Carlo Emilio GaddaCarlo Emilio Gadda (Milano, 14 novembre 1893 – Roma, 21 maggio 1973) è stato uno scrittore e poeta italiano. Ingegnere di professione, svolse la sua attività scrivendo al tempo stesso per la rivista Solaria. Dalla nativa Milano si trasferì a Roma dove collaborò a lungo con la Rai in programmi culturali. Pur partendo da una posizione fortemente antinovecentista, ancora molto legata agli stilemi del romanzo manzoniano, Gadda è diventato una delle figure più importanti del modernismo italiano; ha segnato la narrativa del Novecento in quanto maestro del pastiche - una vocazione riconosciuta dall'amico Gianfranco Contini -, attraverso un impasto personalissimo di linguaggi diversi (dialetti, termini gergali e tecnici, neologismi) e un incessante stravolgimento delle strutture tradizionali del romanzo. Recentemente, è stato riconosciuto a livello europeo come uno degli scrittori più originali di tutti i tempi anche per la satira della realtà contemporanea e per l'umorismo con cui stempera la pietà e la derisione per l'uomo moderno. D'altro canto, ricostruire la sua opera si è rivelato un problema difficile e spinoso, soprattutto per la grande quantità di opere lasciate incompiute (come nel caso del Racconto italiano di ignoto del Novecento) o che hanno avuto una lunghissima gestazione (come La cognizione del dolore, iniziato negli anni '30, ma pubblicato solo nel 1963); questa peculiarità risulta ancora più sorprendente considerando che Gadda adoperò spesso, per le sue opere, il genere giallo e noir. A questa categoria appartiene anche il suo romanzo più celebre, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, in cui l'autore utilizzando il genere giallo, in una fusione straordinaria di italiano, molisano e romanesco, descrive un ambiente affollato e concentrato di avvenimenti, cose, suoni, odori, un garbuglio che riflette la situazione oscura e feroce degli anni del fascismo in cui è ambientata. == Biografia == === I primi anni e gli studi === Primogenito dei tre figli delle seconde nozze di Francesco Ippolito Gadda (1838-1909), rimasto vedovo quasi trent'anni prima e risposatosi nel 1893 con l'ungherese Adele Lehr (1861-1936), Carlo Emilio Gadda nacque a Milano il 14 novembre 1893. Il padre, industriale tessile, e la madre, insegnante di lettere e poi direttrice in alcune scuole lombarde, assicurarono alla famiglia notevoli agi, non immuni da alcuni vezzi esteriori della borghesia lombarda, come l'oneroso acquisto di una villa a Longone, in Brianza, contro la quale si indirizzarono subito l'odio e il sarcasmo di Gadda, che in essa vide l'origine di tutte le disgrazie familiari. Infatti le spese sostenute in questa circostanza, nonché alcuni azzardati investimenti paterni nell'allevamento dei bachi da seta, uniti alla concorrenza dell'industria tessile giapponese e, da ultimo, alla morte stessa del padre, che avvenne nel 1909, segnarono il passaggio, traumatico per il giovane, a una difficile condizione economica, a cui solo il lavoro e i sacrifici materni riuscirono a far fronte. Ciononostante manterrà nei confronti della madre un sentimento ambivalente, caratterizzato da affetto ma anche da ostilità. Crebbe in un ambiente ancora fortemente segnato da un'ideologia di stampo risorgimentale e patriottica, che favorì la sua adesione a ideali nazionalisti, e il giovane Carlo Emilio si formò nel segno della cultura illuministica lombarda: suoi maestri furono Parini, Beccaria, ma soprattutto Manzoni che segnò le idee letterarie della prima fase dell'opera gaddiana. Conseguita la maturità al Liceo classico "Giuseppe Parini" (1912), contro la propria volontà e in obbedienza alle aspirazioni materne Gadda si iscrisse, come il fratello Enrico, al corso di laurea in Ingegneria elettrotecnica presso il Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano (il futuro Politecnico): la rinuncia alle proprie inclinazioni letterarie fu la nota costante e dolente del ritratto che il Gadda maturo diede di sé. === Volontario nella prima guerra mondiale === Da convinto interventista qual era, nel maggio 1915 scese in piazza inneggiando all'entrata dell'Italia nel conflitto contro l'Austria-Ungheria nella prima guerra mondiale. Partì volontario arruolandosi nel Regio esercito, dove fu inquadrato come sottotenente della seconda sezione dell’89º reparto mitragliatrici del 5º reggimento alpini, venendo dislocato nelle zone arretrate del fronte sull'Adamello e sulle alture vicentine. Dopo la disfatta di Caporetto, l'ufficiale Gadda venne fatto prigioniero ai piedi del monte Krasji, nei pressi di Ternova d'Isonzo, nell'ottobre 1917; deportato a Celle, presso Hannover (Germania), nella baracca 15c (soprannominata la "baracca dei poeti") strinse amicizia con Bonaventura Tecchi, Camillo Corsanego e Ugo Betti. L'esperienza vissuta con questi intellettuali viene raccontata nel capitolo "Compagni di prigionia", de Il castello di Udine. Tra il 24 agosto 1915 e il 31 dicembre 1919 Gadda tenne un minuzioso diario, in parte (quella del 1917) andato perduto. Col titolo Giornale di guerra e di prigionia, fu parzialmente pubblicato solamente nel 1955 e, con alcune aggiunte, nel 1965. Solo dopo la sua morte sarà pubblicata anche la parte relativa a Caporetto e alla prigionia, fino al ritrovamento di altri sei taccuini inediti, comprati a un'asta di Finarte dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma nel 2019, restaurati e finalmente pubblicati nella nuova edizione critica del 2023 (Adelphi). È una denuncia forte e amara dell'incompetenza con cui era stata condotta la guerra e del degrado fisico e morale della vita dei prigionieri di guerra. L'opera gaddiana riporta in differenti occasioni alcuni dei temi che diventeranno il fondamento delle maggiori: il disordine oggettivo del reale, l'affetto dell'autore nei confronti del fratello, l'orrore della guerra, il disprezzo delle gerarchie. Il rientro in Italia, a Milano, alla fine del gennaio 1919, è funestato dalla notizia della morte in un incidente di guerra, il 23 aprile 1918, dell'amato fratello Enrico, aviatore, "la parte migliore e più cara di me stesso", come annota nel Giornale. Questo renderà ancora più difficili i rapporti con la madre, e segnerà Carlo Emilio, tanto nella sua misoginia, tanto nella sua aperta misantropia negli ultimi anni. === Ingegnere e collaboratore a Solaria === Tornato a Milano, il 14 luglio 1920 conseguì la laurea in Ingegneria elettrotecnica, discutendo la tesi Turbine ad azione Pelton con due introduttori. Come ingegnere lavorò in Sardegna, in Lombardia, in Belgio e in Argentina, presso la Compañía General de Fósforos, fondata dagli industriali italiani Dellachà e Lavaggi. Vista la sua formazione, non sorprende né il terrore nei confronti del "pericolo socialista" durante il Biennio Rosso, né l'adesione al Partito Nazionale Fascista, cui si iscrisse nel 1921. Dopo l'instaurazione del regime, tuttavia, i suoi rapporti con il fascismo furono molto ambivalenti, come si constata dalla collaborazione con il quotidiano Solaria, fondato dall'antifascista Alberto Carocci, contemporaneamente a quella con L'Ambrosiano, quotidiano vicino al regime; lo stesso Mussolini fu oggetto, negli scritti di Gadda tanto di aperto supporto quanto di sottili critiche e ironie, fino ad arrivare ai violentissimi attacchi che, già negli anni '30, Gadda rivolge al regime nell'incompiuto La cognizione del dolore e poi, nel dopoguerra, in Eros e Priapo. Fu docente di matematica e fisica al Liceo Parini di Milano, nel quale aveva studiato, fra il 1924 e il 1925. Nel 1924 decise di iscriversi al corso di laurea in filosofia e di dedicarsi alla passione a lungo rimandata: la letteratura e le arti umanistiche. Superò tutti gli esami previsti dall'ordinamento didattico e concordò la tesi col professor Piero Martinetti. La dissertazione di laurea riguardava i Nouveaux Essais sur l'entendement humain di Leibniz, ma per oscuri motivi Gadda non terminò mai la sua stesura e rinunciò così a laurearsi in filosofia. Nel 1926 iniziò la sua collaborazione alla rivista fiorentina Solaria, esordendo nel 1927 sulle pagine di critica con il saggio dal titolo Apologia manzoniana. === I primi scritti === Negli anni venti iniziò a scrivere ampi abbozzi di romanzi e trattati, come Racconto italiano di ignoto del Novecento, nel 1924-25, contenente molte informazioni sulle caratteristiche che deve avere il romanzo moderno in rapporto alla tradizione (specie quella manzoniana). Nel 1928-29 abbozzò un trattato filosofico, la Meditazione milanese (di cui stese una prima versione e iniziò, senza concluderla, una seconda versione), che trattava di una gnoseologia e nel quale si manifestava il suo interesse per Leibniz, ma anche per Kant e per Spinoza. Nello stesso anno si dedicò al romanzo La meccanica, che tuttavia, rimasto incompiuto, vedrà la luce solamente nel 1970. Nel 1931 iniziò la sua collaborazione al quotidiano milanese L'Ambrosiano e pubblicò presso le Edizioni di Solaria una raccolta di racconti e prose varie, intitolata La Madonna dei filosofi. Con Il castello di Udine, sua seconda raccolta di racconti, che verrà pubblicata tre anni dopo, lo scrittore otterrà il premio Bagutta. Nel 1936 morì la madre, con la quale Gadda intratteneva un rapporto conflittuale. Fu anche per la morte di Adele Lehr e in relazione alla scelta di vendere la casa paterna in Brianza, in cui la madre aveva vissuto, che lo scrittore cominciò a stendere i primi abbozzi del romanzo La cognizione del dolore, pubblicato successivamente tra il 1938 e il 1941 sulla rivista Letteratura. === L'abbandono della professione e l'attività letteraria === Nel 1940 lo scrittore, abbandonata ormai definitivamente la professione di ingegnere, si trasferì a Firenze, dove visse fino al 1950. Nel 1944 pubblicò L'Adalgisa, una raccolta di racconti di ambiente milanese, un quadro storico-satirico della borghesia milanese nel primo trentennio del Novecento, affiancato da note che danno un rimando saggistico all'opera: al suo interno, "raccontando i Perego, i Maldifassi, i Lattuada, i Corbetta, i Rusconi, i Ghiringhelli, e in primo luogo le loro donne", queste erano descritte come "le vere custodi e interpreti dei sentimenti e delle istituzioni della tribù". === Il lavoro in Rai e la produzione letteraria matura === Nel 1950 Gadda si trasferì a Roma dove lavorò presso la Rai per i servizi di cultura del Terzo programma fino al 1955. Sarà di questi anni la produzione letteraria più matura dello scrittore che lo imporrà come una delle grandi personalità letterarie del Novecento. Nel 1952 pubblicò Il primo libro delle favole e nel 1953 Novelle del ducato in fiamme, un'ironica rappresentazione dell'ultimo periodo del fascismo, con il quale ottenne nel 1953 il premio Viareggio. Nel 1957 venne pubblicato Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, uno sperimentale romanzo giallo ambientato nei primi anni del fascismo, che era già apparso in una prima versione nel 1946-47 sulla rivista Letteratura. Da quest'opera nel 1959 fu tratto il film Un maledetto imbroglio del regista Pietro Germi. Nel 1963 venne dato alle stampe La cognizione del dolore. L'opera, già apparsa in parte tra il 1938 e il 1941 sempre su Letteratura, ottenne il Prix International de la Littérature e uscì successivamente ai saggi e alle note autobiografiche raccolte nel 1958 con il titolo I viaggi la morte. Sempre nel 1963 uscirono Le meraviglie d'Italia nella loro stesura definitiva, con modifiche sostanziali rispetto alla pubblicazione del 1938. Il Gadda di questa fase matura è quello maggiormente ricordato come rappresentante della Linea Lombarda. Nel 1964 convinse il suo amico Goffredo Parise a scegliere un appartamento vicino a lui, come racconta in un simpatico aneddoto Giosetta Fioroni al Corriere della Sera. === Gli ultimi anni === Tra le ultime opere, il romanzo-saggio del 1967 Eros e Priapo: da furore a cenere, un violento e grottesco pamphlet sui miti del ventennio fascista che dimostra ancora una volta il rapporto di sostanziale ostilità di Gadda col fascismo; proprio Eros e Priapo è un divertente benché amarissimo scritto contro il regime e Benito Mussolini: in tempi più recenti, il libro è stato riletto come una riflessione sui «torbidi moventi» derivati da impulsi latenti sublimati, dato accentuato dal suo orientamento sessuale. Al riguardo Sergio Luzzatto ricordò che comunque Gadda era stato iscritto al Partito Fascista fin dal 1921 e, a suo parere, le sue invettive sarebbero il frutto di un innamoramento deluso. Bisogna altresì ricordare che l'originale inedito di Eros e Priapo risale al 1945, pur non essendo stato pubblicato prima del 1967 (comunque fortemente rimaneggiato) anche per una notevole censura praticata dalle case editrici cui fu proposto. Vennero poi pubblicati il primo romanzo di Gadda, La meccanica, nel 1970, e altri scritti inediti che risalgono ai suoi primi anni di attività letteraria, come Novella seconda del 1971. Gadda morì il 21 maggio 1973 a Roma. È sepolto nel cimitero acattolico di Roma. Dopo la sua morte vennero pubblicati Meditazione milanese (1974) e Racconto italiano di ignoto del novecento (1983). == Pensiero e poetica == === Il mondo come "gnommero" e la tecnica del pastiche === Fin dalla primissima prova letteraria di Gadda, il Giornale di guerra e prigionia, si può ritrovare un conflitto interiore tra “dover essere” ed “essere”. Tale tormento è stato posto da Andrea Cortellessa alla base di alcuni tratti distintivi dell’opera gaddiana, estesi dall’esperienza diaristica all’intera produzione letteraria: "involontarietà", "impossibilità" e "interminabilità". I testi di Gadda sono, infatti, il risultato di una lunga e complessa elaborazione, segnata da continue revisioni, riscritture e da un rapporto problematico con gli editori. Molti lavori vengono portati a termine solo dopo lunghi periodi di gestazione, mentre altri, come il Racconto italiano, restano incompiuti o vengono pubblicati a notevole distanza dalla loro stesura originaria. Sul piano teorico ed estetico, il giovane Gadda manifestò l’intenzione di confrontarsi con il modello del romanzo manzoniano, cercando di adattarne gli stilemi alla mutata realtà storica e sociale del Novecento. Il suo progetto narrativo si orientava verso un “realismo totale”, caratterizzato da una prospettiva plurima e centrifuga, che avrebbe dovuto dar luogo a una forma di “romanzo moltiplicato”. Tuttavia, proprio questo ambizioso tentativo di rappresentare la totalità del reale finì per mettere in crisi e far implodere le strutture del romanzo tradizionale. A rendere ancora più problematica la possibilità di una rappresentazione ordinata e coerente della realtà contribuirono eventi traumatici come la disfatta di Caporetto e la morte del fratello Enrico. Tali esperienze rafforzarono in Gadda la consapevolezza dell’impossibilità di raccontare in modo unitario una realtà percepita come complessa, stratificata e spesso indecifrabile. Questa concezione trova una celebre formulazione simbolica nel Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, attraverso l’immagine dello “gnommero”, termine dialettale che indica un groviglio inestricabile. In Gadda la realtà non è costituita da entità stabili, ma da un intreccio potenzialmente infinito di relazioni, reali o possibili, che si attualizzano nel mondo delle apparenze. Tale visione ha profonde conseguenze anche sul piano linguistico e stilistico. L’idea dell’inestricabilità del reale si riflette infatti nell’uso estremamente vario e sperimentale della lingua, che Gadda stesso definì “spastica”. Il ricorso al plurilinguismo, al dialetto, all’espressionismo e al pastiche diventa così uno strumento per imitare la complessità del mondo e per conferire alla parola un particolare statuto di verità. Nel corso della produzione gaddiana, tuttavia, il rapporto tra parola, realtà e verità si fa progressivamente più problematico. La verità non rimanda più a un ordine metafisico trascendente, ma si configura come il risultato del movimento stesso della scrittura e del processo narrativo. === Giudizi critici === Nella quinta delle Lezioni americane Italo Calvino analizza l'opera di Gadda come esempio moderno di «romanzo contemporaneo come enciclopedia» (p. 103); secondo Calvino, Gadda «cercò per tutta la vita di rappresentare il mondo come un garbuglio, o groviglio, o gomitolo, di rappresentarlo senza attenuarne affatto l'inestricabile complessità, o per meglio dire la presenza simultanea degli elementi più eterogenei che concorrono a determinare ogni evento» (pp. 103-4). Il critico letterario Guido Almansi ha sostenuto che questa definizione potrebbe applicarsi tanto a Gadda quanto a Thomas Pynchon. Alberto Arbasino ha analizzato la scrittura del Gadda nel saggio Genius Loci (1977): == Opere == === Raccolte === Opere, 5 voll., direzione a cura di Dante Isella, Collana I Libri della Spiga, Garzanti, Milano, 1988-1993 I. Romanzi e racconti I, 1988, ISBN 88-11-58640-2 II. Romanzi e racconti II, 1989, ISBN 88-11-58641-0 III. Saggi, giornali, favole e altri scritti I, 1991, ISBN 88-11-58642-9 IV. Saggi, giornali, favole a altri scritti II, 1992, ISBN 88-11-58643-7 V. I. Scritti vari e postumi, 1993, ISBN 88-11-58644-5 V. II. Bibliografia e Indici, 1993, ISBN 88-11-58644-5. Romanzi (contiene: L'Adalgisa, La cognizione del dolore, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana), a cura di Giorgio Bàrberi Squarotti, Collana Classici italiani n. 97, UTET, 1997, p. 832, ISBN 978-88-02-05210-6. === Romanzi, racconti, saggi === === Altri testi === Le carte militari di Gadda, a cura di Giulio Ungarelli, Collana Prosa n.51, Milano, Scheiwiller, 1994, ISBN 978-88-764-4195-0. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. I, Ricciardi, Milano-Napoli, 2001, ISBN 88-7817-556-0. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. II, Ricciardi, Milano-Napoli, 2003, ISBN 978-88-781-7909-7. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. III, Einaudi, Torino, 2006, ISBN 978-88-061-8221-2. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. IV, Einaudi, Torino, 2007, ISBN 978-88-061-8933-4. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. I. nuova serie, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, Milano, 2010, ISBN 978-88-608-8126-7. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. II. nuova serie, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, Milano, 2011, ISBN 978-88-608-8528-9. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. III. nuova serie, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, Milano, 2012, ISBN 978-88-608-8960-7. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. IV. nuova serie, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, Milano, 2013, ISBN 978-88-235-0481-3. I quaderni dell'Ingegnere. Testi e studi gaddiani, Vol. V. nuova serie, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, Milano, 2014, ISBN 978-88-235-1038-8. === Poesie === Carlo Emilio Gadda, Poesie, edizione critica e commento a cura di Maria Antonietta Terzoli, Collezione di poesia n.240, Torino, Einaudi, 1993, ISBN 978-88-061-3384-9. === Epistolari === Piero Gadda Conti, Le confessioni di Carlo Emilio Gadda, Milano, Pan editrice, 1974. Carteggio dell'Ing. Carlo Emilio Gadda con l'Ammonia Casale, s.a., 1927-1940, a cura di Dante Isella, Verona, Stamperia Valdonega, 1982. Lettere a una gentile signora, corrispondenza con Lucia Rodocanachi, a cura di Giuseppe Marcenaro, con un saggio di Giuseppe Pontiggia, Milano, Adelphi, 1983, ISBN 978-88-459-0555-1. Lettere agli amici milanesi, a cura di E. Sassi, Milano, Il Saggiatore, 1983. L'Ingegner fantasia. Lettere a Ugo Betti 1919-1930. Un capitolo inesplorato della vita dell'autore del "Pasticciaccio", a cura di Giulio Ungarelli, Milano, Rizzoli, 1984. A un amico fraterno. Lettere a Bonaventura Tecchi, a cura di Marcello Carlino, Milano, Garzanti, 1984. Lettere alla sorella. 1920-1924, a cura di Gianfranco Colombo, Milano, Archinto, 1987. Carissimo Gianfranco. Lettere ritrovate, 1943-63, a cura di Giulio Ungarelli, Milano, Archinto, 1998. Lettere a Piero [Bigongiari], a cura di Simona Priami, Firenze, Polistampa, 1999, ISBN 978-88-830-4049-8. Cara Anita, Caro Emilio, a cura di Federico Roncoroni, Roma, Benincasa, 2002, ISBN 978-88-864-1810-2. 8 lettere di Carlo Emilio Gadda a Leone Piccioni, a cura di Silvia Zoppi Garampi, Erreciedizioni, 2007, ISBN 978-88-899-7013-3. C.E. Gadda-Gianfranco Contini, Carteggio 1934-1963. Con 62 lettere inedite, a cura di Dante Isella, G. Contini, Giulio Ungarelli, Milano, Garzanti, 2009 [1988]. Un gomitolo di concause. Lettere a Pietro Citati (1957-1969), a cura di Giorgio Pinotti, Milano, Adelphi, 2013, ISBN 978-88-459-2811-6. C.E. Gadda-Goffredo Parise, «Se mi vede Cecchi, sono fritto». Corrispondenza e scritti 1962-1973, a cura di Domenico Scarpa, Milano, Adelphi, 2015, ISBN 978-88-459-2990-8. Gadda in "zona Guarnieri": cinque lettere di Carlo Emilio Gadda a Silvio Guarnieri (1934-1939), a cura di Maria Antonietta Grignani e Anna Modena, Novara, Interlinea, 2015. Dediche e lettere tra Carlo Emilio Gadda e Cesare Angelini, a cura di Fabio Maggi, in “Margini. Giornale della dedica ed altro”, n. 9, Università di Basilea, 2015, pp. 3-20. La guerra di Gadda. Lettere e immagini (1915-1919), A cura di Giulia Fanfani, Arnaldo Liberati, Alessia Vezzoni, cronologia di Francesco Cutolo, La collana dei casi n.138, Milano, Adelphi, 2021, ISBN 978-88-459-3479-7. C. E. Gadda - Alessandro Bonsanti, «Sono il pero e la zucca di me stesso». Carteggio 1930-1970, a cura di Roberta Colbertaldo, Collana Gabinetto scient. lett. Vieusseux, Firenze, Olschki, 2021, ISBN 978-88-222-6719-1. C. E. Gadda - Leone Piccioni, «Col nuovo sole ti disturberò». Scritti, lettere, detti memorabili, A cura di Silvia Zoppi Garampi, Prefazione di Emanuele Trevi, Roma, Succedeoggi Libri, 2022, ISBN 978-88-994-6713-5. === Mélanges === «Per favore, mi lasci nell'ombra». Interviste 1950-1972, a cura di Claudio Vela, Milano, Adelphi, 1993. Gadda. La vita e le opere in un volume di Mauro Bersani. Le immagini e la voce dello scrittore in una videocassetta di Rai Educational, Torino, Einaudi, 2003. Federico Roncoroni, "E sapremo chi fu l'autore del delitto?" Piero Chiara intervista Carlo Emilio Gadda, Mauro Pagliai Editore, 2013, ISBN 978-88-5640-282-7. [intervista del 1957 per la Radio della Svizzera Italiana]. === Traduzioni === Francisco de Quevedo, Il mondo com'è (El mundo por de dentro), in Narratori spagnoli. Raccolta di romanzi e racconti dalle origini ai nostri giorni, a cura di Carlo Bo, Bompiani, 1941. Alonso J. de Salas Barbadillo, Il viaggio di saggezza (La Peregrinación sabia), in Narratori spagnoli, Bompiani, 1941. Juan Ruiz de Alarcón, La verità sospetta (La verdad sospechosa), 1957. La verità sospetta. Tre traduzioni, a cura di Manuela Benuzzi Billeter, Milano, Bompiani, 1977. [edizione in volume unico]. == Riconoscimenti == 1962 - "Premio Feltrinelli per la Letteratura", conferito dall'Accademia Nazionale dei Lincei. == Note == == Bibliografia == Alberto Arbasino, I nipotini dell'ingegnere e il gatto di casa De Feo, "Il Verri", n. 1, 1960, pp. 185–210, poi in Sessanta posizioni, Milano, Feltrinelli, 1971. Alberto Arbasino, L'ingegnere e i poeti: colloquio con C. E. Gadda, in "Il Verri", n. 13, Milano, Feltrinelli, 1963. Guido Baldi, Carlo Emilio Gadda, Milano, U. Mursia & C., 1972; nuova edizione aggiornata, 1988. Giulio Cattaneo, Il gran lombardo, Milano: Garzanti, 1973; Torino: Einaudi, 1991, ISBN 88-06-12504-4. Julius Goldmann, Gaddas Mailand. Ein Beitrag zur Großstadtliteratur. Heidelberg: Universitätsverlag Winter, 2018 ISBN 978-3-8253-6652-0. Angela Checola, "Una traduzione inedita di Gadda: gli Appelmaenner di Achim von Arnim", in Marchi-Vela (2014), pp. 185-201. Monica Marchi - Claudio Vela (cur.), Meraviglie di Gadda, Pisa, Pacini, 2014. Angelo R. Dicuonzo, L’ossessione della frode. Socioanalisi del dolore nella «Cognizione» di Gadda, Bologna, Il Mulino, 2021, ISBN 978-88-15-29434-0. Giorgio Patrizi (a cura di), La critica e Gadda, Bologna, Cappelli, 1975. Giuditta Podestà, Tre lettere inedite di Carlo Emilio Gadda alla cugina Luisa, in "Lettere Italiane", a. XXX, 1978, pp. 207-212. Giuditta Podestà, La realtà del corpo e del corporeo nella "Meditazione milanese" di Carlo Emilio Gadda, in Le chiavi dello scrigno, Ceislo, Olginate (Lecco) 1990, pp. 61-79. 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URL consultato il 14 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2008)., conservata presso la Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo Dall'Archivio Elettronico delle Opere di Carlo Emilio Gadda, su ilc.cnr.it. URL consultato il 2 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2008). "Carlo Emilio Gadda - Un ingegnere del linguaggio" dall'archivio RAI, su rai.tv. URL consultato il 22 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2009). (EN) The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS), su gadda.ed.ac.uk.Goffredo PariseGoffredo Parise (Vicenza, 8 dicembre 1929 – Treviso, 31 agosto 1986) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, saggista e poeta italiano. La sua attività di scrittore iniziò con romanzi di un freddo realismo non privo però di ironia e di momenti di poesia. Passò poi a narrare la grottesca vita di provincia ottenendo con Il prete bello nel 1954 il primo successo letterario; grazie all'appoggio di Eugenio Montale acquisì notorietà internazionale. Collaborò con diverse case editrici e svolse un'intensa attività di giornalista. Notevoli furono i suoi reportages di viaggio, in particolare su Cina, Vietnam e Biafra. Nei suoi ultimi romanzi pose il dito sul mondo industriale e l'alienazione dell'uomo moderno in una società spesso dominata dalla violenza. == Biografia == Goffredo Parise nasce a Vicenza l'8 dicembre del 1929. Cresce in Contrá S.Faustino dove, nel 2017, il comune di Vicenza intitolerà a lui una piazza e una targa. La mamma Ida Wanda Bertoli, ragazza madre, nel 1937 sposa il giornalista Osvaldo Parise, direttore del Giornale di Vicenza; il piccolo Goffredo, sempre alla ricerca di una figura paterna, gli si affeziona ed è ricambiato, e Parise dopo otto anni lo riconosce come figlio. Goffredo appena quindicenne partecipa alla resistenza nella provincia di Vicenza; finita la guerra consegue la maturità classica da privatista. In seguito si iscrive a vari indirizzi universitari, senza ottenere mai una laurea (sarà laureato «ad honorem» in Lettere solo nel 1986 dall'Università degli Studi di Padova). Grazie al padre adottivo incomincia a scrivere per quotidiani come Alto Adige di Bolzano, L'Arena di Verona e il Corriere della Sera, e in questo periodo il giovane capisce la sua vera passione: l'inclinazione a scrivere storie. Parise nel 1950 si trasferisce a Venezia e in una stanza in affitto scrive il suo primo libro, il «cubista» Il ragazzo morto e le comete, pubblicato dall'amico Neri Pozza (il quale però suggerisce cambiamenti che Parise si rifiuta di fare). Dopo un'iniziale stroncatura sia dalla critica sia dal pubblico, Parise pubblica nel 1953 il libro La grande vacanza, con una lusinghiera recensione di Eugenio Montale sul Corriere della Sera: « [...] affascinato dall'abilità di Parise e dal suo calarsi nell'infanzia senza modi nostalgici e crepuscolari»; questo libro viene definito nel 1968 da Carlo Bo "autentica poesia". Nel 1953 si trasferisce a Milano, dove lavora alla casa editrice di Livio Garzanti e dove conosce Leo Longanesi, che lo incoraggia a continuare a scrivere. Con il romanzo Il prete bello (1954) lo scrittore acquisisce grande notorietà non solo in Italia, ma, con decine di traduzioni, anche all'estero. Intanto è diventato amico di Eugenio Montale e Domenico Naldini. Si sposa il 29 agosto 1957 con Mariolina Sperotti, detta «Mariola», giovane vicentina. Testimone di nozze è l'amico Giovanni Comisso. Cominciano gli anni di spostamenti e viaggi. Tornando a Vicenza incontra Guido Piovene, del quale diventa amico, scoprendo però di non volere più tornare nella sua città. Dopo una vacanza a Capri è indeciso se tornare a Milano o a Venezia o andare a Roma, dove vive un altro amico, Carlo Emilio Gadda, del quale diventerà nel 1964 vicino di casa e da cui, in qualità di ingegnere, fu aiutato a scegliere l'appartamento al secondo piano di via della Camilluccia 201, come racconta in un simpatico aneddoto Giosetta Fioroni al Corriere della Sera e dove fu fotografato da Serena Rossetti; fu proprio nei giardini sotto casa, in piazza Igea (ora piazza Walter Rossi), che vide un bambino leggere un sillabario in cui alla lettera E era scritto l'Erba è verde, e per cui nacque l'idea de i Sillabari come descritto in un'intervista di Donario Fasoli a Giosetta Fioroni. Nel 1956 pubblica Il fidanzamento e nel 1959 Amore e fervore (che poi verrà intitolato Atti impuri). Nel 1961 fa un lungo viaggio in America, dove Dino De Laurentiis vorrebbe che scrivesse un film per il regista Gian Luigi Polidoro. È insieme colpito e deluso da New York, ma soprattutto è affascinato dai viaggi e, appena uscito Il padrone (1965), visita la Cina, il Laos, il Vietnam, la Malaysia, e di nuovo New York, Londra, Parigi, Giacarta, Tokyo, Mosca (reportage in parte raccolti postumi in Lontano). È ormai uno scrittore affermato e frequenta intellettuali, scrittori, registi e pittori nella Roma degli anni sessanta. Ma i suoi punti di riferimento sono Gadda, Moravia e La Capria, e poi nel 1963 incontra Giosetta Fioroni che considera la sua nuova compagna (con la moglie il matrimonio è naufragato da tempo). In occasione de Il padrone è passato da Garzanti a Feltrinelli, e qui pubblica anche Il crematorio di Vienna (1969). Compra una casa nel bosco di Salgareda, nel trevigiano. Escono I sillabari, il primo volume nel 1972 presso Einaudi e il secondo nel 1982 nella collana «Medusa» di Arnoldo Mondadori Editore, che raramente pubblica italiani, ma nella quale Parise voleva essere incluso perché vi aveva letto i suoi amati Ernest Hemingway e William Somerset Maugham, che sono i suoi principali riferimenti non italiani con Yasunari Kawabata e Truman Capote (ma anche Lev Tolstoj e Charles Darwin). Nella primavera del 1979 ha un infarto. In estate scrive il romanzo L'odore del sangue, che sarà pubblicato postumo. Nel 1980, ristabilitosi, fa un lungo viaggio in Giappone che gli ispira «quell'interpretazione o meditazione sull'Estremo Oriente» intitolata L'eleganza è frigida. Sofferente di un'arteriopatia diffusa, gli vengono impiantati quattro bypass aorto-coronarici e alla fine del 1981 inizia un ciclo di dialisi che dura sei anni. Nel 1986, malato e senza più forze per scrivere, detta una trentina di poesie a Omaira Rorato, la sua ultima compagna dal 1976, e a Giosetta Fioroni (che gli si era riavvicinata per assisterlo nella sua casa di Ponte di Piave, dove Parise trascorre gli ultimi giorni). Ricoverato all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, alle 9 di mattina del 31 agosto 1986 non riesce a muoversi né a respirare. Gli infermieri cercano di metterlo in una posizione più comoda; risultando inutili i loro tentativi, Parise li ferma dicendo "non ne vale la pena" e muore. == La scrittura == Il suo lavoro di scrittore inizia con la prosa sperimentale de I movimenti remoti (1948), un'opera scritta a mano su settanta fogli numerati riapparsi, per merito di Claudio Altarocca, nel 1972 e ricomposti definitivamente nel 2005. Il manoscritto, dato per disperso per oltre cinquant'anni è stato pubblicato da Fandango Libri nel 2007 in un'edizione a cura di Emanuele Trevi. Questa prosa, scritta all'età di diciotto anni, preannuncia il romanzo surreale Il ragazzo morto e le comete (1951) seguito da La grande vacanza (1953). La sua opera prosegue con il realismo della trilogia veneta costituita dai romanzi Il prete bello (1954), Il fidanzamento (1956) e Atti impuri (1959, pubblicato originariamente con il titolo Amore e fervore per volontà della casa editrice, nel 1973 con il titolo scelto dall'autore). La lingua riesce a rendere tutte le sfaccettature della realtà quotidiana, la sua ripetitività, ma ne fa emergere, al tempo stesso, gli aspetti più insoliti, gli esiti più inattesi. Questo connubio di realismo e tendenza alla deformazione grottesca trova un esito significativo nel romanzo Il padrone (1965), parabola di un impiegato che finisce per essere plagiato dalla personalità del suo capoufficio (pare che Garzanti vi si riconoscesse), all'insegna di un paradossale contatto di Parise con il filone della letteratura industriale che in quegli anni vedeva impegnati autori come Ottiero Ottieri e Paolo Volponi. Seguirono i racconti di Il crematorio di Vienna (1969) e l'opera di teatro L'assoluto naturale (1967). In Sillabario n. 1 (1972) e Sillabario n. 2 (1982), con cui si aggiudica il premio Strega, lo scrittore dedica un breve racconto a ogni sentimento, in ordine rigorosamente alfabetico, riscoprendo in questo modo, dopo tanti viaggi e tante esperienze, il valore più autentico delle emozioni. In quest'ottica va interpretato anche l'ultimo, discusso romanzo L'odore del sangue, tanto sensuale e violento quanto affascinante, apparso postumo nel 1997. La grande bravura del Parise giornalista emerge da alcuni vivacissimi reportage di viaggio, tra i quali Cara Cina (1966), frutto di diciannove articoli pubblicati sul Corriere della Sera e poi assemblati a formare i capitoli del libro. Parise in questo reportage utilizza un metodo basato su due aspetti fondamentali: il primo è quello di immergersi completamente nella realtà cinese, abbandonando per qualche giorno il proprio background culturale umanistico e occidentale, al fine di comprenderne al meglio la natura assai misteriosa; il secondo stratagemma è quello dell’uso dell’intervista, attraverso cui lo scrittore lascia parlare direttamente l'interlocutore così che le opinioni e i ragionamenti sulla Cina non siano quelli astratti del visitatore bensì quelli di chi conosce a fondo la realtà del territorio. Successivamente a Cara Cina, Parise scrive Due o tre cose sul Vietnam (1967), Guerre Politiche. Vietnam, Biafra, Laos, Cile (1976) e il libro dedicato al Giappone L'eleganza è frigida (1982). Caratteristica peculiare di tutti i reportage parisiani è l’assenza di giudizi politici e ideologici. A confermare la grande curiosità di Parise, la sua disponibilità a confrontarsi con codici espressivi diversi sono anche alcune collaborazioni cinematografiche, in qualità di sceneggiatore per i registi Mauro Bolognini, Gianni Puccini, Luciano Salce e Tonino Cervi. Legato a una tradizione letteraria vicentina che parte da Antonio Fogazzaro e arriva a Guido Piovene, di cui fu grande amico, Parise è riuscito a raccontare la realtà in cui fin dall'infanzia, come figlio illegittimo, si è trovato a vivere: una realtà fatta spesso di pregiudizi, di piccole e grandi viltà che i suoi personaggi affrontano con un feroce (spesso dolceamaro) sarcasmo e una tenace, insensata e meravigliosa voglia di vivere. == Opere == === Narrativa === Il ragazzo morto e le comete, Venezia, Neri Pozza, 1951. La grande vacanza, Venezia, Neri Pozza, 1953. Il prete bello, Milano, Garzanti, 1954. Il fidanzamento, Milano, Garzanti, 1956. Amore e fervore, Milano, Garzanti, 1959; con il titolo Atti impuri, Torino, Einaudi, 1973. Il padrone, Milano, Feltrinelli, 1965. Gli americani a Vicenza, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1966. Gli americani a Vicenza e altri racconti 1952-1965, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30092-2. L'assoluto naturale, Milano, Feltrinelli, 1967. Il crematorio di Vienna, Milano, Feltrinelli, 1969. Sillabario n. 1, Torino, Einaudi, 1972. Sillabario n. 2, Milano, A. Mondadori, 1982. Arsenico, Treviso, Becco giallo, 1986. ISBN 88-85832-00-8. I movimenti remoti, Macerata, Quodlibet, 1995; Roma, Fandango libri, 2007. ISBN 978-88-6044-030-3. (scritto nel 1948) L'odore del sangue, a cura di Cesare Garboli e Giacomo Magrini, Milano, Rizzoli, 1997, ISBN 88-17-66076-0. [scritto nel 1979] Sillabari veneti, Vicenza, Ronzani Editore, 2016. ISBN 978-88-94159-41-7. La politica. Trotto leggero, in "Riga", n. 36, 2016. [romanzo incompiuto di 16 capitoli in 71 cartelle dattiloscritte] === Saggistica === Un sogno improbabile, Vicenza, Libreria Galleria due Ruote, 1963. Cara Cina, Milano, Longanesi, 1966. Due, tre cose sul Vietnam, Milano, Libreria Feltrinelli, 1967; 1968. Biafra, Milano, Libreria Feltrinelli, 1968. Guerre politiche. Vietnam, Biafra, Laos, Cile, Torino, Einaudi, 1976. L'eleganza è frigida, Milano, Mondadori, 1982. New York, Venezia, Edizioni del Ruzante, 1977. Veneto barbaro di muschi e nebbie. Quattro racconti. Veneto barbaro di muschi e nebbie, Il ghetto di Venezia, Accadde a Cortina, La mia patria, con scritti di Alberto Moravia e Nico Naldini, Bologna, Nuova Alfa, 1987, ISBN 88-7779-028-8. Un sogno improbabile. Comisso, Gadda, Piovene, Milano, Libri Scheiwiller, 1991. ISBN 88-7644-163-8. Verba volant. Profezie civili di un anticonformista, Firenze, Liberal libri, 1998. ISBN 88-8270-001-1. [Scritti già pubbl. in Corriere della sera e Panorama, 1974-1975] Lontano, Cava de' Tirreni, Avagliano, 2002. ISBN 88-8309-087-X. [Scritti già pubbl. in Corriere della sera, 1982-1983] Quando la fantasia ballava il «boogie», Milano, Adelphi, 2005. ISBN 88-459-1973-0. === Poesie === Dieci poesie, Rizzoli, Roma novembre 1997, 2000 copie numerate non venali. Poesie, scelte e introdotte da Silvio Perrella, Milano, Rizzoli, 1998, ISBN 88-17-67995-X. Poesie, edizione bilingue, trad. Maria-Josè Tramuta, introduzione e commento di Dalila Colucci, Bruxelles, Cahiers de l'Hôtel de Galliffet, 2016. === Opere raccolte === Sillabari, Milano: Mondadori «Oscar», 1984; Milano: Adelphi, 2004 e 2009. Opere, 2 voll., Collana I Meridiani, Milano: Mondadori, 1987-1989, a cura di Bruno Gallagher e Mauro Portello, con introduzione di Andrea Zanzotto. === Epistolari === Goffredo Parise e Neri Pozza, Lettere, a cura di Fernando Bandini, Vicenza: Erripiduevento, 1995 Luigi Urettini (a cura di), Lettere a Giovanni Comisso, Lugo: Edizioni del Bradipo, 1995 Caro Duddù, due lettere a Raffaele La Capria, Milano: Exit e Lugo: Edizioni del Bradipo, 1999 Carlo Emilio Gadda e Goffredo Parise, Se mi vede Cecchi sono fritto. Corrispondenza e scritti 1962-1973, a cura di Domenico Scarpa, Milano: Adelphi, 2015 == Premi letterari == 1965: Premio Viareggio per Il padrone; 1969: Premio Selezione Campiello per Il crematorio di Vienna; 1982: Premio Strega e Premio Selezione Campiello per Sillabario n. 2; 1982: Premio Comisso per L'eleganza è frigida; == Filmografia == co-sceneggiatore con Ermanno Olmi del cortometraggio Michelino 1ª B (1956), regia di E. Olmi co-sceneggiatore con Bruno Baratti, Elio Bartolini, Tonino Guerra, Pier Paolo Pasolini, Elio Petri, Giulio Questi, Gianni Puccini e Rodolfo Sonego de Il carro armato dell'8 settembre (1960), regia di Gianni Puccini co-sceneggiatore con Alberto Bevilacqua, Carlo Romano, Luciano Salce e Luciano Vincenzoni de La cuccagna (1962), regia di Luciano Salce co-sceneggiatore con Mauro Bolognini e Alberto Moravia di Agostino (1962), tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia, regia di Mauro Bolognini co-sceneggiatore con Ennio Flaiano, Federico Fellini, Tullio Pinelli e Brunello Rondi de Le tentazioni del dottor Antonio, regia di Federico Fellini, episodio del film collettivo Boccaccio '70 (1962) co-sceneggiatore con Mauro Bolognini e Tullio Pinelli di Senilità (1962), tratto dal romanzo di Italo Svevo, regia di Mauro Bolognini idea di base per il film Una storia moderna - L'ape regina (1963), regia di Marco Ferreri, sceneggiatura di Rafael Azcona e Marco Ferreri, con la collaborazione di Diego Fabbri, Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa co-sceneggiatore con Rodolfo Sonego de I miei cari, tratto da un proprio racconto, regia di Mauro Bolognini, episodio del film collettivo La mia signora (1964) co-sceneggiatore con Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tonino Guerra e Giorgio Salvioni de La balena bianca, regia di Mauro Bolognini, episodio del film a episodi filmati e animati La donna è una cosa meravigliosa (1964) co-sceneggiatore con Castellano e Pipolo e Luciano Salce de La moglie bionda, regia di Luciano Salce, episodio del film collettivo Oggi, domani, dopodomani (1965) scrittura teatrale riadattata allo schermo da Mauro Bolognini, Ottavio Jemma e Vittorio Schiraldi de L'assoluto naturale (1969), regia di Mauro Bolognini. scrittura del romanzo adattato allo schermo da Giovanni Grimaldi de Il fidanzamento (1975), regia di Giovanni Grimaldi co-sceneggiatore con Tonino Cervi e Cesare Frugoni di Ritratto di borghesia in nero, tratto dal racconto La maestra di piano di Roger Peyrefitte per la regia (1977) di Tonino Cervi scrittura del romanzo adattato allo schermo da Franco Bernini, Mirco Garrone, Carlo Mazzacurati e Enzo Monteleone de Il prete bello (1989), regia di Carlo Mazzacurati scrittura del romanzo adattato allo schermo L'odore del sangue (2004), regia di Mario Martone. == Note == == Bibliografia == Emilio Cecchi, in Di giorno in giorno, Milano, Garzanti, 1953 Gian Antonio Cibotto, Un giovane scrittore veneto, «Fiera letteraria», 28 febbraio 1954 Enrico Falqui, in Novecento Letterario, IV, Firenze, Vallecchi, 1954 Olga Lombardi, in Narratori neorealisti, Pisa, Nistri/Lischi, 1955 Enzo Bettiza, Profilo, «Umana», marzo/aprile 1955 Renato Bertacchini, Decadentismo di Parise, «Il Mulino», ottobre 1956 Giorgio Pullini, rec. de Il fidanzamento, «Comunità», aprile 1956 Ferdinando Virdia, Il fidanzamento, «Fiera letteraria», 8 aprile 1956 Giancarlo Vigorelli, L'inutile scandalo di un narratore, «Fiera letteraria», 18 luglio 1954 Enzo Fabiani, Scoprì per caso di essere milionario, «Gente», 3 luglio 1959 Giannino Zanelli, rec. di Amore e fervore, «Resto del carlino», 22 luglio 1959 Angelo Ubiali, Ambiguità di Parise, «Eco di Bergamo», 17 agosto 1959 Elio Filippo Accrocca, in Ritratti su misura di scrittori italiani, Venezia, Sodalizio del libro, 1960 Edoardo Sanguineti, in Tra liberty e crepuscolarismo, Milano, Mursia, 1961 Antonio Corte, La moglie parigina di Parise, «Fiera letteraria», 3 febbraio 1963 Claudio Altarocca, Goffredo Parise, Firenze: La nuova Italia, 1972 Paolo Petroni, Invito alla lettura di Goffredo Parise, Milano: Mursia, 1975 Domenico Naldini (a cura di), Con Goffredo Parise, atti del convegno di Treviso del 19 settembre 1987, s.i. 1988 (contributi di Fernando Bandini, Gianfranco Folena, Clelia Martignoni, Alberto Moravia, Domenico Naldini e Andrea Zanzotto) Mario Quesada (a cura di), Goffredo Parise (1929-1986), Roma: De Luca, 1989 Nico Naldini, Il solo fratello, Milano: Rosellina Archinto, 1989 Raffaele La Capria e Silvio Perrella (a cura di), I «Sillabari» di Goffredo Parise, Napoli: Guida, 1994 (contributi di Raffaele Manica, Elisabetta Rasy, Carla Benedetti, Ernesto Ferrero, Enzo Siciliano, Mario Quesnada, Erri De Luca, Domenico Naldini, Andrea Zanzotto, Raffaele La Capria, Cesare Garboli, Mario Fortunato, Claudio Piersanti e Silvio Perrella) Goffredo Parise tra Vicenza e il mondo a cura di Fernando Bandini, Giosetta Fioroni e Vanni Scheiwiller, Milano: Scheiwiller, 1995 Omaggio a Parise, numero speciale di «Nuovi Argomenti», quarta serie, n. 9, ottobre-dicembre 1996 (contributi di Andrea Zanzotto, Igor Man, Raffaele Manica, Sandro Onofri, Fabrizio Patriarca, Aurelio Picca, Claudio Piersanti, Luca Doninelli, Antonio Franchini, Giulio Mozzi, Giuseppe Montesano, Clio Pizzingrilli e Rocco Carbone) Ilaria Crotti (a cura di), Goffredo Parise, Firenze: Olschki, 1997 (contributi di Giorgio Bàrberi Squarotti, Emanuele Trevi, Franco Marcoaldi, Giovanni Raboni, Mario Brunetta e altri) Dossier Parise, a cura di Gabriele Pedullà, in «Il Caffè illustrato», n. 3, novembre-dicembre 2001 Ilaria Crotti (a cura di), 1955: Goffredo Parise reporter a Parigi, con due racconti, Padova: Il poligrafo, 2002 Silvio Perrella, Fino a Salgareda. La scrittura nomade di Goffredo Parise, Milano: Rizzoli, 2003 Maria Ida Gaeta e Giosetta Fioroni, Goffredo Parise: Movimenti remoti, catalogo della mostra, Roma: s.i., 2004 Raffaele La Capria, Caro Goffredo: dedicato a Goffredo Parise, Roma: Minimum fax, 2005 Andrea Gialloreto, La parola trasparente: il sillabario narrativo di Goffredo Parise, Roma: Bulzoni, 2006 Claudio Rorato (a cura di), La casa di Goffredo Parise a Salgareda: 1970-2006, Argelato: Minerva, 2006 Pino Dato, Vicentinità - Il manoscritto ritrovato, Goffredo Parise, gli Americani a Vicenza, Vicenza: Dedalus, 2006 Vito Santoro, L'odore della vita: studi su Goffredo Parise, Macerata: Quodlibert, 2009 Pino Dato, L'ultimo anti-americano - Goffredo Parise e gli Usa, dal mito al conflitto, Roma: Aracne, 2009. Lucia Rodler, Goffredo Parise, i sentimenti elementari, Roma, Carocci, 2016 Goffredo Parise, a cura di Marco Belpoliti e Andrea Cortellessa, «Riga», n. 36, 2016. == Voci correlate == Cesare Garboli Guido Piovene Antonio Fogazzaro Eugenio Montale Carlo Emilio Gadda Carlo Bo Domenico Naldini == Altri progetti == Wikiquote contiene citazioni di o su Goffredo Parise Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Goffredo Parise == Collegamenti esterni == Parise, Goffredo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Giuseppe Antonio Camerino, PARISE, Goffredo, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1979. (EN) Goffredo Parise, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Domenico Scarpa, PARISE, Goffredo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 81, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014. (EN) Opere di Goffredo Parise, su Open Library, Internet Archive. (EN) Goffredo Parise, su Goodreads. Bibliografia italiana di Goffredo Parise, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com. (EN) Goffredo Parise, su IMDb, IMDb.com. Casa di Cultura Goffredo Parise, su goffredoparise.it.