllo della Groenlandia.
Il 13 gennaio 2025 il deputato Andy Ogles ha presentato alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti una proposta di legge volta ad autorizzare il governo federale ad acquisire la Groenlandia, prevedendo un periodo di revisione di 60 giorni da parte del Congresso prima dell'eventuale integrazione del territorio. Il 26 gennaio 2025 l’ex primo ministro della Groenlandia Tom Høyem ha dichiarato che l’accordo del 1917 con il Regno Unito resterebbe fornalmente valido, attribuendo a quest'ultimo un diritto di prelazione in caso di cessione dell'isola.
==== Canale di Panama ====
Nel dicembre 2024 Trump ha chiesto che Panama restituisse il controllo del Canale di Panama agli Stati Uniti, criticando le «tariffe eccessive» applicate al transito delle merci statunitensi. Il 3 febbraio 2025 ha inoltre dichiarato che, a causa della crescente influenza cinese nella gestione del canale, gli Stati Uniti avrebbero potuto «riprenderne il controllo», aggiungendo che in caso contrario «accadrà qualcosa di molto potente».
==== Venezuela ====
A partire dal novembre 2025, Trump ha più volte minacciato il Venezuela e il suo presidente Nicolás Maduro, accusandolo di favorire il traffico di droga attraverso il presunto "Cartel de los Soles" e annunciando una taglia di 50 milioni di dollari per la sua cattura da parte del governo statunitense. Nel corso del 2025 gli Stati Uniti hanno inoltre intensificato la propria presenza militare nella regione e avviato operazioni contro imbarcazioni sospettate di traffico di stupefacenti, giustificate come parte di una più ampia strategia di contrasto al narcotraffico.
Il 3 gennaio 2026, in seguito a un'operazione militare statunitense condotta nella capitale Caracas e in altre aree del Paese, Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati catturati ed estratti dal territorio venezuelano, per essere trasferiti negli Stati Uniti e sottoposti a procedimento giudiziario con accuse legate al narcotraffico e al terrorismo. L'operazione ha suscitato ampie reazioni internazionali: numerosi Paesi e organismi internazionali l'hanno criticata, definendola una violazione della sovranità venezuelana e del diritto internazionale, mentre altri governi hanno espresso sostegno o posizioni più caute. Nei giorni successivi, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero svolto un ruolo diretto nella gestione della transizione venezuelana e nel settore energetico, con particolare riferimento alle riserve petrolifere del Paese. L'8 gennaio 2026 il Senato degli Stati Uniti ha esaminato una risoluzione, proposta dal senatore democratico Tim Kaine, volta a limitare i poteri del presidente nell'intraprendere ulteriori azioni militari in Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso. In una prima votazione procedurale, cinque senatori repubblicani si sono uniti ai democratici per far avanzare la proposta. Successivamente, tuttavia, due di essi hanno cambiato posizione, determinando una situazione di parità (50-50); il vicepresidente repubblicano J. D. Vance ha quindi espresso il voto decisivo che ha bloccato l'approvazione della risoluzione in una votazione successiva.
==== Striscia di Gaza ====
All'inizio del febbraio 2025, in relazione al territorio interessato dal conflitto tra Israele e Hamas, Trump ha dichiarato che, per favorire la ricostruzione della Striscia di Gaza – gravemente danneggiata dalle operazioni militari – gli Stati Uniti dovrebbero assumerne il controllo temporaneo nell'ambito di un piano di riqualificazione, con l'obiettivo di trasformarla nella «Riviera del Medio Oriente». Ha inoltre ipotizzato il reinsediamento della popolazione palestinese in Paesi limitrofi, in particolare Egitto e Giordania. La proposta ha ricevuto il sostegno del governo israeliano, mentre è stata respinta dai Paesi arabi, che il 4 marzo hanno presentato un piano alternativo per il dopoguerra. Tale proposta prevedeva il trasferimento temporaneo dei palestinesi in aree sicure all'interno della stessa Gaza durante le operazioni di ricostruzione. I costi stimati per la ricostruzione della Striscia sono stati valutati in circa 53 miliardi di dollari.
A seguito di pressioni diplomatiche da parte dell'amministrazione statunitense, il 29 settembre 2025 gli Stati Uniti hanno presentato alle parti un piano di pace articolato in 20 punti. Nei giorni successivi sia Israele che Hamas hanno accettato la proposta, impegnandosi a rispettarne i termini; il piano è stato ratificato il 9 ottobre, e il giorno seguente è entrato in vigore un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
==== Iran ====
Trump ha ripristinato la politica di «massima pressione» nei confronti dell'Iran, consistente nell'intensificazione delle sanzioni già introdotte durante la sua prima presidenza dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) nel 2018, e ha cercato di avviare nuovi negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Nel marzo 2025 ha inviato una lettera al leader supremo iraniano Ali Khamenei, sollecitando l'apertura di nuovi colloqui e avvertendo della possibilità di un intervento militare in caso di fallimento delle trattative. Il 13 giugno 2025, nel contesto della guerra tra Iran e Israele, l'aviazione israeliana ha bombardato diversi siti iraniani associati al programma nucleare. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non erano coinvolti nell'operazione, mentre le autorità iraniane hanno espresso scetticismo su tale affermazione. Secondo alcune ricostruzioni, Trump avrebbe posto il veto a un piano per colpire direttamente Khamenei. In risposta, l'Iran ha lanciato missili e droni contro Israele, la maggior parte dei quali è stata intercettata dal sistema di difesa aerea Iron Dome.
Il 18 giugno Trump ha dichiarato di non aver ancora deciso se gli Stati Uniti si sarebbero uniti ai bombardamenti israeliani, affermando che avrebbe preso una decisione entro due settimane in base all'evoluzione dei negoziati con Teheran.
Il 21 giugno 2025 gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro tre siti nucleari iraniani, utilizzando bombardieri B-2 Spirit e missili da crociera. Sono stati colpiti gli impianti di arricchimento dell'uranio di Fordow e Natanz e il centro di tecnologia nucleare di Esfahan. Trump ha definito l'operazione «un grande successo» e uno «spettacolare successo militare», avvertendo che ulteriori azioni sarebbero state possibili in assenza di progressi diplomatici.
Il 23 giugno l'Iran ha reagito ai raid statunitensi lanciando missili e droni contro basi militari statunitensi in Qatar. Successivamente, Trump ha annunciato che Iran e Israele avevano accettato un cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti, ponendo fine a quella che ha definito «guerra dei dodici giorni».
Il 28 febbraio 2026 sono stati condotti ulteriori raid congiunti tra Stati Uniti e Israele contro circa 30 obiettivi in territorio iraniano, accompagnati dall'uccisione della guida suprema Ali Khamenei. In risposta, il governo iraniano ha colpito diversi obiettivi nella regione, tra cui in Qatar, Bahrain, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti
==== Ucraina ====
La presidenza Trump ha segnato una netta inversione di tendenza rispetto alla politica dell'amministrazione Biden nei confronti dell'Ucraina e dell'invasione russa del Paese. Il 12 febbraio 2025, nel primo incontro del Gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina dopo l'insediamento di Trump, il segretario alla difesa Pete Hegseth ha dichiarato che il presidente non sosteneva l'adesione dell'Ucraina alla NATO, auspicando al contempo un maggiore impegno finanziario e militare da parte degli alleati europei e l'assenza di truppe statunitensi in eventuali missioni di peacekeeping. Nello stesso giorno Trump ha contattato Vladimir Putin, esprimendo la volontà di avviare negoziati di pace. Il 18 febbraio sono stati avviati a Riad colloqui diretti tra Stati Uniti e Russia, con delegazioni guidate rispettivamente dai ministri degli esteri Marco Rubio e Sergej Lavrov.
Al riavvicinamento con la Russia si è accompagnato un raffreddamento delle relazioni con l'Ucraina. Il 17 febbraio Trump ha proposto a Kiev un accordo che avrebbe garantito agli Stati Uniti una quota significativa delle risorse minerarie ucraine come compensazione per gli aiuti finanziari forniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj ha rifiutato la proposta, affermando che non offriva adeguate garanzie di sicurezza. In risposta, Trump lo ha definito un «dittatore». Il 28 febbraio, durante un incontro ufficiale nello Studio Ovale, Trump e il vicepresidente J. D. Vance si sono confrontati pubblicamente con Zelens'kyj, criticandone la posizione negoziale e accusandolo di «giocare con la terza guerra mondiale». Numerosi leader europei hanno espresso solidarietà al presidente ucraino.
Dal 4 all'11 marzo Trump ha sospeso gli aiuti militari all'Ucraina, dichiarando di voler esercitare pressione su Kiev affinché partecipasse ai negoziati di pace.
Il 1º maggio 2025 è stato firmato un accordo sulle risorse naturali, promosso dagli Stati Uniti, che prevede la creazione di un fondo di investimento per la ricostruzione dell'Ucraina. Il fondo è finanziato per il 50% dalla parte ucraina attraverso i proventi dell'estrazione delle risorse naturali, mentre gli Stati Uniti contribuiscono tramite investimenti diretti e assistenza militare.
Il 15 agosto 2025 si è tenuto ad Anchorage, in Alaska, presso la Joint Base Elmendorf-Richardson, un vertice tra Stati Uniti e Russia alla presenza del presidente Vladimir Putin. Si è trattato del primo incontro tra Putin e un capo di Stato occidentale dall'inizio della guerra, nonché del primo incontro diretto tra Putin e Trump dal 2019. Al termine del vertice, una conferenza stampa congiunta ha evidenziato alcuni punti di convergenza tra le parti, pur sottolineando la persistenza di significative divergenze su questioni fondamentali.
== Gabinetto ministeriale ==
Partiti politici:
Repubblicano
Indipendenti
=== Funzionari con rango di membri di Gabinetto ===
Il presidente ha la facoltà di decidere quali funzionari sono anche membri del Gabinetto in base alla carica che ricoprono.
Partiti politici:
Repubblicano
Indipendenti
=== Altri funzionari con ruoli di rilievo ===
Repubblicano
Indipendente
== Note ==
=== Esplicative ===
=== Bibliografiche ===
== Altri progetti ==
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