Il falsario (film 2025)
Il falsario è un film del 2025 diretto da Stefano Lodovichi e tratto dal libro Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo di Nicola Biondo e Massimo Veneziani del 2008 sulla vita del falsario e criminale italiano Antonio Chichiarelli.
== Trama ==
Roma, anni '70. Durante gli anni di piombo si trasferiscono da Rieti nella capitale tre amici: Antonio, detto Toni, aspirante pittore e artista; don Vittorio, un prete appena formato inserito nella Curia; e Fabio, detto Fabione, operaio metalmeccanico con forti simpatie per la sinistra extraparlamentare. Toni si mette subito in mostra cercando di vendere il suo stile, schizzando ritratti per le turiste nel centro di Roma. Una sera, dopo essersi imbucato alla festa di un noto pittore, l'Artista, Toni conosce una gallerista d'arte, Donata. Lei è attratta dal suo carisma e i due passano la notte assieme. La mattina seguente Donata nota, nel piccolo e fatiscente studio di Toni, una copia perfetta, realizzata da lui, dell'autoritratto di Gian Lorenzo Bernini, e ne rimane affascinata. Convince Toni a realizzare una copia del Ritratto di Paulette Jourdain, di Amedeo Modigliani, e a venderlo ad un acquirente: l'affare è un successo e il quadro viene venduto per otto milioni di lire.
Quella sera, quando i due sono a ballare in un locale, Donata presenta a Toni il capo della "Banda" (ispirata alla Banda della Magliana), nota organizzazione criminale della città che gestisce tutti i giri loschi, Balbo, e dei suoi soci, Crocca e il Pilota. Anche Balbo rimane intrigato dalle doti da falsario di Toni e ne comprende subito il potenziale. Offre a Toni un lussuoso atelier nel centro della città , da utilizzare quando vuole a patto che svolga dei lavori per la Banda.
Inizia così la carriera da falsario di Toni, divisa tra i lavori che svolge per la Banda e i dipinti falsi che realizza per Donata. Nel frattempo Fabione si unisce alle Brigate Rosse, un'organizazione terroristica di estrema sinistra, perché convinto che siano gli unici che possano cambiare il paese e salvarlo dalla Democrazia Cristiana. Durante una messa di Don Vittorio, Fabione chiede a Toni una macchina da scrivere della IBM e lui gliela consegna senza farsi troppe domande; ma quando, assieme a Balbo, alla radio sente che il presidente della DC Aldo Moro è stato rapito, capisce che Fabione è dietro all'operazione. Ormai assicuratosi della fiducia di Toni, Balbo lo presenta a Zù Pippo, mafioso siciliano, protettore e intermediario della Banda con Cosa nostra. Come Balbo e Donata, Zù Pippo ammira il talento di Toni e gli chiede di ricreare il Bonaparte valica il Gran San Bernardo, di Jacques-Louis David. Toni accetta, instaurando anche una relazione amorosa extraconiugale con Virginia, assistente di Zù Pippo. Toni si dedica a tempo pieno al dipinto per Zù Pippo, trascurando Donata e le loro commissioni, tra cui il falso di Vairumati di Paul Gauguin.
Le doti di Toni non passano inosservate, e a Balbo viene chiesto di introdurlo ad una figura losca e misteriosa, membro dei servizi segreti deviati, che richiede l'aiuto di Toni, noto come il Sarto. Lui vuole forgiare un documento falso delle Brigate Rosse, il comunicato n.7, nel quale si dice che Aldo Moro è stato ucciso, per il resto lascia a Toni libertà di scrivere quello che preferisce, insistendo solo sulle dimensioni della stella delle Brigate Rosse, fondamentale per far risultare il comunicato autentico.
Il rapporto con Donata peggiora ulteriormente quando lei viene a conoscenza della relazione di Toni con Virginia e dei giri loschi con il Sarto, soprattutto quando quest'ultimo ordina a Toni di mettersi in contatto con Fabione, per offrire alle BR dieci miliardi di lire in cambio della prova che presidente della DC sia vivo; ma nonostante Toni fornisca le foto di Moro, al momento dello scambio l'inviato del Vaticano si presenta a mani vuote. In questo modo le BR, accertatisi che il governo non ha nessuna intenzione di trattare, giustiziano Aldo Moro e lo fanno ritrovare nel bagagliaio di una Renault 4 rossa nel centro di Roma.
Donata, stanca del comportamento e delle relazioni che intrattiene Toni, lo lascia. Anche Balbo, sentitosi usato dal Sarto, come Toni, minaccia di ucciderlo se dovesse presentarsi nuovamente. La reazione del Sarto non si fa attendere: fa tagliare i freni della macchina di Balbo e lui muore in un incidente stradale. Toni, che viene minacciato come Balbo, non ascolta i ripetuti avvertimenti, il Sarto gli chiede di farsi dare il memoriale integrale di Moro dal suo amico; quella stessa sera, degli uomini irrompono in casa di Toni e gli rompono le mani, rendendolo incapace di creare falsi. Don Vittorio, frustrato dagli avanzamenti di carriera dei preti raccomandati, usa i fondi della Curia e una donazione di Toni per ristrutturare una mensa per i poveri e acquistare una macchina nuova; mentre Fabione vive in clandestinità per sfuggire alla polizia. Quest'ultimo chiede a Toni un passaporto falso per partire, e in cambio, gli consegna il memoriale integrale di Aldo Moro. In seguito, Fabione viene scovato dalle forze dell'ordine che irrompono nel suo nascondiglio e lo uccidono. Toni va a cercare Donata in galleria, scopre che aspetta un figlio da lui, e la coppia si riconcilia.
Toni chiede a don Vittorio di nascondere per conto suo il memoriale integrale di Aldo Moro in un posto sicuro e di consegnare tutta la documentazione a Donata, qualora gli accadesse qualcosa. Prima di fuggire con Donata, per poter sparire e ricominciare una nuova vita, decide di rapinare assieme a quel che resta della Banda una società di trasporto valori, la rapina va a segno e lui ne approfitta per lanciare un messaggio al Sarto. Si incontra quindi un'ultima volta con il Sarto, che vuole il memoriale di Moro, ma Toni non glielo fornirà fino a quando non sarà certo che lui e Donata saranno al sicuro. Il Sarto, tuttavia, manipola e mette alle strette don Vittorio, il quale, terrorizzato dal perdere tutto ma anche allettato dalle promesse di avanzamento di carriera ecclesiastica, tradisce l'amico e fornisce l'ubicazione del memoriale. Toni si ritrova a casa un sicario del Sarto, Sansiro. Questi gli dice che è stato incaricato di ucciderlo, tuttavia non ha dimenticato il favore fattogli da Toni mesi prima, lo informa quindi del tradimento di Vittorio e che c'è un modo per evitare la morte: dare al Sarto un cadavere al posto del suo. Deciso a fuggire a tutti i costi, Toni sceglie di incontrarsi con don Vittorio, ma non si presenta, gli lascia una lunga lettera d'addio e le chiavi della sua macchina in regalo. Nella macchina aspetta paziente Sansiro, che uccide senza indugi don Vittorio. Toni devastato dal tradimento dell'amico d'infanzia, lo ha infatti condannato a morire al suo posto per poter ricominciare una nuova vita con Donata. Toni raggiunge Donata in taxi, pronto a lasciare l'Italia con lei.
== Produzione ==
Il film, diretto da Stefano Lodovichi e scritto da Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, è tratto dall'opera biografica Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo di Nicola Biondo e Massimo Veneziani sulla vita di Antonio Chichiarelli. Il film è stato prodotto da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Francesca Longardi e Donatella Di Benedetto per Cattleya. Le riprese del film si sono svolte nell'aprile 2025 a Roma.
== Promozione ==
Il trailer ufficiale del film è stato pubblicato l'8 gennaio 2026.
== Distribuzione ==
Il film, presentato al Festival del Cinema di Roma nell'ottobre 2025, viene distribuito su Netflix il 23 gennaio 2026.
== Accoglienza ==
Il film è stato accolto con recensioni generalmente positive dalla critica cinematografica.
Mattia Pasquini di Ciak Magazine, apprezza che il film «sembra risolvere sia la necessità di svincolarsi dalla cronaca sia quella di creare un tono fumettistico nel quale potesse coerentemente svilupparsi la nuova versione del realmente esistito Antonio Chichiarelli», sebbene non trovi convincente «il desiderio di tenere insieme troppi registri e troppi caratteri». Federico Vascotto di Movieplayer.it afferma che il film sia «un intrattenimento leggero», che si sviluppa meglio nella prima parte che nella seconda, la quale «pecca di ritmo e risulta un po’ troppo prevedibile». Sebbene apprezzi il cast attoriale, Vasotto sottolinea che Castellitto e Michelini «sembrano oramai incasellati in alcuni ruoli-tipo».
== Note ==
== Collegamenti esterni ==
(EN) Il falsario, su IMDb, IMDb.com.
(EN) Il falsario, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
(EN, ES) Il falsario, su FilmAffinity.
(EN) Il falsario, su Box Office Mojo, IMDb.com.
Il falsario (film 2025)
Il falsario è un film del 2025 diretto da Stefano Lodovichi e tratto dal libro Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo di Nicola Biondo e Massimo Veneziani del 2008 sulla vita del falsario e criminale italiano Antonio Chichiarelli.
== Trama ==
Roma, anni '70. Durante gli anni di piombo si trasferiscono da Rieti nella capitale tre amici: Antonio, detto Toni, aspirante pittore e artista; don Vittorio, un prete appena formato inserito nella Curia; e Fabio, detto Fabione, operaio metalmeccanico con forti simpatie per la sinistra extraparlamentare. Toni si mette subito in mostra cercando di vendere il suo stile, schizzando ritratti per le turiste nel centro di Roma. Una sera, dopo essersi imbucato alla festa di un noto pittore, l'Artista, Toni conosce una gallerista d'arte, Donata. Lei è attratta dal suo carisma e i due passano la notte assieme. La mattina seguente Donata nota, nel piccolo e fatiscente studio di Toni, una copia perfetta, realizzata da lui, dell'autoritratto di Gian Lorenzo Bernini, e ne rimane affascinata. Convince Toni a realizzare una copia del Ritratto di Paulette Jourdain, di Amedeo Modigliani, e a venderlo ad un acquirente: l'affare è un successo e il quadro viene venduto per otto milioni di lire.
Quella sera, quando i due sono a ballare in un locale, Donata presenta a Toni il capo della "Banda" (ispirata alla Banda della Magliana), nota organizzazione criminale della città che gestisce tutti i giri loschi, Balbo, e dei suoi soci, Crocca e il Pilota. Anche Balbo rimane intrigato dalle doti da falsario di Toni e ne comprende subito il potenziale. Offre a Toni un lussuoso atelier nel centro della città , da utilizzare quando vuole a patto che svolga dei lavori per la Banda.
Inizia così la carriera da falsario di Toni, divisa tra i lavori che svolge per la Banda e i dipinti falsi che realizza per Donata. Nel frattempo Fabione si unisce alle Brigate Rosse, un'organizazione terroristica di estrema sinistra, perché convinto che siano gli unici che possano cambiare il paese e salvarlo dalla Democrazia Cristiana. Durante una messa di Don Vittorio, Fabione chiede a Toni una macchina da scrivere della IBM e lui gliela consegna senza farsi troppe domande; ma quando, assieme a Balbo, alla radio sente che il presidente della DC Aldo Moro è stato rapito, capisce che Fabione è dietro all'operazione. Ormai assicuratosi della fiducia di Toni, Balbo lo presenta a Zù Pippo, mafioso siciliano, protettore e intermediario della Banda con Cosa nostra. Come Balbo e Donata, Zù Pippo ammira il talento di Toni e gli chiede di ricreare il Bonaparte valica il Gran San Bernardo, di Jacques-Louis David. Toni accetta, instaurando anche una relazione amorosa extraconiugale con Virginia, assistente di Zù Pippo. Toni si dedica a tempo pieno al dipinto per Zù Pippo, trascurando Donata e le loro commissioni, tra cui il falso di Vairumati di Paul Gauguin.
Le doti di Toni non passano inosservate, e a Balbo viene chiesto di introdurlo ad una figura losca e misteriosa, membro dei servizi segreti deviati, che richiede l'aiuto di Toni, noto come il Sarto. Lui vuole forgiare un documento falso delle Brigate Rosse, il comunicato n.7, nel quale si dice che Aldo Moro è stato ucciso, per il resto lascia a Toni libertà di scrivere quello che preferisce, insistendo solo sulle dimensioni della stella delle Brigate Rosse, fondamentale per far risultare il comunicato autentico.
Il rapporto con Donata peggiora ulteriormente quando lei viene a conoscenza della relazione di Toni con Virginia e dei giri loschi con il Sarto, soprattutto quando quest'ultimo ordina a Toni di mettersi in contatto con Fabione, per offrire alle BR dieci miliardi di lire in cambio della prova che presidente della DC sia vivo; ma nonostante Toni fornisca le foto di Moro, al momento dello scambio l'inviato del Vaticano si presenta a mani vuote. In questo modo le BR, accertatisi che il governo non ha nessuna intenzione di trattare, giustiziano Aldo Moro e lo fanno ritrovare nel bagagliaio di una Renault 4 rossa nel centro di Roma.
Donata, stanca del comportamento e delle relazioni che intrattiene Toni, lo lascia. Anche Balbo, sentitosi usato dal Sarto, come Toni, minaccia di ucciderlo se dovesse presentarsi nuovamente. La reazione del Sarto non si fa attendere: fa tagliare i freni della macchina di Balbo e lui muore in un incidente stradale. Toni, che viene minacciato come Balbo, non ascolta i ripetuti avvertimenti, il Sarto gli chiede di farsi dare il memoriale integrale di Moro dal suo amico; quella stessa sera, degli uomini irrompono in casa di Toni e gli rompono le mani, rendendolo incapace di creare falsi. Don Vittorio, frustrato dagli avanzamenti di carriera dei preti raccomandati, usa i fondi della Curia e una donazione di Toni per ristrutturare una mensa per i poveri e acquistare una macchina nuova; mentre Fabione vive in clandestinità per sfuggire alla polizia. Quest'ultimo chiede a Toni un passaporto falso per partire, e in cambio, gli consegna il memoriale integrale di Aldo Moro. In seguito, Fabione viene scovato dalle forze dell'ordine che irrompono nel suo nascondiglio e lo uccidono. Toni va a cercare Donata in galleria, scopre che aspetta un figlio da lui, e la coppia si riconcilia.
Toni chiede a don Vittorio di nascondere per conto suo il memoriale integrale di Aldo Moro in un posto sicuro e di consegnare tutta la documentazione a Donata, qualora gli accadesse qualcosa. Prima di fuggire con Donata, per poter sparire e ricominciare una nuova vita, decide di rapinare assieme a quel che resta della Banda una società di trasporto valori, la rapina va a segno e lui ne approfitta per lanciare un messaggio al Sarto. Si incontra quindi un'ultima volta con il Sarto, che vuole il memoriale di Moro, ma Toni non glielo fornirà fino a quando non sarà certo che lui e Donata saranno al sicuro. Il Sarto, tuttavia, manipola e mette alle strette don Vittorio, il quale, terrorizzato dal perdere tutto ma anche allettato dalle promesse di avanzamento di carriera ecclesiastica, tradisce l'amico e fornisce l'ubicazione del memoriale. Toni si ritrova a casa un sicario del Sarto, Sansiro. Questi gli dice che è stato incaricato di ucciderlo, tuttavia non ha dimenticato il favore fattogli da Toni mesi prima, lo informa quindi del tradimento di Vittorio e che c'è un modo per evitare la morte: dare al Sarto un cadavere al posto del suo. Deciso a fuggire a tutti i costi, Toni sceglie di incontrarsi con don Vittorio, ma non si presenta, gli lascia una lunga lettera d'addio e le chiavi della sua macchina in regalo. Nella macchina aspetta paziente Sansiro, che uccide senza indugi don Vittorio. Toni devastato dal tradimento dell'amico d'infanzia, lo ha infatti condannato a morire al suo posto per poter ricominciare una nuova vita con Donata. Toni raggiunge Donata in taxi, pronto a lasciare l'Italia con lei.
== Produzione ==
Il film, diretto da Stefano Lodovichi e scritto da Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, è tratto dall'opera biografica Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo di Nicola Biondo e Massimo Veneziani sulla vita di Antonio Chichiarelli. Il film è stato prodotto da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Francesca Longardi e Donatella Di Benedetto per Cattleya. Le riprese del film si sono svolte nell'aprile 2025 a Roma.
== Promozione ==
Il trailer ufficiale del film è stato pubblicato l'8 gennaio 2026.
== Distribuzione ==
Il film, presentato al Festival del Cinema di Roma nell'ottobre 2025, viene distribuito su Netflix il 23 gennaio 2026.
== Accoglienza ==
Il film è stato accolto con recensioni generalmente positive dalla critica cinematografica.
Mattia Pasquini di Ciak Magazine, apprezza che il film «sembra risolvere sia la necessità di svincolarsi dalla cronaca sia quella di creare un tono fumettistico nel quale potesse coerentemente svilupparsi la nuova versione del realmente esistito Antonio Chichiarelli», sebbene non trovi convincente «il desiderio di tenere insieme troppi registri e troppi caratteri». Federico Vascotto di Movieplayer.it afferma che il film sia «un intrattenimento leggero», che si sviluppa meglio nella prima parte che nella seconda, la quale «pecca di ritmo e risulta un po’ troppo prevedibile». Sebbene apprezzi il cast attoriale, Vasotto sottolinea che Castellitto e Michelini «sembrano oramai incasellati in alcuni ruoli-tipo».
== Note ==
== Collegamenti esterni ==
(EN) Il falsario, su IMDb, IMDb.com.
(EN) Il falsario, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
(EN, ES) Il falsario, su FilmAffinity.
(EN) Il falsario, su Box Office Mojo, IMDb.com.