Giorgio NardoneGiorgio Nardone (Arezzo, 23 settembre 1958) è uno psicologo, pedagogo e psicoterapeuta italiano. Nel 1987 ha fondato ad Arezzo, insieme a Paul Watzlawick, il CTS, Centro di Terapia Strategica. È autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico. == Biografia == Giorgio Nardone studia e si laurea in Pedagogia nel 1981, presso l'Università di Siena. Si specializza in Psicologia nel 1986 sempre presso l'Università di Siena. Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Toscana con il n.901, è dal 1994 presente anche nell'elenco degli psicoterapeuti. Nel 1985, interessato agli studi e alle teorie della Scuola di Palo Alto (California, USA) e influenzato in particolare dai lavori di Watzlawick, Jackson, Beavin, Weakland e dal gruppo del Mental Research Institute, inizia a seguire alcuni training intensivi. Nasce in quel periodo la collaborazione con Paul Watzlawick, che definisce un maestro di psicoterapia e un maestro di vita. È essenziale, nella "filosofia" di Nardone, fare riferimento a più maestri, per poi elaborare un proprio stile di lavoro personale. A partire dal 1986 si avviano i suoi studi sui disturbi fobico-ossessivi, punto di partenza per elaborare modelli specifici di trattamento. In seguito fonda assieme a Watzlawick il Centro di Terapia Strategica di Arezzo nel 1987, e la Scuola di Terapia Strategica due anni più tardi. I due studiosi non hanno importato in Italia una forma di terapia già esistente all'interno della scuola di Palo Alto ma hanno invece fondato un nuovo approccio terapeutico. Esso affonda le sue origini in diversi campi, tra cui la cibernetica di secondo ordine, la filosofia costruttivista, la terapia sistemica, l'ipnoterapia di Milton Erickson, l'approccio strategico dell'MRI di Palo Alto e quello di Milwaukee, e l'arte dello stratagemma dell'antica Cina (Nardone, Watzlawick, 1990). Il concetto di Terapia Strategica è stato introdotto da Jay Haley e prevede la messa a punto di una particolare tecnica per ogni specifico problema e l'assunzione da parte del terapeuta della responsabilità del cambiamento del paziente. Ha fondato, assieme a Paul Watzlawick, il Centro di Terapia Strategica (C.T.S.), che si pone come struttura per la cura e la ricerca dei disturbi mentali. Rimane infatti forte l'impronta di Nardone sullo studio empirico della psicoterapia, volto a valutare le diverse strategie dell'approccio in termini di efficacia ed efficienza. Il Centro conta un centinaio di studi affiliati in Italia, più altri studi in Spagna, Romania, Irlanda, Colombia. == Pensiero == Il libro che per primo descrive l'approccio della Terapia Breve Strategica è L'arte del cambiamento (1990), scritto con Paul Watzlawick. Come detto, le Terapie di stampo strategico prendono spunto dalla filosofia costruttivista: ogni essere umano costruisce la propria realtà e i modi in cui essa può ostacolarlo. Il principio è che ogni persona ha un proprio sistema di percezione della realtà e, di conseguenza, un proprio modo di reagire ad essa. L'individuazione del sistema percettivo-reattivo del paziente è uno dei primi passi che viene compiuto in terapia. Anche l'approccio di Nardone, come la terapia strategica nata precedentemente in America, si concentra sul qui ed ora, non sul passato del paziente (modus operandi proprio delle terapie ad orientamento psicodinamico). Come nella terapia strategica elaborata nella scuola di Palo Alto, inoltre, non c'è alcun interesse a ricercare le presunte cause del problema del paziente, partendo dal presupposto che la presa di coscienza di tali cause non porta alla risoluzione del sintomo, né in generale dei problemi portati dal paziente. Ciò che viene investigato sono piuttosto le "tentate soluzioni" (concetto introdotto in precedenza da Paul Watzlawick) che il paziente ha messo in atto fino a quel momento per risolvere il problema, individuando in esse un possibile ostacolo al cambiamento. Soluzioni inefficaci (a volte ritenute efficaci dalla persona, o che magari hanno avuto in passato una qualche efficacia, o che semplicemente aiutano il paziente ad evitare di affrontare il problema) sono continuamente messe in atto dal paziente, mantenendo di fatto il problema vivo. Un esempio può essere quello dell'agorafobico che, come soluzione al suo problema, si chiude in casa e non ne esce più. Dopo aver studiato il sistema percettivo/reattivo del soggetto e le sue tentate soluzioni, vengono prescritti dei "compiti", come nelle terapie familiari strategiche, a cui il paziente dovrà attenersi scrupolosamente. Per instaurare un rapporto collaborativo viene usato un linguaggio suggestivo, che prende spunto dalle concettualizzazioni dell'ipnoterapeuta Milton Erickson. Le prescrizioni, o strategie, possono risultare strane, bizzarre o paradossali, anche se viene specificato che non si tratterà mai di qualcosa di immorale, lesivo o antieconomico. L'idea alla base della prescrizione delle strategie è quella di creare un'"esperienza emozionale correttiva", concetto spiegato nel 1946 dallo psicoanalista Franz Alexander nel suo libro "Psychoanalytic Therapy: Principles and Application" (Ronald Press). Il concetto di esperienza emozionale correttiva è ritenuto fondamentale dai principali approcci brevi alla terapia, ma ha ricevuto critiche per la sua mancanza di fondazione empirica. == Opere == Nardone, G., Watzlawick, P. (1990). L'arte del cambiamento. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 978-88-7928-465-3 Nardone, G. (1991). Suggestione + Ristrutturazione = Cambiamento. L'approccio strategico e costruttivista alla terapia breve. Milano: Giuffrè. Nardone, G. (1993). Paura, Panico, Fobie. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 978-88-7928-466-0 Nardone, G. (1994). Manuale di Sopravvivenza per psico-pazienti. Ovvero come evitare le trappole della psichiatria e della psicoterapia. Firenze: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Fiorenza, A. (1995). L'intervento strategico nei contesti educativi. Comunicazione e problem-solving per i problemi scolastici. Milano: Giuffrè. Nardone, G., Watzlawick, P. (a cura di) (1997). Terapia breve strategica. Milano: Raffaello Cortina, ISBN 978-88-7078-471-8 Nardone, G. (1998). Psicosoluzioni. Milano: Rizzoli. Nardone, G., Verbitz, T., Milanese, R. (1999). 'Le prigioni del cibo - Vomiting Anoressia Bulimia: la terapia in tempi brevi. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2000). Oltre i limiti della paura. Milano: Rizzoli. Nardone, G., Milanese, R., Mariotti, R., Fiorenza, A. (2000). La terapia dell'azienda malata. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Giannotti, E., Rocchi, R. (2001). Modelli di famiglia. Milano: Ponte alle Grazie. Loriedo, C., Nardone, G., Watzlawick, P., Zeig, J.K. (2002). Strategie e stratagemmi della Psicoterapia. Milano: Franco Angeli. Rampin, M., Nardone, G. (2002). Terapie apparentemente magiche. Milano: Mc Graw-Hill. Nardone, G., Cagnoni, C. (2002). Perversioni in rete - le psicopatologie da internet e il loro trattamento. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2003). Non c'è notte che non veda il giorno. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2003). Al di là dell'amore e dell'odio per il cibo. Milano: Rizzoli. Nardone, G. (2003). Cavalcare la propria tigre. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 978-88-7928-639-8 Nardone, G., Salvini, A. (2004). Il dialogo strategico. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Rampin, M. (2005). La mente contro la natura. Milano: Ponte alle Grazie. ISBN 978-88-7928-748-7 Nardone, G. (2005). Correggimi se sbaglio. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Loriedo, C., Zeig, J., Watzlawick, P. (2006). Ipnosi e terapie ipnotiche. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2007). La dieta paradossale. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2007). Cambiare occhi toccare il cuore. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Ray, W. (a cura di, 2007). Guardarsi dentro rende ciechi. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Stefanile, C., Sirigatti, S. (2008). Le scoperte e le invenzione della psicologia. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Balbi, E. (2008). Solcare il mare all'insaputa del cielo. Firenze: Ponte alle Grazie. ISBN 978-88-7928-998-6 Nardone, G. (2009). Problem solving strategico da tasca. Milano: Ponte alle Grazie. ISBN 978-88-6220-080-6 Nardone, G. (2010). Gli errori delle donne in amore. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., De Santis, G. (2011). Cogito ergo soffro. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Selekman, M.D. (2011). Uscire dalla trappola. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Montano, A., Sirovich, G. (2012). Risorgere e vincere. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. e l'équipe del Centro di Terapia Strategica. (2012). Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Salvini, A., (2013). Dizionario Internazionale di Psicoterapia. Milano: Garzanti. Nardone, G. (2013). Psicotrappole. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Portelli, C. (2013) Ossessioni, compulsioni, manie. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Valteroni, E. (a cura di, 2014). Dieta o non dieta. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2014). L'arte di mentire a se stessi e agli altri. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Speciani, L. (2015). Mangia, muoviti, ama. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., D'Andrea, S. (2015). Il colloquio strategico in azienda. Milano: Ponte alle Grazie Nardone, G. (2015). La nobile arte della persuasione. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2019). Emozioni istruzioni per l'uso. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2022). La pace del guerriero. Attraversare le tempeste della vita rileggendo «Il libro dei cinque anelli». Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G., Bartoli, S. (2025). L'arte della negoziazione. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2025). Alla ricerca della sicurezza perduta. Milano: Ponte alle Grazie. Nardone, G. (2026). Cambiare se stessi. ROI Edizioni. Nardone, G., Stohr, S. (2026). Panico al volante. Milano: Ponte alle Grazie. == Note == == Voci correlate == Paul Watzlawick Terapia breve Jay Haley == Altri progetti == Wikiquote contiene citazioni di o su Giorgio Nardone == Collegamenti esterni == Sito ufficiale, su giorgionardone.com. Video intervista a Giorgio Nardone in cui racconta le origini del suo approccioSiegfried StohrSiegfried Werner Stohr (Rimini, 10 ottobre 1952) è un ex pilota automobilistico italiano. == Carriera == Nato da padre tedesco e madre italiana, Stohr crebbe a Rimini. Dal 1969 al 1971 pilota della nazionale italiana ai campionati europei e mondiali di kart senza mai ottenere alcun risultato di rilievo. Solamente a 24 anni fece le sue prime esperienze alla guida di una monoposto, divenendo campione italiano di Formula Italia (titolo vinto in pista e conservato a tavolino dopo ammonizione per dichiarazioni rese alla stampa) e Formula 3 rispettivamente nel 1977 e nel 1978. In seguito militò con successo nella Formula 2, dove si classificò al primo posto nel Gran Premio di Enna del 1980. Ha fatto un test con Toleman per debuttare con loro nel Campionato Mondiale di Formula 1 1981 ma alla fine al posto suo venne preso Derek Warwick. Grazie alla sponsorizzazione della Beta, partecipò al campionato mondiale di Formula 1 nel 1981 alla guida di una Arrows ottenendo come miglior risultato un settimo posto al Gran Premio d'Olanda, che fu anche la sua ultima partecipazione nella massima espressione dell'automobilismo sportivo. Curiosamente fu esonerato dal patron dell'Arrows, proprio subito dopo aver ottenuto il suo miglior risultato in quel Gran Premio d'Olanda, per far posto al fratello di Gilles Villeneuve, Jacques Villeneuve Sr., che disponeva di sponsor più forti. Invece, fonti del circus attribuivano le cause dell'esonero per la sua partecipazione allo sciopero dei piloti durante un GP cosa non piaciuta ad Ecclestone ed al patron dell'Arrows, oltre per gli scarsi risultati ottenuti. Alla partenza del Gran Premio del Belgio, sul circuito di Zolder, fu protagonista, senza colpa, dell'investimento di Dave Luckett, un meccanico del suo team cui era stato rischiosamente permesso di restare in pista ad aiutare il suo compagno di squadra Riccardo Patrese la cui vettura non era partita. Dopo la Formula 1, partecipò in Formula 2 nel 1982 con Minardi guidando la Minardi 281B per il Gran Premio del Mugello,finendo ventiquattresimo,ritirandosi per un problema al motore durante il secondo giro. == Biografia == Già laureatosi in precedenza all'università di Padova in psicologia (indirizzo applicativo), dopo il ritiro dalle gare agonistiche, ha partecipato alla progettazione del centro di guida sicura di Misano Adriatico (2002) e di un altro analogo centro in provincia di Bolzano (2004). Ha collaborato con varie testate giornalistiche (tra le quali FormulaPassion, AM, Auto, Sportautomoto, Autosprint, Auto Capital, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, L'Unità, Oggi, Famiglia Cristiana, Rombo, GQ, Viaggiando in Autostrada, Starter) scrivendo articoli improntati soprattutto sulla sicurezza stradale. Ha costruito e standardizzato nei punteggi vari test sulla guida per diverse case automobilistiche ed ha anche collaborato con il centro di addestramento della Polizia di Stato. Dal 1982 gestisce una celebre scuola di guida sicura presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli che negli anni ha cambiato varie volte il nome, ma che è stata, nel suo genere, una delle prime in assoluto in Italia ed è una delle più importanti in Europa. Date le sue competenze in psicologia, ha sviluppato un metodo di guida sicura che, oltre alle consuete prove di frenata e guida sul bagnato, promuove anche una guida improntata sullo stare bene con sé stessi. I corsi di guida sicura riguardano dal 1999 anche le moto e, dal 2005, anche i veicoli industriali e commerciali. Nel 2010 ha firmato il protocollo per la sperimentazione sulla guida sicura con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. È stato spesso chiamato come consulente di parte nella ricostruzione di sinistri stradali. Ha scritto diversi libri, tra i quali "Dove soffia sempre il vento. Come diventare piloti di Formula 1", Fucina Editore 2004 ed il più recente: "La guida sicura - Tecnica, psicologia e filosofia della guida", Fucina Editore 2009. == Risultati == == Note == == Altri progetti == Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Siegfried Stohr == Bibliografia == Siegfried Stohr, Pilota senza ali. Quella non era la mia Formula Uno, Milano, Fucina, 2016. == Collegamenti esterni == (EN) La scheda su Grandprix.com, su grandprix.com. (EN) La scheda su f1rejects.com, su f1rejects.com. URL consultato il 23 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2012). Scuola di guida sicura GuidarePilotare di Siegfried Stohr, su guidarepilotare.com. URL consultato il 20 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2013).