Il mostro (miniserie televisiva 2025)Il mostro è una miniserie televisiva italiana diretta da Stefano Sollima e prodotta da Netflix. È stata distribuita sulla piattaforma il 22 ottobre 2025. == Trama == La miniserie racconta le indagini svolte a seguito degli omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985 da parte dell'assassino seriale noto come "Mostro di Firenze". == Personaggi e interpreti == === Principali === Stefano Mele, interpretato da Marco Bullitta. Salvatore Vinci, interpretato da Valentino Mannias. Barbara Locci, interpretata da Francesca Olia. Silvia Della Monica, interpretata da Liliana Bottone. Francesco Vinci, interpretato da Giacomo Fadda. Giovanni Mele, interpretato da Antonio Tintis. Natalino Mele, interpretato da Giordano Mannu (da bambino) e da Samuel Fantini (da adulto). === Secondari === Pier Luigi Vigna, interpretato da Sergio Albelli. Giudice Vincenzo Tricomi, interpretato da David Coco. Giovanni Calamosca, interpretato da Stefano Alessandroni. Adolfo Izzo, interpretato da Marco Mario de Notaris. Iolanda Libbra, interpretata da Lisa Galantini. Antonio Lo Bianco, interpretato da Claudio Vasile. Olinto Dell'Amico, interpretato da Giorgio Pinto. Barbarina Steri, interpretata da Barbara Pitzianti. Rosina Massa, interpretata da Adele Piras. == Puntate == === Episodio 1 === 19 giugno 1982, Baccaiano di Montespertoli, provincia di Firenze. Una giovane coppia si apparta in auto per consumare un rapporto sessuale, al termine del quale viene sorpresa dall'assassino noto come "Mostro di Firenze" che li fredda a colpi di pistola. Mentre la ragazza muore sul colpo, il ragazzo è ancora vivo all'arrivo dei soccorsi, salvo morire poco dopo. Giunge sulla scena del crimine il sostituto procuratore Silvia Della Monica, che propone di incastrare l'assassino rilasciando una intervista in cui dichiara (falsamente) che il ragazzo è ancora in vita ed ha fornito un profilo preciso dell'aggressore. Successivamente Della Monica ordina di cercare tutti i delitti precedenti avvenuti con simili circostanze e risale così al delitto Locci-Lo Bianco, avvenuto nel 1968 in un'auto con la stessa pistola utilizzata in tutti gli altri casi. In quella situazione era stato accusato Stefano Mele, il marito della donna, Barbara Locci, sorpresa in auto con l'amante Antonio Lo Bianco, per cui la polizia si rimette in contatto con l'uomo. Viene dunque raccontata la storia di Stefano Mele, un muratore di origini sarde, abbandonato il giorno del matrimonio dalla compagna Barbara Locci, che tenta invano la fuga. Un anno dopo Stefano e Barbara sono ancora insieme, in apparente serenità, ma l'uomo viene licenziato e per ricavare qualche soldo fitta una stanza a un compaesano, Salvatore Vinci, per 3000 lire. L'uomo si scopre essere molto pressante e violento nei confronti di Barbara, anche sotto gli occhi di Stefano, che pur di ricevere soldi accetta con rammarico la situazione. Quattro mesi dopo Barbara è incinta, presumibilmente di Salvatore Vinci, e dà alla luce Natalino. Da questo momento in poi Barbara cambia abitudini; pur essendo sposata con Stefano, frequenta liberamente altri uomini, tra cui Francesco Vinci, collega di Stefano e fratello di Salvatore, e poi Antonio Lo Bianco. Di ritorno da un'uscita al cinema di Barbara con Antonio Lo Bianco e con il figlio Natalino, vengono raggiunti da un'auto che li sorprende mentre i due amanti hanno un rapporto sessuale sui sedili anteriori, mentre il piccolo Natalino giace dormiente sui sedili posteriori. Barbara e Antonio vengono uccisi a colpi di pistola. Rimasto solo, Natalino raggiunge a piedi la casa dei De Felice e da qui viene poi portato in questura per essere interrogato. Stefano finisce subito tra i sospettati, per poi confessare subito dopo. Inoltre Natalino rivela che è stato il padre Stefano a recuperarlo sulla scena del delitto e ad averlo istruito su cosa dire una volta raggiunto un rifugio, per cui l'uomo viene incarcerato. Tornati nel 1982, Stefano rivela nell'interrogatorio di essere stato aiutato da Francesco Vinci nell'omicidio, aggiungendo inoltre che è stato proprio quest'ultimo a sparare i colpi di pistola e a portare Natalino a casa dei De Felice. Stefano Mele è rimasto in silenzio per tredici anni, dichiarandosi unico colpevole dell'omicidio per proteggere Natalino, probabilmente minacciato e spinto da Vinci ad accusare il padre del fatto. Nelle ultime scene sembra proprio che il Mostro di Firenze sia Francesco Vinci. === Episodio 2 === Nel 1982 Francesco Vinci, ora pluriricercato, occulta la sua automobile dietro una boscaglia e si rende latitante, ma i carabinieri intercettano le sue telefonate alla moglie e lo scovano. In questura, viene messo a confronto con Stefano Mele e da lui accusato di essere l'assassino di Barbara Locci e di aver minacciato Natalino per indurlo a dare falsa testimonianza: viene quindi arrestato con l'accusa di essere il Mostro di Firenze. Negli anni cinquanta Vinci, incontrata casualmente Barbara Locci, se ne innamorò ed iniziò con lei una relazione sessuale, arrivando perfino a vivere a casa sua; fu però arrestato per sei mesi per aver abbandonato la moglie. Tornato in libertà, respinge Barbara sospettando che lei l'abbia tradito. Nella ricostruzione del delitto di Barbara è Francesco, geloso e possessivo, a ucciderla, dimostrando di aver sparato lui stesso. Al delitto aveva assistito anche Stefano, umiliato della moglie e plagiato da Vinci a spararle l'ultimo proiettile. Il 9 settembre 1983, mentre Vinci è in carcere, il mostro uccide due ragazzi tedeschi nel loro furgoncino. L'uomo lascia la scena del crimine totalmente indisturbato. === Episodio 3 === Nel 1983, Il delitto dei ragazzi tedeschi ha sconvolto gli inquirenti e la stampa. Francesco Vinci viene scarcerato, e Stefano Mele viene accusato di aver dichiarato il falso. Il fratello Giovanni Mele viene accusato di essere il vero mostro di Firenze: la sera stessa l'uomo aveva tentato un inquietante approccio con la sua amante Iolanda, dimostrando una morbosa conoscenza dei dettagli dei delitti del mostro, per poi portarla in un cimitero dove l'uomo si era dimostrato estremamente minaccioso; Giovanni le diceva inoltre di conoscere un uomo, Enzo Spalletti, e lo qualificava come testimone diretto di uno dei delitti nel 1981 mentre faceva casualmente il guardone. Giovanni viene arrestato: contro di lui diversi indizi, ma soprattutto alcune lettere da lui scritte nel 1968 in cui convinceva Stefano ad "adeguare" la sua testimonianza agli inquirenti per auto-accusarsi del delitto e in seguito per accusare Francesco Vinci. Nel 1959, Barbara Locci viveva succube della famiglia Mele: in particolare il cognato Giovanni, spinto dal crudele padre e dai pettegolezzi di paese, le era apertamente ostile; nel 1968, vedendola insieme a Francesco Vinci, Giovanni ne dispose l'eliminazione insieme a Piero Mucciarini, suo cognato e collega di lavoro. Ricostruzione del delitto di Signa: il "ruolo" che nell'episodio precedente era di Francesco Vinci, stavolta è impersonato da Giovanni Mele, che spara 7 colpi costringendo Stefano a spararne un ottavo; subito dopo Stefano si lascia guardare in volto dal piccolo Natalino, che l'anno seguente agli inquirenti ammette di averlo visto insieme allo "zio" Piero sul luogo del delitto. Nel 1984, il 29 luglio il mostro di Firenze colpisce a Vicchio: una coppia di giovanissimi viene uccisa e la ragazza barbaramente mutilata. === Episodio 4 === La polizia interroga nuovamente Natalino, essendo l'unico testimone oculare dell'omicidio Locci-Lo Bianco. Natalino conferma di essere stato spinto dal padre a dire che l'assassino fosse Francesco Vinci, ma ricorda anche di aver visto Salvatore Vinci. La polizia perquisisce quindi l'abitazione di Salvatore e vi trova dei fumetti compromettenti e uno straccio con tracce di sangue e polvere da sparo. 1958, provincia di Cagliari. Salvatore fa ritorno a casa dopo tempo e sotto pressione del padre inizia una relazione violenta con una donna, Barbarina Steri, che poi sposa. Barbarina muore di apparente suicidio nel 1960. Subito dopo Salvatore si sposta in Toscana e fitta una stanza a casa dei Mele, venendo poi colto da Barbara nel mezzo di un rapporto sessuale con Stefano. Da qui Salvatore minaccia Barbara in cambio del silenzio sulla relazione con Stefano e arriva a violentarla sotto gli occhi del marito. La donna resta incinta e per questo Salvatore scappa facendo ritorno solo nel 1968, quando convince Stefano a commettere l'omicidio di Barbara e Antonio. 1985. Viene interrogata Rosina, la seconda moglie di Salvatore, anch'ella costretta a un vissuto di terrore e violenze, da cui poi scappa insieme ai figli per trasferirsi a Trieste. Nel frattempo a San Casciano in Val di Pesa una giovane coppia viene assassinata in una tenda da campeggio. Il mostro di Firenze invia una lettera a Silvia Della Monica contenente anche un lembo di tessuto del seno dell'ultima ragazza uccisa. Salvatore Vinci viene messo sotto arresto perché indagato per l'omicidio della sua prima moglie Barbarina, ma in assenza di prove viene poi liberato dopo un processo in cui Stefano Mele ritira le sue accuse. Salvatore Vinci scompare nel 1988 senza lasciare traccia. Anche i delitti del mostro di Firenze sono terminati, ma non è chiaro se si sia trattato di una coincidenza o no. Nelle ultime scene si vede un uomo inviare una lettera in cui richiede un intervento verso un vicino sospetto, di nome Pietro Pacciani, precedentemente incarcerato per l'omicidio dell'ex fidanzata e che tiene moglie e figlie in stato di sequestro. == Produzione == Il mostro è composta da quattro episodi ed è co-creata da Stefano Sollima e Leonardo Fasoli, che in precedenza avevano già collaborato a Gomorra e ZeroZeroZero. La serie è prodotta da Lorenzo Mieli, Stefano Sollima e Gina Gardini per The Apartment e AlterEgo. Le riprese si sono svolte a Firenze, in alcuni paesi della Tuscia viterbese tra cui Bassano Romano Ronciglione e Villacidro paese di origine di due sospettati. , e nelle zone circostanti in cui gli eventi reali ebbero luogo, con Paolo Carnera come direttore della fotografia, impegnato a ricreare un tono filologicamente accurato e di tipo documentaristico. == Promozione == La serie ha avuto la sua prima mondiale fuori concorso all'82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. == Accoglienza == === Critica === La miniserie ha ricevuto recensioni contrastanti dalla critica. Rotten Tomatoes riporta il 60% delle recensioni professionali positive basato su 6 critiche. Metacritic ha assegnato un punteggio di 58 su 100 basato su 5 recensioni, indicando "recensioni miste o nella media". La serie è stata però un successo di pubblico, diventando la prima serie tv italiana prodotta da Netflix a raggiungere la prima posizione nella classifica mondiale sulla piattaforma. == Riconoscimenti == Nastri d'argento - Grandi Serie 2026 – Miglior serie TV - Crime == Note == == Collegamenti esterni == Il mostro, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. (EN) Il mostro, su IMDb, IMDb.com. (EN) Il mostro, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. (EN, ES) Il mostro, su FilmAffinity. (EN) Il mostro, su Metacritic, Red Ventures.