Max HorkheimerMax Horkheimer (Stoccarda, 14 febbraio 1895 – Norimberga, 7 luglio 1973) è stato un filosofo, sociologo, storico della filosofia ed accademico tedesco, tra i più importanti esponenti della Scuola di Francoforte. == Biografia == Nasce a Stoccarda in una famiglia della ricca borghesia ebraica. In gioventù viene costretto a lasciare gli studi ed avviato al lavoro presso la ditta del padre. Nonostante questa imposizione, Horkheimer continuerà ad impegnarsi privatamente nello studio. Scrive alcuni brevi romanzi, che tuttavia non vedranno le stampe. Incontrerà, nel 1916, nel suo ambiente di lavoro la sua futura moglie, Rose Riekher, che al tempo era segretaria di suo padre. Il loro rapporto sarà fortemente osteggiato dalla famiglia, in quanto Rose non era ebrea, ed era di otto anni più anziana di lui. Un altro importante incontro nella sua giovinezza sarà quello con Friedrich Pollock, studioso di economia politica, che sarà suo inseparabile amico durante tutta la vita. All'età di 18 anni sviluppa il suo amore per il pensiero filosofico, mediato dalla lettura degli Aphorismen zur Lebensweisheit ("Aforismi sulla saggezza della vita") di Schopenhauer. Nel 1918 si iscrive all'Università di Monaco e, successivamente, alla neo-nata Università Goethe di Francoforte dove incontra Theodor Adorno con il quale instaurerà una lunga e produttiva amicizia. Si laurea infine con lode nel 1925 con una tesi su "La Critica del Giudizio di Kant come mediazione tra filosofia pratica e teoretica", sotto la guida di Hans Cornelius. L'anno successivo comincerà ad insegnare nello stesso ateneo in qualità di docente a contratto, ottenendo, nel 1930, la cattedra di filosofia sociale. Nel medesimo anno subentra al dimissionario, per motivi di salute, Karl Grünberg, nella direzione dell'Istituto di ricerche sociali (Institut für Sozialforschung), istituto fondato nel 1922 da alcuni studiosi marxisti, alcuni dei quali, come Friedrich Pollock e Felix Weil, sono amici di Horkheimer. È in quel periodo a capo della redazione della rivista dell'Istituto, lo "Zeitschrift für Sozialforschung", avviata nel 1932, che in breve sarà organo ufficiale della cosiddetta Scuola di Francoforte. Nel 1933, con l'inasprirsi delle politiche censorie del Nazionalsocialismo l'Istituto viene chiuso dalla polizia e l'abilitazione all'insegnamento di Horkheimer viene revocata dalle leggi del regime. Il filosofo ripara quindi dapprima a Ginevra, dove viene spostata anche la sede dell'Istituto, e da lì negli Stati Uniti, dove diviene docente il seguente anno alla Columbia University, nuova sede ufficiale anche dell'Istituto di Ricerca Sociale in esilio. Nel 1940 ottiene la cittadinanza americana, e si trasferisce in California, dove avvia, insieme ad Adorno, la stesura della sua opera più importante, la Dialektik der Aufklärung. Philosophische Fragmente ("Dialettica dell'Illuminismo. Frammenti filosofici"). Rientra a Francoforte nel 1949, e riapre insieme ad Adorno l'Istituto nel 1950. L'anno seguente diviene Rettore dell'Università di Francoforte. Stringe rapporti con Konrad Adenauer e con i rimanenti intellettuali della Repubblica di Weimar reduci dall'esilio. Fa ritorno in America nel 1954 dove insegna nell'Università di Chicago fino al 1959. Lasciato l'insegnamento e la direzione dell'Istituto, per limiti di età, torna in Europa. Vive a Lugano-Castagnola, dove rimane fino alla morte, avvenuta a Norimberga nel 1973. È sepolto nel cimitero ebraico di Berna. == Pensiero == L'attività principale svolta da Horkheimer in qualità di direttore dell'Istituto per la ricerca sociale fu quella di far convergere negli studi dell'istituto un approccio interdisciplinare il quale solo poteva offrire una riconsiderazione fruttuosa della teoria e della critica marxista della società. Così, nell'opera collettiva Studien über Autorität und Familie: Forschungsberichte aus dem Institut für Sozialforschung del 1936, grande attenzione viene indirizzata da Horkheimer alle analisi proposte dallo psicologo di tradizione freudiana, Erich Fromm (anche lui membro dell'istituto), nel descrivere i processi psicologici secondo i quali i rapporti di dominio sociale vengono interiorizzati nella coscienza degli uomini. Questa riconsiderazione del marxismo di Horkheimer, alla luce dei contributi delle diverse discipline scientifiche psicologiche e sociali, appare nella sua evidenza con il saggio Traditionelle und kritische Theorie ("Teorie tradizionali e critica") del 1937 dove la "teoria critica" si oppone alla "teoria tradizionale" proprio nel rifiuto, nell'interpretazione del mondo, del metodo scientifico avalutativo. Scopo della "teoria critica" è quindi quello di utilizzare i differenti contributi critici per instaurare una nuova società priva di ingiustizie sociali. Lo scopo della ricerca interdisciplinare non è più scientificamente neutrale ma eminentemente "pratico" e politico. Tale scopo ultimo non si esaurisce tuttavia su un interesse di "classe", ma trova fondamento nella "ragione" stessa in quanto solo nella liberazione dai condizionamenti sociali, la "ragione" può svolgersi in modo compiuto. Nel 1947 esce per la Querido Verlag di Amsterdam il nuovo saggio che Horkheimer ha scritto, durante la permanenza negli Stati Uniti, insieme ad Adorno nel biennio 1942-44: Dialektik der Aufklärung. Philosophische Fragmente ("Dialettica dell'Illuminismo. Frammenti filosofici"). In quest'opera Horkheimer, chiedendosi in che modo la razionalità dell'Occidente possa aver generato la barbarie nazista, ritiene che la responsabilità non vada ricercata nella "ragione" quanto piuttosto nell'utilizzo di questa in qualità di mero strumento per generare il dominio sulla società, sugli uomini e sui processi interiori degli stessi. Tale utilizzo, secondo Horkheimer si avvia con Bacone e procede con l'Illuminismo fino all'approccio neopositivistico. Tale analisi si sviluppa ulteriormente nel nuovo breve saggio pubblicato nel 1947 a New York, Eclipse of Reason (Eclisse della ragione) dove viene ulteriormente precisato che il fallimento dell'Occidente, e del suo valore più alto ovvero la "ragione", non è da ricercarsi in quest'ultima ma nell'uso strumentale e distorto che di questa è stato fatto. Così se prima della modernità (cfr. cap.1) era dominante la nozione di "ragione oggettiva" intesa come forza che determina il "mondo" a cui l'uomo deve conformarsi, nell'uso moderno la "ragione" diviene "ragione soggettiva", ovvero "strumentale" a finalità già decise a cui la stessa "ragione" deve adeguarsi non rappresentando più il fine ultimo, né essendo più autonoma. Tale "ragione soggettiva" intende dominare la natura e l'uomo, la cui intima natura intende ribellarsi. Ma la stessa ribellione dell'uomo viene dalla "ragione soggettiva" utilizzata ai propri fini di dominio come nel caso, ma non solo, del nazismo. Nell'ultimo Horkheimer la filosofia incontra la teologia in una visione sempre più pessimistica in quanto per il filosofo la "ragione" non può risultare oggi che strumento di autoconservazione e che quindi la prospettiva che consenta di andare oltre il "male" esistente prevede degli interrogativi, e le loro eventuali risposte, in ambito teologico. E tale visione conserva comunque poche speranze sul futuro di un'umanità sempre più globalizzata e amministrata per controllare e gestire la tecnica, e sempre più composta da individui, asserviti a tale mondo amministrato, ormai incapaci di promuovere liberamente le proprie potenzialità: == Note == == Bibliografia == === Opere complete === Gesammelte Schriften, volumi 1–19. A cura di Alfred Schmidt e Gunzelin Schmid Noerr. S. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno 1985-1996. === Opere tradotte === Max Horkheimer, Herbert Marcuse, Filosofia e teoria critica, Einaudi ed., a cura di S. Petrucciani, 2003, ISBN 88-06-16471-6 Max Horkheimer, La nostalgia del totalmente altro, Queriniana, Brescia 2001, 20197, ISBN 978-88-399-0563-5 Max Horkheimer, Eclissi della ragione. Critica della ragione strumentale, Einaudi ed., trad di E. Spagnol Vaccari, 2000, ISBN 88-06-15437-0 Max Horkheimer, Theodor W. Adorno, Dialettica dell'illuminismo, Einaudi ed., trad. di R. Solmi, 1997, ISBN 88-06-14353-0 Max Horkheimer, Taccuini 1950-1969, Marietti ed., trad. di L. Ceppa, 1988, ISBN 88-211-8622-9 Max Horkheimer, Studi di filosofia della società, Einaudi ed., a cura di W. Brede, trad. di A. Marietti, G. Carchia, G. Backhaus, 1981, ISBN 88-06-52092-X Max Horkheimer, Theodor W. Adorno, Lezioni di sociologia, Einaudi ed., trad. di A. Mazzone, 2001, ISBN 88-06-15933-X Max Horkheimer, Kant: la critica del giudizio, Liguori ed., a cura di N. Pirillo, 1981, ISBN 88-207-0973-2 Max Horkheimer, La società di transizione. Individuo e organizzazione nel mondo attuale, Einaudi ed., a cura di W. Brede, trad. di G. Backhaus, 1979, ISBN 88-06-18861-5 Max Horkheimer, Theodor W. Adorno, I seminari della Scuola di Francoforte, Franco Angeli ed., a cura di F. Riccio, 1999, ISBN 88-464-1201-X Max Horkheimer, Gli inizi della filosofia borghese della storia. Da Machiavelli a Hegel, Einaudi ed., trad. di G. Backhaus, 1978, ISBN 88-06-10389-X Max Horkheimer, Crepuscolo. Appunti presi in Germania (1926-1931), Einaudi ed., trad. di G. Backhaus, 1977, ISBN 88-06-09886-1 Max Horkheimer, Studi sull'autorità e la famiglia, UTET ed., trad. di C. Pianciola, A. Cinato, A. Marietti Solmi, 1976, ISBN 88-02-02814-1 Max Horkheimer, Teoria critica. Scritti 1932-41, Einaudi ed., trad. di G. Backhaus, 1977, ISBN 978-85-273-0038-4 (due volumi) === Monografie e studi === Nicola Abbagnano, Storia della filosofia / La filosofia contemporanea, UTET, 2003, ISBN 88-7750-815-9 Rocco Buttiglione, Dialettica e nostalgia. La Scuola di Francoforte e l'ultimo Horkheimer, Jaka Book, 1978 Mario Lupoli, Platone e il concetto di ragione in Horkheimer e Adorno, in Platone nel pensiero moderno e contemporaneo, vol. XI (a cura di A. Muni), Limina Mentis, 2017 S. Petrucciani, Ragione e dominio. L'autocritica della razionalità occidentale in Adorno e Horkheimer, Roma, Salerno Editrice, 1984 Antonio Ponsetto, Max Horkheimer. Dalla distruzione del mito al mito della distruzione, il Mulino, 1981, ISBN 88-15-20297-8 Emanuele Severino, La filosofia dai Greci al nostro tempo. La filosofia contemporanea, Rizzoli, 2004, ISBN 88-17-00170-8 Rolf Wiggershaus, La Scuola di Francoforte, Bollati Boringhieri, 1992, ISBN 88-339-0717-1 La Scuola di Francoforte. La storia e i testi, a cura di E. Donaggio, Einaudi, 2005, ISBN 88-06-16978-5 Nicola Emery, Per il non conformismo. Max Horkheimer e Friedrich Pollock: l'altra Scuola di Francoforte, Castelvecchi, 2015, ISBN 978-8869441653 Giacomo Maria Arrigo, Max Horkheimer e la catastrofe. Ripensando il totalmente Altro, in «Lo Sguardo - Rivista di Filosofia», N. 21 (2016), pp. 259-273. Orietta Ombrosi, Il crepuscolo della ragione. Benjamin, Horkheimer, Adorno e Levinas di fronte alla catastrofe, Giuntina, 2014. ISBN 978-8880575238 == Voci correlate == Marxismo occidentale == Altri progetti == Wikiquote contiene citazioni di o su Max Horkheimer Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Max Horkheimer == Collegamenti esterni == Horkheimer, Max, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Giuseppe Bedeschi, HORKHEIMER, Max, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1979. Horkheimer, Max, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009. 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AdornoTheodor Ludwig Wiesengrund Adorno (Francoforte sul Meno, 11 settembre 1903 – Visp, 6 agosto 1969) è stato un filosofo, sociologo, musicologo e compositore tedesco. Fu esponente della Scuola di Francoforte e si distinse per una critica radicale alla società e al capitalismo avanzato. Oltre ai testi di carattere sociologico, nella sua opera sono presenti scritti inerenti alla morale e all'estetica, nonché studi critici sulla filosofia di Hegel, Husserl e Heidegger. Alla riflessione filosofico-sociologica affiancò per tutta la sua esistenza un'imponente attività musicologica. Studente all'Università di Francoforte, l'amicizia personale con Max Horkheimer lo pose in contatto con l'Istituto di ricerche sociali di Francoforte sul Meno. L'avvento del nazismo lo costrinse all'esilio, prima a Oxford e, successivamente, negli Stati Uniti. Qui fu particolarmente impegnato in progetti sociologici all'avanguardia come il Radio Research Project e soprattutto nell'indagine sulla personalità autoritaria. Ritornato in Germania nei primi anni cinquanta, le sue lezioni all'Università di Francoforte registrarono una crescente partecipazione, e si accresceva in Europa la fama del seminario da lui svolto con Max Horkheimer sulle tematiche hegeliane. == Biografia == Adorno nacque a Francoforte sul Meno nel 1903, figlio unico di Oscar Alexander Wiesengrund (1870-1946), un benestante commerciante di vini tedesco di origine ebraica, convertitosi alla religione protestante da ragazzo, e di Maria Calvelli-Adorno della Piana (1865-1952), cantante lirica e pianista còrsa, devotamente cattolica. Nel 1921 si iscrive all'Università di Francoforte, seguendo i corsi di filosofia, sociologia, psicologia e musica. Conosce Max Horkheimer, Friedrich Pollock e Walter Benjamin. Dopo soli tre anni presenta una «Promotion» sulla Fenomenologia di Husserl. Negli anni 1925-1926 si trasferisce a Vienna dove conosce Arnold Schönberg e studia composizione privatamente con Alban Berg. A Francoforte, fra il 1928 e il 1932, prende contatto con l'Istituto per la ricerca sociale, allora diretto da Carl Grünberg, storico del movimento operaio. A Berlino frequenta circoli marxisti conoscendo Ernst Bloch, Bertolt Brecht e Kurt Weill. Nel 1931 consegue l'abilitazione all'insegnamento con il saggio Kierkegaard. La costruzione dell'estetico. Dopo la nomina di Hitler a cancelliere nel 1933, l'Istituto viene chiuso e Adorno privato della venia docendi. Fra il 1934 e il 1939, per ragioni di sicurezza, assume il cognome non ebreo della madre e pubblica sulla Zeitschrift für Sozialforschung il saggio Sul jazz e quello intitolato Il carattere di feticcio in musica e il regresso dell'ascolto. Nel 1937 sposa Margarete Karplus. Si trasferisce negli anni 1938-1940 a New York, dove collabora con l'Istituto per la ricerca sociale. Con Paul Lazarsfeld assume la direzione del Princeton Radio Research Project. Nel 1941 raggiunge Max Horkheimer a Los Angeles, collaborando con quest'ultimo alla stesura di Dialettica dell'illuminismo. Fra il 1942 e il 1949 scrive Filosofia della musica moderna e Minima moralia. Inizia la collaborazione col «Berkeley Project on the Nature and Extent of Antisemitism» curandone il primo volume intitolato La personalità autoritaria. Ritorna a Francoforte nel 1949, dopo la ricostruzione dell'Istituto per la ricerca sociale, la cui direzione viene data a Max Horkheimer. Molti dei membri di origine ebraica, tra cui Herbert Marcuse, Leo Löwenthal, Erich Fromm, rifiutano tuttavia di far ritorno in Germania. Adorno riceve la cattedra di sociologia e filosofia. Nel corso degli anni sessanta pubblica una serie di monografie filosofiche e musicali e i tre volumi di Note sulla letteratura. Nel 1966 pubblica Dialettica negativa. Nel 1969 si rivolge alla polizia perché sgombri un'occupazione nei locali dell'Istituto per la ricerca sociale, di cui è direttore. Per tutto il semestre le lezioni sono interrotte da occupazioni e disordini. Il 6 agosto dello stesso anno, durante un viaggio in Svizzera, Adorno muore a Visp per un attacco cardiaco. == La critica della società == Come Max Horkheimer e Herbert Marcuse, Adorno ha condotto una rigorosa critica della società borghese su basi hegeliane e marxiste, tenendo ampiamente conto degli apporti forniti dalla psicoanalisi freudiana. A suo avviso, con il passaggio al capitalismo monopolistico (o ai sistemi collettivistici socialisti), le relazioni interumane si riducono a pura apparenza; la vita individuale diviene pura funzione delle forze oggettive che governano la società di massa; la sfera individuale si riduce all'ambito fittizio del consumo. In tale radicale condizione, la produzione dell'alienazione si manifesta in quanto struttura e sovrastruttura risultano intrecciate in una connessione di accecamento sociale. La condizione umana, mediata dall'ideologia in questo sistema sociale diviene quella dell'alienazione individuale e della disumanizzazione dei rapporti sociali. La cultura si riduce a industria culturale — una categoria "inventata" da Adorno e Horkheimer nel libro La dialettica dell'illuminismo —, la scienza è a servizio del profitto, diventa cioè strumento di dominio sulle cose e sugli uomini. Di qui la critica condotta al neopositivismo come filosofia dell'asservimento della cultura alla tecnica e all'affermazione della filosofia come pensiero dialettico, che lo conducono a una interpretazione del marxismo in chiave anti-idealistica e anti-teleologica. == La musicologia == Pianista dilettante, Adorno fu anche compositore e allievo di Alban Berg a Vienna. Oltre alla famosa Filosofia della musica moderna, in cui contrappone dialetticamente Schönberg a Stravinskij, sono presenti nella sua produzione critica monografie su Wagner, Mahler e Berg stesso. Durante gli anni passati in America ebbe la possibilità di collaborare alle sezioni musicali del romanzo di Thomas Mann Doctor Faustus, le cui musiche sono per molti versi vere e proprie composizioni adorniane, come interamente tratte da saggi musicologici adorniani sono le lezioni, nel romanzo attribuite al musicologo Hermann Kretzschmar. == La fortuna == Negli anni sessanta del secolo scorso si ebbe una riscoperta di opere di Adorno come Minima moralia del 1951, Dialettica dell'illuminismo (1947) o Dialettica negativa (1966), legata al fatto che da esse trasse ispirazione parte della "nuova sinistra", soprattutto in Germania e negli Stati Uniti; ma opere come Filosofia della Musica Moderna (1949) e La personalità autoritaria (1950) sono da anni riconosciute nel campi della musicologia e della sociologia. Studi sulla sua filosofia vengono tuttora pubblicati regolarmente. == Dialettica negativa == === Struttura del testo === Parte prima. Rapporto con l'ontologia I. Il bisogno ontologico II. Essere ed esistenza Parte seconda. Dialettica negativa. Concetto e categorie Parte terza. Modelli I. Libertà. Per la metacritica della ragion pratica II. Spirito del mondo e storia naturale. Excursus su Hegel III: Meditazioni sulla metafisica === Contenuto === La prima parte dell'opera ("Rapporto con l'ontologia") è dedicata alla discussione della filosofia di Heidegger; la seconda parte ("Dialettica negativa. Concetto e categorie") propone la visione adorniana della dialettica in un serrato confronto con Hegel; la terza parte ("Modelli") consiste soprattutto in una discussione delle posizioni di Kant e di Hegel e del concetto di metafisica. Mentre in Dialettica dell'illuminismo Adorno sostiene la difesa dell'individuo contro il totalitarismo del sistema sociale, in Dialettica negativa la critica si sposta sul piano logico, nella difesa del particolare contro l'universale. == Scritti == === Saggi filosofici e sociologici === Kierkegaard. Konstruktion des Ästhetischen, Tübingen, 1933; trad. it. di A. Burger Cori Kierkegaard. La costruzione dell'estetico, Longanesi, Milano 1962. Dialektik der Aufklärung (o Dialettica dell'illuminismo) (con Max Horkheimer), Querido Verlag, Amsterdam 1947; trad. it. di Renato Solmi, introduzione di Carlo Galli, Einaudi, Torino 1997 (prima ed. Einaudi, Torino 1966). Minima moralia. Reflexionen aus dem beschädigten Leben. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1951; trad. it. di Renato Solmi, Minima moralia. Meditazioni della vita offesa, Einaudi, Torino 1994. Zur Metakritik der Erkenntnistheorie. Studien über Husserl und die phänomenologischen Antinomien, Kohlhammer, Stuttgart 1956; trad. it. di A. Burger Cori, Sulla metacritica della gnoseologia: studi su Husserl e sulle antinomie della fenomenologia, SugarCo, Milano 1964. Theorie der Halbbildung, 1959; trad. it. A. M. Solmi, Teoria dell'Halbbildung, trad. it. A. M. Solmi, Teoria dell'Halbbildung, postfazione di Giancarla Sola, Il Melangolo, Genova 2010. Drei Studien zu Hegel, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1963; trad. it. di F. Serra, Tre studi su Hegel, Il Mulino, Bologna 1971. Negative Dialektik, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1966, trad. it. di P. Lauro, Dialettica negativa, introduzione e cura di S. Petrucciani, Einaudi, Torino 2004. Komposition für den Film (con Hanns Eisler), München 1969; trad. it. Newton Compton Editori 1975, prefazione di Massimo Mila. Stichworte. Kritische Modelle, Frankfurt am Main 1969; trad. it. di M. Agati, Parole chiave. Modelli critici, saggio introduttivo di Tito Perlini, SugarCo, Milano 1969. Ästhetische Theorie, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1970; trad. it. di E. de Angelis Teoria Estetica, Einaudi, Torino 1975. Jargon der Eigentlichkeit. Zur deutschen Ideologie, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1970; trad. it. di P. Lauro Il gergo dell'autenticità. Sull'ideologia tedesca, introduzione di R. Bodei, Bollati Boringhieri, Torino 1989. Philosophische Terminologie, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main 1973; trad. it. di Anna Solmi Terminologia filosofica, prefazione di Stefano Petrucciani, Ed. Mondolibri-Mondadori, Milano 2008. The Authoritarian Personality (con Frenkel-Brunswik E., Levinson D. J. e Sanford R.M.), New York: Harper 1950. Trad. it: Adorno, Frenkel-Brunswik et al. La personalità autoritaria, introduzione di Giovanni Jervis, Edizioni di Comunità, Milano 1973 (due volumi). Il nulla positivo. Gli scritti su Beckett, a cura di Gabriele Frasca, L'orma editore, Roma 2019, ISBN 978-88-997-9365-4. === Musicologia === Filosofia della musica moderna (1949) Dissonanze (1956) [originale: Dissonanzen. Musik in der verwalteten Welt. Göttingen 1956] Wagner (1952) Klangfiguren Mahler (1960) Introduzione alla sociologia della musica (1962) Il fido maestro sostituto (1963) Momenti musicali (1964) Impromptus (1968) Berg (1968) === Pubblicazioni postume === Teoria Estetica (1970) Le stelle sulla terra e altri saggi sull'irrazionale nella cultura (1975) Beethoven. Filosofia della musica (1993) La tecnica psicologica degli indirizzi radio di Martin Luther Thomas (2000) Il corso della musica (2006) Long play e altri volteggi della puntina, traduzione italiana a cura di Massimo Carboni, Castelvecchi editore (2012) == Composizioni musicali == Für Sebastian Wedler (1919) 6 Studies for string quartet (1920) Piano piece (1921) String quartet (1921) 3 stories by Theodor Däubler for female chorus (1923–1945) 2 Pieces for string quartet, Op. 2 (1925/26) 7 short works for orchestra, Op.4 (1929) 3 Short Pieces for piano (1934) 2 songs for voice & orchestra after Mark Twain's "Indian Joe" (1932/33) Kinderjahr – Six Piano pieces from op. 68 of Robert Schumann (1941) == Note == == Bibliografia == AAVV, Enciclopedia Garzanti di Filosofia, a cura di Redazioni Garzanti, Milano, Garzanti Editore, 1994, ISBN 88-11-50460-0. T. Perlini, Che cosa ha veramente detto Adorno, Ubaldini, Roma 1971. M. Vacatello, Th.W. Adorno. 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