LXI Esposizione internazionale d'arte di VeneziaLa 61ª edizione dell'Esposizione internazionale d'arte di Venezia si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 (con pre-apertura il 6, 7 e 8 maggio), sotto la direzione artistica della camerunese Koyo Kouoh. Con il titolo In Minor Keys, il testo curatoriale di Koyo Kouoh è stato presentato il 27 maggio 2025, pochi giorni dopo la prematura scomparsa della curatrice. Il 25 febbraio 2026 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione nella sede di Ca' Giustinian e in diretta streaming. Il 19 marzo 2026, dopo 16 mesi di lavori, è stato presentato il Padiglione centrale «completamente riqualificato» con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In rappresentanza del Ministero della cultura è intervenuto il vice capo di gabinetto Valerio Sarcone. == Esposizione internazionale == Il progetto In Minor Keys è stato presentato dai collaboratori di Koyo Kouoh: Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira e Rasha Salti (advisor); Siddhartha Mitter (editor-in-chief); Rory Tsapayi (assistente alla ricerca). Nel corso del lavoro curatoriale, molte suggestioni hanno trovato eco nei riferimenti letterari condivisi da Koyo come fonti d’ispirazione, tra cui Amatissima (Beloved) di Toni Morrison e Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez, accomunati dall’attraversamento di mondi e soglie temporali e da un realismo magico che intensifica il registro emotivo. Il titolo scelto, In Minor Keys, ossia il concetto di «tonalità minore», è mutuato dalla musica e allude tanto alla struttura di un brano quanto ai suoi effetti emotivi. Nella concezione di Koyo Kouoh, «le tonalità minori rifiutano il fragore orchestrale e le marce militari dal passo cadenzato, e prendono vita nei toni sommessi, nelle frequenze più basse, nei mormorii, nelle consolazioni della poesia», richiedono un ascolto che interpelli le emozioni e che le sostenga. Il nucleo concettuale della Biennale 2026 si articola attorno a motivi scelti a partire da opere capaci di coinvolgere insieme anima e intelletto. L'intreccio di questi motivi si traduce in una composizione che procede per priorità sotterranee: Altari (Shrines). La sala Chini, nel cuore del Padiglione centrale, immaginata come omaggio a due creatori di mondi: Issa Samb (1945–2017) e Beverly Buchanan (1940–2015). Issa Samb, cofondatore del collettivo «Laboratoire Agit'Art» a Dakar, è stato una presenza costante e una fonte d'ispirazione per Koyo. L'opera di Buchanan consiste in letture sofisticate e provocatorie di luoghi e comunità condotte attraverso un approccio anti-monumentale alla Land Art e all'arte pubblica. Processioni. Il motivo della processione, ispirato alle coreografie carnevalesche e ai raduni del mondo afroatlantico, testimonia un linguaggio spaziale dinamico che invita il pubblico a unirsi al movimento, più che a osservarlo. Scuole (Schools). Le «Scuole» come ecosistemi radicati nei territori e insieme transnazionali: luoghi di apprendimento e rigenerazione fondati sull’incontro, la condivisione e l'autonomia dalle leggi del mercato. Meraviglia contrapposta a cinismo verso il potenziale trasformativo dell'arte. Spazio al riposo. Temi quali la piantagione, l'insediamento coloniale, il disastro ambientale e la memoria geologica attraversano altre opere. Parallelamente, il giardino creolo e il cortile diventano luoghi reali e metaforici di riposo, riconnessione e relazione con forme di vita non umane. Performance. Il programma di performance porrà al centro il corpo come luogo di conoscenza, memoria e veicolo politico di resistenza collettiva e guarigione. Nei Giardini della Biennale si terrà una processione di poeti ispirata al Poetry Caravan, il viaggio intrapreso da Koyo Kouoh con nove poeti africani da Dakar a Timbuktu nel 1999. Il progetto di allestimento è stato affidato a «Wolff Architects» di Città del Capo: nel Padiglione centrale, ai Giardini della Biennale, e nel complesso dell'Arsenale (Corderie, Artiglierie, Gaggiandre e Giardino delle Vergini), grandi banner color indaco sospesi dalle travi sino a sfiorare il pavimento segneranno le soglie, preparando i sensi al disvelamento di un ambiente e al transito verso il successivo. === Artisti invitati === Sono 110 – tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni – invitati a partecipare, provenienti da contesti geografici diversi, selezionati da Koyo privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane: Pio Abad (Manila, Filippine, 1983); Philip Aguirre y Otegui (Schoten, Belgio, 1961); Akinbode Akinbiyi (Oxford, Regno Unito, 1946); Laurie Anderson (Chicago, Stati Uniti d'America, 1947); Fabrice Aragno (Neuchâtel, Svizzera, 1970); arms ache avid aeon: Nancy Brooks Brody (Stati Uniti, 1962–2023), Joy Episalla (Bronxville, Stati Uniti, 1957), Zoe Leonard (Liberty, Stati Uniti, 1961), Carrie Yamaoka (Glen Cove, Stati Uniti, 1957), fierce pussy (New York, 1991), Jo-ey Tang (Hong Kong, 1978); Kader Attia (Dugny, Francia, 1970); Sammy Baloji (Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo, 1978); Ranti Bam (Lagos, Nigeria, 1986); Alvaro Barrington (Caracas, Venezuela, 1983); Éric Baudelaire (Salt Lake City, Stati Uniti, 1973); Sabian Baumann (Zug, Svizzera, 1962); blaxTARLINES KUMASI (Kumasi, Ghana, 2015); Beverly Buchanan (Stati Uniti, 1940–2015); Seyni Awa Camara (Senegal, 1945–2026); Maria Magdalena Campos-Pons (Matanzas, Cuba, 1959) & Kamaal Malak (Filadelfia, Stati Uniti, 1962); Nick Cave (Chicago, Stati Uniti, 1959); Carolina Caycedo (Colombia, 1978); Annalee Davis (St. Michael, Barbados, 1963); BuBu de la Madeleine (Osaka, Giappone, 1961); Dawn DeDeaux (New Orleans, Stati Uniti, 1952); Nolan Oswald Dennis (Lusaka, Zambia, 1988); Denniston Hill (Glen Wild, Stati Uniti, 2008); Bonnie Devine (Toronto, Canada, 1952); Godfried Donkor (Kumasi, Ghana, 1964); Marcel Duchamp (Francia, 1887–1968); Edouard Duval-Carrié (Port-au-Prince, Haiti, 1954); Torkwase Dyson (Chicago, Stati Uniti, 1973); rana elnemr (Hannover, Germania, 1974); Theo Eshetu (Londra, Regno Unito, 1958); Rachel Fallon (Dublino, Irlanda, 1971) con Alice Maher; G.A.S. Foundation (Lagos e Ijebu Ode, Nigeria, 2023); Sofía Gallisá Muriente (San Juan, Porto Rico, 1986); Adebunmi Gbadebo (Livingston, Stati Uniti, 1992); Leonilda González (Uruguay, 1923–2017); Linda Goode Bryant (Columbus, Stati Uniti, 1949); Joana Hadjithomas (Beirut, Libano, 1969) & Khalil Joreige (Moussaitbeh, Libano, 1969); Alexa Kumiko Hatanaka (Toronto, Canada, 1988); Ayrson Heráclito (Bahia, Brasile, 1968); Clarissa Herbst (Crailsheim, Germania, 1959) & Dominique Rust (Basilea, Svizzera, 1960); Nicholas Hlobo (Città del Capo, Sudafrica, 1975); Carsten Höller (Bruxelles, Belgio, 1961); Sohrab Hura (Chinsurah, India, 1981); Alfredo Jaar (Santiago del Cile, Cile, 1965); Mohammed Joha (Gaza, Palestina, 1978); Michael Joo (Ithaca, Stati Uniti, 1966); Nina Katchadourian (Stanford, Stati Uniti, 1968); Sandra Knecht (Buus, Svizzera, 1968); Marcia Kure (Kano, Nigeria, 1970); Natalia Lassalle-Morillo (San Juan, Porto Rico, 1991) con Gloria Morillo; Florence Lazar (Parigi, Francia, 1966); Dan Lie (1988); Werewere Liking (Mgombas, Camerun, 1950); lugar a dudas (Cali, Colombia, 2004); Daniel Lind-Ramos (Loiza, Porto Rico, 1953); Alice Maher (Tipperary, Irlanda, 1956); Senzeni Marasela (Thokoza, Sudafrica, 1977), Guadalupe Maravilla (San Salvador, El Salvador, 1976); Manuel Mathieu (Port-au-Prince, Haiti, 1986); Georgina Maxim (Harare, Zimbabwe, 1980); Tiona Nekkia McClodden (Blytheville, Stati Uniti, 1981); Big Chief Demond Melancon (New Orleans, Stati Uniti, 1978); Avi Mograbi (Tel Aviv, Israele, 1956); Wangechi Mutu (Nairobi, Kenya, 1972); Nairobi Contemporary Art Institute (NCAI, Nairobi, Kenya, 2020); Eustaquio Neves (Juatuba, Brasile, 1955); Tuấn Andrew Nguyễn (Saigon, Vietnam, 1976); Tammy Nguyen (San Francisco, Stati Uniti, 1984); Otobong Nkanga (Kano, Nigeria, 1974); Kaloki Nyamai (Nairobi, Kenya, 1985); Temitayo Ogunbiyi (Rochester, Stati Uniti, 1984); Pauline Oliveros (Stati Uniti, 1932–2016); Kambui Olujimi (New York, Stati Uniti, 1976); Hagar Ophir (Gerusalemme, Israele, 1983); Uriel Orlow (Zurigo, Svizzera, 1973); Ebony G. Patterson (Kingston, Giamaica, 1981); Rajni Perera (Colombo, Sri Lanka, 1985) & Marigold Santos (Manila, Filippine, 1981); Thania Petersen (Città del Capo, Sudafrica, 1980); Alan Phelan (Dublino, Irlanda, 1968) Johannes Phokela (Johannesburg, Sudafrica, 1966); Léonard Pongo (Liegi, Belgio, 1988); Walid Raad (Shabbaniyya, Libano, 1967); Mohammed Z. Rahman (Londra, Regno Unito, 1997); RAW Material Company (Dakar, Senegal, 2008); Tabita Rezaire (Parigi, Francia, 1989); Guadalupe Rosales (Redwood City, Stati Uniti, 1980); Yo-E Ryou (Seul, Corea del Sud, 1987); Khaled Sabsabi (Tripoli, Libano, 1965); Rose Salane (New York, Stati Uniti, 1992); Issa Samb (Dakar, Senegal, 1945–2017); Amina Saoudi Aït Khay (Casablanca, Morocco, 1955); Carrie Schneider (Chicago, Stati Uniti, 1979); Hala Schoukair (Beirut, Libano, 1957); Berni Searle (Città del Capo, Sudafrica, 1964); Mmakgabo Mmapula Helen Sebidi (Marapyane, Sudafrica, 1943); Wardha Shabbir (Lahore, Pakistan, 1987); Yoshiko Shimada (Tokyo, Giappone, 1959); Himali Singh Soin (Nuova Delhi, India, 1987) & David Soin Tappeser (Bonn, Germania, 1985); Buhlebezwe Siwani (Johannesburg, Sudafrica, 1987); Cauleen Smith ( Riverside, Stati Uniti, 1967); Vera Tamari (Gerusalemme, 1944); Tsai Ming-liang (Kuching, Malaysia, 1957); Victoria-Idongesit Udondian (Uyo, Nigeria, 1982); Celia Vásquez Yui (Pucallpa, Perù, 1960); Kemang Wa Lehulere (Città del Capo, Sudafrica, 1984); Kennedy Yanko (Saint Louis, Stati Uniti, 1988); Raed Yassin (Beirut, Libano, 1979); Sawangwongse Yawnghwe (Birmania, 1971); Billie Zangewa (Blantyre, Malawi, 1973). == Partecipazioni nazionali == L'Esposizione internazionale del 2026 sarà affiancata da 100 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all'Arsenale e nel centro storico di Venezia. I paesi presenti per la prima volta saranno sette: Guinea, Guinea Equatoriale, Nauru, Qatar, Sierra Leone, Somalia, Vietnam. El Salvador parteciperà per la prima volta con un proprio padiglione. La Russia, assente nelle edizioni del 2022 e del 2024, sarà nuovamente presente nel proprio padiglione ai Giardini. Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Cecilia Canziani, presenterà Con te con tutto, realizzato da Chiara Camoni. La mostra sarà composta opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti: nella prima tesa, in penombra, si troverà un bosco di sculture in ceramica; la seconda tesa sarà come un mondo in costruzione composto di elementi naturali, artefatti e riciclati. Ci sarà, inoltre, spazio ai Dialoghi tra la Camoni e maestri quali Fausto Melotti, Alberto Martini e Marisa Merz. === Padiglione Venezia === Il Padiglione Venezia, ai Giardini della Biennale e gestito dal Comune di Venezia, a cura di Giovanna Zabotti, ospiterà Note persistenti, nel quale «le opere non si limitano a essere osservate, ma attivano connessioni tra persone, storie e percezioni, [con] la stratificazione di culture, segni e periodi storici, e l’anima delle persone che la abitano», formato dalle sculture di Alberto Scodro, le musiche di Dardust, le scenografie di Paolo Fantin, l'installazione Diario veneziano di Illja ed Emilia Kabakov. == Progetti speciali == Alla Polveriera austriaca di Forte Marghera, Temitayo Ogunbiyi (Rochester, 1984), Uriel Orlow (Zurigo, 1973) e Fabrice Aragno (Neuchâtel, 1970) porteranno in terraferma i motivi concettuali di In Minor Keys attraverso progetti che invitano al movimento libero, al gioco, all’interazione, al riposo. La scultura ondulante di Ogunbiyi adagiata sul prato antistante la Polveriera offre la possibilità di sdraiarsi e riflettere; le mappe botaniche di Orlow guardano alla mostra attraverso il prisma delle piante; all'interno dell'edificio, Aragno presenta una reinterpretazione radicale del film Le livre d'image (The Image Book) di Jean-Luc Godard, distribuendo l'immagine in movimento su tre dimensioni. Al Padiglione delle Arti Applicate, nelle Sale d'armi dell'Arsenale, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra, Gala Porras-Kim (Bogotà, 1984), fuori concorso, esplorerà il rapporto complesso tra artefatti culturali, pratiche museali e convenzioni istituzionali che ne classificano e narrano il ruolo nella storia. Il progetto includerà disegni, sculture e video che restituiscono un interesse per le pratiche di conservazione e le procedure usate da diversi operatori del campo museale per definire il significato e la funzione degli artefatti culturali. == Eventi collaterali == 31 eventi collaterali, selezionati e riconosciuti dalla Biennale di Venezia, promossi da enti e istituzioni pubbliche e private senza scopo di lucro, saranno organizzati in numerose sedi della città di Venezia e proporranno un'ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizzano la Mostra. == Note == Esplicative Fonti == Collegamenti esterni == Sito ufficiale, su labiennale.org. (EN) Sito ufficiale, su labiennale.org. Biennale Arte, Biennale Arte 2026 - Presentazione, su YouTube, 27 maggio 2025. URL consultato il 6 marzo 2026. Biennale Arte, Biennale Arte 2026 - Conferenza stampa, su YouTube, 25 febbraio 2026. URL consultato il 6 marzo 2026.