Annie ErnauxAnnie Ernaux, nata Duchesne (Lillebonne, 1º settembre 1940), è una scrittrice, giornalista ed ex docente francese, autrice del romanzo Gli anni (Les Années, 2008), vincitrice dei premi Marguerite Duras, François Mauriac, del Prix de la langue française, del Premio Strega europeo 2016 e del Premio Nobel per la Letteratura 2022. == Biografia == Annie Duchesne nasce il 1º settembre 1940 a Lillebonne, in Normandia, in un contesto sociale di modeste condizioni. Due anni prima della sua nascita i genitori avevano perso la prima figlia, morta di difterite all'età di sei anni. Annie trascorre l'infanzia e la giovinezza a Yvetot, dove i genitori, prima operai e poi piccoli commercianti, gestiscono un bar-drogheria. Dopo gli studi all'Université de Rouen ottiene l'abilitazione all'insegnamento e inizia la carriera di insegnante di lettere moderne in un liceo. L'umile provenienza della sua famiglia e il passaggio all'universo "borghese", consentito a Annie grazie all'istruzione ricevuta, rappresenteranno un'esperienza che inciderà profondamente sulla sua scrittura e sul suo impegno sociale e politico. Nel 1964 si sposa con Philippe Ernaux; il matrimonio, da cui nasceranno due figli, finisce all'inizio degli anni 1980, quando il marito la lascia dopo 17 anni di vita insieme. Negli anni settanta milita nel movimento femminista e scrive articoli a sfondo politico su Le Monde. Nel 1974 pubblica il suo primo romanzo. Il suo quarto libro, Il posto, vince il Premio Renaudot nel 1984. Attraverso le sue opere racconta alcuni degli avvenimenti che hanno segnato la sua vita, come un aborto clandestino in L'evento (L'Événement), una storia d'amore con un amante russo in Passione semplice, la morte di sua madre in Una donna, il suo tumore in L'Usage de la photo. Nel 2000 va in pensione e si dedica alla scrittura de Gli anni (Les Années) che verrà pubblicato nel 2008 e riceverà diversi premi. Nel 2011 esce alle stampe L'altra figlia, una lettera indirizzata alla sorella mai conosciuta, morta prima della sua nascita, e L'Atelier noir, che riunisce vari taccuini composti da note e riflessioni sulla scrittura. Nello stesso anno, Gallimard pubblica l'antologia Écrire la vie, che raccoglie la maggior parte dei suoi scritti autobiografici e un quaderno di cento pagine, composto da foto e brani inediti tratti dal suo diario. Nell'aprile 2016 pubblica un nuovo racconto autobiografico, Memoria di ragazza (Mémoire de fille), in cui, quasi sessant'anni dopo, parla dell'estate 1958, in cui compì 18 anni e sperimentò il suo primo rapporto sessuale. Questa esperienza, avvenuta lontano da casa, mentre faceva l'animatrice in una colonia di vacanza, rimarrà per lei, come scrive nel libro, "il grande ricordo della vergogna, il più dettagliato, il più intrattabile di ogni altro". Nel 2017 riceve il premio Marguerite Yourcenar alla carriera. Nel 2018 ottiene il premio Hemingway per la letteratura. Nel 2022 vince il Premio letterario internazionale Mondello (sezione autore straniero). Il 6 ottobre 2022 le viene assegnato il premio Nobel per la letteratura «per il coraggio e l'acutezza clinica con cui svela le radici, gli allontanamenti e i vincoli collettivi della memoria personale». == Temi e stile == Le sue prime tre opere, Gli armadi vuoti (1974), Ce qu'ils disent ou rien (1977) e La Donna Gelata (1981) costituiscono una trilogia di romanzi autobiografici, narrati sotto forma di un monologo interiore retrospettivo. I temi esplorati sono l'aborto ne Gli armadi vuoti, la solitudine e la disillusione provocata dalle esperienze amorose in Ce qu'ils disent ou rien e la monotonia del matrimonio vissuto nello stereotipo della perfetta casalinga degli anni sessanta ne La Donna Gelata. La narrazione di queste tre opere non è lineare, bensì costantemente interrotta da voci che provengono dal passato e che rappresentano i pensieri e i sentimenti della narratrice durante le varie fasi del suo processo di maturazione. Tuttavia, l'opera di Ernaux non può essere classificata né come autobiografia né come romanzo; la stessa autrice negli anni ottanta, dopo la pubblicazione di La Donna Gelata, chiede personalmente alla casa editrice Gallimard di rimuovere dalla copertina dei suoi libri qualsiasi riferimento a un particolare genere letterario. Da Il posto (1983) in poi, la sua scrittura integra una varietà di generi differenti: la prosa narrativa, la diaristica, l'etnografia, la sociologia, l'(auto)biografia, ma soprattutto l'autosociobiografia. L'allontanamento dalle categorie tradizionali della letteratura è l'elemento che maggiormente connota in senso innovativo la sua opera. Nel suo quarto libro, Il posto (1983), Ernaux narra la vita del padre, dalla giovinezza alla morte, ripercorrendo le tappe della sua vita lavorativa, da contadino e operaio a gestore, con la moglie, di un piccolo bar-drogheria nell'entroterra francese. Alla storia dei genitori, descritti nella fissità delle loro abitudini e dei ruoli sociali, la scrittrice affianca il racconto di come gli studi e la successiva professione di insegnante in un liceo le abbiano consentito di affermarsi socialmente, a scapito però di un progressivo allontanamento dalla sua famiglia - estranea al suo nuovo tenore di vita e ai suoi orizzonti culturali - e dalla sua classe sociale d'origine. L'assimilazione dei valori della classe borghese e il conseguente disprezzo delle sue origini operaie la porteranno a maturare un senso di colpa per il tradimento compiuto con l'acquisizione del nuovo status sociale. Questo senso di colpa sta, secondo l'autrice, alla base della sua scrittura, interpretabile come una sorta di "risarcimento" nei confronti delle persone oggetto del suo tradimento. In Una donna (1988) il tema principale è costituito dalla perdita della madre; lo stile della narrazione diventa più oggettivo e controllato e, allo stesso tempo, più convenzionale, a indicare l'avvenuto trapasso dalla ragazza ribelle del ceto operaio alla donna matura appartenente alla classe borghese. Con Passione semplice, pubblicato nel 1991 e criticato da diverse lettrici per lo stile privo di emozioni, la scrittrice affermerà di avere "rotto dei tabù attraverso una forma di scrittura molto concisa, asciutta e per nulla emotiva. Non mi piace lo sfogo, né la scrittura inutile". Secondo Ernaux la scrittura è un atto politico attraverso cui il lettore può essere sensibilizzato, per esempio, sulla questione del "privilegio di nascita" e sull'esperienza di genere in una società patriarcale. Sono temi esplorati in "Gli armadi vuoti", dove, manifestando la sua vergogna e il disprezzo per la famiglia e l'ambiente operaio di origine, mette in luce attraverso questa forma di "nevrosi di classe" le conseguenze psicologiche della promozione e della regressione sociale (il passaggio dalla classe dei "dominati" a quella dei "dominanti"). Il tema sessuale, legato all'appartenenza al genere femminile, rappresenta uno degli altri nodi affrontati nelle sue opere. L'obiettivo dei suoi testi diventa quello di trattare i temi trascurati dalla letteratura convenzionale, raccontando le storie autentiche delle minoranze, quelle che lei chiama petits gens. === Influenza della sociologia === La commistione fra letteratura e sociologia costituisce l'originalità di Ernaux. La sua narrazione fonde esperienza storica ed esperienza individuale. Il vissuto personale viene descritto come prodotto sociale e l'"io individualizzato" lascia il posto a una dimensione "transpersonale", collettiva; il pronome "elle" si alterna a "on" o "nous", l'autobiografia alla storia. Più volte la scrittrice ha affermato di essere un'etnologa di sé stessa («ethnologue de soi-même») e di voler rifuggire dalla scrittura di una mera autobiografia, da lei intesa come ricostruzione retrospettiva illusoria di sé. Gli episodi della sua vita vengono narrati senza abbellimenti o interpretazioni, tralasciando le emozioni e frapponendo una distanza oggettiva; l'attenzione viene concentrata su ricordi materiali come le foto, su cui costruisce per esempio l'opera Gli anni. Annie Ernaux rivendica una scrittura neutrale "senza giudizio, senza metafore, senza paragoni romantici", ed evoca uno stile "lento, che non esalta né svaluta i fatti raccontati", ma cerca di "rimanere in linea con i fatti storici documentati". L'interesse per la sociologia e l'influenza di questa disciplina nelle opere della scrittrice francese sono stati messi in relazione alla lettura da lei svolta tra il 1965 e il 1974 dei libri di Pierre Bourdieu. In Ernaux si nota chiaramente l'eco di alcuni dei temi teorizzati dal sociologo francese, quali quello di habitus, di genetica sociale, di riproduzione dei rapporti di classe, l'importanza dell'apprendimento nella vita dell'individuo, ecc. In particolare, concetti presenti ne La Distinzione sono riscontrabili in Il posto e Una donna. Il motivo ricorrente de Il posto è quello del tradimento che prova l'io narrante per aver abbandonato la classe dominata (operaia) per unirsi alla classe dominante. I racconti delle vite dei genitori dell'autrice, dai quali sente di allontanarsi sempre di più, sono concentrati soprattutto sulle condizioni di povertà materiale e culturale vissute da loro e dai loro stessi progenitori, e rientrano nel tipico stereotipo degli umili paesani di fine XIX secolo. Il nonno, analfabeta, conosce solo il giogo dello sfruttamento e dell'alcolismo. La moglie, in grado di leggere e scrivere, pur rappresentando un personaggio più positivo, che incarna i valori popolari dell'epoca, non può fuggire dalla sua condizione sociale e dalla responsabilità di dover badare alla famiglia e alla crescita dei figli. La ricostruzione dettagliata della vita dei nonni ha in questo libro lo scopo di mostrare l'inevitabilità della riproduzione, nei figli, delle condizioni di vita e dei valori culturali trasmessi dai genitori. Il determinismo con cui Ernaux ne tratteggia l'esistenza rende ancor più drammatiche le loro vicende. Il modo di mangiare del padre e la mania della madre di fare economia su tutto diventano esempi del prolungamento logico della vita dei genitori in quella dei figli, una sorta di impronta genetica che condiziona tutta la loro vita. == Opere == (FR) Les Armoires vides, Gallimard, 1974 Gli armadi vuoti, traduzione di Romana Petri, Milano, Rizzoli, 1996, ISBN 978-88-176-7038-8 (FR) Ce qu'ils disent ou rien, Gallimard, 1977 (FR) La Femme gelée, Gallimard, 1981 La donna gelata, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2021, ISBN 978-88-31312-29-5 (FR) La Place, Gallimard, 1983 Il posto, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2014, ISBN 978-88-980-3815-2 (FR) Une femme, Gallimard, 1987 Una vita di donna, traduzione di Leonella Prato Caruso, Parma, Guanda, 1988, ISBN 978-88-774-6344-9 Una donna, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2018, ISBN 978-88-997-9347-0 (FR) Passion simple, Gallimard, 1992 Passione semplice, traduzione di Idolina Landolfi, Milano, Rizzoli, 1992, ISBN 978-88-176-7301-3 (FR) Journal du dehors, Gallimard, 1993 Diario dalla periferia, traduzione di Romana Petri, Milano, Rizzoli, 1994, ISBN 978-88-176-7007-4 (FR) «Je ne suis pas sortie de ma nuit», Gallimard, 1997 Non sono più uscita dalla mia notte, traduzione di Orietta Orel, Milano, Rizzoli, 1998, ISBN 978-88-176-7085-2 (FR) La Honte, Gallimard, 1997 L'onta, traduzione di Orietta Orel, Milano, Rizzoli, 1999, ISBN 978-88-176-8022-6 La vergogna, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2018, ISBN 978-88-99793-59-3 (FR) L'Événement, Gallimard, 2000 L'evento, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2019, ISBN 978-88-99793-92-0 (FR) La Vie extérieure, Gallimard, 2000. (FR) Se perdre, Gallimard, 2001. Perdersi, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2023, ISBN 979-12-547-6021-5. (FR) L'Occupation, Gallimard, 2002. (FR) L'Usage de la photo, con Marc Marie, Gallimard, 2005. L'uso della foto, con Marc Marie, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2025, ISBN 9791254761427 (FR) Les Années, Gallimard, 2008 Gli anni, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2015, ISBN 978-88-980-3816-9 (FR) L'Autre fille, NiL éditions, 2011 L'altra figlia, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2016, ISBN 978-88-980-3897-8 (FR) L'Atelier noir, éditions des Busclats, 2011. (FR) Retour à Yvetot, éditions du Mauconduit, 2013. (FR) Regarde les lumières mon amour, Raconter la vie, Seuil, 2014. Guarda le luci, amore mio, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2022, ISBN 978-88-313-1284-4 (FR) Mémoire de fille, Gallimard, 2016 Memoria di ragazza, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'orma, 2017, ISBN 978-88-997-9306-7 (FR) Hôtel Casanova, Coll. Folio 2 euros, 2020 (FR) Le jeune homme, Gallimard, 2022 ISBN 978-20-729-8008-4 Il ragazzo, traduzione di Lorenzo Flabbi, Collana Kreuzville Aleph, Roma, L'orma, 2022, ISBN 979-12-547-6030-7 == Premi e onorificenze == 1984 – Premio Renaudot per Il posto 2008 – Premio Marguerite Duras per Gli anni 2008 – Premio François-Mauriac de la région Aquitaine per Gli anni 2008 – Prix de la langue française alla carriera 2014 – Laurea honoris causa dall'università di Cergy-Pontoise 2014 – Premio Feronia-Città di Fiano, riconoscimento speciale autore straniero 2016 – Premio Strega europeo per Gli anni 2017 – Premio Marguerite Yourcenar alla carriera 2018 – Premio Hemingway per la letteratura 2019 – Premio Gregor von Rezzori per Una donna 2019 – Premio Formentor de las letras alla carriera 2021 – Prix Prince-Pierre-de-Monaco alla carriera 2022 – Premio Mondello come autore straniero 2022 – Premio Nobel per la letteratura == Note == == Bibliografia == (FR) Guy Allix e Martine Margueritte, Autour de La Place avec Annie Ernaux, Caen, CRDP, MEN Académie de Caen, 1997, OCLC 936334264. (FR) Michèle Bacholle-Bošković, Annie Ernaux: De la Perte Au Corps Glorieux, Rennes, Presses Universitaires de Rennes, 2011, OCLC 982228738. (FR) Marie-Hélène Bernadet, Analyse de l’écriture d’Annie Ernaux dans La Place et La Honte: Entre littérature et sociologie (PDF), su diva-portal.org, Stokholms Universitet, 2012. URL consultato il 5 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2021). (FR) Isabelle Charpentier, “Quelque part entre la littérature, la sociologie et l’histoire…”.L’œuvre auto-sociobiogaphique d’Annie Ernaux ou les incertitudes d’une posture improbable, in Contextes, vol. 1, n. 2006. (FR) Vincent de Gauléjac e Annie Ernaux, La névrose de classe: trajectoire sociale et conflits d'identité: suivi d'une lettre d'Annie Ernaux, Paris, Éditions Payot & Rivage, 2016, OCLC 962366333. (FR) Annie Ernaux, Les armoires vides, Paris, Gallimard, 1974, OCLC 980752. (FR) Annie Ernaux, Mémoire de fille, Paris, Gallimard, 2017, OCLC 1027789463. (FR) Annie Ernaux e Raphaëlle Rérolle, Écrire, écrire, pourquoi? Annie Ernaux: Entretien avec Raphaëlle Rérolle, Éditions de la Bibliothèque publique d'information, 2014, OCLC 1004186903. (FR) Ferniot Christine et Delaroche Philippe, Annie Ernaux, su L'Express, 1º febbraio 2008. URL consultato il 14 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2018). (EN) Inga Litvinavièienë, Les aspects sociologiques dans l’oeuvre d’Annie Ernaux, su Literatūra (Vilnius), 49, n ° 5, 2007, pp. 164-171. URL consultato il 14 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2018). Valeria Lo Forte, "La donna e la scrittrice", su ScritturAcoltello. URL consultato il 14 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2016). (FR) Pierre-Louis Fort e Violaine Houdart-Merot, Annie Ernaux: un engagement d'écriture, Paris, Presses Sorbonne Nouvelle, 2014, OCLC 957996325. (FR) Marie Labrecque, Annie Ernaux: « Je » est une autre, Les éditions Entre les lignes Érudit, 2009, OCLC 748612294. URL consultato il 14 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2018). (EN) Siobhán McIlvanney, Annie Ernaux: the Return to Origins, Liverpool, Liverpool University Press, 2000, OCLC 469531924. (EN) Gill Rye e Michael Worton, Women's writing in contemporary France: New writers, new literatures in the 1990s, Manchester, Manchester University Press, 2010, OCLC 874355509. Alessandra Sarchi, Fotografia e rappresentazione di sé ne Les années di Annie Ernaux, su Arabeschi. URL consultato il 14 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2018). Sara Durantini, Annie Ernaux Ritratto di una vita, Dei Merangoli, 2022, ISBN 978-88-98981-98-4. (FR) Katelyn Sylvester, L'autobiographie « collective » d’Annie Ernaux : une étude féministe de l’instance narrative dans Les années, Ottawa, Université d'Ottawa, 2011, OCLC 1019496577. Ornella Tajani, Scrivere la distanza. Forme autobiografiche nell'opera di Annie Ernaux, Marsilio, 2025, ISBN 9788829792320. == Altri progetti == Wikiquote contiene citazioni di o su Annie Ernaux Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Annie Ernaux == Collegamenti esterni == (FR) Sito ufficiale, su annie-ernaux.org. Ernaux, Annie, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Elisabetta Sibilio, ERNAUX, Annie, in Enciclopedia Italiana, IX Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2015. Ernaux, Annie, su sapere.it, De Agostini. (EN) Alicja Zelazko, Annie Ernaux, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. (EN) Annie Ernaux, su nobelprize.org. Opere di Annie Ernaux, su MLOL, Horizons Unlimited. (EN) Opere di Annie Ernaux, su Open Library, Internet Archive. (FR) Pubblicazioni di Annie Ernaux, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation. (EN) Annie Ernaux, su Goodreads. Registrazioni di Annie Ernaux, su RadioRadicale.it, Radio Radicale. (EN) Annie Ernaux, su Discogs, Zink Media. (EN) Annie Ernaux, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. Annie Ernaux, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. (EN) Annie Ernaux, su IMDb, IMDb.com. (IT, FR) Daria Bignardi dialoga con Annie Ernaux, su youtube, 2017.Marc PorelMarc Porel, pseudonimo di Marc Michel Marrier de Lagatinerie (Losanna, 3 gennaio 1949 – Casablanca, 15 agosto 1983), è stato un attore francese. == Biografia == Era il figlio dell'attrice di teatro e di cinema Jacqueline Porel (nipote di Réjane) e dell'attore Gérard Landry (artista molto prolifico, con più di cento film al suo attivo). Il fratello Jean-Marie fu uno dei fotografi simbolo della sua generazione; ma fu la sorella Anne Marie, nota giornalista di moda, ad introdurlo nel mondo dello spettacolo facendogli conoscere personalità come Françoise Hardy, France Gall e Sylvie Vartan. Fisico scattante e volto piacente, Marc Porel debuttò come attore nel film Il 13º uomo (1967) di Costa-Gavras, interpretando piccole parti in pellicole quali Il clan dei siciliani (1969) di Henri Verneuil. Nel 1972 partecipò a Ludwig di Luchino Visconti, ove interpretò la guardia amante del protagonista, ed a Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci (in quest'ultimo thriller interpretò il difficile ruolo di un sacerdote folle). Recitò anche in altri film polizieschi, girati in Italia e di grande successo, come Tony Arzenta - Big Guns (1973) di Duccio Tessari, nel ruolo di un feroce criminale accanto ad Alain Delon, Uomini si nasce poliziotti si muore (1976) di Ruggero Deodato, nei panni di uno spietato giustiziere, e Una spirale di nebbia (1977) di Eriprando Visconti. Tornò a lavorare con Luchino Visconti nel 1976, prendendo parte al film L'innocente in un ruolo di primo piano. Nel film interpretò il ruolo di Filippo D'Arborio, padre della creatura sacrificata dal protagonista della pellicola, interpretato da Giancarlo Giannini. Nel film recitavano inoltre anche Laura Antonelli, Massimo Girotti e Rina Morelli. Nel film, peraltro, è presente un'audace scena di nudo integrale dell'attore: spostandosi dalla doccia, dopo un incontro di scherma, si reca a prendere l'asciugamano per coprirsi, sotto gli occhi del protagonista. Porel morì prematuramente il 15 agosto 1983, all'età di 34 anni, ufficialmente colpito da una meningite, anche se la causa reale pare sia riconducibile a una overdose. È sepolto a Parigi nel cimitero di Passy, accanto alla figlia Bérengère (morta a 23 anni), alla madre Jacqueline Porel, alla nonna di quest'ultima (l'attrice teatrale Réjane) e all'attore François Périer (primo marito di Jacqueline). == Vita privata == Dalla prima moglie, la modella Bénédicte Lacoste, Porel ebbe la prima figlia Bérengère (1968-1991). Dopo il divorzio il 26 ottobre 1977, sposò l'attrice italiana Barbara Magnolfi, con la quale ebbe la figlia Camille (1980). Con la seconda moglie girò quattro film: Difficile morire (1977), Milano... difendersi o morire (1978), La sorella di Ursula (1978) e La pagella (1980). == Filmografia == === Cinema === Il 13º uomo (Un homme de trop), regia di Costa-Gavras (1967) Des garçons et des filles, regia di Étienne Périer (1967) Una ragazza chiamata amore (Une fille nommée Amour), regia di Sergio Gobbi (1969) La Promesse (L'Échelle blanche), regia di Paul Feyder e Robert Freeman (1969) Il clan dei siciliani (Le clan des Siciliens), regia di Henri Verneuil (1969) Tumuc Humac, regia di Jean Marie Périer (1970) Il clan degli uomini violenti (La Horse), regia di Pierre Granier-Deferre (1970) Indagine su un parà accusato di omicidio (Le dernier saut), regia di Édouard Luntz (1970) Quando il sole scotta (Road to Salina), regia di Georges Lautner (1970) Ricatto di un commissario di polizia a un giovane indiziato di reato (Les aveux les plus doux), regia di Édouard Molinaro (1971) Un attimo d'amore (Un peu de soleil dans l'eau froide), regia di Jacques Deray (1971) Un po' di sole nell'acqua gelida (Un peu de soleil dans l'eau froide), regia di Jacques Deray (1971) Non si sevizia un paperino, regia di Lucio Fulci (1972) Ludwig, regia di Luchino Visconti (1973) Requiem per un commissario di polizia (Un officier de police sans importance), regia di Jean Larriaga (1973) Tony Arzenta - Big Guns, regia di Duccio Tessari (1973) Virilità, regia di Paolo Cavara (1974) Die Ameisen Kommen, regia di Jochen Richter (1974) Nipoti miei diletti, regia di Franco Rossetti (1974) Il marsigliese, regia di Giacomo Battiato (1975) Colpo in canna, regia di Fernando Di Leo (1975) Uomini si nasce poliziotti si muore, regia di Ruggero Deodato (1975) Il colpo grosso del marsigliese (Quand la ville s'éveille), regia di Pierre Grasset (1975) Il soldato di ventura, regia di Pasquale Festa Campanile (1976) L'innocente, regia di Luchino Visconti (1976) Difficile morire, regia di Umberto Silva (1977) Sette note in nero, regia di Lucio Fulci (1977) Una spirale di nebbia, regia di Eriprando Visconti (1977) Milano... difendersi o morire, regia di Gianni Martucci (1978) La sorella di Ursula, regia di Enzo Milioni (1978) Porci con la P.38, regia di Gianfranco Pagani (1979) L'albero della maldicenza, regia di Giacinto Bonacquisti (1979) Je vais craquer!, regia di François Leterrier (1980) La pagella, regia di Ninì Grassia (1980) La disubbidienza, regia di Aldo Lado (1981) Il marchese del Grillo, regia di Mario Monicelli (1981) Delitto carnale, regia di Cesare Canevari (1982) === Televisione === Il marsigliese – miniserie TV (1975) La Venere d'Ille, regia di Mario Bava – film TV (1979) La certosa di Parma – miniserie TV, episodi 1x01-1x02 (1982) == Doppiatori italiani == Manlio De Angelis in Uomini si nasce poliziotti si muore, Il colpo grosso del marsigliese, Il soldato di ventura, Milano... difendersi o morire Pino Colizzi in Un po' di sole nell'acqua gelida, Virilità, Sette note in nero Pierangelo Civera in Quando il sole scotta, Porci con la P.38 Cesare Barbetti in Il clan dei siciliani Claudio Capone in Ludwig Renato Cortesi in Tony Arzenta - Big Guns Massimo Turci in Colpo in canna Adalberto Maria Merli in L'innocente == Note == == Bibliografia == Annuario del cinema italiano, editore: Centro studi di cultura, promozione e diffusione del cinema, 1990 Pino Farinotti, Dizionario degli attori, tutti gli attori e i loro film, Varese, Sugarco Edizioni, 1993 Guido Liguori e Antonio Smargiasse, Ciak, si gioca!: calcio e tifo nel cinema italiano, pag. 270, Milano, Baldini e Castoldi, 2000 Daniele Magni, Silvio Giobbio e Marco Grassidonio, ancora più... CINICI INFAMI E VIOLENTI, Dizionario dei film polizieschi italiani anni '70, Milano, Bloodbuster, 2010 == Collegamenti esterni == Marc Porel, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l.. (EN) Marc Porel, su IMDb, IMDb.com. (EN) Marc Porel, su AllMovie, All Media Network. (DE, EN) Marc Porel, su filmportal.de.