Pinacoteca Ambrosiana

La Pinacoteca Ambrosiana è un museo di Milano che si trova all'interno del Palazzo dell'Ambrosiana.


== Storia ==
Venne fondata da Federico Borromeo nel 1618 all'interno della Biblioteca Ambrosiana, istituita già nel 1609. L'istituzione nacque per assicurare una formazione culturale gratuita a chiunque avesse qualità artistiche o intellettuali. Alla Pinacoteca fu infatti affiancata, fin dal 1621, un'accademia di pittura e scultura, con calchi in gesso del Laocoonte e della Pietà di Michelangelo Buonarroti provenienti dalla raccolta di Leone Leoni. Il primo docente di pittura fu il Cerano; unico allievo di una certa importanza fu Daniele Crespi.
Una "Seconda Accademia Ambrosiana", riformata in senso classicista su impulso del pittore Antonio Busca e dallo scultore Dionigi Bussola, fu attiva tra il 1668 e la fine del Settecento. Fu chiusa anche per la creazione dell'Accademia di belle arti di Brera nel 1776, che fu dotata di molti più mezzi e cattedre grazie al mecenatismo dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria.


== Descrizione ==
La Biblioteca Ambrosiana e la Pinacoteca sono strettamente collegate. Anche la prima raccoglieva infatti una serie di dipinti con dotti e sapienti del mondo classico e della cultura cristiana e conteneva al suo interno disegni e codici miniati: nel 1637 furono donati da Galeazzo Arconati i manoscritti di Leonardo oggi all'Institut de France (attualmente, dopo le razzie di Napoleone resta in loco il solo Codice Atlantico). Un altro tesoro della Biblioteca è il manoscritto con l'opera di Virgilio già appartenuto a Petrarca (e da lui glossato) con una miniatura di Simone Martini.
Nella Pinacoteca si possono oggi trovare opere provenienti dalla collezione di Federico Borromeo (nei quattro corridoi che circondano la sala di lettura della Biblioteca) e da numerosi lasciti successivi, tra cui dipinti di Leonardo, Botticelli, Bramantino, Bergognone, Bernardino Luini, Tiziano, Jacopo Bassano, Moretto, Caravaggio, Morazzone, Daniele Crespi, Andrea Appiani, Francesco Hayez.
Interessante dal punto di vista storico è la produzione di copie da dipinti celebri, promossa da Federico Borromeo per scopi didattici e documentativi, come la replica dell'Ultima Cena di Leonardo, che già nel XVII secolo era in condizioni assai precarie. La copia è stata realizzata da Andrea Bianchi.


== Percorso espositivo ==


=== Collezione del cardinale Borromeo ===
Le sale 1, 4, 5, 6 e 7 contengono la collezione dei dipinti donati nel 1618 da Federico Borromeo. Si tratta del nucleo originario della pinacoteca, per questo si è scelto di evidenziarlo in sale dedicate, ispirandosi nell'allestimento al Musaeum pubblicato dal cardinale a Milano nel 1625, dove è descritta la prima sistemazione della raccolta.
Le sale presentano dipinti leonardeschi e veneti del Cinquecento (sale 1 e 4), il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, il Canestro di frutta di Caravaggio e dipinti del Cinquecento italiano (sala 5), lombardi contemporanei (sala 6) e fiamminghi contemporanei (sala 7).

Opere nella sala 1
Anonimo
San Girolamo penitente
Ritratto del cardinale Federico Borromeo
Ritratto del cardinale Federico Borromeo da giovane
Bernardino Luini
Sacra Famiglia con sant'Anna e san Giovannino
Gesù Bambino con l'agnello
Cristo benedicente
Noli me tangere
Bottega di Tiziano
Maria Maddalena
Deposizione di Cristo nel sepolcro
Adorazione dei Magi
Bonifacio Veronese, Santa Famiglia con san Giovanni, Tobia e l'arcangelo Raffaele
Caravaggio, Canestra di frutta
Girolamo da Cotignola, Resurrezione
Martino Piazza, Adorazione del Bambino
Tiziano,
Vecchio uomo con armatura
Sacra Famiglia con san Giovannino e sant'Anna
Andrea Solario (attr.), Testa di san Giovanni Battista
Opere nella sala 4
Anonimo fiammingo
Ritratto d'uomo
Giorgione (copia antica da), Ritratto di giovane
Jacopo Bassano (attr.), Riposo nella fuga in Egitto
Francesco Bassano, Annuncio ai pastori
Francesco Vecellio (copia antica da), Madonna col Bambino, San Giovannino e una santa
Tiziano (copia da), Autoritratto
Ambiente di Tiziano
Ecce Homo
Opere nella sala 5
Raffaello, cartone della Scuola di Atene
Opere nella sala 6
Anonimo
Schiavo morente
Giulio Campi (attr.), Orazione nell'orto
Federico Barocci, Presepe
Morazzone, Gesù tra i dottori
Ambrogio Figino, Ritratto di san Carlo Borromeo
Giovanni Maria Griffoni
Cristo coronato di spine
Madonna addolorata
Opere nella sala 7


=== Pittura dei secoli XV-XVI ===
Le altre sale ospitano dipinti ottenuti con altri lasciti. Un importante nucleo riguarda il XV secolo e ancora più consistente è quello del secolo XVI. La sala 2 è dedicata ai pittori soprattutto fiorentini, lombardi e veneti, tra cui anche il Ritratto di musico di Leonardo, la 3 ai lombardi, la 10 ai veneti, la 11 soprattutto ai toscani, la 12 ai bresciani e i veneti, la sala 29 a Bernardino Luini.

Opere nella sala 2
Maestro della Libreria Sagramoso, S. Bernardino, s. Bonaventura e s. Cristoforo
Anonimo lombardo, Sacra conversazione coi ss. Caterina d’Alessandria, Giovanni battista, Pietro e Filippo Benizzi
Anonimo, Testa equina
Bergognone
Santi Elisabetta e Francesco
Santi Pietro martire e Cristoforo
Sacra conversazione
Bernardo Zenale
San Ludovico di Tolosa
San Bonaventura
Sandro Botticelli, Madonna del Padiglione
Angelo Pietrasanta, Ritratto di Dante Alighieri
Anonimo, Compianto di Cristo con san Girolamo
Bottega di Pinturicchio, Madonna col Bambino e un donatore
Anonimo ferrarese, Transito della Vergine
Giovanni di Francesco del Cervelliera, Sant'Antonio abate
Marco Basaiti, Cristo risorto, restaurato nel 2017, è firmato ed è generalmente datato al secondo decennio del XVI secolo. L'artista veneziano si mostra qui estraneo alle novità lagunari tra il tardo Giovanni Bellini, Giorgione e i nordici, e piuttosto vicino a Carpaccio e ai leonardeschi lombardi presenti in città, come Giovanni Agostino da Lodi e influenzato dal classicismo del Perugino.
Cima da Conegliano, Daniele nella fossa dei leoni
Bartolomeo Vivarini, Madonna con Bambino e santi
Gian Francesco de' Maineri, Cristo portacroce
Opere nella sala 3
Altobello Melone, Madonna col Bambino
Cesare Magni, Madonna col Bambino tra i santi Pietro e Girolamo
Marco d'Oggiono, Madonna col Bambino e santi
Anonimo, Ritratto di Galeazzo Arconati
Bramantino
Adorazione del Bambino
Cristo in pietà
Madonna delle Torri
Giampietrino
Adorazione del Bambino con san Rocco
Madonna col Bambino
Pittore luinesco
Madonna che allatta il Bambino
Adorazione dei pastori
Presentazione al Tempio
Seguace di Bergognone, Madonna del velo
Ambito di Bernardino de' Conti, Madonna col Bambino
Opere nella sala 10
Giovanni Cariani
Congedo di Cristo dalla madre
Salita al Calvario
Ambiente di Giorgione, Paesaggio con soldati
Antonio Badile (attr.), Martirio di san Sebastiano
Opere nella sala 11
Maestro della Madonna di Manchester, Madonna con Bambino
Bacchiacca, Sacra Famiglia con san Giovannino
Giuliano Bugiardini (attr.), Madonna col Bambino e san Giovannino
Giovanni Paolo Lomazzo, Orazione nell'orto
Girolamo Mazzola Bedoli, Annunciazione
Giuliano Bugiardini, Madonna col Bambino e s. Giovannino
Maniera del Bronzino, Ritratto maschile
Opere nella sala 12

Giovan Battista Moroni, Ritratto di Michel de l'Hospital
Moretto da Brescia
Sibilla Samia
San Giovanni Evangelista
Re Salomone
Martirio di san Pietro da Verona
Scultore veneto, Madonna col Bambino
Bartolomeo Veneto (attr.), Ritratto di Bernardino da Lesmo
Pompeo Marchesi, Cristo fanciullo docente nel Tempio (o Il Nazareno)
Paolo Veronese, Ritratto d'uomo nello studio (Tiziano?)
Domenico Robusti, Ritratto di senatore veneto


=== Pittura dei secoli XIV-XVI e oggettistica ===
A partire dalla sala 8 (della Medusa), si entra negli spazi aggiunti nel 1928, già annessi della basilica di San Sepolcro, che vennero allestiti nel 1929-1931 sotto la direzione di Alessandro Minali.
La sala della Medusa, che prende il nome dalla fontana di Giannino Castiglioni, e quella successiva (9, delle Colonne), conservano dipinti e le raccolte di oggettistica.

Opere nella sala 8
Jan Harmensz von Müller (copia da), Lot e le figlie
Giottino, Pietà
Giovanni Mazone
tre Beati agostiniani, dal Polittico di s. Nicola di Tolentino
S. Giovanni battista
S. Giovanni battista
Fra Carnevale, S. Francesco d'Assisi
Pasquale Miglioretti, Abele morente
Josse Lieferinxe, Ecce Homo
Anonimo italiano, Testa di Medusa (copia dalla Medusa Rondanini)
Bartholomäus Spranger, Conversione di san Paolo
Andries Daniels e Frans Francken il giovane, Madonna col Bambino in ghirlanda di fiori
Ignazio Micotti
La preghiera
Il dolore - La rassegnazione (Vergine addolorata)
Orefice lombarda, Pastorale
Giannino Castiglioni, Medusa piangente, che dà il nome alla stanza
Nelle teche fra sala 8 e sala 9 sono custoditi numerosi oggetti di piccole dimensioni:

Opere nella sala 9
Maestro di San Miniato, Madonna col Bambino
Cesare Dossi, Busto di Giovanni Galbiati
Bottega del Sodoma, Sacra Famiglia
Giampietrino, San Giovanni Evangelista
Giovanni Agostino da Lodi, Assunzione di Maria
Antonio Solario, Testa di san Giovanni Battista
Anonimo ferrarese, Busto di Cristo
Cristoforo Ferrari, Fuga in Egitto
Mantello processionale Tupinamba
In due teche è conservata parte della raccolta Sinigaglia; tra gli oggetti: resti animali (corna, mummie...), miniature, figurine antropomorfe, ušabti, unguentari, lucerne.


=== Sala di Niccolò da Bologna ===
La sala 13 è detta di Niccolò da Bologna, dal nome del miniatore trecentesco (autore del Codice ambrosiano B 42 Inf.) che ha ispirato i rilievi di due lunette, opera rispettivamente di Domenico Buffa e Rodolfo Castagnino con pitture di Archimede Albertazzi, ed ospita opere fiamminghe e italiane del tardo Cinquecento e del Seicento, tra cui spicca il nome di Guido Reni.

Opere nella sala 13

Fede Galizia, Ritratto di Paolo Morigia
Isaac Soreau
Natura morta con fiori
Natura morta con uva e coppa di more
Pittore italiano, Natura morta con pere e un vaso di fiori
Jan van Kessel, Paesaggio con uccelli
Anonimo genovese, Mercurio e Argo
Giovanni Maria Benzoni, Sant'Anna e Maria bambina
Maniera di Salvator Rosa, Allegoria della caducità
Giovanni Andrea Biffi (attr.), Sant'Agapito (?)
Hendrick Avercamp, Paesaggio invernale
Maniera di Luca Giordano, Scena mitologica
Guido Reni, Maria Maddalena penitente


=== XVII e XVIII secolo ===
L'allestimento delle successive sale, sempre relativo ai lavori degli anni trenta, ricrea un ambiente signorile milanese di fine Sette-inizi Ottocento. Nella sala 14 si trova un ballatoio con una finta biblioteca e cento stemmi di famiglie nobili lombarde, opera di Archimede Albertazzi, restaurati da Francesco Manzoni dopo i danni bellici. La vetrata è di Domenico Buffa e raffigura Sant'Ambrogio. Le sale 15 e 16 sono dedicate al Seicento lombardo, la 17 al Sei e Settecento

Opere nella sala 14
Francesco Albani, Le nozze di Teti e Peleo
Orazio Borgianni (attr.), I martiri cristiani
Copia da Domenico Fetti, Seminatore
Opere nella sala 15
Giuseppe Vermiglio
Giaele e Sisara
Giuditta e Oloferne
Morazzone, Adorazione dei Magi
Daniele Crespi, San Filippo Benizzi
Giulio Cesare Procaccini, San Michele Arcangelo
Francesco Cairo (attr.), Ritratto di gentiluomo
Ambiente del Morazzone, Battesimo di sant'Agostino
Opere nella sala 16
Daniele Crespi, Ritratto di Manfredo Settala
Giulio Cesare Procaccini, Maddalena e l'angelo
Melchiorre Gherardini, Lucrezia romana
Giuseppe Nuvolone, Sacra famiglia
Carlo Francesco Nuvolone
Susanna e i vecchioni
Maddalena
Giovanni Serodine, Figura femminile allegorica
Le vetrine tra sala 16 e sala 17 contengono 56 pezzi in porcellana, di manifattura italiana. Provengono dalla donazione Villani del 2015.

Opere nella sala 17
Giandomenico Tiepolo
Presentazione di Gesù al tempio
Santo vescovo
Fra Galgario, Ritratto di giovane
Giovan Francesco Castiglione, Viaggio di Rebecca al pozzo
Maniera del Lissandrino, Scena di genere
Carlo Innocenzo Carloni, Strage degli innocenti
Pietro Antonio Magatti
Deposizione di Cristo nel sepolcro
Presentazione di Gesù al tempio
Cesare Ligari, Mosè e il serpente di bronzo
Giuliano Traballesi, Mercurio e le Grazie
Giuseppe Cades, Riconoscimento di Gualtieri d'Angversa
Francesco Londonio
Natura morta con ortaglia
Natura morta con erbaggi
Pastori
Pastori
Teste di mucche e tori
Filatrice e pastore con animali
Contadina
Caprette e agnelli
La teca al centro della sala è dedicata alla divinità indù Vīrabhadra, contenendo 72 placchette votive a lui riferite.


=== Collezione De Pecis ===
La sala 18 ospita le opere più importanti della collezione donata dal conte Giovanni Edoardo De Pecis nel 1827 e accresciuta nel 1828 e nel 1830 dai lasciti di sua sorella Maria, vedova Paravicini. Comprende dipinti italiani e fiamminghi e una ricca raccolta di bronzetti neoclassici.
La sala 21 è composta da tre ambienti in successione aperti sulla sala della Medusa e quella delle Colonne, ospitanti un gruppo di dipinti fiamminghi e tedeschi dei secoli XV, XVI e XVII secolo, in larga parte dalla Collezione De Pecis. Sul finestrone centrale, rivolto verso l'aula di lettura della Biblioteca, si trova la vetrata dantesca di Giuseppe Bertini, già nell'attuale sala Borromeo (già sala Stocchetti) e qui posta dal 1929.

Opere nella sala 18
Manifattura Strazza e Thomas
Monumento funebre ad Andrea Appiani (su disegno di Giacomo Moraglia)
Ingresso a Milano dell'imperatore Francesco I (modello)
Ingresso a Milano dell'imperatore Francesco I
Promulgazione del decreto Imperatore Francesco I (modello)
Promulgazione del decreto Imperatore Francesco I
Francesco Antonucci, Pio VI in viaggio verso Vienna
Bertel Thorvaldsen
Ercole riceve da Ebe la bevanda dell’immortalità
Nemesi recita a Giove i fatti della storia umana
Venere consola Amore punto da un’ape
Mercurio affida Bacco infante a Ino
Autoritratto
Ridolfo Schadow
La filatrice
Amore
Antonio Canova, Autoritratto
Gaspare Landi, Giovinetta con urna funeraria
Anton Raphael Mengs, Ritratto di Leopoldo II d'Asburgo Lorena
Natale Schiavoni, Ritratto di giovinetta con colomba
Nella teca sono custoditi oggetti in bronzo dorato:

Opere nella sala 21
Maestro del Santo Sangue, Adorazione dei Magi
Manifattura giapponese, due Vasi
Geertgen tot Sint Jans, Madonna col Bambino
Maestro dell'altare Tucher, Madonna col Bambino
Maestro caravaggesco, Riposo durante la Fuga in Egitto
Jan Matsys, Allegoria della Carità
Artista che si sigla H.L., Ritratto d'uomo
Anonimo, Ritratto d'uomo con frate
Jan Brueghel il Giovane
Peccato originale
Cacciata dal Paradiso terrestre
Hans Mülich (attr.)
Ritratto maschile
Ritratto maschile
Giuseppe Bertini, Vetrata dantesca
Cornelis van Cleve, Madonna col Bambino e san Giovannino
Bernaert van Orley, Vergine alla fontana
Maestro delle mezze figure femminili (o copia antica da), Maria Maddalena


=== Arte del XIX e XX secolo ===
La sala 19 presenta una selezione degli oltre duecento dipinti ottocenteschi e dei primi anni del Novecento della galleria; si tratta soprattutto di opere di artisti attivi a Milano, con nomi dei migliori maestri quali Andrea Appiani, Francesco Hayez, Mosè Bianchi. La sala 19 ospita anche tre teche, contenenti una minima parte della collezione numismatica dell'Ambrosiana; sono esposte sia monete della zecca di Milano (dal periodo di Carlo Magno all'Unità d'Italia), sia monete provenienti da altre città (Genova, Roma, Venezia...). Da qui si accede anche al Gabinetto numismatico. La sala 20 è occupata dal peristilio, e vi si entra dalla Sala Federiciana.

Opere nella sala 19
Andrea Appiani
Ritratto di Napoleone
Ritratto femminile
Ritratto di Monsignor Stefano Bonsignori
Ritratto di Carolina Pitrot Angiolini
Francesco Hayez
Ritratto di Giovanni Battista Morosini
Ritratto di Giuseppina Negroni Prati Morosini
Ritratto di Emilia Morosini Zeltner
Ritratto di Alessandro Negroni Prati Morosini
Maddalena
Il bacio
Giuseppe Bertini, Incontro di Maria Stuarda con la Regina Elisabetta
Tranquillo Cremona, Donna al pianoforte
Giovanni Migliara, L'Arco della pace a Milano
Massimo d'Azeglio
Scena alpestre
Paesaggio
Gerolamo Induno, Porta San Pancrazio a Roma
Mosè Bianchi
Maternità
Paolo e Francesca
In barca
Flora
Emilio Longoni, Chiusi fuori scuola
Gaetano Previati
Fiori
Fiori e rose
I tre cipressi
Emilio Gola, Le lavandaie nel Naviglio
Opere nel Peristilio (sala 20)
Anonimo, Mosaico della Primavera
Bertel Thorvaldsen, Busto di George Gordon Byron
Pietro Bracci
Busto di papa Clemente XII
Busto di papa Benedetto XIII
Giovan Battista Comolli, Busto di Giacinto Ghidoli
Anonimo
Busto di Antonio Maria Ceriani
Busto di Antonio Rosmini
Busto di Pietro Custodi
Busto di Barnaba Oriani
Busto di Bernardo Gatti
Busto di Carlo Parea
Busto di Antonio Stoppani
Busto di Cesare Beccaria
Busto di Vincenzo Monti
Busto di Giorgio Tolnay
Busto di Federico Fagnani
Busto di Maria Paravicini
Busto di Giovanni Edoardo De Pecis


=== Corridoio ===

La sala 22 è il lungo corridoio decorato da sculture e affreschi, secondo l'allestimento del 1966. Spiccano le opere del Bambaia, provenienti dal Monumento funebre a Gaston de Foix e da un'altra tomba, e quattro affreschi dalla chiesa di Santa Maria della Rosa, demolita nel 1831 per ampliare gli spazi dell'Ambrosiana. I reperti lapidei, antichi, medievali e rinascimentali, sono stati selezionati dal portico del Cortile degli Spiriti Magni.

Opere nella sala 22
Giovanni Antonio Piatti, Platone
Scultore lombardo
Figura femminile
Figura femminile
Figura femminile
Bassorilievo figurato
Figura maschile e animale fantastico
Anonimo
Santa monaca
Santa Caterina da Siena
San Bartolomeo da Briganze
Santo vescovo domenicano
Scultore romano
Iscrizione paleocristiana
Frammento di sarcofago
Testa maschile
Testa di fanciullo
Bambaia
Quattro rilievi del monumento sepolcrale di Gaston de Foix
Gesù davanti a Caifa ed Ecce Homo
Salita al Calvario e Gesù spogliato


=== Sala Leonardi ===

Giovanni Ambrogio De Predis, Ritratto di dama
Leonardo da Vinci, Ritratto di musico
Salaì
San Giovanni Battista
Testa di Cristo redentore
Giovanni Antonio Boltraffio, Ritratto di vedova
il Vespino
Copia del Cenacolo di Leonardo
Vergine delle rocce
Bernardino Luini, Incoronazione di spine


=== Altre sale ===
Opere nell'atrio d'onore
Maurilio Jacco, Ritratto di Federico Borromeo
Scultore lombardo, Busto del cardinale Federico Borromeo
Undici Calchi dalla Colonna Traiana
Pellegrino Tibaldi, cartoni per la vetrata del Duomo con Storie dei Quattro santi coronati
Opere nella Sala delle accademie
Pietro Martire Neri, Gregorio XIV in veste di s. Gregorio Magno
Copia da Giovanni Gerolamo Savoldo (forse Giovanni Paolo Lomazzo), Trasfigurazione
Scuola di Guido Reni, Crocifissione
Simone Peterzano (attr.), Sant'Ambrogio benedicente tra i santi Gervasio e Protasio
Palma il Giovane (attr.), Crocifisso con i santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova
Il Cerano, Sant'Ambrogio
Opere nella sala di passaggio verso i bagni
Gaetano Sperati
Via laghetto
Neve a Milano: Piazza Cinque giornate
(opera senza targhetta)
Opere nello scalone
Paul Bril
Paesaggio con Anub
Paesaggio con san Muzio
Giacomo Moraglia, Pompeo Marchesi e Antonio Canova, Monumento alla memoria di Giuseppe Bossi
Anonimo
Copia del Gruppo del Laocoonte
Copia della Pietà di Michelangelo
Scultore lombardo, Monumento a Galeazzo Arconati
Antonio Busca, Federico Borromeo porta il viatico a san Filippo Neri
Andrea Lanzani, Federico Borromeo trasla il corpo di san Calimero
Daniele Crespi, Madonna col Bambino e santi
Gian Andrea Biffi e Fabio Mangone, Palma
Opere nell'atrio di passaggio, primo piano
Giovanni Migliara
Scorcio dell'interno del Duomo
Portico in rovina
Abside di s. Satiro e veduta del Duomo
Copia da Sassoferrato, Madonna col Bambino e un uccellino
Annibale Fontana
Nascita della Vergine
Morte della Vergine
Scultori dell'Accademia Ambrosiana
Abramo caccia Agar
Apparizione dell'angelo ad Agar
Predicazione di Cristo
Morte della Vergine
Scultore milanese, Morte della Vergine
In due teche sono custodite placchette, medaglie, miniature e medaglioni. Tra questi:

Opere nell'atrio di passaggio, secondo piano

Pittore lombardo, Ritratto di uomo
Vincenzo Gemito, Nudo di ragazza napoletana
Francesco Cairo
Cleopatra morente
Madonna col Bambino
Niccolò Codazzi, Rovine
Pittore milanese, Ritratto di gentildonna
Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti musicali
Due teche contengono parte della Raccolta Sinigaglia, formata da numerosi ritratti e paesaggi in miniatura di autori italiani, spagnoli, austriaci, francesi, inglesi, irlandesi. Tra gli autori noti, Alessandro Martelli, Giuseppe Gherardi, Pietro Nocchi, Giambattista Gigola, Carlo Bossoli, Angelo Vacca, Emanuele Tovo, Filippo Giacomo Remondini.

Opere lungo la Scala rossa
Eliseo Sala, Autoritratto
Emilio Longoni
Ritratto di Giuseppe Romanò
Ritratto di Luigia Calvasina Romanò
Antonio Moglia, Tigre che allatta i tigrotti
Micco Spadaro e Viviano Codazzi, Adorazione dei Magi
Anonimo, Vecchia filatrice con pollame
Filippo Palizzi, Paesaggio con animali
Andrea Appiani, Venere e Amore
Ettore Tito, Eolo
Giuseppe Bossi, Monte di Ariosto


=== Collezione Brivio ===
La donazione Brivio fatta nel 1959 comprende una selezione di dipinti italiani tra i quali una "Natività" della scuola del Ghirlandaio e una "Sacra Famiglia" della bottega del Bellini.


=== Collezione Negroni Prati Morosini ===
Nel 1962 è acquisita la collezione Negroni Prati Morosini, cui si deve l'acquisizione del "Ritratto di Napoleone" di Andrea Appiani, di quattro ritratti di Hayez e due dipinti di Camillo Procaccini e Nuvolone.


=== Depositi ===
Solo una parte delle opere di proprietà dell'Ambrosiana è esposta nella Pinacoteca. Tra le opere solitamente custodite nei depositi si possono trovare:


== Note ==


== Bibliografia ==
Silvana Modena, "La seconda Accademia Ambrosiana", Arte Lombarda 5, no. 1 (1960): 84-92.
Gaia Polo, "Pinacoteca Ambrosiana Milano", I grandi musei del mondo, RCS Libri/Skira(2006), ISSN 1825-06370


== Voci correlate ==
Biblioteca Ambrosiana


== Altri progetti ==

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== Collegamenti esterni ==

(IT, EN) Sito ufficiale, su ambrosiana.it. 
Ambrosiana, Pinacotèca-, su sapere.it, De Agostini.