Caterina CaselliCaterina Imelde Caselli (Modena, 10 aprile 1946) è una cantante, produttrice discografica, attrice e conduttrice televisiva italiana. Conosciuta anche come Casco d'oro per la particolare acconciatura che la caratterizzava all'inizio della sua carriera, è tra le voci femminili di maggior successo negli anni sessanta e settanta, nota al grande pubblico soprattutto per le canzoni Nessuno mi può giudicare (1966), con cui si classificò seconda al Festival di Sanremo, e Insieme a te non ci sto più (1968). Dirada ampiamente la sua presenza nelle scene musicali dal 1975, intraprendendo una fortunata carriera di talent scout e lanciando numerosi artisti, tra i quali Gerardina Trovato, Elisa, Andrea Bocelli e i Negramaro. == Biografia == === Gli esordi === Figlia di Francesco Caselli, un salumiere di fede socialista, e Giuseppina Berselli, una magliaia. La sua infanzia vissuta a Magreta (frazione di Formigine) viene segnata da un tragico evento: nel 1960, quando lei ha 14 anni, il padre, sofferente di una grave forma di depressione, si suicida, lasciando la moglie e le due figlie. Dopo un breve periodo di gavetta trascorso suonando il basso nei primi complessi che si esibiscono nelle balere emiliane, a diciassette anni partecipa alla rassegna "Voci Nuove" di Castrocaro, nel 1963, arrivando in semifinale (in questa occasione conosce Gigliola Cinquetti, di cui diviene amica). Viene notata dal discografico Alberto Carisch e scritturata dalla milanese MRC, etichetta fondata da Carisch qualche anno prima. Così incide il primo singolo Sciocca/Ti telefono tutte le sere (quest'ultima presentata ad una puntata della trasmissione televisiva La fiera dei sogni di Mike Bongiorno), un 45 giri che non ebbe successo. L'anno successivo, dopo aver firmato per la CGD della famiglia Sugar, si mette in mostra al Cantagiro con Sono qui con voi, versione italiana di Baby please don't go di Joe Williams. === La notorietà con Nessuno mi può giudicare === Il colpo di fortuna arriva nel 1966, quando Celentano si presenta al Festival di Sanremo con Il ragazzo della via Gluck, scartando il brano Nessuno mi può giudicare, già confezionato per lui e che viene affidato alla giovane cantante modenese, che lo canterà in coppia con Gene Pitney. È in quell'occasione che Caterina Caselli si presenta al pubblico con un'acconciatura bionda a caschetto - ideata appositamente per lei dagli stilisti Vergottini - meritandosi il soprannome "Casco d'oro" che l'accompagnerà per tutta la carriera. Il Festival viene vinto da Domenico Modugno e da Gigliola Cinquetti con Dio, come ti amo, ma le maggiori vendite di dischi verranno fatte registrare proprio da Celentano e Caterina, con più di un milione di copie, mentre la canzone vincitrice si ferma a 300 000 copie. Nessuno mi può giudicare resta al primo posto della classifica per 11 settimane consecutive. Sull'onda di questo successo discografico il regista Ettore Maria Fizzarotti la chiama per girare l'omonima pellicola sentimentale, con Laura Efrikian, Nino Taranto e Gino Bramieri. Nessuno mi può giudicare in Spagna diventa Ninguno me puede juzgar mentre in Francia è conosciuta con il titolo Baisse un peu la radio, incisa oltre che dalla Caselli anche da Dalida. Un altro cantante francese, Richard Anthony l'ha ripresa, col titolo "Amoureux de ma femme "(inammorato di mia moglie) con grande successo in Francia. Tra gli altri successi di quell'anno va segnalata anche una cover della canzone Paint It Black dei Rolling Stones, tradotta con il titolo Tutto nero. === I successi musicali e le interpretazioni cinematografiche === Nel 1966 la Caselli trionfa al Festivalbar con Perdono, mentre con l'altro lato del 45 giri, L'uomo d'oro, si classifica al 4º posto a Un disco per l'estate. Sempre nello stesso anno il regista Ettore Maria Fizzarotti la sceglie come co-protagonista del film commedia Perdono con Fabrizio Moroni e Nino Taranto, un musicarello nel quale la parte principale è affidata a Laura Efrikian, allora moglie di Gianni Morandi. A fine estate del '66 esce il suo primo 33 giri intitolato Caterina meets the We Five, compilation dei suoi primi tre 45 giri. Il 33 giri è condiviso con il gruppo americano dei We Five che aveva esordito l'anno prima con You were on my mind presente pure in questo LP; in autunno esce il 33 giri tutto suo intitolato Casco d'oro in cui inserisce È la pioggia che va dei Rokes e Puoi farmi piangere versione italiana di I put a spell on you, canzone d'esordio degli Alan Price Set. Nel 1967 partecipa di nuovo al Festival della canzone italiana presentando in coppia a Sonny & Cher Il cammino di ogni speranza, che non riesce a entrare in finale, anche se venderà un buon numero di dischi. Ancora meglio vende quello stesso anno Sono bugiarda, versione italiana (testo italiano di Mogol) di I'm a Believer, scritta da Neil Diamond e incisa dai Monkees nel 1966. Sempre nel 1967, in concomitanza con la trasmissione omonima da lei condotta insieme a Giorgio Gaber, pubblica il 3º album, Diamoci del tu ed è anche protagonista del film musicale di Ferdinando Baldi Io non protesto, io amo con Livio Lorenzon, Tiberio Murgia e Mario Girotti (non ancora Terence Hill). Inoltre appare nel film musicale di Giorgio Bianchi Quando dico che ti amo in cui sono presenti anche altri cantanti: Tony Renis, Lola Falana, Enzo Jannacci, Annarita Spinaci, Lucio Dalla e Jimmy Fontana. Molte le canzoni di successo nel 1968 (anno in cui non partecipa al Festival di Sanremo) Il volto della vita, cover di Days of Pearly Spencer dell'irlandese David McWilliams, e della quale esistono due versioni con testi differenti, con la quale vince il Cantagiro, L'orologio con la quale partecipa a Un disco per l'estate, Insieme a te non ci sto più di Paolo Conte e Il carnevale (6ª classificata a Canzonissima). Sempre nel 1968 interpreta un film di Enzo Battaglia: Play Boy, con Sergio Leonardi, conosciuto anche come Sono bugiarda o Playboy. Nel 1969 torna a Sanremo cantando in coppia a Johnny Dorelli Il gioco dell'amore, arrivando in finale e piazzandosi all'8º posto. Sempre nel 1969, la sua canzone Cento Giorni viene usata come fondo musicale a una scena spettacolare del film francese Il cervello, diretto da Gérard Oury, dove Silvia Monti scende in costume da bagno dal balcone di una villa utilizzando una corda. Nel 1970 partecipa in coppia con Nino Ferrer a Sanremo, dove presenta Re di cuori, e pur arrivando in finale, non convince del tutto gli acquirenti di dischi. Agli inizi di giugno, partecipa con scarsa fortuna a Un disco per l'estate con Spero di svegliarmi presto. === Il ritiro dalle scene e la carriera di produttrice discografica === Dopo il matrimonio nel giugno del 1970 con Piero Sugar (con il quale è rimasta sposata sino al 2022, anno della morte di lui), figlio di Ladislao, responsabile dell'omonima casa discografica, dirada l'attività, continuando comunque a cantare ancora per qualche anno. Ad ottobre partecipa con buon successo a Canzonissima dove, in finale, presenta Viale Kennedy. Nel 1971, dopo il Festival di Sanremo al quale partecipa con Ninna nanna (cuore mio) in coppia con i Dik Dik, presenta La casa degli angeli a una puntata di Senza Rete con Peppino di Capri, dove canta dal vivo i suoi più grandi successi. Il 25 novembre diventa mamma di Filippo che continuerà la tradizione dei Sugar nella discografia.Nel 1972 presenta a Teatro 10 l'LP Caterina Caselli che è quasi totalmente un disco di cover. Il disco contiene infatti pezzi di Cat Stevens, di Bill Withers, di Louis Armstrong, dei Lindisfarne, di Giorgio Moroder, degli Uriah Heep (L'uomo del Paradiso, cover di Lady in Black, con testo di Claudio Daiano ed Ettore Carrera), di Harry Nilsson e altri. A settembre del 1972 presenta Le ali della gioventù alla Mostra Internazionale di Musica Leggera a Venezia (ex Gondola d'oro) e, subito dopo, partecipa a Canzonissima, dove arriva alla semifinale con È domenica mattina. Nel 1973 partecipa al Festivalbar con Un sogno tutto mio, brano prodotto da Giancarlo Lucariello (ex produttore dei Pooh), il cui testo è scritto da Valerio Negrini, paroliere ed ex componente dei Pooh, e la musica composta da Guido Maria Ferilli (autore di Un amore così grande che diventerà un successo internazionale). Questo 45 giri passa quasi inosservato anche per l'inesistente promozione discografica. Sempre sotto la produzione di Lucariello, nel 1974 pubblica Primavera, un concept album caratterizzato da grandi melodie e sofisticati arrangiamenti con pianoforte e orchestra. Da questo viene estratto il singolo Momenti si, momenti no, che viene accolto tiepidamente. In autunno partecipa ancora alla Mostra internazionale di Musica leggera di Venezia col secondo singolo estratto Desiderare, che non riscuote il successo sperato. In quell'occasione dichiara durante un'intervista "Se queste canzoni non funzionano, smetto di cantare". E mantiene la parola: decide di ritirarsi dalle scene musicali nel 1975 e lo fa con un nuovo 33 giri e un programma tutto suo intitolati Una grande emozione. Si dedicherà all'attività di talent scout e produttore discografico e nel 1977 fonda una propria casa discografica, la Ascolto. La sua voce tuttavia si potrà ascoltare ancora in duetto nelle canzoni: L'Erminia teimp adree, con Pierangelo Bertoli nel 1978, Amico è, incisa con Dario Baldan Bembo nel 1983 che è stata la sigla di chiusura del quiz televisivo di Mike Bongiorno Superflash, Vado alle Hawaii con Sergio Caputo, Ricetta di donna con Ornella Vanoni e Loredana Bertè, Little Drummer Boy con Rettore e con i Magazzini Criminali. Con la Ascolto inizia a lanciare nuovi talenti: il già citato Bertoli, Franco Fanigliulo, Faust'O, Area, Mauro Pagani e Gian Piero Alloisio. Alla chiusura dell'etichetta, alla fine del 1982, la Caselli continua l'attività di discografica presso la CGD e successivamente entra a far parte del management della casa discografica del gruppo Sugar, la Sugar Music. Torna al Festival di Sanremo per l'ultima volta nel 1990 con Bisognerebbe non pensare che a te, bissata da Miriam Makeba; alla canzone fa seguito un album in cui, oltre al brano sanremese e ad altri due inediti, vi sono alcune rivisitazioni di vecchi successi. Continua il ruolo di manager e scopritrice di talenti: lancia infatti Giuni Russo, Paolo Vallesi, Gerardina Trovato, Andrea Bocelli, Luca Bonaffini, gli Avion Travel, Elisa, i Negramaro, Malika Ayane, Raphael Gualazzi, Giovanni Caccamo, Madame, Sangiovanni e Lucio Corsi. Nel 1997 recita la parte della zia del protagonista Mastandrea nel film commedia di Davide Ferrario Tutti giù per terra, con il giovane Valerio Mastandrea, Carlo Monni e Benedetta Mazzini. Nel 2006, in concomitanza all'uscita del film di Michele Soavi Arrivederci amore, ciao con Alessio Boni, Michele Placido e Isabella Ferrari, esce un cd singolo, su etichetta Sugar, con la nuova versione di Insieme a te non ci sto più intitolata Arrivederci amore, ciao. Nello stesso cd anche la versione strumentale e due canzoni tratte dall' LP Amada mia del 1990: Come mi vuoi e Amada mia, entrambe di Paolo Conte. La canzone vince inaspettatamente il David di Donatello del 2006 come migliore canzone originale. Nel 2009 ha partecipato con altri 56 artisti italiani, riuniti nel progetto "Artisti uniti per l'Abruzzo", all'incisione del brano benefico Domani 21/04.2009 per l'Abruzzo colpito dal terremoto. Il 25 giugno 2012 è tornata in scena come cantante per il Concerto per l'Emilia tenutosi a Bologna per sostenere le popolazioni emiliane colpite dal terremoto, interpretando Insieme a te non ci sto più e, in duetto con Francesco Guccini, Per fare un uomo. Il 12 dicembre 2021, dopo anni di lontananza dalle scene, è tornata in televisione ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa per parlare del suo nuovo docufilm dal titolo Caterina Caselli - Una vita 100 vite. Dopo essere tornata in televisione come ospite a Taratata di Paolo Bonolis, nel febbraio 2026 ritira il premio "Città di Sanremo" alla carriera in occasione della quarta serata del Festival di Sanremo, a sessant'anni dall'esibizione di Nessuno mi può giudicare. == Onorificenze e riconoscimenti == 2025 Premio Ondina d'oro del Carnevale di Viareggio 2026 Premio "Città di Sanremo" alla carriera == Discografia == == Filmografia == === Cinema === Nessuno mi può giudicare, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1966) Perdono, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1966) Quando dico che ti amo, regia di Giorgio Bianchi (1967) Una ragazza tutta d'oro, regia di Mariano Laurenti (1967) Io non protesto, io amo, regia di Ferdinando Baldi (1967) L'immensità (La ragazza del Paip's), regia di Oscar De Fina (1967) Play Boy, regia di Enzo Battaglia (1967) Il professor Matusa e i suoi hippies, regia di Luigi De Maria (1968) Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca regia di Mario Morra (1976) Tutti giù per terra, regia di Davide Ferrario (1997) Nessuno ci può giudicare, di Steve Della Casa e Chiara Ronchini (2016) Caterina Caselli - Una vita 100 vite, di Renato De Maria (2021) === Televisione === Studio Uno, regia di Antonello Falqui (Programma Nazionale, 1966) E sottolineo yé, regia di Vito Molinari (Programma Nazionale, 1967) Diamoci del tu, regia Romolo Siena (Secondo Programma, Programma Nazionale, 1967) Gala per Johnny Dorelli, regia di Vito Molinari (Programma Nazionale, 1968) Vivendo sambando, regia di Giancarlo Nicotra (Programma Nazionale, 1970) Una grande emozione, regia di Giancarlo Nicotra (Secondo Programma, 1975) Qualcuno mi può giudicare, regia di Paolo Beldì (Rai 3, 1998) Nel 1967, insieme ad Alberto Rabagliati, prese parte agli sketch della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello che pubblicizzavano il Burro Optimus, il latte Stemag e lo Stelat della Polenghi Lombardo; nel 1968 a quelli che pubblicizzavano i televisori Minerva della Cozzi dell'Aquila e, nel 1969, nuovamente per la pubblicità del latte Stella/Stelat/Stemag, in una nuova serie di 5 Caroselli dove interpretava i suoi ultimi successi. == Programmi radiofonici Rai == Arriva Caterina, chiacchiere e musica con Caterina Caselli e Giancarlo Guardabassi (1970) == Partecipazioni a manifestazioni canore == === Festival di Sanremo === === Canzonissima === Canzonissima 1967: Sole spento Canzonissima 1968: Perdono, Insieme a te non ci sto più e Il carnevale - 6º posto Canzonissima 1970: L'umanità, La mia vita, la nostra vita e Viale Kennedy - 8º posto Canzonissima 1972: Le ali della gioventù, La casa degli angeli e È domenica mattina - Semifinalista === Mostra internazionale di musica leggera === 1966: Perdono - Vince la Gondola d'oro 1967: Sono bugiarda e Incubo n.4 1972: Le ali della gioventù 1974: Momenti sì, momenti no e Desiderare === Un disco per l'estate === 1966: L'uomo d'oro - 4º posto 1968: L'orologio - 7º posto 1970: Spero di svegliarmi presto - Semifinalista === Cantagiro === 1965: Sono qui con voi, (Girone B) - Semifinalista 1968: Il volto della vita, (Girone A) - 1º posto 1969: Emanuel, (Girone A) - 5º posto === Festivalbar === 1966: Perdono - 1º posto 1967: Sono bugiarda - Finalista 1968: L'orologio - 7º posto 1969: Tutto da rifare - Finalista 1973: Un sogno tutto mio == Note == == Bibliografia == Mauro Schrott, Il talento è timido - La vita di Caterina Caselli; il libro più completo (464 pagine) mai pubblicato sulla vita e sulla carriera di Caterina Caselli (Autoprodotto, 2021) Gianfranco Manfredi, La strage delle innocenti – Pavone, Caselli, Cinquetti, Pravo (Lato Side Editori, 1982) Germain Adriaan, Record Producer, Singing, Actor, Sanremo Music Festival (Brev Publishing, 2011) Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, 2009; alla voce Caterina Caselli Nino Bellinvia (a cura di), I magnifici delle 7 note, Gazzettino d'Informazione, Benevento, 1971; alla voce Caterina Caselli Franco Brizi, Le ragazze dei capelloni, Coniglio Editore, Roma, 2010; alla voce Caterina Caselli Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Caselli Caterina Diego Giachetti, Caterina Caselli. Una protagonista del beat italiano, Roma, Alegre Edizioni, 2006. Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del Rock italiano, Milano, Arcana Editrice, 1993, alla voce Caterina Caselli, pagg. 48-50. Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Roma, Arcana Editrice, 2006. Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990 (alla voce Caselli Caterina, pagg 26-27) == Altri progetti == Wikiquote contiene citazioni di o su Caterina Caselli Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Caterina Caselli == Collegamenti esterni == Sito ufficiale, su caterinacaselli.it. Caterina Caselli, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. (EN) Caterina Caselli, su Discogs, Zink Media. (EN) Caterina Caselli, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. (EN) Caterina Caselli, su Genius.com. Registrazioni audiovisive di Caterina Caselli, su Rai Teche, Rai. Caterina Caselli, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. (EN) Caterina Caselli, su IMDb, IMDb.com. Caterina Caselli - Una vita in musica La Storia siamo noiPino DanieleGiuseppe Daniele, detto Pino (Napoli, 19 marzo 1955 – Roma, 4 gennaio 2015), è stato un cantautore, chitarrista e compositore italiano. Chitarrista di formazione blues, è stato, a partire dagli anni settanta, uno dei musicisti più innovativi del panorama italiano. In oltre quarant'anni di carriera ha collaborato con numerosi artisti di prestigio tra i quali Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ralph Towner, Yellowjackets, Mike Mainieri, Gato Barbieri, Al Di Meola, Claudio Baglioni, Danilo Rea e Mel Collins. Nel corso degli anni ha presenziato e suonato in molti palcoscenici di rilievo, come al Festival di Varadero a Cuba e al teatro Olympia di Parigi. Tra le sue varie esibizioni dal vivo annovera, inoltre, collaborazioni con artisti di fama internazionale come Pat Metheny, Eric Clapton, Chick Corea, Robert Randolph, Bob Berg e Joe Bonamassa. La sua tecnica strumentale e compositiva è stata influenzata dalla musica rock, dal jazz di Louis Armstrong, dal chitarrista George Benson e soprattutto dal blues, in una sintesi fra elementi musicali e linguistici assai differenti, interpretati con vena del tutto personale e creativa. La sua passione per i più svariati generi musicali (da Elvis Presley a Roberto Murolo) ha dato origine a un nuovo stile da lui stesso denominato "tarumbò", a indicare la mescolanza di tarantella e blues, assunti come emblema delle rispettive culture di appartenenza. == Biografia == === Gli esordi === Nato nel quartiere napoletano Porto, era il primogenito di sei figli di un modesto lavoratore portuale. Secondo quanto dichiarato da un amico d'infanzia, le condizioni economiche della famiglia erano così indigenti che da bambino non riuscì neppure a comprarsi l'annuale foto scolastica. Dopo i primi anni trascorsi nel basso dov'era nato, il piccolo Daniele andò ad abitare in piazza Santa Maria La Nova a casa di due zie acquisite, Lia e Bianca, che gli poterono offrire una sistemazione decorosa. Frequentò le scuole elementari presso l'istituto Oberdan, dove ebbe come compagno di classe Enzo Gragnaniello. Qui Daniele si distinse rispetto agli altri bambini per la costante attenzione all'ordine e alla cura di sé. Profondamente appassionato alla musica fin da piccolo, si esibì per la prima volta a dodici anni in una festa di bambini, incappando in una stecca vocale. Tale episodio rivelò al giovane Daniele il significato autentico di cosa significasse stare su un palcoscenico. Frequentò l'Istituto Armando Diaz di Napoli dove si diplomò in ragioneria, e imparò a suonare la chitarra da autodidatta, assorbendo dall'ambiente di contestazione sociale del Sessantotto molte delle istanze che ne guidarono l'espressione artistica negli anni successivi. Pino Daniele esordì in un complesso chiamato New Jet, fondato con il suo compagno di classe Gino Giglio, in cui rimase per breve tempo, ma le prime significative esperienze di composizione ed esecuzione in gruppo si concretizzarono con la fondazione del complesso musicale Batracomiomachia, insieme a Paolo Raffone, Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Enzo Avitabile ed Enzo Ciervo. A quest'ultimo apparteneva anche lo spazio in Vico Fontanelle alla Sanità dove il gruppo effettuava le prove, e dove in quegli anni passarono molti dei futuri protagonisti di un'intera stagione della musica napoletana, tra cui Corrado Rustici, Edoardo Bennato e il gruppo degli Osanna. Nel 1975 iniziò l'attività di sessionman, suonando nell'album che Mario Musella registrò per la King di Aurelio Fierro e che è rimasto inedito fino al 2012, anno in cui è stato pubblicato con il titolo Arrivederci. L'anno seguente, Pino Daniele apparve per la prima volta come chitarrista nell'album Suspiro che Jenny Sorrenti, sorella del più famoso Alan, stava realizzando per la EMI. Nello stesso periodo partecipò alla registrazione dell'album Le due facce di Gianni Nazzaro di Gianni Nazzaro (cantando anche i cori nella canzone Me ne vado) e accompagnò in tour Bobby Solo. Oltre ad essere l'anno delle prime esperienze professionali come musicista, il 1976 fu anche l'anno di un importante evento per la vita e la maturazione artistica di Daniele. Il giovane chitarrista entrò a far parte come bassista dei Napoli Centrale, gruppo partenopeo di primissimo piano in cui il musicista venne a contatto con diversi strumentisti fra i quali spicca il nome di James Senese. Il sassofonista napoletano avrebbe in seguito contribuito in modo rilevante alla crescita musicale di Pino Daniele e alla realizzazione di alcuni dei primi album dell'artista come Pino Daniele (1979), Nero a metà (1980) e Vai mo' (1981). Sempre nel 1976, Claudio Poggi, produttore discografico della EMI Italiana, ascoltò una cassetta provino con alcuni brani originali del giovane cantautore, che decise di seguire discograficamente. Già a metà anno quindi venne inciso un 45 giri contenente i brani Che calore e Fortunato. Alla registrazione del 45 giri fece presto seguito l'album di esordio Terra mia, pubblicato nel 1977, dove venivano tra l'altro recuperati i brani del precedente singolo (il titolo Ca calore fu italianizzato in Che calore). La cifra stilistica dell'artista in questo primo lavoro era espressione di un profondo legame con la tradizione partenopea e mediterranea sia per le sonorità che per i testi, i quali riprendono e reinterpretano canti e usanze popolari napoletane. Pur essendo il primo lavoro di Daniele, l'album contiene numerosi brani che negli anni successivi assursero ad un ruolo iconico, caratterizzando fortemente l'identità dell'artista. Tra quelli maggiormente noti vanno certamente ricordati Terra mia, Suonno d'ajere, 'Na tazzulella 'e cafè, Libertà e soprattutto Napule è, composta a soli diciotto anni come dichiarò lui stesso nel 2009 al Festival di Sanremo e che nel tempo sarebbe stata un vero manifesto per l'autore e per l'intera città. 'Na tazzulella 'e cafè divenne ben presto una delle sue prime canzoni lanciate in radio grazie a Renzo Arbore, all'epoca conduttore radiofonico della trasmissione Alto gradimento. Gli anni settanta si chiusero con la pubblicazione dell'album Pino Daniele, nel quale il cantautore si distaccò maggiormente dalle influenze della musica partenopea per abbracciare sonorità di esplicita derivazione blues. Nell'album spiccano numerosi brani divenuti successivamente classici della sua produzione, come Je so' pazzo, Je sto vicino a te, Chillo È Nu Buono Guaglione (tra i primi pezzi musicali in assoluto a rappresentare la comunità Transgender), Putesse essere allero, Basta na jurnata 'e sole e ...E Cerca 'E Me Capi'. === Gli anni ottanta === L'arrivo degli anni ottanta aprì al musicista le porte della consacrazione come artista di primo livello. Il 27 giugno 1980, infatti, suonò in apertura del concerto milanese tenuto da Bob Marley allo Stadio San Siro, davanti a circa 80 000 persone. Nello stesso anno arrivò la pubblicazione dell'album Nero a metà, nel quale manifestò in maniera matura il nuovo sound napoletano, un latin blues costruito su sonorità tipicamente mediterranee. Il titolo dell'opera è una dedica che l'artista fece all'allora cantante degli Showmen Mario Musella, scomparso poco prima della pubblicazione del disco, definito da Pino Daniele Nero a metà in quanto figlio di madre napoletana e di padre nativo americano. Il disco è presente nella classifica dei 100 album italiani più belli di ogni tempo, stilata dalla rivista Rolling Stone Italia nel gennaio del 2012. L'artista compare un'unica volta in diciassettesima posizione. Il 19 settembre 1981 Daniele tenne un grande concerto in piazza del Plebiscito a Napoli di fronte a 200 000 persone, accompagnato sul palco da Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese, una formazione tutta partenopea che lo stesso anno partecipò al quarto album Vai mo'. In questo contesto si andava definendo il cosiddetto "Neapolitan Power" (letteralmente: energia napoletana), all'insegna dell'innovazione artistica in seno alla tradizione campana, con richiami preponderanti a blues, jazz, funk e rock. Tale miscela musicale è riscontrabile nei brani Yes I Know My Way, Viento 'e terra, Have You Seen My Shoes e Notte che se ne va. Se il concerto costituì un evento di grandissimo rilievo per la carriera di tutti i musicisti coinvolti, fu anche il momento in cui si concretizzò la divisione del gruppo e l'inizio delle carriere soliste dei suoi componenti. Nel 1982 cominciarono le prime grandi collaborazioni con musicisti di fama internazionale. L'album di quell'anno, Bella 'mbriana, è forte dei contributi di Alphonso Johnson al basso e Wayne Shorter al sassofono soprano, entrambi provenienti dallo storico gruppo Weather Report, e prosegue il proprio percorso di commistioni musicali già iniziate nei lavori precedenti. Nel 1983 incise e produsse l'album Common Ground, in collaborazione con Richie Havens, e partecipò, con due brani, all'album Apasionado di Gato Barbieri. Di nuovo sul palcoscenico, il 24 giugno 1984 aprì l'esibizione milanese di Carlos Santana e Bob Dylan. Il lavoro in studio di registrazione diede origine nello stesso anno all'uscita di Musicante, nel quale confluiscono le sonorità mediterranee, le melodie cantilenanti di impronta araba, i ritmi brasiliani scanditi dalle percussioni di Naná Vasconcelos e i fiati dell'ex King Crimson Mel Collins e che costituisce perciò il primo passo in direzione della world music. Nel medesimo anno l'artista partenopeo pubblicò il suo primo album dal vivo denominato Sció live, dove oltre all'abituale band si esibirono svariati musicisti di fama. Nel 1985 diede alle stampe il suo settimo LP in studio dal titolo Ferryboat, punto di sintesi fra differenti approcci emozionali ed esperienze musicali eterogenee: alla realizzazione del lavoro, oltre ai collaudati Zurzolo e Vitolo, Pino Daniele si fece affiancare anche da Steve Gadd, Mino Cinelu e Gato Barbieri che presta il proprio sassofono nei brani Che ore so' e Amico mio. Il 1987 fu l'anno di Bonne soirée, un album di rottura apprezzato da musicisti e addetti ai lavori per le sue sonorità internazionali. Anche questa volta, Daniele si avvalse di musicisti di altissima levatura: Pino Palladino al basso, Bruno Illiano alle tastiere (l'unico musicista italiano dell'album, con cui avrebbe registrato rigorosamente dal vivo senza l'ausilio dell'elaboratore), Jerry Marotta alla batteria (allora musicista di Peter Gabriel), Mel Collins al sassofono e Mino Cinelu alle percussioni. Nel 1988 venne pubblicato il nono album in studio Schizzechea with Love, che vide la partecipazione di Steve Gadd e Agostino Marangolo. Il brano di lancio Schizzechea si aggiudicò, l'anno seguente, la Targa Tenco come miglior canzone in dialetto. Nello stesso periodo girò l'Europa con i concerti di Night of the Guitar, insieme a Randy California, Pete Haycock, Steve Hunter, Robby Krieger, Andy Powell, Ted Turner, Leslie West, Phil Manzanera, Jan Akkerman. Il prolifico decennio si chiuse con la pubblicazione dell'album Mascalzone latino, nome che anni più tardi riprese l'omonimo team velico partecipante alle regate dell'America's Cup. Il disco aprì a sonorità completamente acustiche dove i vari fraseggi di chitarra avevano il compito di riportare l'album a suoni volutamente latini e mediterranei. Il brano d'apertura Anna verrà (dedicata all'attrice Anna Magnani) fu uno dei primi composti dall'artista interamente in italiano. === Gli anni novanta === Dal 1990 Pino Daniele ridusse sensibilmente il numero dei suoi concerti per ragioni di salute; degna di nota fu la collaborazione con Claudio Baglioni nell'album Oltre di quest'ultimo per il brano Io dal mare (chitarra e vocalizzi). Un anno più tardi, 1991, si presentò nuovamente sul mercato discografico presentando l'album Un uomo in blues, il quale vide un ritorno a impostazioni blues e all'uso preminente della chitarra elettrica, evidente nei brani 'O scarrafone, Leave a Message e nella title track. Nello stesso anno esce l'album Sotto 'o sole, con i brani Quando e O ssaje comme fa 'o core. Nel 1992 il cantautore fece una delle sue rare apparizioni televisive, partecipando insieme al fraterno amico Massimo Troisi al programma Alta classe condotto da Gianni Minà. Daniele e Troisi, entrambi da tempo sofferenti di cuore, erano legati da una profonda amicizia, e in quella circostanza diedero luogo a una serie di gag, scherzando sul loro modo di collaborare. In quella occasione, Troisi attribuì scherzosamente a Daniele la frase Massimo, ho scritto una canzone, mi fai un film?. Il riferimento era al celebre brano Quando, che aveva costituito il tema principale del film di Troisi Pensavo fosse amore... invece era un calesse, uscito l'anno prima. I due artisti avevano già collaborato in più occasioni. Il musicista partenopeo, infatti, compose le musiche di due dei precedenti film di Troisi dal titolo Ricomincio da tre e Le vie del Signore sono finite (contenente il singolo Qualcosa arriverà), rispettivamente del 1981 e del 1987. Negli anni novanta il musicista si separò dalla prima moglie Dorina Giangrande (corista negli album Terra mia e Un uomo in blues), con cui aveva avuto due figli: Cristina (alla quale dedicò le canzoni Putesse essere allero e Ninnannannaninnanoè, presenti nell'album del 1979 Pino Daniele) e Alessandro, che diventò suo personal manager. Iniziò una relazione con Fabiola Sciabbarrasi, con cui si sposerà nel 2004. La coppia ebbe due figlie (alle quali Daniele dedicò i brani Sara e Sofia sulle note) e un figlio, Francesco (a cui è dedicato il brano Una parte di me, pubblicato nel 2025 in occasione dei 70 anni dell'artista). Dal 1993 l'artista ritornò a esibirsi regolarmente dal vivo. Il 22 e 23 maggio dello stesso anno fu sul palco a Cava de' Tirreni in due concerti che vennero successivamente registrati e pubblicati nell'album dal vivo E sona mo'. Nello stesso anno pubblicò il dodicesimo album, Che Dio ti benedica, dove si registrò l'ultima collaborazione con l'amico Troisi, coautore del testo del brano T'aggia vede' morta. Il disco presentò collaborazioni con artisti di calibro come il jazzista Chick Corea con il quale duettò in Sicily e Ralph Towner, protagonista in Two Pisces in alto mare. Nel disco si alternano brani scritti sia in lingua italiana che partenopea, come Questa primavera, Un angelo vero, Pace e serenità e Nuda. Il brano Sicily venne riconosciuto, lo stesso anno, miglior canzone in dialetto durante la rassegna del Club Tenco. Nell'occasione, l'artista ricevette la sua seconda Targa Tenco. Sempre in quell'anno Daniele produsse l'album d'esordio del cantautore Joe Barbieri, arrivando a definirlo pubblicamente il suo «erede naturale»; ancora nello stesso anno collaborò con Vasco Rossi come chitarrista e corista del brano Hai ragione tu, incluso nell'album Gli spari sopra. Nel 1994 fu protagonista di una tournée condivisa insieme a Eros Ramazzotti e Jovanotti, in uno spettacolo nel quale tre artisti con stili e influenze differenti si esibivano in set separati, ma che a turno si confrontavano in intermezzi musicali intervenendo nei brani di ognuno dei tre. Il tour, che si sviluppò durante il mese di giugno, toccò dapprima gli stadi di Monza, Bari e Palermo; ebbe il suo picco al San Paolo di Napoli e all'Olimpico di Roma, e si chiuse con le date di Bassano del Grappa (VI) e Modena. Un anno più tardi, assieme al collega Pat Metheny, diede vita a un nuovo tour toccando numerose città d'Italia quali Roma (stadio Olimpico), Reggio Emilia (festival dell'Unità), Torino (PalaStampa), Cava de' Tirreni e Milano (al Forum di Assago). La consacrazione commerciale arrivò con i due album successivi: Non calpestare i fiori nel deserto (1995) e Dimmi cosa succede sulla terra (1997). Con il primo disco, Daniele diede una svolta alla propria carriera sviluppando un nuovo modo di comporre brani, allontanandosi dalle contaminazioni funky e dal dialetto napoletano per abbracciare sonorità pop con forti influenze orientali e nordafricane, attingendo alle sue radici partenopee e mescolando il tutto con l'ormai consolidato stile blues. L'album, trascinato dal singolo di lancio Io per lei, vendette oltre 800 000 copie, risultando tra gli album più venduti del 1995 in Italia con sei settimane al numero uno in classifica, di cui cinque consecutive, oltre a fargli ottenere la Targa Tenco come miglior album dell'anno. Il seguente Dimmi cosa succede sulla terra avrebbe fatto ancora meglio, conquistando dieci dischi di platino e risultando il disco più venduto in Italia per otto settimane consecutive. Il disco gli valse la trionfale vittoria al Festivalbar 1997, nella finalissima svoltasi proprio a piazza del Plebiscito nella sua Napoli, e il musicista si aggiudicò sia il premio per il miglior album che quello per il miglior singolo con il brano Che male c'è. Un anno più tardi presenziò al Pavarotti international, duettando assieme al grande tenore. Nell'occasione cantarono a due voci il brano Napule è. Il millennio venne chiuso dal musicista con la pubblicazione dell'album Come un gelato all'equatore dove vengono a convergere maggiori sonorità di matrice elettronica e impronte jazz sottolineate dalla voce di Rossana Casale. L'uscita dell'opera venne anticipata dal singolo Neve al sole, in rotazione sulle varie stazioni radiofoniche a partire dalla primavera del 1999. Nel settembre dello stesso anno fu ospite del collega Zucchero Fornaciari in una data all'Arena di Verona del Bluesugar World Tour Mondiale: in tale occasione i due, ormai annoverati di fatto come principali esponenti del blues italiano, si riappacificano dopo alcuni battibecchi dei mesi precedenti. === Gli anni duemila === Le contaminazioni con la tradizione musicale nordafricana si sarebbero fatte preponderanti nel successivo album di inediti Medina, pubblicato dalla BMG-Ricordi nel febbraio del 2001. Il lavoro vide la partecipazione del maliano Salif Keïta, del franco-algerino Faudel, del turco Omar Farouk Tekbilek, del tunisino Lotfi Bushnaq e dei 99 Posse (presenti nel brano Evviva o rre), pubblicazione a cui seguì il tour omonimo. Tra le varie canzoni si ricordano Sara non piangere, Mareluna, Gente di frontiera, Acqua Passata e Senza 'e te, interamente scritta in lingua napoletana. Nel dicembre 2001 esce il CD Concerto Medina Tour 2001 con Allison Miller alla batteria, Miriam Sullivan e Rino Zurzolo ai contrabbassi e Mia Cooper come corista. Nell'estate dell'anno successivo, Pino Daniele ebbe l'idea di una tournée a quattro condivisa insieme ai colleghi Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori e Ron, successivamente immortalata nel CD e nel DVD In tour, pubblicato attraverso la Blue Drag, etichetta discografica indipendente creata dal musicista napoletano assieme al figlio. Con l'album Passi d'autore del 2004 il cantautore abbandonò la ricerca di sonorità mediterranee virando verso altri lidi. L'opera sperimentale si giovò della presenza del Peter Erskine Trio, essenziale a dare una coloritura jazz a diversi brani che si alternano a composizioni dal sapore barocco nel quadro di un'opera di riscoperta da parte di Pino Daniele dei madrigali cinquecenteschi. Nell'ottobre 2005 presentò il singolo It's Now or Never (celebre cover inglese di 'O sole mio, a suo tempo lanciata da Elvis Presley), a introdurre l'album Iguana cafè che lo stesso autore aveva annunciato diversi mesi prima come secondo capitolo del progetto del 2004. Al disco parteciparono fra gli altri due percussionisti non nuovi a collaborazioni con Daniele, Naná Vasconcelos e Karl Potter. Il 14 maggio, in occasione della data napoletana dell'Iguana Cafè Tour, dopo 25 anni si ritrovarono sullo stesso palco per la prima volta Pino Daniele, James Senese e Tony Esposito. A due anni dall'ultimo lavoro, il musicista napoletano lanciò sul mercato Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui. Caratterizzato dall'incontro fra la tradizione partenopea e i ritmi latino-americani, il disco vide la partecipazione di Giorgia, Tony Esposito e Alfredo Paixão. Ad aprile partì da Palermo il tour Il mio nome è Pino Daniele e suono qui che dopo aver attraversato tutta l'Italia con una puntata a Zurigo, si concluse il 29 maggio 2007 al Palalottomatica di Roma in un concerto a cui intervennero Giorgia e la cantante israeliana Noa. Nel 2008 si unì ai vecchi amici Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Joe Amoruso e Rino Zurzolo, in nome di una sorta di rifondazione, a distanza di anni, del "Neapolitan Power". Con tale formazione, potenziata dalla presenza di Chiara Civello e di Al Di Meola, realizzò un triplo CD con quarantacinque brani, tra vecchi successi riarrangiati, versioni originali e alcuni inediti. Il lavoro si sarebbe intitolato, simbolicamente, Ricomincio da 30, a significare trent'anni ininterrotti di carriera musicale, ma anche un omaggio all'amico Massimo Troisi, che nel 1981 aveva debuttato come cineasta con il film Ricomincio da tre, per cui Daniele aveva composto le musiche. Con i musicisti citati si ricomponeva perciò la formazione che aveva suonato ventisette anni prima nell'album Vai mò, e all'insegna delle giuste celebrazioni il gruppo partì per una nuova fortunata tournée. L'8 luglio 2008 Daniele tornò a esibirsi in Piazza del Plebiscito per un trionfale concerto a cui parteciparono numerosi ospiti (tra gli altri Giorgia, Irene Grandi, Piccola Orchestra Avion Travel, Nino D'Angelo, Gigi D'Alessio). L'evento fu trasmesso in diretta televisiva e fu seguito dalla pubblicazione su DVD, avvenuta il 22 gennaio 2013. In quella occasione D'Alessio fu l'unico degli ospiti non apprezzato dal pubblico, venendo sonoramente fischiato quando salì sul palco per eseguire con Daniele il brano 'O scarrafone. Il 27 marzo 2009 fu pubblicato l'album Electric Jam, anticipato dal singolo Il sole dentro di me, realizzato in duetto con il rapper J-Ax. In occasione del nuovo disco venne organizzato l'Electric Jam Europen tour conclusosi in settembre, a Capri. Il 1º ottobre 2009 Pino Daniele si esibì per la prima volta all'Apollo Theater di New York, mentre tre giorni più tardi tenne un concerto a Toronto. === Gli anni duemiladieci === Il 26 giugno 2010 partecipò al Crossroads Guitar Festival, organizzato da Eric Clapton al Toyota Park di Chicago, suonando assieme a Joe Bonamassa e Robert Randolph. Il 23 novembre dello stesso anno fu pubblicato il ventiduesimo album in studio, Boogie Boogie Man, anticipato dal singolo omonimo il 5 novembre e vede duetti con artisti quali Mina, Franco Battiato, Mario Biondi e J-Ax. L'album già menzionato Boogie Boogie Man fu però un sostituto a quello che avrebbe dovuto essere un diretto sequel all'album precedente Electric Jam. L'album si sarebbe chiamato Acoustic Jam, e come suggerisce il nome, sarebbe stata l'altra faccia della stessa medaglia; un LP avente un sound più acustico in retrospetto al precedente. Essendo Electric Jam di 6 tracce, si pensa che sarebbe stato così anche per il suo seguito, in modo tale che i due lavori contenessero in totale un numero di canzoni tipico per un album musicale, ossia 12. L'album fu però rimandato per la promozione di Electric Jam e poi non venne mai pubblicato, e al suo posto fu appunto pubblicato successivamente Boogie Boogie Man, avente solo tre inediti e per il resto versioni ricantate di alcuni brani, contenenti duetti con nomi iconici della scena musicale italiana, come Mina e Franco Battiato. Dal momento che le canzoni inedite di Pino Daniele che sono poi state pubblicate postume risalgono tutte al periodo intorno al 2009, e considerando che Acoustic Jam era previsto per il novembre di quello stesso anno, si presuppone che tali inediti avrebbero in origine dovuto essere inclusi in questo album. Il 24 giugno 2011 si esibì allo stadio di Cava de' Tirreni (SA), in concerto con Eric Clapton davanti a una platea di 16 000 spettatori. Durante il concerto, Pino Daniele cantò in italiano una strofa di Wonderful Tonight di Clapton. Un mese dopo fu nuovamente ospite del collega Zucchero Fornaciari allo Stadio Olimpico di Roma durante il Chocabeck World Tour. Nel 2012 fu lanciato il nuovo lavoro La grande madre, a cui collaborarono Steve Gadd, Chris Stainton, Mel Collins, Omar Hakim, Rachel Z, Willie Weeks, Gianluca Podio, Solomon Dorsey e Mino Cinelu. Nel marzo dello stesso anno Pino Daniele si imbarcò nel tour omonimo affiancato sul palco da Rachel Z al pianoforte, Omar Hakim alla batteria, Solomon Dorsey al basso e Gianluca Podio alle tastiere. La tournée toccò per due mesi metropoli, grandi centri e cittadine dell'intera penisola per spostarsi poi oltreoceano a New York, Boston e Washington e riprendere, da luglio a ottobre, per altre diciassette date in tutt'Italia. Nel marzo del 2013 presenziò al concerto tributo tenuto in onore del collega Lucio Dalla, deceduto l'anno precedente, e nell'occasione cantò il celebre brano Caruso del cantautore bolognese. Per l'estate 2014 annunciò un tour nel quale eseguì integralmente l'album Nero a metà, interpretandolo dal vivo il 1º settembre 2014 con i membri del gruppo originale in un concerto all'Arena di Verona; erano con lui James Senese e il suo sassofono, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo al piano e alle tastiere, Rosario Jermano alle percussioni e Tony Cercola ai bongos. Sul palco, Daniele duettò con Elisa, Mario Biondi, Fiorella Mannoia, Emma e Francesco Renga. Il tour ripartì con il concerto del 6 dicembre a Conegliano per proseguire l'11 dicembre a Bari, il 13 a Roma, il 16 e 17 a Napoli e il 22 dicembre ad Assago. Il 31 dicembre 2014 si esibì a Courmayeur prendendo parte al programma televisivo L'anno che verrà, in quella che sarebbe diventata la sua ultima apparizione pubblica. === La morte e tributi === Da tempo sofferente di seri problemi cardiaci, la sera del 4 gennaio 2015, poco più di due mesi prima del suo sessantesimo compleanno, Daniele venne colpito da un infarto mentre si trovava nella sua villa, un podere isolato nelle campagne tra i comuni di Magliano in Toscana e Orbetello, in provincia di Grosseto. Giunto all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dopo vani tentativi di rianimazione, venne dichiarato deceduto alle 22:45. La sua morte ha provocato forti risposte emotive soprattutto a Napoli, dove una folla di circa 100 000 persone si è riunita in piazza del Plebiscito la sera del 6 gennaio per commemorare l'artista cantando le sue canzoni. I funerali si sono svolti in due tappe distinte: la mattina del 7 gennaio 2015 al santuario della Madonna del Divino Amore a Roma e la sera in piazza del Plebiscito nella sua città natale, con una cerimonia svolta all'aperto officiata dal Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe a cui hanno partecipato circa centomila persone. La morte dell'artista ha inoltre suscitato nel mondo della musica e dello spettacolo commossi ricordi di numerosi amici e colleghi tra i quali Eric Clapton, Zucchero Fornaciari, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Vasco Rossi, Luciano Ligabue e altri ancora. Dal 12 al 22 gennaio 2015, l'urna contenente le ceneri di Pino Daniele è stata esposta nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino a Napoli, per consentire alla città di rendere omaggio all'artista scomparso. L'urna è stata successivamente trasferita nel cimitero di Magliano in Toscana per esservi tumulata. Verso la fine di settembre 2015, la città di Napoli ha reso omaggio al cantautore intitolandogli una via nelle vicinanze della sua casa natale. Il 4 gennaio 2016, nel primo anniversario dalla morte, la Rai gli ha dedicato uno speciale. Il successivo 29 giugno è stata inaugurata presso il Museo della pace - Mamt un'esposizione permanente chiamata Pino Daniele Alive dedicata al cantautore napoletano. A tre anni dalla morte, il 14 maggio 2018 è stato pubblicato il singolo inedito Resta quel che resta. Il 7 giugno dello stesso anno l'artista è stato ricordato con un concerto omaggio tenuto presso lo Stadio San Paolo di Napoli durante il quale hanno preso parte Biagio Antonacci, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Antonello Venditti, Giorgia, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri e Tullio De Piscopo, oltre alle band storiche di Vai mo' e Nero a metà. Nel 2019, durante la seconda serata del 69º Festival di Sanremo, ha ricevuto il premio alla carriera e alla memoria, ritirato dalle due figlie. Nel mese di ottobre dello stesso anno Poste Italiane ha emesso un francobollo in memoria del cantautore napoletano. Nel 2020, presso il Centro Direzionale, sulla Torre 1 ex Enel, di 122 metri, in calcestruzzo e legamenti in acciaio, il celebre street-artist Jorit, al secolo Ciro Cerullo, ha realizzato il più alto murale del mondo, raffigurante la cosiddetta 'trinità partenopea degli anni ’80-’90': Diego Armando Maradona, Pino Daniele - in posizione centrale - e Massimo Troisi. Il 24 novembre 2024, in occasione della partita di campionato Napoli-Roma allo stadio Diego Armando Maradona, prima dell'ingresso in campo delle squadre, è stato trasmesso in anteprima un brano inedito di Pino Daniele scoperto dai figli Alessandro e Sara, Again, pubblicato come singolo discografico il venerdì successivo. Il 19 marzo 2025, nel giorno del settantesimo anniversario della nascita dell'artista, del suo onomastico e della festa del papà, viene pubblicato un altro brano inedito, Una parte di me, dedicato al figlio più piccolo, Francesco. Lo stesso giorno è stata scoperta la targa dedicata al cantautore sul "Palazzo Morelli" in via Santa Maria La Nova 32, dove Daniele visse e scrisse e compose i suoi due brani più autentici, Napule è e Terra Mia. Il 20 settembre 2025 è stato trasmesso in prima serata su Rai 1 il programma televisivo Pino è - Il viaggio del musicante riguardante il concerto tenutosi in Piazza del Plebiscito a Napoli condotto da Carlo Conti e Fiorella Mannoia. == Colonne sonore == Pino Daniele ha composto le musiche per colonne sonore di diverse pellicole. Oltre ai tre film dell'amico Massimo Troisi (Ricomincio da tre, Le vie del Signore sono finite e Pensavo fosse amore... invece era un calesse), portano la firma di Daniele le colonne sonore di La mazzetta (1978) di Sergio Corbucci, Se lo scopre Gargiulo (1988) di Elvio Porta, Amore a prima vista (1999) di Vincenzo Salemme e Opopomoz (2003) film d'animazione di Enzo D'Alò. Per Mi manda Picone (1983) di Nanni Loy, Daniele ha composto la canzone Assaje, interpretata dalla protagonista Lina Sastri (le restanti musiche del film sono invece di Tullio De Piscopo). Due brani estratti da un suo concerto alla Mostra d'Oltremare a Napoli nel 1984 aprono e chiudono la pellicola Blues metropolitano del 1984 (Yes I Know My Way e Lazzari felici). Je so' pazzo è stata utilizzata come "colonna sonora" per il sogno di uno dei Tre fratelli nella pellicola di Francesco Rosi (1981); la stessa canzone è presente anche in Maradona - La mano de Dios di Marco Risi (2006), nel momento in cui Maradona arriva a Napoli. Il madrigale Disperata vita è stato invece inserito nella colonna sonora di Fame chimica (2003) di Antonio Bocola e Paolo Vari. Porta la sua firma la colonna sonora di La seconda volta non si scorda mai (2008) con Alessandro Siani. Siani ripropone poi "zio Pino" con il brano Uè Man! nel film Il principe abusivo (2013). Il regista Paolo Sorrentino ha inserito la canzone Napule è nella scena conclusiva del film È stata la mano di Dio (2021). == Discografia == === Album in studio === 1977 – Terra mia 1979 – Pino Daniele 1980 – Nero a metà 1981 – Vai mo' 1982 – Bella 'mbriana 1984 – Musicante 1985 – Ferryboat 1987 – Bonne soirée 1988 – Schizzechea with Love 1989 – Mascalzone latino 1991 – Un uomo in blues 1991 – Sotto 'o sole 1993 – Che Dio ti benedica 1995 – Non calpestare i fiori nel deserto 1997 – Dimmi cosa succede sulla terra 1999 – Come un gelato all'equatore 2001 – Medina 2004 – Passi d'autore 2005 – Iguana cafè - Latin blues e melodie 2007 – Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui 2009 – Electric Jam 2009 – Acoustic Jam (mai pubblicato) 2012 – La grande madre === Album dal vivo === 1984 – Sció live 1993 – E sona mo' 2001 – I concerti live @ RTSI 2002 – Concerto Medina Tour 2001 2002 – In tour (con Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron) 2013 – Tutta n'ata storia - Vai mo' - Live in Napoli 2014 – Nero a metà Live === Raccolte === 1986 – Musica musica 1990 – Tra musica e magia 1995 – Passa 'o tiempo e che fa - I primi anni 1997 – Voglio 'o mare 1998 – Yes I Know My Way 2000 – Studio Collection, Le origini 2000 – Napule è 2002 – Amore senza fine 2004 – The Platinum Collection 2005 – Studio Collection 2006 – Pino Daniele D.O.C. 2006 – Tutto Daniele - Che male c'è 2008 – Ricomincio da 30 2008 – The Platinum Collection: The Early Years 2008 – I grandi successi - Pino Daniele 2010 – Boogie Boogie Man 2011 – Capriccio napoletano 2016 – Bagaglio a mano 2018 – Le corde dell'anima - Studio & Live === Colonne sonore === 1978 - La mazzetta 1981 - Ricomincio da tre 1988 – Le vie del Signore sono finite 1988 - Se lo scopre Gargiulo 1991 - Pensavo fosse amore...invece era un calesse 2003 - Opopomòz == Riconoscimenti == Ciak d'oro 1992 – Migliore colonna sonora per Pensavo fosse amore... invece era un calesse Globo d'oro 1992 – Miglior musica per Pensavo fosse amore... invece era un calesse == Fondazione Pino Daniele == La Fondazione Pino Daniele è un'organizzazione no profit in memoria del cantautore che si prefigge l'obiettivo di commemorare la persona di Pino Daniele e divulgare la sua artisticità attraverso attività culturali. La fondazione è rappresentata dai figli del cantautore, con la presidenza del figlio Alessandro Daniele. === Musicante Award - Premio Pino Daniele === La fondazione promuove inoltre i talenti emergenti attraverso il contest Musicante Award - Premio Pino Daniele inaugurato nel 2025, in collaborazione con Ministero dell'università e della ricerca. Il vincitore del contest è stato annunciato nel corso del programma di Rai 1 Pino è - Il viaggio del musicante, concerto evento in memoria dei dieci anni dalla morte del cantautore, tenutosi il 18 settembre 2025 presso Piazza del Plebiscito di Napoli. Nel programma correlato in onda su RaiPlay sono state inoltre assegnate delle targhe in riconoscimento alle differenti categorie del contest. Nel 2024 è stato inoltre conferito il primo Musicante Academy Award a Giuliano Sangiorgi poiché «rappresenta l’ideale artista musicante, per la qualità della sua musica interpretata con passione e sentimento». Nel corso della premiazione del 2025 è stato conferito alla cantautrice Elisa, eletta dai partecipanti del contest per essere «considerata faro per i giovani musicisti per le qualità di autenticità, umiltà e integrità, valori fondamentali trasmessi anche da Pino Daniele». ==== Vincitori ==== ==== Musicante Award ==== Rossana De Pace (2025) ==== Musicante Academy Award ==== Giuliano Sangiorgi (2024) Elisa (2025) == Note == == Bibliografia == AA. VV. (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Firenze, Giunti Editore, 2006, ISBN 978-88-09-04602-3. AA.VV., Enciclopedia del rock italiano, a cura di Gianluca Testani, Arcana Editrice, 2006, ISBN 88-7966-422-0. Stefano Bonagura, Pino Daniele, Roma, Lato Side, 1982. Vincenzo Calenda, Salvatore Carnevale, Francesco De Martino. Pino Daniele ANIMA BLUES la discografia Mondiale. Ed. Coniglio Editore, gennaio 2012. ISBN 978-88-6063-322-4. Salvatore Coccoluto, Pino Daniele. Una storia di blues, libertà e sentimento, Reggio Emilia, Imprimatur, 2015, ISBN 978-88-6830-287-0. Alessandro Daniele, Pino Daniele. "Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce", Formia, Rai libri, 2022, ISBN 9788839718518. Maurizio Macale, Pino Daniele. Un uomo in blues. Da Napule è a Medina, Foggia, Bastogi Editrice Italiana, 2001. Pietro Perone, Pino Daniele. Napoli e l’anima della musica, dal mascalzone latino a GioGiò, Edizioni San Paolo, 2024, ISBN 9788892246171. Marco Ranaldi, Pino Daniele. Cantore mediterraneo senza confini, Genova, Ed. Frilli, 2002, ISBN 978-88-87923-56-8. Marcella Russano, Nero a metà - Pino Daniele, storia di una straordinaria rivoluzione blues, Milano, Rizzoli, 2015, ISBN 978-88-17-08209-9. (precedentemente pubblicato come Nero a metà. Dalle origini a "grande madre", tutta la poesia di Pino Daniele, Roma, Arcana Editrice, 2012. ISBN 978-88-6231-227-1) == Voci correlate == Enzo Avitabile James Senese Joe Amoruso Massimo Troisi Napoli Centrale (gruppo musicale) Rino Zurzolo Tony Esposito Tullio De Piscopo == Altri progetti == Wikiquote contiene citazioni di o su Pino Daniele Wikinotizie contiene notizie di attualità su Pino Daniele Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pino Daniele == Collegamenti esterni == Sito ufficiale, su pinodaniele.com. pinodanieleufficiale (canale), su YouTube. Danièle, Pino, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Stefano Oliva, DANIELE, Pino, in Enciclopedia Italiana, IX Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2015. Danièle, Pino, su sapere.it, De Agostini. (EN) Pino Daniele, su Goodreads. Pino Daniele, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. Pino Daniele, su Last.fm, CBS Interactive. (EN) Marisa Brown, Pino Daniele, su AllMusic, All Media Network. (EN) Pino Daniele, su Discogs, Zink Media. (EN) Pino Daniele, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. (EN) Pino Daniele, su WhoSampled. (EN) Pino Daniele, su SecondHandSongs. (EN) Pino Daniele, su Genius.com. (EN) Pino Daniele, su Billboard. Registrazioni audiovisive di Pino Daniele, su Rai Teche, Rai. Pino Daniele, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo. Pino Daniele, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. (EN) Pino Daniele, su IMDb, IMDb.com.