Moretta (maschera)

La moretta, muta o servetta muta è una piccola maschera veneziana femminile di forma ovale, in velluto nero, senza taglio della bocca e indossata soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo. Essa ha la particolarità di poter essere indossata non tramite l'ausilio di lacci, ma stringendo tra i denti un bottone presente al suo interno. La moretta doveva far risaltare il pallore della carnagione di chi la indossava, che era all'epoca simbolo di nobiltà e, come accadeva per le altre maschere nel contesto dei corteggiamenti, aveva lo scopo di aumentare il carisma e l'aura di mistero di chi la indossava, fattori che volevano essere intensificati dal silenzio al quale era costretta la sua portatrice.


== Etimologia ==
La moretta prende il nome da moro, che in veneziano significa "nero", un riferimento al suo colore.


== Storia ==

La moretta deriva dal visard (o vizard), una maschera in velluto nero di origine francese, emersa in Europa nel XVI secolo (non ha nulla a che vedere con l'omonima maschera di cui è documentata l'esistenza da fonti inglesi del 1377 e utilizzata dagli intrattenitori nelle corti). Veniva utilizzata dalle donne dell'alta società a teatro e per mantenere pallida la loro carnagione in quanto la pelle chiara era considerata un simbolo di nobiltà; chi era abbronzato lavorava all'aperto, il che sottolineava il suo status sociale povero. Randal Holme, nel suo The Academy of Armory (1688), descrive il visard sottolineando che aveva anche la funzione di proteggere la pelle delle donne dalle scottature durante gli spostamenti. In un suo resoconto del 1583, il libellista puritano Philip Stubbs critica pesantemente la maschera: 
Nel XVII secolo nacque la moretta, una versione del visard originaria di Venezia e tra le più antiche maschere locali assieme alla bauta. Diversamente dalla sua controparte francese, la moretta non aveva mai un foro per la bocca e poteva essere sorretta solamente mordendo un apposito bocchino interno. La moretta si diffuse in particolar modo tra le donne veneziane di ceto nobile e modesto, che la portavano insieme a un cappello a tesa larga e un velo. Analogamente a ciò che accadeva con le altre maschere veneziane, la moretta aveva lo scopo di nascondere il volto e aumentare così il mistero di chi la indossava durante il corteggiamento, fattore di attrazione ulteriormente ampliato dal fatto che, chi portava la maschera, era letteralmente impossibilitato a parlare (da cui il nome "muta", con cui è anche conosciuto l'oggetto). Scopo della moretta era anche quello di esaltare il pallore dell'indossatrice e il rosso veneziano dei suoi capelli. Giovanni Grevembroch dichiarò:

Con la caduta di Venezia del 1797, gli invasori austriaci vietarono l'uso delle maschere, segnando così la decadenza della moretta.


== Note ==


== Bibliografia ==
(EN) Randal Holme, The academy of armory, 1688.
 Raffaello Padovan, Andrea Penso, La repubblica delle maschere, Corbo e Fiore, 2000,  p. 214.


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