The Immaculate Collection
The Immaculate Collection è la prima raccolta della cantautrice statunitense Madonna, pubblicata nel 1990.
== Descrizione ==
The Immaculate Collection è il primo greatest hits di Madonna contenente 15 canzoni, tra le più rappresentative, con in più due inediti Justify My Love, scritta con Lenny Kravitz, e Rescue Me.
L'album è il primo della storia ad utilizzare la tecnologia Q-Sound. Proprio per questo la raccolta - non contando ovviamente le due nuove canzoni - ha subito un mixaggio complessivo dei vecchi successi, ad opera di Shep Pettibone, il quale ha remixato tutte le canzoni, tra cui anche Vogue, prodotta da lui stesso con Madonna.
Il titolo del disco (L'Immacolata Collezione), che come ha spiegato in un’intervista Jeri Heiden - allora Art Director della Warner bros. - originariamente avrebbe dovuto chiamarsi “Ultra Madonnaâ€, è un provocatorio riferimento al dogma cattolico dell'Immacolata Concezione; l'album è stato dedicato al fratello Christopher Ciccone, soprannominato The Pope (Il Papa), definito da Madonna la sua divina ispirazione.
Il successo di The Immaculate Collection è stato clamoroso e l’album ha raggiunto la numero uno nel Regno Unito, in Australia, Canada, Irlanda e Messico.
Con oltre 35 milioni di copie pure vendute, è l'album più venduto di Madonna, il greatest hits più venduto nel mondo da un'artista solista, attualmente è all'11º posto nella classifica degli album più venduti di sempre in Gran Bretagna. Occupa il 278º posto all'interno della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone stilata 2003.
== Accoglienza ==
La raccolta ottenne recensioni molto positive da parte della critica musicale. Stephen Thomas Erlewine di AllMusic scrisse: "In superficie, questo album sembra essere una retrospettiva completa dei fasti degli anni Ottanta di Madonna", ma espresse dei dubbi riguardo alla rimasterizzazione in Q-Sound, che comporta alcuni piccoli cambiamenti come la durata ridotta di quasi tutti brani: "Se da un lato ci sono tutti i successi, dall'altro non sono presenti nella versione giusta". Concluse scrivendo che "finché i singoli nelle loro versioni originali non compariranno in un altro album, The Immaculate Collection rimane la cosa più simile a una fedele e completa retrospettiva". Robert Christgau lo definì "il miglior album della vita mortale [di Madonna]".
Jim Farber di Entertainment Weekly scrisse che il disco è "più di un mero greatest-hits, si tratta senz'altro della più elettrizzante raccolta di singoli degli anni Ottanta". Ross Bennett di Mojo etichettò l'album come "veramente il migliore dei best of", aggiungendo: "Questo disco va messo sullo scaffale accanto ad Abba Gold; un'altra raccolta di singoli profondamente radicati nell'immaginario collettivo.
== La raccolta di videoclip ==
Insieme al disco fu pubblicata anche una raccolta di videoclip, che porta lo stesso nome del disco.
== Tracce ==
=== Edizione fisica ===
Holiday – 4:06 (Curtis Hudson, Lisa Stevens)
Lucky Star – 3:37 (Madonna)
Borderline – 4:00 (Reggie Lucas)
Like a Virgin – 3:12 (Tom Kelly, Billy Steinberg)
Material Girl – 3:53 (Peter Brown, Robert Rans)
Crazy for You – 3:45 (John Bettis, Jon Lind)
Into the Groove – 4:10 (Steve Bray, Madonna)
Live to Tell – 5:19 (Madonna, Patrick Leonard)
Papa Don't Preach – 4:11 (Brian Elliott, Madonna)
Open Your Heart – 3:51 (Madonna, Gardner Cole, Peter Rafelson)
La Isla Bonita – 3:48 (Madonna, Patrick Leonard, Bruce Gaitsch)
Like a Prayer – 5:52 (Madonna, Patrick Leonard)
Express Yourself – 4:04 (Stephen Bray, Madonna)
Cherish – 3:52 (Madonna, Patrick Leonard)
Vogue – 5:19 (Madonna, Shep Pettibone)
Justify My Love – 5:01 (Lenny Kravitz, Ingrid Chavez, Madonna)
Rescue Me – 5:32 (Madonna, Shep Pettibone)
Durata totale: 73:32
=== Edizione digitale ===
Holiday – 4:06
Lucky Star ("New" Mix) – 7:15
Borderline (Album Version) – 5:17
Like a Virgin – 3:12
Material Girl – 3:53
Crazy for You – 3:45
Into the Groove – 4:10
Live to Tell – 5:19
Papa Don't Preach – 4:11
Open Your Heart – 3:51
La Isla Bonita – 3:48
Like a Prayer (12" Extended Remix) – 7:27
Express Yourself – 4:04
Cherish – 3:52
Vogue – 5:19
Justify My Love – 5:01
Rescue Me – 5:32
Durata totale: 80:02
== Brani scartati ==
Originariamente la compilation doveva includere 3 inediti: oltre Justify My Love e Rescue Me fu composta anche Get Over (Steve Bray, Madonna), che venne poi ceduta a Nick Scotti e pubblicato nel suo album di debutto Wake Up Everybody.
== Classifiche ==
== The Holiday Collection ==
Non essendoci spazio per ogni singolo, alcune canzoni sono rimaste fuori (Angel, Gambler, Dress You Up, True Blue, Who's That Girl, Causing a Commotion, The Look of Love, Dear Jessie, Oh Father, Keep It Together e Hanky Panky). Per questo motivo più tardi per il mercato inglese è stato pubblicato l'EP The Holiday Collection, una sorta di "appendice" alla compilation, contenente tre brani esclusi da questa: True Blue, Who's That Girl e Causing a Commotion.
== Note ==
== Voci correlate ==
Album più venduti nel Regno Unito
== Altri progetti ==
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su The Immaculate Collection
== Collegamenti esterni ==
(EN) Stephen Thomas Erlewine, The Immaculate Collection, su AllMusic, All Media Network.
(EN) The Immaculate Collection, su Discogs, Zink Media.
(EN) The Immaculate Collection / The Immaculate Collection (altra versione), su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
Lauretta Masiero
Lauretta Masiero (Venezia, 25 ottobre 1927 – Roma, 23 marzo 2010) è stata un'attrice, showgirl e ballerina italiana.
== Biografia ==
Capelli biondo platino e fisico slanciato, esordì nel teatro di rivista come ballerina. A 18 anni fu la soubrette di Amore biondo, con Walter Chiari. In seguito apparve in spettacoli di Wanda Osiris (Galanteria), di Erminio Macario (Follie di Amleto, Votate per Venere) e Ugo Tognazzi (Paradiso per tutti). Come attrice venne scoperta da Garinei e Giovannini. Debuttò con un ruolo brillante nel 1952 in Attanasio cavallo vanesio, affiancando il protagonista Renato Rascel: fu subito un successo.
In seguito passò al repertorio drammatico. La sua prima prova in tal senso ebbe luogo nel 1954 al Teatro Goldoni, in occasione della Biennale di Venezia. Fece parte di compagnie di primissimo piano, come la Masiero-Lionello-Pagani, la Masiero-Volonghi e la Masiero-Foà . Interpretò anche numerosi ruoli nel cinema comico-brillante degli anni cinquanta. I suoi due più grandi successi popolari sono dovuti alla partecipazione in televisione: la conduzione di Canzonissima (1960) e il ruolo da protagonista nello sceneggiato Le avventure di Laura Storm (1965-1966), serie poliziesca rivoluzionaria per l'epoca poiché - ruolo insolito per una donna - la vedeva protagonista nei panni di una giornalista investigatrice abile nel judo.
Lauretta Masiero morì il 23 marzo 2010 a 82 anni, in una clinica romana dopo un lungo ricovero per l'aggravarsi della malattia di Alzheimer.Le sue ceneri riposano al cimitero di San Michele, a Venezia, nella tomba della famiglia Masiero-Favaro.
== Vita privata ==
Fra il 1959 e il 1968 fu compagna di Johnny Dorelli, dal quale ebbe un figlio, l'attore Gianluca Guidi.
== Omaggi ==
Nel 1959 Giovanni Testori pubblicò Sì, ma la Masiero, racconto incentrato sul fascino dell'allora famosa soubrette, «una specie di farfalla matta, capace delle cose più straordinarie, di farti rotolar dal ridere, quando tira fuori la voce all'americana, o di farti piangere, quando tira fuori il sentimento».
== Filmografia ==
=== Cinema ===
Canzoni di mezzo secolo, regia di Domenico Paolella (1952)
Il bandolero stanco, regia di Fernando Cerchio (1952)
Siamo tutti milanesi, regia di Mario Landi (1953)
Baracca e burattini, regia di Sergio Corbucci (1954)
Gran varietà , regia di Domenico Paolella (1954)
Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
Totò a Parigi, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
Marinai, donne e guai, regia di Giorgio Simonelli (1958)
Tipi da spiaggia, regia di Mario Mattoli (1959)
Vento di primavera, regia di Giulio Del Torre e Arthur Maria Rabenalt (1959)
Pensione Edelweiss, regia di Ottorino Franco Bertolini e VÃctor Merenda (1959)
Lui, lei e il nonno, regia di Anton Giulio Majano (1959)
Psicanalista per signora, regia di Jean Boyer (1959)
Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1960)
Sua Eccellenza si fermò a mangiare, regia di Mario Mattoli (1961)
Cacciatori di dote, regia di Mario Amendola (1961)
Napoleone a Firenze, regia di Piero Pierotti (1964)
Peccatori di provincia, regia di Tiziano Longo (1976)
Il viaggio di Capitan Fracassa, regia di Ettore Scola (1990)
Ostinato destino, regia di Gianfranco Albano (1992)
=== Televisione ===
Canzonissima – varietà TV (1960)
L'assassino, atto unico di Kurt Goetz, regia di Enrico Colosimo, trasmesso 15 agosto 1963.
Biblioteca di Studio Uno, regia di Antonello Falqui – film TV, episodio Il fornaretto di Venezia (1964)
Il Macchiettario, regia di Lino Procacci – varietà TV (1964)
Principesse, violini e champagne, regia di Gianfranco Bettetini – varietà TV (1965)
Addio giovinezza!, regia di Silverio Blasi – film TV (1965)
Le avventure di Laura Storm – serie TV, 8 episodi (1965-1966)
Palcoscenico musicale, regia di Carla Ragionieri – varietà TV (1966)
Qui ci vuole un uomo, varietà TV, regia di Carla Ragionieri (1967-1968)
Vento di mare, regia di Gianfranco Mingozzi – film TV (1991)
==== Pubblicità ====
Partecipò ad alcune versioni della rubrica televisiva pubblicitaria Carosello:nel 1968 fu testimonial, insieme a Mister Okay, di burro e latte della Polenghi Lombardo; negli anni 1958, 1960 e 1961, insieme ad Alberto Lionello, Mimmo Craig, Camillo Milli e Nico Pepe, della brillantina Tricofilina; nel 1962, ancora con Alberto Lionello, nuovamente della brillantina Tricofilina; negli anni 1962, 1963, 1964 e 1965, insieme a Raffaele Pisu, del Doppio brodo Star.
== Teatro ==
Ma non è una cosa seria di Luigi Pirandello (1965)
Il cavallo a vapore, regia di Daniele D'Anza, con Aldo Giuffré (1969)
Otto mele per Eva di Gabriel Arout, regia di Daniele D'Anza, con Aldo Giuffré (1970)
La signora Morli, una e due di Luigi Pirandello, con Paolo Ferrari (1973)
E tu che fai qui? (1974)
Le donne al potere di Aristofane, regia di Pier Antonio Barbieri, con Cesare Gelli, Rina Franchetti, Iole Silvani, Toni Andreetta (1974)
La vedova scaltra di Carlo Goldoni, regia di Pier Antonio Barbieri, con Mario Piave, Gianni Musy (1975)
La signora dorme sempre a sinistra (1977)
Il marito va a caccia (1987)
La cameriera brillante di Carlo Goldoni (1988)
La miliardaria di George Bernard Shaw (1989)
Eva contro Eva (1991)
A piedi nudi nel parco di Neil Simon (1993)
Twist (1995)
Non ti conosco più (1996)
Sorelle Materassi (1999)
Bella figlia dell'amore (2000)
== Riviste e commedie musicali ==
Paradiso per tutti di Dino Gelich, regia di Alfredo Bracchi, prima al Teatro Mediolanum di Milano (1948)
Castellinaria di Dino Gelich, regia di Mario Amendola, prima al Teatro Lirico di Milano (1949)
Votate per Venere (1951)
Galanteria di Michele Galdieri (1952)
La padrona di Raggio di Luna di Garinei e Giovannini (1955)
Uno scandalo per Lili di Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi, regia di Luciano Salce (1957)
Carlo non farlo di Garinei e Giovannini (1957)
Mare e whisky (1960)
== Radio ==
• Le vacanze di Sala F rubrica quotidiana del mattino (edizione estiva),su Radiodue con Renzo Palmer (dal 4 luglio al 5 agosto 1977), poi con Renzo Montagnani (dall'8 agosto al 30 settembre 1977), regia di Enzo Convalli.
L'aria che tira (Radio 2, anni ottanta).
== Doppiatrici ==
Rosetta Calavetta in Vento di primavera, Lui lei e il nonno, Psicanalista per signora
Rita Savagnone in Marinai donne e guai
Rina Morelli in Tipi da spiaggia
Adriana Parrella in Pensione Edelweiss
Maria Pia Di Meo in Ferragosto in bikini
== Note ==
== Bibliografia ==
Aldo Bernardini, Claudio G. Fava, Ugo Tognazzi, Gremese Editore, Roma, 1978.
Le attrici, Gremese editore, Roma, 2003
== Altri progetti ==
Wikiquote contiene citazioni di o su Lauretta Masiero
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lauretta Masiero
== Collegamenti esterni ==
Masiero, Lauretta, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Lauretta Masiero, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
(EN) Lauretta Masiero, su IMDb, IMDb.com.
Articolo de La Stampa: "Addio alla Masiero, il sorriso del teatro", su lastampa.it. URL consultato il 27 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2010).
Giovanni Felisati
Giovanni Felisati (Mestre, 24 giugno 1909 – Venezia, 28 luglio 1944) è stato un partigiano italiano.
Operaio presso la Montevecchio di Marghera, detto "il moro", venne arrestato l'8 gennaio 1944. Fu uno dei tredici prigionieri uccisi per rappresaglia dopo l'attentato alla sede della GNR a Ca' Giustinian, avvenuto il giorno prima dell'esecuzione. A lui fu intitolato il battaglione comandato da Erminio Ferretto.
Gli è stata dedicata una via di Mestre. Suo fratello era il pittore Vittorio Felisati
Antonio Secchi
Antonio Secchi (Sampierdarena, 26 febbraio 1924 – Ponte di Legno, 6 gennaio 2013) è stato un direttore della fotografia e regista italiano.
Nel corso della sua carriera cinematografica ha utilizzato vari pseudonimi, tra cui Toni Secchi, Tony Secchi, Tony Secchy e Tony Dry.
== Biografia ==
Dopo avere studiato al liceo classico Andrea Doria, partecipò come partigiano alla guerra di liberazione nella divisione Tito Speri delle Fiamme Verdi, combattendo nella Battaglia del Mortirolo (19 aprile 1944) e rimanendo ferito.
Dopo la guerra entrò a far parte della squadra calcistica del Tradate, dove fu portiere, giocando in serie C.
Ha iniziato la sua carriera nel 1946 come operatore nella Settimana Incom, ed è entrato esordisce nel 1959 come direttore della fotografia nel film Morte di un amico di Franco Rossi.
In seguito, ha collaborato con registi del calibro di Giuseppe de Santis, Renato Castellani, Florestano Vancini, Damiano Damiani, John Huston, Alessandro Blasetti, Pupi Avati.
Ha collaborato a numerose produzioni, tra cui La Bibbia di John Huston. Nel 1972 è stato il regista di ...e alla fine lo chiamarono Jerusalem l'implacabile (inizialmente intitolato una padella calibro 38). È stato membro dell'A.I.C. (Associazione Italiana Cineoperatori).
Muore il 6 gennaio 2013 all'età di 88 anni a Zoanno di Ponte di Legno (BS) dove viveva dal 1975, anno in cui decise di ritirarsi dalle scene.
== Filmografia ==
=== Direttore della fotografia ===
Racconto del mare, regia di Raffaele Andreassi (1957) - documentario
L'oceano ci chiama, regia di Raffaele Andreassi (1957) - documentario
Morte di un amico, regia di Franco Rossi (1959)
Un uomo da bruciare, regia di Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani (1962)
Cronache del '22, regia di Moraldo Rossi segmento Spedizione punitiva (1962)
Lo sgarro, regia di Silvio Siano (1962)
Mare matto, regia di Renato Castellani (1963)
Italiani brava gente, regia di Giuseppe De Santis (1964)
Un dollaro bucato, regia di Giorgio Ferroni (1965)
Un fiume di dollari, regia di Carlo Lizzani (1966)
New York chiama Superdrago, regia di Giorgio Ferroni (1966)
Quién sabe?, regia di Damiano Damiani (1966)
Wanted, regia di Giorgio Ferrono (1967)
Sentenza di morte, regia di Mario Lanfranchi (1968)
Una breve stagione, regia di Renato Castellani (1969)
Thomas e gli indemoniati, regia di Pupi Avati (1970)
Non commettere atti impuri, regia di Giulio Petroni (1971)
La vita di Leonardo da Vinci (1971) - miniserie TV
La violenza: Quinto potere, regia di Florestano Vancini (1972)
=== Regia ===
...e alla fine lo chiamarono Jerusalem l'implacabile (Padella calibro 38) (1972)
== Bibliografia ==
Claudio Bertieri, Salotti Marco, Genova in Celluloide, Genova, Comune di Genova, 1984.
== Collegamenti esterni ==
Opere di Antonio Secchi, su MLOL, Horizons Unlimited.
(EN) Antonio Secchi, su IMDb, IMDb.com.