Gruppo RivaIl Gruppo Riva è il primo gruppo siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio; nel 2022 figura in sessantanovesima posizione nella classifica mondiale dei produttori siderurgici redatta dalla World Steel Association. È inoltre il principale produttore europeo di acciaio da forno elettrico, quindi con una produzione basata sul riutilizzo del rottame ferroso, in una logica di economia circolare e a bassa emissione di CO2. == Storia == Il Gruppo ha origine dalla società “Riva & C.”, costituita dai fratelli Emilio (1926-2014) e Adriano Riva (1931-2019) nel 1954 per commercializzare rottami di ferro destinati alle acciaierie a forno elettrico del bresciano. Nel 1957 viene realizzato il primo stabilimento produttivo con forno elettrico a Caronno Pertusella (Varese), dove nel 1964 è installato, per la prima volta in Italia, un impianto a colata continua curva a tre linee, prodotto dall'azienda impiantistica Danieli e ancora in fase di collaudo; il collaudo ha esito positivo e l'adozione in anticipo sui concorrenti della colata continua diventa una delle principali fonti di vantaggio competitivo dell'azienda, che negli anni successivi inizia il suo processo di espansione in Italia e all'estero. Nel 1966 vengono acquisite le Acciaierie e Ferriere del Tanaro nel cuneese e nel 1970 la S.E.E.I di Malegno nel bresciano, mentre nel 1971 il Gruppo si espande all'estero acquistando prima la Siderurgica Sevillana (Spagna) e poi lo stabilimento Iton Seine in Francia (1976). Nel 1974 viene fondata in Canada la Associated Steel Industries, società nata per raccogliere il rottame generato dal parco automobilistico nordamericano. Nel 1978 il Gruppo Riva è il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina, mercato che fino a quel momento era rifornito esclusivamente dal Giappone. Nel 1981 sono acquisite le Officine e Fonderie Galtarossa di Verona. Negli anni successivi il Gruppo partecipa attivamente al processo di privatizzazione dell'industria siderurgica europea, acquisendo importanti realtà produttive non solo in Italia, dove nel 1988 assume il controllo delle Acciaierie di Cornigliano (Genova) e nel 1995 dell'Ilva, ma anche in Francia, Belgio e Germania. Nel paese d'Oltralpe rileva dal colosso pubblico Usinor-Sacilor l'acciaieria Alpa di Gargenville (1988), in Belgio acquista il laminatoio n. 3 di Charleroi-Marcinelle (1989), e in Germania si aggiudica due importanti stabilimenti, battendo all'asta i concorrenti tedeschi della ThyssenKrupp, nella regione vicino a Berlino (Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer Elektrostahlwerke), messi in vendita dalla Treuhandanstalt, l'ente tedesco incaricato di privatizzare le imprese della ex-Germania est. Dall’installazione della prima macchina di colata continua (1964) ad oggi, il Gruppo ha continuato ad investire nell’innovazione tecnologica per produrre acciaio con l’utilizzo di forni ad arco elettrico partendo da rottami ferrosi, in un’ottica di economia circolare e di riduzione delle emissioni di CO2, valorizzando così la riciclabilità infinita dell’acciaio. A tal proposito, il Gruppo Riva nel 2022 ha acquisito otto siti di raccolta e frantumazione di materiali ferrosi, costituendo la società Trentetrois. Gruppo Riva è inoltre attivo nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, in particolare per quanto concerne l’innovazione tecnologica. A partire dagli anni ’90, ad esempio, ha dato vita a un laboratorio di ricerca e sviluppo nello stabilimento di Lesegno (CN), nel quale sono presenti apparecchiature ad alto tasso tecnologico; tra queste, il simulatore termomeccanico Gleeble 3800 – unico in Italia, con le sue potenzialità – utilizzato per riprodurre l’intero ciclo di lavorazione dell’acciaio su provini realizzati su misura. Dal punto di vista tecnologico e produttivo ciò consente di condurre analisi e test di tipo termico, chimico e meccanico su diverse tipologie di metalli, riproducendo su campioni da poche centinaia di grammi ciò che successivamente viene realizzato su larga scala (centinaia e migliaia di tonnellate). Nel 2012 l’ILVA di Taranto, ramo del Gruppo Riva che si dedicava alla produzione di acciai piani da ciclo integrale, è stata coinvolta in una indagine che ha portato al sequestro dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto dell’ILVA per ipotesi di disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari. L’ILVA è stata, pertanto, commissariata, di fatto espropriata e, dopo la dichiarazione di insolvenza del 2015, a seguito di un biennio di Amministrazione straordinaria, ceduta in affitto al Gruppo ArcelorMittal, con opzione di acquisto al termine del periodo di affitto. Nel 2017 il Gruppo Riva ha chiuso un complesso contenzioso con l’Amministrazione straordinaria dell’ILVA, con l’intervento della Procura di Milano ed ha trasferito 1,230 miliardi di Euro da destinare alle bonifiche delle aree vicine allo stabilimento di Taranto. Nel luglio 2019 il Tribunale di Milano ha definito con sentenza di assoluzione, perché il fatto non sussiste, un procedimento avviato dalla Procura di Milano in relazione alle ipotesi di Bancarotta di ILVA e della controllante RIVA Fire, escludendo ogni responsabilità dei Riva nella gestione dello stabilimento di Taranto affermando letteralmente che “Nella gestione dell'Ilva di Taranto da parte della famiglia Riva, tra il 1995 e il 2012, la società ha fatto investimenti "in materia di ambiente" per "oltre un miliardo di euro" e per "oltre tre miliardi di euro per l'ammodernamento e la costruzione di nuovi impianti" e non c'è stato il "contestato depauperamento generale della struttura", che sotto la gestione del Gruppo Riva l'impresa ha realizzato performance e risultati tali da “posizionarsi in vetta al mercato siderurgico europeo” e che solo il commissariamento ha impedito che il Gruppo proprietario potesse proseguire negli adeguamenti alle nuove prescrizioni ambientali pubblicate del marzo 2013 e nel rilancio industriale dell’Ilva dopo lo stop imposto nel 2012 dai giudici di Taranto. Il 31 maggio 2021 il Tribunale di Taranto ha emesso la sentenza di primo grado nell’ambito del processo “Ambiente Svenduto” relativo alla gestione dell'Ilva da parte del Gruppo Riva fino al 2013. Sono state emesse le condanne rispettivamente a 22 e 20 anni di carcere per i fratelli Fabio Riva e Nicola Riva, ex proprietari ed amministratori dell'azienda, e di 3 anni e mezzo per l’ex Presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Le imputazioni contestate dalla Procura della Repubblica e riconosciute dal Tribunale erano relative ai reati di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, contestati dai magistrati alla gestione Ilva da parte del gruppo Riva. Dopo un anno e mezzo, sono state emesse le motivazioni della sentenza. Dopo che il Tribunale di Milano ha dichiarato nel 2020 con sentenza definitiva l’innocenza del Gruppo Riva, decretando che la responsabilità del dissesto finanziario di Ilva non fosse da attribuire alla gestione Riva, nel mese di settembre 2024, la Corte d’Appello di Taranto ha annullato tutti i provvedimenti e le conseguenti condanne emesse in primo grado, in quanto il Tribunale di Taranto è stato dichiarato incompetente. Il Tribunale di Potenza ha disposto il trasferimento dei fascicoli. Il Gruppo è stato condotto dal fondatore Emilio Riva in qualità di Presidente fino al 30 aprile 2014, giorno della sua scomparsa. Gli succede alla presidenza Claudio Riva. == Struttura e dati societari == Il Gruppo Riva vede al vertice la Riva Forni Elettrici con sede in Milano, che controlla direttamente Riva Acciaio, società presente in Italia con cinque stabilimenti (Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS)). Il Gruppo oltre agli stabilimenti italiani è presente a livello europeo con ulteriori ventitré unità, dislocate tra Germania, Francia, Spagna e Belgio. È presente inoltre con uno stabilimento in Canada. === Produzione 2022 === L'attività produttiva del gruppo è principalmente concentrata in acciaio e derivati. La produzione nel 2022 è stata pari a 5,70 milioni di tonnellate di acciaio grezzo. == Riconoscimenti == Per il ruolo svolto nella ristrutturazione della siderurgia europea, a Emilio Riva sono state assegnate le seguenti onorificenze: Gran Croce al Merito dal Re del Belgio (2000), Cavaliere dell'Ordine al Merito dalla Repubblica federale tedesca (2002) e la Legion d'onore francese (2005). Étienne Davignon, fautore nei primi anni '80, in qualità di Commissario europeo, del “Piano Davignon” per il rinnovamento della siderurgia nel Vecchio continente, ha dichiarato che “la siderurgia non è un'industria come le altre, e il Gruppo Riva non è un gruppo siderurgico come gli altri”, definendo Emilio Riva “una prova vivente di una visione dinamica e ottimista dell'impresa privata”. Agli stabilimenti del Gruppo Riva in Valle Camonica, è stato riconosciuto a settembre 2021 il Premio Sicurezza 2020/2021, assegnato dall’Associazione Italiana di Metallurgia per gli interventi realizzati nell’ambito della salute e della sicurezza sul lavoro. == Note == == Bibliografia == Margherita Balconi - La siderugia italiana (1945-1990). Tra controllo pubblico e incentivi del mercato - Edizioni Il Mulino - Bologna, 1991 Margherita Balconi - "Riva 1954-1994. Il percorso imprenditoriale della famiglia Riva" - Casagrande-Fidia-Sapiens, Lugano, 1995 Le privatizzazioni in Italia - Mediobanca ricerche e studi, 2000 Daniele Manca, La lunga marcia del signore della siderurgia, su archiviostorico.corriere.it, Corriere della Sera, 2 marzo 1995. URL consultato il 13 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2012). Raffaella Polato, "Donne di famiglia? In azienda mai", su archiviostorico.corriere.it, Corriere della Sera, 25 gennaio 2005. URL consultato il 13 settembre 2009. Giorgio Dell’Arti - Massimo Parrini, "Catalogo dei viventi 2009, Marsilio", su cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 10 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2014). Mariano Maugeri, "Il «ragiunatt» e i magnifici cinque", su ilsole24ore.com. Paolo Bricco, "Il «ragiunatt» nato con il boom economico", su ilsole24ore.com. == Voci correlate == Storia della siderurgia Italsider Ilva Finsider == Collegamenti esterni == Sito ufficiale, su rivagroup.com.Maurizio SolieriMaurizio Massimo Solieri (Concordia sulla Secchia, 28 aprile 1953) è un chitarrista italiano. È stato chitarrista di Vasco Rossi per oltre trent'anni, tra il resto componendo le musiche di brani poi divenuti celebri tra i quali Canzone (da Vado al massimo), Dormi, dormi (da Cosa succede in città), C'è chi dice no (dall'omonimo album), Lo show (da Gli spari sopra) e Rock 'N' Roll Show (da Buoni o cattivi). == Biografia == Nasce e cresce a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, da padre medico. A sei anni si interessa alla musica, complice uno dei suoi fratelli che, avendo vinto una borsa di studio in California, gli porta alcuni dischi di Elvis. All'età di dieci anni riceve come regalo dalla sorella, tornata da un viaggio in Francia, il primo disco dei Beatles. Innamorato della musica, riceve in regalo dalla madre la sua prima chitarra, una "Eko" pagata 8.000 lire. Solieri prende le prime lezioni dal direttore della banda del suo paese, ma per sua stessa ammissione il solfeggio lo annoiava. Quindi si orienta rapidamente da autodidatta verso la musica che ama di più, il rock. Ha una grande passione per Elvis e per i gruppi in attività tra gli anni sessanta/settanta, Beatles, Rolling Stones, Jimi Hendrix, Led Zeppelin. Si interessa inizialmente anche al jazz, ma è più forte l'amore per il rock and roll. === Vasco Rossi === Nel 1976 Solieri parte per compiere il servizio militare obbligatorio, lasciando l'università. Frattanto il suo migliore amico Sergio Silvestri viene assunto dall'amico Vasco Rossi in una delle prime radio libere dell'epoca, "Punto Radio", alla quale collaboravano anche altri musicisti (tra i quali Gaetano Curreri, che avrebbe poi fondato gli Stadio, e Massimo Riva, che con Maurizio formerà il primo nucleo del gruppo di Vasco che prenderà in seguito il nome di Steve Rogers Band). Tornato in licenza, Solieri è avvisato da Silvestri di provini che Rossi stava svolgendo a Milano. Partito da Napoli e giunto a Modena, Solieri conosce Vasco Rossi e insieme raggiungono Milano in treno. Vasco dopo averlo sentito suonare in treno, decide di avviare con lui una collaborazione musicale che sarebbe durata più di trent'anni. Solieri partecipa come musicista a quasi tutti gli album del cantante, e dopo qualche anno, comincia a comporre musiche per e con Vasco Rossi: la prima con la melodia di Vasco è Canzone, poi quelle che diventeranno Ridere di te, o ancora Dormi dormi e Lo show. I suoi riff e gli assoli fanno di lui un chitarrista rock apprezzato in Italia. Dal 1988 al 1990 Solieri abbandona Vasco Rossi per seguire Guido Elmi, produttore nel frattempo licenziato dall’artista, e lavora al progetto della Steve Rogers Band, intraprendendo un progetto musicale separato. Rientra in tournée con Rossi, come "il ritorno del figliol prodigo", nel 1991, dopo lo scioglimento della Steve Rogers Band e da allora in poi ricomincia la collaborazione. Nel 1995 si separa nuovamente da Vasco salvo poi tornare in pianta stabile nella band dal 1999 al 2013, in seguito alla morte di Massimo Riva. Il 12 giugno 2012, dopo un'intervista rilasciata al Corriere della Sera su un raffreddarsi dei rapporti tra i due, Vasco Rossi reagisce duramente estromettendolo dalla band e criticandolo. L'8 settembre 2012 suona la chitarra nel gruppo che accompagna Rossi durante l'esibizione alla discoteca Cromie di Castellaneta Marina. Durante l'esecuzione di Senza parole i due appaiono riappacificati, tuttavia il 1º marzo del 2014, sul profilo Facebook di Vasco Rossi è annunciata la mancata convocazione del chitarrista per la tournée estiva, adducendo motivazioni artistiche, precedute da dure esternazioni critiche di Vasco Rossi. Il 1º luglio 2017 ritorna come ospite sul palco del Modena Park insieme ad altri musicisti come Andrea Braido, Gaetano Curreri suonando Ultimo Domicilio Conosciuto e il gran finale con Albachiara. === Steve Rogers Band === Nel 1988 la SRB e Rossi intraprendono percorsi musicali separati. Vasco pubblica Liberi liberi, al quale Solieri partecipa attivamente, ma per la prima volta nel tour dal vivo Rossi porta con sé una band composta da altri musicisti. Il chitarrista e la SRB pubblicano il singolo Alzati la gonna, riscuotendo un notevole successo di copie vendute e la band gira l'Italia in tour. La band pubblica 4 album. Nel 1990 la Steve Rogers Band entra in crisi creativa e il progetto si arresta l'anno successivo, con Solieri che ricomincia la collaborazione con Rossi. Nel dicembre del 2013 la band si riunisce per un unico live al Viper di Firenze; per l'occasione alla voce viene chiamato Lorenzo Campani. === Custodie Cautelari === Solieri collabora costantemente col gruppo Custodie Cautelari. La band e il suo cantante Ettore Diliberto compaiono in numerosi aneddoti del libro autobiografico di Solieri Questa sera Rock'n'Roll. Gli oltre 100 concerti insieme, furono la chiave di volta per la nascita della Notte delle chitarre. Le pubblicazioni discografiche con le Custodie Cautelari iniziano con la produzione del singolo Fax (Red Music/Vele Spiegate - 1998), La vita tutta (Red Music/EMI - 1999), il doppio singolo Musica/Vivere (Ala Bianca/Warner - 2000), l'album Notte delle chitarre (Sony Music - 2002) prodotto da Angelo Carrara, e il brano Se sto male c'è la musica (dall'album "L'incoscienza, Duck Record - 2005) dove canta insieme a Fernando Proce e Ettore Diliberto. Nel dicembre 2013 viene pubblicato il singolo Fine dicembre delle Custodie Cautelari con Maurizio Solieri. Il brano, masterizzato agli Abbey Road Studios, è scritto da Maurizio Solieri e Ettore Diliberto. === Solista === Durante la propria carriera, Solieri partecipa attivamente come musicista, autore, produttore, compositore a numerosi album di artisti italiani (Alberto Fortis, Nomadi, Massimo Riva) e partecipa a eventi musicali come la Notte delle chitarre. Ha inoltre pubblicato un album con Fernando Proce che si chiama Proce & Solieri, preceduto dal singolo Radio Show. Nel 2006 appare nel CD Everything Is Here di Maurizio Vercon, come ospite in due pezzi. Inoltre si è dedicato all'insegnamento, tramite la pubblicazione di DVD didattici sulla tecnica musicale della chitarra. Il 12 marzo 2010 è uscito il suo primo album da solista Volume One, anticipato dal singolo Money, uscito nel mese di dicembre, in concomitanza con i concerti italiani dei Deep Purple, da lui aperti. L'album contiene 10 brani, di cui 5 strumentali e 5 cantati in inglese, con la partecipazione di Michele Luppi alla voce, autore dei testi. Il 18 marzo 2014 pubblica con la SolieriGang l'EP Non si muore mai. L'album contiene 7 tracce, tra le quali 3 inedite. Nell'album partecipano Lorenzo Campani, voce ed autore dei testi, Max Gelsi (bassista di Elisa) al basso, Ivano Zanotti alla batteria e Mimmo Camporeale (compagno di Solieri nella band di Vasco Rossi e nella Steve Rogers Band) alle tastiere. nel 2018 esce un nuovo album che si chiama Dentro e fuori dal rock and roll. Nel 2022 esce un suo nuovo disco solista, Resurrection. Nell'album suonano molti musicisti con cui Maurizio collabora ormai da molti anni. Una calda novità è la collaborazione di suo figlio, Eric Solieri, classe 2005, batterista dal puro animo hard rock che ha registrato le batterie dell'intero album. Eric attualmente è anche il batterista live della SolieriGang, band che Maurizio ha ormai da diversi anni e con cui si esibisce dal vivo. == Stile == Di derivazione hard rock anni '70, ha legato la maggior parte della carriera con Vasco Rossi. Il suo stile è caratterizzato principalmente da blues, ma le sue influenze sono in particolare da heavy metal con pennate non molto veloci ma efficaci e in parte dal neoclassical. == Discografia == === Con la Steve Rogers Band === 1982 - Neve nera/Prendi e scappa (45 giri) 1986 - I duri non ballano 1988 - Alzati la gonna 1989 - Steve Rogers Band 1990 - Sono donne === Da solista === 2010 - Volume I 2014 - Non si muore mai 2018 - Dentro e fuori dal rock'n'roll 2022 - Resurrection === Con le Custodie Cautelari === 1998 - Fax (Red Music/Vele Spiegate), 1999 - La vita tutta (Red Music/EMI) 2000 - Musica/Vivere (Ala Bianca/Warner) 2002 - Notte delle chitarre (Sony Music) 2005 - Se sto male c'è la musica (dall'album L'incoscienza, Duck Record) == Libri == Maurizio Solieri (con Massimo Poggini), Questa sera Rock'n'roll: La mia vita tra un assolo e un sogno, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 8858613333. == Note == == Altri progetti == Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Maurizio Solieri == Collegamenti esterni == Sito ufficiale di Maurizio Solieri, su mauriziosolieri.com. Sito ufficiale SolieriGang, su solierigang.it. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2014).