Paco D'AlcatrazPaco D'Alcatraz, alias Fabio Ferriani (Crevalcore, 10 dicembre 1949), è un cantautore, comico e scrittore italiano. Tra i capiscuola del genere demenziale, compone poesie, monologhi, aforismi e canzoni. == L'infanzia e gli inizi (1949 - 1966) == Paco D'Alcatraz, alias Fabio Ferriani, nasce il 10 dicembre 1949 a Crevalcore. Il padre Loris produce e vende fertilizzanti per fiori, mentre la madre Olga è casalinga. Fabio ha anche una sorella di otto anni più grande, Graziella. La musica accompagna la vita di Ferriani sin dalla sua infanzia: il padre strimpella il Banjo, mentre la madre è portata per il canto. Il padre si accorge presto della predisposizione del figlio per la musica quando, a quattro anni, inizia ad intonare le canzoni di Sanremo appena ascoltate alla radio, come Vecchio scarpone, Aveva un bavero, e Canzone da due soldi. Verso la fine degli anni '50, ai suoi ascolti dei successi italiani si affiancano anche quelli dei dischi anglo-americani, come Banana Boat di Harry Belafonte, Smile di Nat King Cole, Bye Bye Love degli Everly Brothers, e Smoke Gets in Your Eyes dei Platters, che la sorella e i suoi coetanei ascoltano durante le loro festicciole. Nel 1956 la famiglia Ferriani lascia Crevalcore, e si sposta a Bologna, nel quartiere popolare della Bolognina. Eccellendo nel canto e nella musica, riceve l’attenzione delle maestre, e viene selezionato per il corso di canto e musica. Il corso però viene cancellato per mancanza di aule. A otto anni, la cugina Maria Teresa gli regala il suo primo strumento musicale: un’armonica a bocca, con la quale Fabio impara in breve a suonare a orecchio Oh! Susanna. Quando il padre lo porta con sé nei suoi viaggi di lavoro nel ferrarese, Fabio suona l’armonica e canta per gioco i suoi cavalli di battaglia per i clienti del padre: la Casetta in Canada, e Ti dirò di Tony Dallara. Nell’estate del 1959, a Cento, il padre gli compra la sua prima chitarra, e lo manda a prendere lezioni da un maestro. Questi però ha un carattere burbero, e Fabio perde l’entusiasmo per continuare, imparando solo gli accordi per accompagnare il padre ad eseguire alla buona Lettera a Pinocchio, di Johnny Dorelli. Fabio riprenderà a imparare a suonare la chitarra solo quattro anni più tardi. Nel febbraio del 1960, Fabio si esibisce durante una festa di carnevale al Corallo —una sala da ballo nel centro di Bologna, cantando Marina, successo di Marino Marini. Ad accompagnarlo al pianoforte è il maestro Gino Bussoli, allora direttore d’orchestra dell’Antoniano. Nell’estate 1963, la famiglia Ferriani prende in gestione la Pensione Bononia al Lido di Jesolo, dove diviene amico del coetaneo francese Roland, che accorgendosi del suo interesse per la musica, gli rivela che suo padre è un chitarrista di professione. Fabio, che realizza di voler ricominciare a imparare a suonare la chitarra, gli chiede gli accordi di E il treno va, di Richard Anthony, venendo accontentato. Nell’autunno dello stesso anno, ritorna a prendere lezioni di chitarra da Enzo, un compagno di scuola di Graziella. Con Enzo, Fabio ritrova l’entusiasmo di provare a migliorarsi, imparando la tecnica del barré e a suonare a ritmo di Twist e di Beguine. Il 23 dicembre 1963, i Beatles si fanno conoscere in Italia con il servizio Rai TV7 di Gianni Bisiach. Fabio ne rimane incantato, e trova in loro il mentore musicale che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1964, Paul Anka canta al Festival di Sanremo Ogni volta. Ferriani, colpito dal pezzo e dalla sua facilità di esecuzione, impara da solo a suonarlo a orecchio. A ottobre del 1964, Ferriani decide di prendere lezioni di chitarra classica, e chiede di essere ammesso al conservatorio di Bologna, ma la sua candidatura non viene accolta per mancanza di posti. Il padre lo convince a non mollare. Nel febbraio del 1965, Ferriani va a scuola di solfeggio dal maestro Olindo Boschetti, che oltre alla teoria, gli scrive sottobanco gli accordi di canzoni Beat, come The House of the Rising Sun degli Animals. Nel 1965, a 15 anni, Ferriani fa la sua prima serata da cantante-chitarrista al Sanluchino, noto locale bolognese dell’epoca. Il suo primo gruppo è un trio senza nome, creato in fretta assieme al compagno di scuola Mauro Bordoni (tamburello), ed un altro coetaneo conosciuto l’anno prima: Fio Zanotti (fisarmonica) —oggi noto arrangiatore. Durante la loro unica serata, il trio suona musica Beat, ma la scaletta si rivela insufficiente. Zanotti aggiunge allora pezzi di suo repertorio: Rock and Roll, Samba, Valzer, e Cha cha cha.“Senza il talento di Fio non ce l’avremmo fatta” —rivelerà Ferriani in seguito.All’inizio del 1966, Gino Bussoli propone a Ferriani di entrare a fare parte della sua orchestra Batmen in qualità di chitarrista-cantante, assieme a Vittorio e Ivano Bussoli, Carlo Veronese, e Luigi Pazzaglini (poi Junior Magli). Ferriani ha solo 16 anni, ed è incredulo per la proposta, ma accetta subito. Con l’orchestra Batmen, l’8 marzo 1966, all’Antoniano, davanti alle telecamere Rai, suona per la Giornata della donna, presentata dal Mago Zurlì —ospiti della serata: Aldo Fabrizi e Bobby Solo.“È stato un momento che ha lasciato il segno. Trovarsi davanti alle telecamere sull’unico canale televisivo a sedici anni poteva creare aspettative esagerate. Gli amici, i parenti, i vicini di casa mi vedevano già arrivato, mentre io mi sentivo ancora troppo acerbo per il mondo della televisione. Temevo di deludere tutti […] I miei mi obbligarono ad applicarmi allo studio —pena la chiusura con la musica. Venni promosso e conclusi indenne questa esperienza” —ricorderà Ferriani. == Gli anni del Beat e del Rhythm and blues (1966 - 1970) == Sebbene breve, l’esperienza nei Batmen lascia a Ferriani la sicurezza di formare un gruppo suo, privo di gerarchie, e del tutto simile allo stile dei Beatles. Nell'autunno del 1966 Fabio Ferriani fonda i Boidi assieme a Bruno Gironi. La loro prima formazione vede Fabio Ferriani alla voce e chitarra, Bruno Gironi al basso, Maurizio Lubian alla batteria, e Elvis alla seconda chitarra. I Boidi sono un complesso Beat che propone cover dei Beatles, Rokes, Equipe 84, Rolling Stones, Bob Dylan, Beach Boys, Animals, Spencer Davis Group, I Ribelli, i Dik Dik, I Giganti, e molti altri gruppi italiani. Il 16 febbraio 1967, i Boidi dividono il palco del 2° Torneo Davoli Italia Beat con altri complessi della scena Beat italiana. Tra questi vi sono I Cobra, che notandolo, gli chiederanno dopo alcuni mesi di entrare a far parte del loro complesso come chitarrista–cantante. Nella primavera del 1967, la loro formazione varia in due momenti: i fondatori Ferriani e Gironi restano, ma alla seconda chitarra, Elvis viene sostituito da Bruno Boy, mentre a maggio 1967, alla batteria Maurizio Lubian viene sostituito da Ugo Rapezzi. Nell’estate del 1967 i Boidi faranno molte serate, ma ad agosto, Ferriani lascia i Boidi ed accetta l’ingaggio dei più blasonati Cobra. L’esperienza Beat di Fabio Ferriani continua così nei Cobra per circa un anno, fino alla fine dell’estate del 1967. Quando Ferriani entra nei Cobra, questi sono già affermati tra le balere di Bologna, Modena e Ferrara, tanto che nell’agosto del 1967 vengono richiesti anche a Fano per aprire al concerto dei celebri Rokes. I Cobra propongono cover di artisti italiani ed angloamericani: Equipe 84, Procol Harum, New Trolls, Cream, Massimo Ranieri, Mina, e altri. Nell’ottobre del 1968, dopo un’intensa attività tra locali e balere, i Cobra decideranno di separarsi per percorrere strade diverse. Nella primavera del 1969, Gianni Bortolotti propone all’amico Ferriani di rifondare i Vagabondi della Verità. Fabio accetta subito l’invito. I Vagabondi si sono formati a Bologna nel 1963 e, dopo due 45 giri pubblicati con il Clan di Celentano, continuano a suonare fino all’inizio del 1969, quando i nuovi Vagabondi rinascono, proponendo sonorità Beat e Rhythm and Blues, aggiungendo due fiati all’organico. Il loro debutto avviene a giugno 1969 al Luna Rossa di Bologna. La formazione dei Vagabondi (Giorgio Delucca –organo Hammond, Fabio Ferriani –chitarra e voce, Maurizio Marchesini –batteria, Gianni Bortolotti –basso, Giovanni Romanini –voce) resta invariata fino a dicembre dello stesso anno, quando il cofondatore Gianni Bortolotti lascia il suo posto a Vittorio Marchioni. Ferriani ne farà parte fino al loro scioglimento, che avverrà di comune accordo ad inizio estate del 1970. Durante questo periodo, tra il 1969 e il 1970, Ferriani si appassiona all’opera di Woody Allen, accrescendo la sua passione per la comicità. == Da musicista beat a musicista pop nei Gulp e con Mia Martini (1970 - 1974) == Nell’estate del 1970, viene notato dalla cantante emergente Paola Musiani, che gli chiede di fare parte del suo gruppo. Ferriani l’accompagnerà in concerto fino alla primavera del 1971. Nel 1971, col finire dell’esperienza accanto a Paola Musiani, prenderà una pausa dalla musica, dedicandosi agli studi, e conseguendo il diploma di maturità magistrale. Nell’agosto del 1971 parte per una vacanza nei Paesi Bassi con l’amico d’infanzia Andres, e ad Amsterdam, si diverte ad intrattenere le giovani turiste dell’ostello, strimpellando il pianoforte per la prima volta e cantando i Beatles assieme a loro. Rientrato in Italia, si iscriverà al DAMS. Il 14 ottobre 1971, Ferriani viene ingaggiato dal manager Bibi Ballandi nel gruppo che accompagna per tre giorni i cantanti in gara al Festival di Castrocaro (condotto da Daniele Piombi e vinto da Carla Bissi, alias Alice). In questa edizione del concorso, l’ospite d’onore Claudio Villa chiede a Ferriani di accompagnarlo da solo alla chitarra, e in duo danno forma a un’improvvisazione di stornelli romani. Durante lo stesso anno esce il disco Ballata per un Uomo (Edizioni Paoline, 1971) di Ruggero Perugini. Per questo album, Fabio Ferriani fa il turnista. Nell’autunno del 1971, Ferriani suona per alcuni mesi nell’orchestra di Filippo Bulgari. La collaborazione si interrompe il 13 febbraio 1972, quando gli viene proposto di entrare nei Gulp in qualità di bassista, rimpiazzando Marco Nanni. Sebbene sulle prime non sia entusiasta di lasciare la chitarra per il basso, Ferriani trova presto un profondo legame con questo strumento. I Gulp sono un quartetto vocale, formato da due cantanti (alla chitarra e al basso) e due coristi (alla tastiera e alla batteria). Il loro repertorio è caratterizzato dai successi italiani del momento, e quelli anglo-americani, spesso suggeriti da Radio Lussemburgo: Aphrodite’s Child, Joe Cocker, Schocking Blue, Burt Bacharach, Luis Armstrong, Gilbert O’Sullivan, T. Rex, Alice Cooper. Tra i palchi sui quali saliranno, i Gulp si esibiranno nell’estate del 1972 al Lido di Venezia ed al celebre Bat Caverna di Riccione, in sostituzione agli Area, il cui repertorio verrà protestato dal pubblico poiché poco ballabile. Con l’ingresso di Ferriani, i Gulp diventano: il leader Enrico Marescotti –voce e chitarra, Fabio Ferriani –voce e basso, Glauco Gaiani –tastiere e cori, Maurizio Lubian –batteria e cori. Durante una data a Barberino di Mugello, questa formazione viene notata da Mia Martini, la quale chiede al loro comune impresario di poter essere accompagnata in concerto dai Gulp. Tra il febbraio del 1973 e l’inizio del 1974, i Gulp diventano così il gruppo di Mia Martini. Il 1973 è anche l’anno dell’uscita di Riccardo Fogli dai Pooh. Fabio Ferriani, già da un anno bassista coi Gulp e Mia Martini, viene segnalato dal liutaio Giancarlo Stanzani a Dody Battaglia, il quale lo chiama per un provino coi Pooh. Durante la sua audizione a Roncobilaccio, Ferriani suonerà e canterà alcune loro canzoni, tra cui Mary Ann ed In silenzio, ma a lui verrà preferito Red Canzian. Nel giugno del 1973, Enrico Marescotti parte per il servizio militare. Ferriani sceglie allora di sostituire personalmente Marescotti alla chitarra, ed invita Marco Nanni a ritornare a suonare il basso coi Gulp. La formazione dei Gulp cambia nuovamente: nell’estate del 1973, Carlo Capelli prende il posto di Glauco Gaiani alle tastiere, mentre nel febbraio del 1974, Maurizio Lubian lascia il suo posto di batterista a Vladimiro Monti. Quest’ultima formazione continuerà il tour con Mia Martini fino ad aprile 1974, terminato il quale, i Gulp verranno ingaggiati dalla cantante e attrice Anna Melato, con la quale divideranno il palco per qualche serata tra la Toscana e il sud Italia.“Mimì [Mia Martini] lasciò un segno indelebile in me, sia sul piano musicale, sia su quello umano. Diventammo amici, e rimanemmo in contatto fino al 1978 […] Ricordo di essere stato con lei a Bagnara, a casa dei suoi parenti, e a casa sua a Roma, dove Renato Zero e l’allora sconosciuta Loredana Bertè erano naturalmente di casa” —ricorderà Ferriani in seguito.Fabio Ferriani continuerà a suonare come cantante e chitarrista dei Gulp fino alla loro ultima data del maggio 1974 a Mirandola, dove faranno ballare il pubblico prima dell’esibizione dell’ospite Lucio Dalla. Dopo questa data, i Gulp si scioglieranno di comune accordo. == La composizione musicale e il cantautorato (1974 - 1980) == Tra il 1974 ed il 1977, Fabio Ferriani frequenta l'Osteria delle Dame, dove è consuetudine che gli avventori suonino assieme ad amici e vicini di tavolo. Le Dame sono una realtà affermata nella Bologna di quegli anni: dalle Dame passano infatti diversi artisti, sia in qualità di avventori, sia come ospiti: Francesco Guccini, Dario Fo, Paolo Conte, Gigi e Andrea, Claudio Lolli, e tanti altri. È in questo contesto che Ferriani, pur continuando a proporre cover, incomincia a collaudare i suoi nuovi pezzi. L’Osteria delle Dame diventa quindi per Ferriani un piccolo banco di prova per la sua carriera cantautorale. === Gianni Pettenati === Nel 1974, Fabio Ferriani conosce Gianni Pettenati. Il Trait d’union tra i due artisti è il musicista Enzo Minuti che, conoscendo entrambi, consiglia a Pettenati di chiedere la collaborazione di Ferriani per la composizione di una musica da sposare al suo testo Il tempo delle fate. Ferriani la scrive in un paio d’ore. Tra settembre e ottobre, Pettenati, soddisfatto della prima collaborazione, chiede a Ferriani di musicare una dozzina di altri testi per il suo progetto di teatro-canzone Favole di poveri diavoli. Ferriani accetta, e debutta con Pettenati al Teatro delle Moline di Bologna il 14 dicembre 1974. Sul palco, Pettenati canta e recita, mentre Ferriani canta e suona la chitarra. Il loro recital, portato in scena in varie città d’Italia, chiude il tour a Treviso nel settembre del 1975, anno della nascita dell’esperienza cantautorale di Ferriani. Alcune delle canzoni composte per il recital compariranno anche nel primo album di Fabio Ferriani: Foto di Nessuno (Fonit Cetra, 1977). Durante la loro collaborazione, Pettenati regala a Ferriani il libro Diario Notturno di Ennio Flaiano. Questo dono lo porterà ad appassionarsi all’arte di comporre aforismi; passione che verrà messa in risalto durante la sua carriera dal 1980 in poi. === Gli Skiantos === Nel 1975, all’Osteria da Picci di Bologna, in via Fondazza, Ferriani conosce Fabio Testoni [Dandy Bestia], al tempo orchestrale. A favorire l’incontro è l’amore per i Beatles, che si troveranno a suonare e cantare assieme in diverse occasioni. Nell’inverno del 1976, Testoni fa ascoltare a Ferriani un’audiocassetta in cui suona la chitarra. Si tratta della registrazione amatoriale delle prove di un gruppo non ancora conosciuto: gli Skiantos. L’insieme di musica, dilettantismo, genialità, stonature e poesia, risuonano profondamente in Ferriani, che sin dall’inizio della sua produzione cantautorale, affida ai suoi appunti le sue digressioni dal testo, le sue riflessioni esistenziali e i suoi aforismi umoristici e demenziali. Nello stesso anno, durante la promozione del suo primo album in una radio libera di Bologna, Ferriani conoscerà il leader degli Skiantos Freak Antoni. Nonostante frequentino entrambi il DAMS, questo è il loro primo incontro. === Foto di Nessuno === Alle Dame, Ferriani incontra casualmente l’amico Renzo Fantini (già al tempo produttore di Francesco Guccini e Paolo Conte), al quale chiede di presentare i suoi lavori presso alcune case discografiche. Nel 1976 Ferriani collabora per alcuni mesi con la radio libera L’Aradio Ricerca Aperta di Giancarlo Busi, aiutando nella programmazione di Quelli che —rubrica dedicata ai cantautori, mentre l’anno seguente si esibisce dal vivo a Radio Alice, dove una notte canta e suona in diretta alcuni brani tratti dal suo primo album Foto di Nessuno, non ancora inciso. Nel 1976, tramite Renzo Fantini, Ferriani riceve un appuntamento alla Ricordi di Milano, che raggiunge assieme al produttore Alfio Cantarella (ex batterista dell’Equipe 84). All’appuntamento, il direttore artistico Gianni Sanjust gli chiede di cantare con la chitarra i suoi pezzi a freddo, seduto di fronte alla sua scrivania. Ferriani lo accontenta. Qualche giorno dopo, Fantini riporta a Ferriani di avere fatto una buona impressione a Sanjust, che tuttavia ha deciso di non ingaggiarlo, poiché non in linea con le produzioni Ricordi. Fantini ha però altri appuntamenti per Ferriani, uno dei quali va a buon fine. A fine settembre 1976, Renzo Fantini propone i pezzi di Fabio Ferriani presso il nuovo studio di registrazione e produzione musicale Fonoprint. Il materiale viene accolto favorevolmente da Rino Maenza, direttore artistico dello studio, che decide di produrlo nell’ambito di un accordo con Fonit Cetra. Nel 1977 Fonit Cetra pubblica l’album Foto di Nessuno, che esce con il nome di Fabio Ferriani. In stile cantautorale, Foto di Nessuno è suonato tra gli altri da due componenti del gruppo di Lucio Dalla, e successivamente degli Stadio: Giovanni Pezzoli (batteria e percussioni), e Marco Nanni (basso). Foto di Nessuno è realizzato presso la Fonoprint di Bologna, dove Ferriani è il primo artista italiano a registrare dopo l’americana Deborah Kooperman. Il disco è prodotto da Renzo Fantini ed arrangiato da Fabio Ferriani (voce e chitarra) e Carlo Capelli (tastiere e scrittura archi), con Roberto Picchi (chitarre in fingerpicking), Gianni Fini (banjo), e Maurizio Biancani (mixer). La foto di copertina è di Graziella Ferriani, sorella di Fabio. La promozione dell’album è quasi inesistente, di conseguenza anche gli ascolti e le vendite. L’etichetta infatti non stampa comunicati, ma promuove il disco presso alcune radio libere, ed in solo tre passaggi televisivi: una diretta pomeridiana a Monte Carlo su Paroliamo (TMC); il 25 aprile 1977 su Rai 2 all’evento Concerto per le libertà (con Area, Pierangelo Bertoli, Fabio Ferriani, Stefano Rosso, Mario Lavezzi, Piero Ciampi, e tanti altri); e nel 1978 su Rai 2, a Concertazione (di Giorgio Calabrese, regia di Enzo Trapani). Non avendo potuto ricevere un riscontro sul suo LP, si sente disorientato in merito alla futura direzione da prendere per la sua carriera artistica. Il 13 giugno 1978 si esibisce per l’ultima volta in veste di cantautore alla biblioteca di Ozzano dell’Emilia. === I laghetti del Rosario === Nell’autunno del 1979, mentre si trova ai Laghetti del Rosario di Bologna, viene notato mentre suona e canta le sue canzoni in compagnia di avventori. Il titolare gli propone di fargli fare piano bar due sere a settimana, lasciandogli piena libertà sul repertorio musicale. Ferriani accetta di incominciare dal giorno successivo. Trascorre così alcuni mesi proponendo alcune delle sue canzoni, ma soprattutto i pezzi che cantava nelle balere da ragazzo. Il clima di divertimento che lo riporta sul palco, improvvisando battute e giochi col pubblico, dà il via ad una metamorfosi personale in Ferriani, che riappacificatosi con la musica, ritrova quell’indole ironica che aveva messo in ombra durante il suo periodo cantautorale. Nell’estate del 1980, accetta così l’offerta di lavoro in un villaggio turistico in Sardegna. == Il personaggio Paco D'Alcatraz (dal 1980) == Tornato a Bologna dopo l’esperienza di capo animatore in Sardegna, il 28 Ottobre 1980 Ferriani scrive di getto Sono l’unico al mondo —pezzo di stampo comico demenziale. Per capire l’effetto provocato dalla canzone, la fa ascoltare all’amico Marco Muzzi, e percepisce che funziona. Ferriani continua così per un mese e oltre, insistendo nel comporre canzoni a ruota libera e con temi e titoli bizzarri. Di notte, li propone agli amici coi quali si trova in "Villa" (edificio signorile ma fatiscente, occupato da fricchettoni e artisti bolognesi), ed ai quali alle volte si aggiungono Dandy Bestia e Freak Antoni."Nella prima fase del progetto, gli amici erano complici, in un clima goliardico e demenziale. Dopo diventò tutto più professionale" —rivelerà Ferriani in seguito.Una notte, Ferriani improvvisa in italiano maccheronico Sono un grande cacciatore, nel cui testo compare il primo riferimento a Paco D’Alcatraz —nome nato spontaneamente per associazione di idee, durante quella composizione. Dato il legame che Ferriani sente crescere verso il suo personaggio, nonostante la passione per il cantautorato, matura l’idea di non potere fare altro che interpretarlo in prima persona. Continua così a comporre altri pezzi di stampo demenziale, accrescendo sia il repertorio musicale, che la definizione del personaggio. Nel giro di poco tempo, Paco D’Alcatraz si accorge di non essere più circoscritto alla sola sfera musicale: crescendo, infatti, si affaccia progressivamente anche alla performance art, ed alla composizione di monologhi o aforismi surreali e demenziali. Sulla scena e nei temi si ispira a Fred Buscaglione e Renato Carosone, e soprattutto ai Brutos e Mac Ronay. Durante questo periodo di costruzione del personaggio comico-demenziale, Ferriani si sostiene economicamente facendo il supplente di educazione musicale alle scuole medie e magistrali. A Paco D’Alcatraz si affianca un gruppo di musicisti —poi diventati i Prisoner, la cui formazione muterà varie volte nel tempo, vedendo la presenza di: Gianni Fini, Giorgio Cavalli, Sergio Piccinini, Miki Porru, Gigi Rossetti, Marco Muzzi, Cristiano Muzzi, Piero Odorici, Luigi Masini, Umberto Frassinella, Roberto Francia, Ugo Rapezzi, Lucio Bellagamba, Mirko Ansaloni, Roberto Casini e Mimmo Camporeale (Vasco Rossi), Dandy Bestia e Freak Antoni (Skiantos). La presentazione dei pezzi e del personaggio Paco D’Alcatraz vengono affidate ad una fanzine, anche questa ideata da Ferriani, e realizzata dall’amico musicista Gianni Fini, con foto del regista Loris Mazzetti. Nonostante Ferriani si senta pronto per il debutto, il progetto fatica a trovare la fiducia dei discografici, e Paco D’Alcatraz vive un momento di stallo. Così, quando nel settembre del 1981, Freak Antoni si esibisce dal vivo ai Giardini Margherita di Bologna come Beppe Starnazza e i Vortici, Ferriani decide di andarlo a trovare, portandogli una copia dell’audiocassetta e della fanzine di Paco D’Alcatraz, per ottenere un parere. Antoni apprezza molto sia i pezzi, sia il progetto, e telefona a Ferriani due giorni più tardi, invitandolo a casa sua.“Iniziammo ad incontrarci sempre più spesso […] Non ci accorgemmo che stava nascendo una collaborazione” —dirà Ferriani in seguito.Già accomunati dal progetto Paco D’Alcatraz, Ferriani e Antoni sono infatti accomunati anche dall’avere maturato l’idea di lasciare le loro precedenti forme stilistiche: Ferriani abbandona il cantautorato, e Antoni lo swing di Beppe Starnazza e i Vortici. === Il debutto nella scena demenziale === Il 22 maggio 1982, Paco D’Alcatraz e i Prisoner debuttano alle Caserme Rosse di Bologna, dividendo il palco con diversi gruppi della scena bolognese punk rock e demenziale. A presentare la serata è Astro Vitelli, alias Freak Antoni, che comparirà anche tra i Prisoner, vestito da galeotto. “Serata memorabile, e forse anche un ritorno di fiamma tra i due Skiantos Freak Antoni e Dandy Bestia. Io ci speravo” —ricorderà Ferriani.Al debutto seguiranno altre performance di Paco. Nel mese di giugno a Torino, per le registrazioni del programma Rai Università della Canzonetta (di Gianfranco Manfredi e Ricky Gianco). Il 20 luglio dal vivo ai Magazzini del Sale di Cervia, assieme a Syusy Blady, Patrizio Roversi, ed il gruppo del Gran Pavese Varietà —col quale sarà ospite in diverse serate a Bologna, Verona, Mestre, ed altre città, assieme ai Prisoner, a Freak, e da solo, come aforista demenziale. Il regista Loris Mazzetti propone a Paco due passaggi televisivi inerenti al programma Rai Provocatoriamente rock, al quale lavora assieme al collega Stefano Silvestrini. Nel luglio del 1982, Mazzetti dirige le riprese di Paco D’Alcatraz e i Prisoner dei pezzi: Sono un grande cacciatore e Io non mi lavo (realizzati rispettivamente in Piazza Maggiore, e al Center Gross di Bologna). In quel periodo, Antoni aiuta a promuovere Paco a Roma, prima presso Renzo Arbore —il quale non darà risposta, e poi attraverso il giornalista radiofonico Francesco Acampora, che procurerà a Ferriani un incontro con Franco Bixio e Gaetano Ria (fonico anche di Lucio Battisti), coi quali, a ottobre 1982, firmerà un’esclusiva di sei mesi. Durante l’esclusiva, Paco registra tre provini: Granchio, Doberman, e Mutande. === Mutande === Nella primavera del 1983, l’esclusiva con il Trafalgar Studio non ha ancora portato a niente di concreto. Temendo che il progetto possa subire un altro stallo, Ferriani chiede all’amico Dody Battaglia dei Pooh se ha qualche consiglio per Paco D’Alcatraz. Dody ascolta i provini di Paco, e si offre di portarli personalmente al suo produttore Maurizio Salvadori. Il contatto funziona, e nel maggio del 1983, Paco D’Alcatraz firma un contratto con la CBS, registrando Mutande e Granchio negli studi Simphony di Viale Monza 291, Milano. I brani di Paco sono arrangiati da Paul Manners (al tempo produttore e cantante dei Cugini di Campagna). La promozione del 45 giri inizierà immediatamente dopo le registrazioni, ma il disco uscirà solo il 15 ottobre di quell’anno. Durante l’estate del 1983, il tour promozionale parte da Palermo, e dopo aver toccato quasi tutte le regioni d’Italia, termina a San Donà di Piave. Nelle interviste presso le radio private, Ferriani non è più il cantautore Fabio Ferriani, ma lo stralunato Paco D’Alcatraz. Nell’ottobre del 1983, Paco D’Alcatraz si esibisce a Premiatissima, varietà del sabato sera di Canale 5 condotto da Johnny Dorelli e Nadia Cassini, con Amanda Lear, Gigi Sabani e Gigi e Andrea. Il 15 ottobre debutta con Granchio, ma a fine performance sente che l’esibizione non funziona. Dovendo portare Mutande la settimana successiva, realizza di dover cambiare il suo metodo di lavoro. “Mi sono chiuso nello studio di Gianni Fini per provare Mutande davanti a lui e alla sua telecamera […] L’ho provata un milione di volte per adeguarmi al linguaggio televisivo […] Il mio metodo cominciava a funzionare, e a un certo punto mi sono sentito pronto” —racconterà Ferriani in seguito.Il 22 ottobre 1983, Paco ritorna a Premiatissima con il brano Mutande. Il testo, che viene letto prima delle registrazioni video, lascia il capo struttura indeciso se poterlo mandare in onda. Il giornalista e scrittore Eddy Anselmi racconterà di quella serata: “I versi [di Mutande] non privi di una certa poesia surreale, spiegano che ‘non si può stare nel mondo senza mutande’ […] il pubblico ha una scossa: ride, applaude […] Dai piani alti di Cologno Monzese, si dice, arrivò una lavata di capo agli autori della trasmissione per quel testo ‘poco adatto’ al pubblico del sabato sera, ma per la prima volta Canale 5 riuscì a essere la rete più vista in Italia, e leggenda vuole che nel momento dello storico sorpasso fossero in onda proprio Paco D’Alcatraz e le sue Mutande”. === Cuori italiani === Tra febbraio e marzo del 1984, Paco D’Alcatraz registra Cuori Italiani allo studio T2 di Bologna, con il produttore musicale Giancarlo Trombetti, il fonico Franco Trombetti, e la produzione discografica di Luigi Barion. Il disco è un concept album rock demenziale, e gli artisti che vi partecipano danno forma a gruppi inventati sulla carta da Freak Antoni e Paco D’Alcatraz in funzione dei pezzi. Il progetto è diretto da Paco D’Alcatraz, che compare all’interno di diversi gruppi e sotto diversi alias, come autore dei brani, cantante, e bassista. Durante la produzione di Cuori Italiani, Freak Antoni e Dandy Bestia, dopo quattro anni di separazione dagli Skiantos, sono impegnati a Milano con le registrazioni di Ti spalmo la crema, e torneranno a Bologna solo per incidere i pezzi dei Bovines, de I Ruvidi del Liscio, e de I New Beatniks. Il 25 giugno 1984, Paco D’Alcatraz e i Prisoner promuovono Cuori Italiani esibendosi dal vivo ad Asiago Tenda Rai: trasmissione radiofonica condotta da Stefano Satta Flores e Antonella Steni. La promozione non continua, e il disco diventa un oggetto per collezionisti. === Da Lupo Solitario a Milanopoesia === Tra giugno e settembre 1985, Paco D’Alcatraz è in tour al Festivalbar per presentare il nuovo singolo Doberman. Il tour parte da Rimini, e tocca varie città dello stivale, terminando il 6 settembre all’Arena di Verona, dove Paco D’Alcatraz arriva finalista tra gli emergenti assieme ad Alba Parietti, e dividendo il palco con altri artisti internazionali, tra i quali Simply Red e Demis Roussos. Nell’estate del 1986, Paco presenta il Sound City: rassegna itinerante di gruppi musicali all’interno delle Feste dell’Unità di Bologna e provincia. La giuria, formata dai giornalisti Pierfrancesco Pacoda e Gianni Gherardi, ed i musicisti Jimmy Villotti e Paco D’Alcatraz, premierà come vincitori i Danger Zone. Nel 1987, Paco D’Alcatraz e i Prisoner (Giorgio Cavalli, Gianni Fini e Gigi Masini) partecipano a Lupo Solitario: trasmissione di Antonio Ricci, condotta da Syusy Blady e Patrizio Roversi, con la regia di Paolo Beldì. Il 24 luglio 1987, Paco D’Alcatraz e i Prisoner si esibiscono a San Pietro in Casale per il loro primo concerto live con monologhi e aforismi. Lo spettacolo tornerà sul palco il 28 luglio 1987 a Padova, con l’organizzazione di Roberto Citran. Il 1 settembre 1987, Paco D’Alcatraz è ospite assieme a Freak Antoni, Elio e le Storie Tese, e tanti altri, alla Maratona Televisiva Record delle 100 ore in diretta (trasmessa da Bologna su Rete 7), dove canta le sue canzoni con i Prisoner (Giorgio Cavalli, Massimo Magnani, Davide Blandamura), interagendo con Patrizio Roversi, Syusy Blady, e Freak Antoni. La notte di capodanno 1987/1988 a Palazzo Re Enzo, Paco ritrova Francesco Guccini. Non vedendosi dai tempi delle Dame, Guccini lo invita in camerino per ricordare le lunghe notti vissute assieme all’Osteria. Durante la serata, Paco salirà sul palco per cantare Sparatevi nel cervello come augurio ironico di buon anno. Il 9 gennaio 1988, Paco D’Alcatraz si esibisce al Banale di Padova. Porta in scena Il sole illumina mio zio, e la canzone Mutande, interpretata per l’occasione assieme ai Punto e Virgola (Roberto Citran e Vasco Mirandola). Il 19 settembre 1988, Paco D’Alcatraz è ospite della 6^ edizione di Milanopoesia: festival internazionale di poesia, performance e teatro, ideato dal produttore Gianni Sassi. Seppure in un contesto atipico, durante questa edizione, Paco D’Alcatraz recita aforismi demenziali e si esibisce cantando Mutande. Il 18 dicembre 1988, al Palazzo dei Congressi di Bologna, va in scena La città fertile, di cui Paco D’Alcatraz ha composto la musica. Lo spettacolo di scenografie in movimento, è ideato da Gino Pellegrini (già scenografo de Gli uccelli —Alfred Hitchcock, 2001 Odissea nello Spazio —Stanley Kubrick, ed altre opere cinematografiche di rilievo internazionale). All’interno del cast, ha partecipato come costumista Graziella Ferriani, sorella di Paco. === Troppo rischio per un uomo solo === Contemporaneamente ai preparativi per la partecipazione a Milanopoesia ed alla composizione musicale per La città fertile, Paco D’Alcatraz scrive con Astro Vitelli (alias Freak Antoni) Troppo rischio per un uomo solo. Lo spettacolo —che debutta ufficialmente il 4 febbraio 1989 all’ITC San Lazzaro di Savena, ha in realtà debuttato ufficiosamente al Dolce Vita di Bari il 23 ottobre del 1988. L’11 gennaio 1989 all’Hiroshima Mon Amour di Torino, Ferriani e Antoni portano in scena una parte del loro spettacolo, intitolandola Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti. Alla fine dell’esibizione, Paco viene avvicinato da Paolo Zunino, il quale vuole proporre a Freak Antoni e gli Skiantos una collaborazione per realizzare una manifestazione musicale dedicata alla canzone demenziale: il Festival di Sanscemo. Paco mette in contatto i due, i quali inizieranno a coordinarsi per dare vita alla prima parodia della kermesse sanremese. Il tour di Paco D’Alcatraz e Freak Antoni continuerà per tutto il corso del 1989, e fino alla primavera del 1990. == Nel cabaret, a teatro, e nella cultura di massa (dal 1989) == Durante luglio e agosto 1989, Paco D’Alcatraz e Freak Antoni organizzano una rassegna di dieci serate dedicate alla comicità e il cabaret presso il Modena Caffè Concerto (all’interno della Festa dell’Unità di Modena). Il cast fisso è composto da: Freak Antoni, Paco D’Alcatraz, Punto e Virgola, Teatro Studio di Modena (Ermanno Casari, Ermete Nora, Roberto Mattioli), e Noemi Rinolfi. Ospiti: Natalino Balasso, Claudio Bisio, Michele Serra, Mario Cavallero, Sabina Guzzanti, e altri. Il 21 luglio 1989, Paco D’Alcatraz partecipa alla rassegna Varietà tra le stelle: Accade domani di Polverigi, dove divide il palco con Astro Vitelli (alias Freak Antoni), Daniele Luttazzi, Olga Durano, Lella Costa, Trio Reno, Banda Osiris, Paolo Hendel, Gioele Dix. Il 7 aprile 1990, al Palasport di Torino, Paco D’Alcatraz è ospite della prima edizione del Festival di Sanscemo, ideata da Paolo Zunino assieme a Freak Antoni e gli Skiantos. Conducono Freak Antoni e Andy Luotto. L’edizione verrà vinta da Marco Carena. Tra il 1990 e il 1991, Paco D’Alcatraz si esibisce sul palco dello Zelig di Milano, una prima volta assieme a Freak Antoni, e dalla seconda volta da solo. Durante una di queste occasioni, Gino e Michele gli chiedono una lista di aforismi demenziali da pubblicare nel loro prossimo libro Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano. Sabato 23 febbraio 1991, Paco D’Alcatraz prova in anteprima il suo primo spettacolo di cabaret solista con monologhi e aforismi alla discoteca Abstracta di San Severo. In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo 1991, si esibisce per la prima volta da solo al No se no di Padova, davanti ad un pubblico al femminile. A luglio 1991 partecipa alla festa di Cuore con Michele Serra, Paolo Hendel e Stefano Nosei. Durante la performance, porta in scena parti del suo Il sole illumina mio zio, mentre più tardi si unisce a Vittorio Bonetti e al suo pianoforte, cantando brani pop assieme al pubblico. Tra il 1991 e il 1992, collabora ad Animal Comic, Comix, e Cattivik, assieme agli amici Freak Antoni e Eros Drusiani, coi quali formerà tra il 1997 e il 1998 il Trio Turbina. Dal 21 al 26 aprile 1992 Paco D’Alcatraz si esibisce nuovamente sul palco dello Zelig, continuando a portare in scena Il sole illumina mio zio. Nel corso dello stesso anno, viene citato come aforista comico in: Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti (Freak Antoni), Smemoranda (Gino e Michele), L’Unità. Il 22 novembre 1992, Paco si esibisce alla Zanza Live Club di Vicenza. Questa data rappresenta un momento di crescita personale per Ferriani, che dopo 18 anni di sperimentazione artistica come aforista, e 12 in scena come Paco D’Alcatraz —sia solista, che con Freak Antoni, sente di avere raggiunto la maturità del personaggio. Il 30 e 31 ottobre 1993, Paco D’Alcatraz si esibisce al Caffè Teatro di Samarate, assieme a Flavio Oreglio, Dario Vergassola, Rocco Barbaro, ed altri. Dall’incontro tra Rocco e Paco nascerà lo spettacolo teatrale Menefotto, che debutterà il 18 novembre 1997 al Teatro Parioli di Roma. Nel 1993, gli Skiantos inseriscono nel loro LP Saluti da Cortina, la canzone di Paco D’Alcatraz Io non mi lavo. Il 19 aprile 1994 al Teatro Puccini di Firenze, Paco riceve il premio artistico Teleratto. La premiazione, condotta da Dario Vergassola e Leonardo Pieraccioni, va in onda su VideoMusic il 2 maggio del 1994. Nel 1995 vince il premio della critica della 7^ edizione del Premio Charlot: concorso nazionale di comici emergenti, nel quale si qualifica finalista assieme a Teo Mammuccari e Alessandro di Carlo (vincitore dell’edizione). Lo spettacolo è presentato da Nino Frassica assieme al Mago Forest. Per Paco si tratta di un momento importante, in quanto tra i giurati Renzo Arbore, Giorgio Bracardi e Maurizio Ferrini, è presente anche un suo personale riferimento artistico: Mario Marenco, che lo avvicina durante la cena per conoscerlo e dargli consigli. Il 27 luglio 1995, ai Murazzi del Po di Torino è ospite del Dementhialia 95: seminario sulla cultura demenziale in Italia; con Freak Antoni e Stefano Disegni. A gennaio 1996, al locale Opera di Cavezzo, Paco organizza una rassegna sui comici italiani. Tra gli ospiti: Fabio De Luigi, Rocco Barbaro, Eros Drusiani, e Ale e Franz. Tra il 1996 e il 1998, Il Trio Turbina (Paco D’Alcatraz, Freak Antoni, e Eros Drusiani), portano in scena il Trio Turbina Shoo, che combina parti dei loro rispettivi repertori. La scelta delle parti in scaletta è data al caso. “Facemmo una specie di tombola: pescammo i nostri aforismi scritti su dei bigliettini da un sacchetto della coop, e li ordinammo su tre papiri che nascondemmo tra le mutande e i calzoni” —ricorderà Ferriani.Nel 1997, Paco D’Alcatraz e Rocco Barbaro portano in scena Menefotto al Teatro Parioli. Lo spettacolo è prodotto da Maurizio Castiglioni, ed è composto mescolando parti del repertorio del duo comico. La linea narrativa è costruita in collaborazione con Massimo Olcese, regista dello spettacolo. Il 18 novembre 1997, il pomeriggio dell’inizio del tour, Paco D’Alcatraz e Rocco Barbaro sono ospiti del Maurizio Costanzo Show al teatro Parioli di Roma (con Francesca Neri, Catherine Spaak, Luca Goldoni, ed altri), che la sera ospita la prima nazionale del loro spettacolo. Il tour di Menefotto passerà successivamente dal Ciak di Milano, e, toccando altre città italiane, impegnerà il duo comico fino a maggio 1998, quando lo spettacolo andrà in scena sul palco dello Zelig. Da ottobre 1998, con la scomparsa del padre Loris, Ferriani sceglie di dedicarsi più da vicino alla famiglia, tornando in scena solo per alcune date di rilievo. Nelle estati del 1998, 1999 e 2000, all’arena del Catonateatro di Reggio Calabria, Paco D’Alcatraz partecipa alla rassegna comica Senzaschianto assieme ad altri nomi prestigiosi legati alla comicità italiana: Franca Valeri, Teo Teocoli, Serena Dandini, Enzo Iacchetti, Gioele Dix, Giobbe Covatta, Egidia Bruno, Ale e Franz, Francesco Scimemi, Piero Chiambretti, Rocco Barbaro, e molti altri. Paco D’Alcatraz sarà l’unico comico a partecipare a tutte le tre edizioni di Senzaschianto. == L'ultimo tour (2000 - 2005) == Il 9 gennaio 2000 è ospite in qualità di opinionista a Il Pallone nel 7, trasmissione calcistica di È TV Rete 7, condotta da Sabrina Orlandi. Assieme a Paco D’Alcatraz, prendono la parola gli ospiti Giacomo Bulgarelli, e Ivan Zazzaroni. Durante lo stesso anno scrive Se la vita ti sorride…, uno spettacolo di monologhi di cabaret e canzoni che debutta al Goblin’s di Bologna, e continua l’anno seguente: il 10 gennaio 2001 al Cabiria di Lecce, poi Taranto, e il 28 aprile 2001 allo Scarpon Live Club di Mestre. Lo spettacolo non fa altre date: Ferriani resta a Bologna per motivi famigliari. Nell’aprile del 2001, Paco D’Alcatraz è ospite su Odeon TV a Stasera c’è Funari, con Gianfranco Funari e Morena Zapparoli. Il 18 maggio 2001, Paco è ospite negli studi Rai di Napoli a Superconvenscion: programma comico condotto da Enrico Bertolino, Natasha Stefanenko e Tullio Solenghi, dove Paco propone uno sketch con Rocco Barbaro e uno con Éva Henger. Tra luglio e agosto 2001, Paco collabora come autore e attore alla puntata zero di Almanacco, scritto e diretto dal regista Dario Tajetta per MTV, con Rocco Barbaro, Giovanni Cacioppo, i Papu, e Antonio Cornacchione. Il programma non verrà prodotto. Il 4 ottobre 2001, Paco D’Alcatraz è ospite a Il Volo della notte, trasmissione televisiva condotta da Fabio Volo. I due non si sono mai incontrati per provare prima delle registrazioni, e di fronte al pubblico, l’intervista procede senza copione. Il 20 novembre 2002, Paco D’Alcatraz è ospite del laboratorio di comicità Comici Incelofanati, organizzato dal TPO di Bologna, e dedicato al cabaret italiano. Il 23 novembre 2003, Ferriani ritorna sul palco come cantante-corista, esibendosi dal vivo all’osteria Il Moretto di Bologna, assieme all’ex leader dei Rokes, Shel Shapiro. La serata è dedicata alla musica Beat italiana. All’evento partecipa anche il giornalista Edmondo Berselli, che dal palco intervista Shel a fine concerto. Da metà gennaio 2004, Paco D’Alcatraz è nel cast del rotocalco televisivo di Rai 2 Shake, condotto da Nina Morić, dove declama aforismi demenziali vestito da antico romano. Nell’estate del 2004, Paco D’Alcatraz torna al Caffè Teatro di Samarate, questa volta nel cast della sitcom Tisana Bum Bum, di Giorgio Ganzerli, Maurizio Castiglioni, e Norberto Midani, con Corrado Nuzzo, Virginia Raffaele, Giuseppe Giacobazzi, e altri. Tra la primavera del 2004 e l’estate del 2005, Ferriani vive un momento delicato sotto il profilo personale, e decide non tornare in tour. Ricomincia invece a dare lezioni di chitarra, occupazione che manterrà fino all’inizio del 2020. == Il Margot e l'impegno civico (2005 - 2016) == Il 17 settembre 2005, rileva l’osteria e circolo culturale Margot a Bologna, e da ottobre viene aiutato dal gestore Giovanni Oleandri (bassista dell’LP di Vasco Rossi …Ma cosa vuoi che sia una canzone…). Paco D’Alcatraz sarà presidente e direttore artistico del Margot per 11 anni. Al Margot, Fabio organizza eventi musicali, serate dedicate al cabaret, alla promozione di libri, e alla lettura di Dante Alighieri. La passione per i Beatles lo porterà ad esibirsi anche fuori dal Margot, suonando cover del quartetto di Liverpool in duo, per un paio d’anni, assieme all’amico Gianni Fini. Tra febbraio e marzo 2008, Paco D’Alcatraz presta la sua voce per narrare i quattro episodi della docuserie La leggenda di Nicolino Matera, diretta da Dario Tajetta, e dedicata alla storia di Nicolino Matera, impresario in gioventù di Claudio Villa, e, successivamente, di Moana Pozzi. A maggio 2009 esce il singolo Ma che splendore!, dedicato al degrado delle città italiane. Il brano omonimo nasce da un aforisma di Paco D’Alcatraz:Una volta ero felice quando trovavo l’amore. Adesso sono felice quando trovo un parcheggio.Il produttore musicale Mauro Malavasi chiede a Ferriani di trovare una musica da sposare al testo, e usarla come sigla elettorale per la candidatura a sindaco dell’amico Leonardo Tucci alle comunali di Bologna di giugno 2009. Il singolo, che verrà prodotto dallo stesso Malavasi, vedrà la partecipazione di Jimmy Villotti, Piero Odorici, e Dino Palella. Sebbene Tucci non riesca a candidarsi, la canzone rimane nel contesto dell’impegno civico, e diventa l’accompagnamento alle iniziative di Bologna Dimondi: gruppo fondato da Paco D’Alcatraz su Facebook come protesta al coprifuoco per i locali notturni di Bologna. Nell’estate del 2010, Paco D’Alcatraz consegna alla commissaria prefettizia Annamaria Cancellieri una lettera aperta, che artisti e cittadini del gruppo hanno redatto per opporsi alle "chiusure anticipate". La protesta parte dal Margot, e nel giro di un mese arriva in Piazza Maggiore, dove riceve la copertura televisiva del TGR. L’1 agosto 2010, Paco D’Alcatraz torna ad esibirsi per la prima volta dopo 9 anni con il suo spettacolo di musica, cabaret, e aforismi a Riomaggiore. Il 24 settembre 2011, Paco D’Alcatraz è ospite al Cacioppo and Friends, una serie di serate di comicità al Teatrino degli Illusi di vicolo Quartirolo a Bologna, condotta dall’amico Giovanni Cacioppo. Il 9 maggio 2014, Paco si esibisce da solo al CLT di Terni. Allo show seguirà la messa in onda sul programma radio RAI Ottovolante di 21 degli aforismi da lui declamati. È l’ultimo spettacolo dal vivo di Paco D’Alcatraz come solista. == Tributo a Freak Antoni == Il 12 febbraio 2014, Freak Antoni muore dopo una lunga malattia. Il 16 aprile 2014, Paco D’Alcatraz prende parte al We love Freak Antoni, tributo a Freak Antoni nel giorno del suo 60° compleanno. Alla serata partecipano assieme a Paco, Eugenio Finardi, Claudio Lolli, Righeira, e molti altri ospiti di fama nazionale. Dal palco dell’Estragon di Bologna, Paco D’Alcatraz canta assieme agli Skiantos Sono un ribelle mamma. Il 12 febbraio 2017, a tre anni dalla scomparsa di Freak Antoni, Paco D’Alcatraz, Dandy Bestia, Jimmy Bellafronte e Eros Drusiani partecipano ad una kermesse dedicata a Freak Antoni, ideata dall’associazione Teatri di vita di Bologna, e presentata nell’omonimo teatro. Il 22 luglio 2017 a Ca' De Mandorli (San Lazzaro), il Trio Turbina —ora in duo Paco D’Alcatraz e Eros Drusiani, dedica una canzone all’amico Freak Antoni. Per l’occasione, Paco ed Eros suonano la chitarra, lasciando cantare la voce registrata di Freak sotto un riflettore. È l’ultimo spettacolo del Trio Turbina. == Ritiro a vita privata (dal 2016) == Nel 2016, con la chiusura del Margot, Paco D’Alcatraz si ritira a vita privata, restando comunque attivo sotto il profilo della scrittura e della produzione musicale: nel 2018 esce l’album Powerillusi & Friends, dove Paco D’Alcatraz canta Sessantanove —brano nonsense dei Powerillusi; mentre nella primavera del 2018 produce e arrangia l’album Alibi delle Hen —trio punk bolognese. Il 30 luglio 2022, Paco D’Alcatraz viene invitato da Stefano Cenci e Chiara Davolio ad esibirsi per la prima volta a Crevalcore (BO), suo paese di nascita. Non potendo presenziare, si collega durante il corso della rassegna Wonderboom tramite WhatsApp. Durante il mese di agosto 2022, Paco D’Alcatraz e Jacopo Mezzanotte postano brevi video su Facebook, dove per le strade di Bologna, Paco —intervistato da Jacopo, racconta aneddoti sulla storia musicale e culturale di Bologna. Questa serie di pillole video è interrotta da una caduta in bicicletta, che porterà Ferriani a dover seguire una lunga riabilitazione. Nel 2023, Rino Cerritelli (ex cabarettista, oggi autore ed editore) propone a Paco D’Alcatraz di ripubblicare il pamphlet Il Sole Illumina Mio Zio, della cui autoproduzione era venuto a conoscenza attraverso i suoi legami col mondo dello spettacolo. Il 16 aprile 2023 Scripta Volant pubblica Il Sole Illumina Mio Zio, libro che raccoglie aforismi, aneddoti, battute e giochi di parole composti perlopiù a fine anni ottanta. In questa edizione, il pamphlet vede la prefazione del Mago Forest e gli apprezzamenti di altri colleghi del mondo dello spettacolo: Flavio Oreglio, Franco Facchini, Vito Vita dei Powerillusi, Giangilberto Monti, Giovanni Cacioppo, Rocco Barbaro e Dandy Bestia. Il libro verrà presentato al Salone del libro di Torino 2023. Il 15 novembre 2025 Paco D’Alcatraz torna sul palco del Teatro del Navile, per lo show Zelig Republic di e con Giangilberto Monti. Ospiti: Eros Drusiani, Stefano Nosei, Bob Messini, e Paco D’Alcatraz. == Curiosità == In Tutto qui - La storia dei Massimo Volume, l'autore Andrea Pomini, racconta che fu Paco D'Alcatraz a portare a Emidio Clementi il libro Il Primo Dio di Emanuel Carnevali, il quale ispirò l'omonima canzone dei Massimo Volume: «[Paco D'alcatraz] era venuto un giorno portandomi Il primo Dio di Emanuel Carnevali. "Leggilo", mi disse, "ché questo era uno come te, lavorava nelle cucine però scriveva". Lo lessi, e fu una delle mie letture più importanti di sempre». == Discografia parziale == === Album === 1977 - Foto di nessuno (Fonit Cetra), come Fabio Ferriani 1984 - Cuori italiani (Airplane), nei gruppi: Trio Turbina, I Bovines, I Ruvidi Del Liscio, I New Beatniks === Singoli === 1983 - Granchio / Mutande (CBS), come P'Aco Dalcatraz 1985 - Doberman / Voglio l'Oscar (Keepon Music), come Paco D'Alcatraz 2009 - Ma che splendore!, come Paco D'Alcatraz === Partecipazioni === 1987 - Lupo Solitario, con il brano Mutande (P'Aco Dalcatraz) 2013 - Comicanti, con il brano In Italia si sta male (Giangilberto Monti e Paco D'Alcatraz) 2018 - Powerillusi & Friends, con il brano Sessantanove (Paco D'Alcatraz e i Powerillusi) == Testimonial == Nel 1994 è testimonial per la birra Adelscott. Nel 1996 è testimonial su Italia Uno per Clementoni. == Videoclip == Nel 1990 recita assieme a Zucchero Fornaciari e Maria Grazia Cucinotta nel videoclip Diamante, di Zucchero. Nel video, Paco D'Alcatraz compare nel ruolo del parroco. Nel 1991 recita assieme a Natalino Balasso e Sabrina Salerno nel videoclip Dirty Boy Look, di Sabrina Salerno. Nel video, girato negli studi SIACA di Cento, Paco D'Alcatraz compare in un costume da bagno anni '20. Sempre nel 1991, recita la parte di Charlot nel videoclip Almeno con te, di Mike Francis, girato negli studi SIACA di Cento. == Note == == Bibliografia == Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce D'Alcatraz, Paco, di Felice Liperi, pag. 465 == Collegamenti esterni == Sito ufficiale, su digilander.libero.it. (EN) Paco D'Alcatraz, su Discogs, Zink Media.