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Robert Berton

Robert-Joseph Berton (pron. fr. AFI: [ʁɔbɛʁ ʒozɛf bɛʁtɔ̃]) (Aosta, 14 gennaio 1909 – Aosta, 15 giugno 1998) è stato uno storico italiano.


== Biografia ==
Originario di La Thuile, Robert-Joseph Berton nasce a Aosta figlio di Jean-Dominique, negoziante, e di Giulia Venturin. Dedica la sua vita alla salvaguardia e alla divulgazione del patrimonio della Valle d'Aosta per quanto riguarda i beni culturali.
Lavorò presso il "Comité des traditions valdôtaines", l'Académie Saint-Anselme e il consiglio comunale di Aosta.

A La Thuile è presente la Maison-musée Berton, museo dell'artigianato valdostano, dedicato all'opera e alla memoria dei fratelli Robert et Louis.


== Opere ==
Gli studi di Robert Berton sono stati redatti interamente in lingua francese, e ad oggi non sono state effettuate traduzioni.

Les Châteaux du Val d'Aoste (1950)
Les chapiteaux romains du cloître de Saint-Ours (1954)
La cité d'Aoste et les costumes valdôtains (1955)
Le patrimoine architectural du Val d'Aoste (1957-1961)
Les cheminées du Val d'Aoste (1961)
Les stalles de la cathédrale d'Aoste (1962)
À l'écart des grands chemins (1963)
Les stalles de l'insigne collégiale de Saint-Pierre et de Saint-Ours d'Aoste (1964)
Les constantes de l'architecture valdôtaine (1965)
Le prestige du passé (1967)
À l'ombre des clochers du Val d'Aoste (1970)
Les cadrans solaires du Val d'Aoste (1972)
L'architecture valdôtaine et son enracinement dans le paysage (1973)
Anthroponymie valdôtaine - Raccolta in diciassette tomi di onomastica valdostana, pubblicata tra il 1976 e il 1988, secondo il catasto del Regno di Sardegna
Sur les sentiers du passé (1977)
Portes et portails du Val d'Aoste (1984)
Voir et comprendre (1991)
Ha curato inoltre:

Anthroponymie Valdôtaine - sui registri delle parrocchie, proprietà recensite e archivi del Catasto Sardo della Valle d'Aosta, pubblicato tra il 1976 e il 1988;
Toponymie valdôtaine - studi di toponomastica dei comuni di Courmayeur, Pré-Saint-Didier, La Thuile e Morgex.


== Note ==


== Voci correlate ==
Storia della Valle d'Aosta


== Collegamenti esterni ==

(EN) Opere di Robert Berton, su Open Library, Internet Archive.

Vincenzo Maria Vita

Vincenzo Maria Vita (Salerno, 16 gennaio 1952) è un politico, giornalista e saggista italiano.


== Biografia ==


=== Attività politica ===
Da giovane fa parte di Avanguardia Operaia, di cui dal 1974 è responsabile culturale.
Nel 1978, con la minoranza di AO, aderisce al Partito di Unità Proletaria per il comunismo, di cui è membro della segreteria nazionale. Nel 1979 è iscritto all'Ordine dei giornalisti. Confluì poi nel 1984, con la maggioranza del PdUP, nel PCI.
Ha poi seguito le vicende della maggioranza del PCI, entrando a far parte prima del PDS, poi dei DS e infine del PD. In questi partiti è stato responsabile del settore editoria (1986-1987) e comunicazioni di massa (1987-1996).
È stato eletto nel 1996 per la prima volta alla Camera dei deputati nella XIII legislatura, nel corso della quale è stato tra i presentatori di numerose leggi tra le quali:

la riforma generale del sistema delle comunicazioni (l. 249/97)
la normativa sulla promozione di film e audiovisivi italiani ed europei (l. 122/98)
la normativa antitrust sui diritti televisivi del calcio criptato e sul “decoder unico” (l. 78/99)
la legge sulla par condicio (l. 28.2000)
la legge-quadro sull'inquinamento elettromagnetico (l.36/2001)
la legge sul “digitale” (l. 66/2001).
Ha ricoperto il ruolo di sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni nella XIII Legislatura dal 1996 al 2001, ottenendo l'incarico nel governo Prodi e mantenendolo nel primo, nel secondo governo D'Alema e in quello Amato. Resta deputato fino al 2001.
Dal 2003 al 2008 ha ricoperto il ruolo di Assessore alle politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi della Provincia di Roma. Dal 2002 al 2004 ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'azienda speciale Palaexpò di Roma.
Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto al Senato della Repubblica nella lista del Partito Democratico nella Circoscrizione Lazio. Resta in Senato fino al 2013. Ha fatto parte del coordinamento dell'Associazione Nazionale "a Sinistra" nel Pd.
Dopo diversi anni senza tessere di partito, nell'aprile 2025 annuncia la propria adesione a Sinistra Italiana.


=== Attività scientifica ===
Fa parte dell’International Institute of Communications.
Ha contribuito alla nascita, nel 1998, dell’International Network on Cultural Policy, un Forum di ventitré paesi dedicato ai temi della globalizzazione e della diversità culturale. Al suo interno, nel biennio 2000-2001, è stato coordinatore del Gruppo di lavoro sui mezzi radiotelevisivi.
È stato docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Sassari nel corso di laurea in “Scienze della Comunicazione e giornalismo”.
Come giornalista collabora con il quotidiano Il manifesto, di cui dal 29 maggio 2013 è curatore della rubrica del mercoledì "Ri-Mediamo" che tratta di comunicazione, media e politica; nonché con il sito di informazione “Blitzquotidiano”.
Dal 20 aprile del 2015 è presidente della Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.


== Opere ==
Vincenzo Maria Vita, Dopo i mass media, Edizioni Associate, Roma, 1993
Vincenzo Maria Vita, L'inganno multimediale, Meltemi Editore, Roma, 1998.
Vincenzo Maria Vita, Time sensitivity nel governo in rete e nella pratica democratica, in: Derrick de Kerchove (a cura di), La conquista del tempo. La rete, la società, la democrazia, Editori Riuniti, 2002, Roma.
Vincenzo Maria Vita e Carlo Latini, "Il 68. Un evento, tanti eventi, una generazione", Franco Angeli, Roma, 2008
Vincenzo Vita, Rosso digitale: l'algoritmo di Marx, Manifestolibri, 2019


=== Collaborazioni ===
AA.VV., Verso il diritto all'informazione, Laterza, Bari, 1991
AA.VV., Il futuro della TV, Laterza, Bari, 1991
AA.VV., Per una nuova riforma della RAI, Laterza, Bari, 1992.
AA.VV., Dizionario delle Comunicazioni, Editori Riuniti, Roma, 1999 (voci Multimedialità e Società dell'informazione)


== Premi e riconoscimenti ==
Premio Diego Fabbri per la saggistica radiotelevisiva (1994)
Premio Saint Vincent per la sezione mass media (1999).


== Note ==


== Altri progetti ==

 Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Vincenzo Maria Vita


== Collegamenti esterni ==

 Sito ufficiale, su vincenzovita.net. 
 Vincenzo Maria Vita, su storia.camera.it, Camera dei deputati. 
 Vincenzo Maria Vita, su Senato.it - XVI legislatura, Parlamento italiano. 
 Vincenzo Maria Vita, su Openpolis, Associazione Openpolis. 
 Registrazioni di Vincenzo Maria Vita, su RadioRadicale.it, Radio Radicale.