Guerra della secchia rapita
La guerra della secchia rapita contrappose nel 1325 i comuni rivali di Bologna e Modena, nell'ambito delle secolari lotte fra guelfi e ghibellini. Il conflitto si risolse in un solo scontro campale, la battaglia di Zappolino del 15 novembre 1325, vinta dai modenesi; il trofeo che dà nome alla guerra, una secchia sottratta a un pozzo bolognese, è tuttora conservato a Modena.
== Antefatti ==
Fra tardo Medioevo e Rinascimento l'Italia settentrionale fu divisa fra le fazioni che sostenevano le rivendicazioni contrapposte dell'imperatore del Sacro Romano Impero (ghibellini) e del papa (guelfi). Modena era di parte ghibellina, Bologna guelfa.
Nel 1296 Bologna sottrasse a Modena Bazzano e Savigno, e nello stesso anno papa Bonifacio VIII ne confermò il possesso: le ostilità fra le due città precedevano dunque di gran lunga gli eventi del 1325.
Il mantovano Passerino Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena, agiva per conto dell'imperatore Ludovico IV di Baviera e condusse una politica bellica ghibellina, estesa anche a Parma e Reggio. Papa Giovanni XXII lo dichiarò ribelle alla Chiesa e concesse indulgenza a chiunque potesse nuocere alla sua persona o ai suoi beni.
Nei mesi che precedettero la battaglia gli scontri di confine si intensificarono. In luglio i bolognesi entrarono nel modenese devastandone le campagne; in agosto, per rappresaglia contro le conquiste di Bonacolsi nel reggiano, misero nuovamente a sacco il territorio di Modena. Alla fine di settembre i ghibellini conquistarono, per tradimento, il castello di Monteveglio, caposaldo della difesa bolognese: a quel punto il castello di Zappolino rimase l'ultimo baluardo a protezione della cittĂ .
Un'opinione diffusa vuole che il conflitto sia stato provocato dal furto di una secchia da un pozzo bolognese. In realtà il trofeo fu preso dai modenesi soltanto dopo la vittoria di Zappolino, e non ne costituì la causa.
== Battaglia di Zappolino ==
Lo scontro avvenne il 15 novembre 1325 a Zappolino, in territorio bolognese. Bologna schierò circa 30 000 fanti e 2 500 cavalieri, al comando del capitano del popolo Fulcieri da Calboli e di Malatestino Malatesta; i ghibellini circa 5 000 fanti e 2 800 cavalieri, in gran parte mercenari germanici, guidati da Bonacolsi con Azzone Visconti e Rinaldo II d'Este.
Nonostante la netta inferiorità numerica i modenesi ebbero la meglio in poche ore. L'esercito bolognese, colto di sorpresa, si sbandò e fu inseguito fino alle porte della città ; fra i prigionieri vi fu lo stesso Malatestino. I caduti furono oltre duemila. I vincitori non tentarono l'assedio e rientrarono a Modena portando come trofeo una secchia sottratta a un pozzo presso porta San Felice.
== Conseguenze ==
Nel gennaio 1326 le due cittĂ stipularono la pace: i castelli e i terreni conquistati furono restituiti a Bologna e i confini tornarono allo stato precedente il conflitto. L'anno seguente la riscossa guelfa mise Bonacolsi in gravi difficoltĂ : le truppe pontificie riconquistarono Sassuolo e altri castelli e nel luglio 1326 attaccarono Modena, ritirandosi solo dopo alcune settimane.
La secchia originale, in legno e ferro, è conservata nel Camerino dei Confirmati, al centro delle Sale storiche del Palazzo Comunale di Modena; una copia è esposta nella Ghirlandina, dove il trofeo rimase per secoli sotto la custodia dei «torresani», le guardie comunali della torre.
== Nella cultura di massa ==
Il poeta modenese Alessandro Tassoni (1565-1635) trasse dagli eventi il poema eroicomico La secchia rapita, pubblicato nel 1622.
Al poema si ispirarono Antonio Salieri per l'opera La secchia rapita (1772) e Pino Zac per il fumetto La secchia rapita (1972).
== Note ==
== Bibliografia ==
Vittorio Lenzi e Giovanni Santunione, La Battaglia di Zappolino e la Secchia Rapita, Fiorino Editore, ISBN 978-88-7549-226-7.
== Voci correlate ==
Battaglia di Zappolino
La secchia rapita
Guelfi e ghibellini