Peretta Usodimare
Peretta Usodimare (Roma, 1478 – Genova, 1550) è stata una nobildonna italiana della famiglia Uso di Mare, anche nipote di papa Innocenzo VIII.
Fu marchesa consorte del Finale e principessa consorte di Melfi in virtù dei suoi matrimoni con Alfonso I del Carretto e Andrea Doria, anche promotrice della Villa del Principe a Fassolo e della sua celebre corte rinascimentale.
== Origine ==
Nacque a Roma nel 1478 da Gherardo Usodimare, patrizio genovese e tesoriere generale della Santa Romana Chiesa, e Teodorina Cybo, figlia illegittima di papa Innocenzo VIII riconosciuta insieme al fratello Franceschetto, duca di Spoleto. Fu sorella di Battistina Usodimare (moglie di Luigi d'Aragona) e di Aranino Cybo-Usodimare (padre di Gherardo Cybo-Usodimare), l'unico che addotta il cognome Cybo per volere del nonno. Attraverso lo zio Franceschetto era anche cugina di Lorenzo Cybo, capostipite dei Cybo-Malaspina.
== Marchesa del Finale ==
Nel 16 novembre 1488 (all'età di dieci anni) il nonno Innocenzo VIII celebrò in Vaticano le sue nozze con il principe Alfonso I del Carreto, marchese sovrano del Finale (vedovo di Bianca Simonetta, già vedova di Carlo Sforza), pochi mesi dopo il matrimonio dello zio Franceschetto Cybo, duca di Spoleto, e Maddalena de' Medici, figlia di Lorenzo il Magnifico.
Subito dopo il loro matrimonio i marchesi del Finale commissionarono la costruzione della chiesa di Nostra Signora di Loreto a Finale Ligure e la decorazione fatta da Vincenzo Foppa.
Ebbero figli solo dal 1502, quando Peretta aveva ventiquattro anni.
== Principessa di Melfi ==
Nel 1527, già vedova ed alla età di quarantanove anni, risposò l'ammiraglio Andrea Doria di sessantasei anni (per lui le prime nozze), secondo alcuni segretamente. Non ebbe figli dal matrimonio, motivo per cui l'ammiraglio adottò Marcantonio, secondo figlio maschio del primo matrimonio di Peretta, che gli succede come 2º principe di Melfi.
Nel 1530 intervenne senza successo davanti l'imperatore Carlo V a favore del marito nelle sue pretese sul marchesato di Monferrato. Intervenne ancora davanti al marito per la liberazione del corsaro ottomano Barbarossa.
=== Villa del Principe ed ospite imperiale ===
Nel 1527, poco dopo il matrimonio, i principi di Melfi cominciano la costruzione della Villa del Principe a Genova, completata nel 1533. La corte rinascimentale dei Doria-Usodimare attirò importanti artisti dell'epoca come Perin del Vaga, Girolamo da Treviso, Domenico Beccafumi, il Pordenone, Silvio Cosini, Antonio Semino, e molti altri.
Nel 1527 la principessa divenne ospite dell'imperatore Carlo V, soggiornato a la villa prima della sua incoronazione a Bologna. Nel 1533 ospita per la seconda volta lo stesso imperatore, stabilito temporaneamente a Genova a causa della riforma della Repubblica guidata dal marito Andrea. Nel 1548 divenne anche ospite del figlio di Carlo, il re Filippo II di Spagna, al cui riceve con un corteo di sessanta nobildonne genovesi vestiti all'antica maniera romana.
È ancora conservato l'appartamento della principessa decorato per volere di Peretta da Perin del Vaga con tematiche risalente alle Metamorfosi di Ovidio. Venne ritratta dal Tasso insieme al marito alla Villa del Principe.
== Morte ==
Muore nel 1550 a Genova. È seppellita accanto al marito Andrea nella chiesa di San Matteo a Genova.
== Discendenza ==
Dal matrimonio con Alfonso I del Carretto è stata madre di:
Giovanni II del Carretto (1502-1535), marchese sovrano del Finale. Sposò Ginevra Bentivoglio, figlia di Alessandro Bentivoglio, conte di Campagna, e della sorellastra Ippolita Sforza (figlia di Carlo Sforza e Bianca Simonetta, prima moglie del padre Alfonso).
Benedetta del Carretto (1506-1551). Sposò Francesco Spinola, patrizio genovese e signore di Garessio (fratello del cardinale Agostino Spinola), figlio di Giovanni Spinola, castellano di Todi, e di Petruccia Riario, nipote di papa Sisto IV.
Marcantonio del Carretto (1513-1578), 2º principe di Melfi, ammiraglio del re di Spagna. Sposò in prime nozze Giovanna di Leyva, figlia di Antonio de Leyva, principe di Ascoli, e Castellana di Villaragut; ed in seconde nozze Vittoria Piccolomini, figlia di Alfonso II Piccolomini, duca di Amalfi, e Costanza d'Avalos.
== Note ==