UmanitarismoL'umanitarismo fu un sentimento ideale di umanità fondato su una profonda convinzione dell'uguale dignità di tutti gli esseri umani, e dell'obbligo universale di alleviarne la sofferenza, di assicurare a chiunque il rispetto dei suoi diritti fondamentali, e di rispondere ai suoi bisogni essenziali. È basato su concetti come i diritti umani, la filantropia, la compassione, e in ambito religioso, sulla carità. == Storia == Profondamente radicato nell'identità dell'uomo, nelle filosofie e nelle religioni, è un valore morale accostabile a quello greco di filantropia, e a quello romano di humanitas affermatosi nel Circolo degli Scipioni. L'umanitarismo si è affermato come ideologia sociale e culturale a partire dal XIX secolo, ed è stato il motore di numerosi importanti movimenti per la promozione di una degna condizione umana, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, quali quelli contro lo schiavismo, contro la discriminazione razziale, per i diritti dei lavoratori, per i diritti umani, e per il diritto all'assistenza, e alla libertà dalla sofferenza. === Lesa umanità === L'esistenza di comportamenti che violano il senso di umanità è stata denunciata già nei primi anni della conquista dell’America: il sacerdote spagnolo Juan Ginés de Sepúlveda (1490-1573) sviluppò l’idea che le culture indigene americane fossero prive di humanitas. Viceversa, nei secoli XVII e XVIII furono elaborati i principi del diritto delle genti, da giuristi come Ugo Grozio (1583-1645), Samuel von Pufendorf (1632-1694), Christian Wolff (1679-1754) e Emmeric de Vattel (1714-1767): secondo questi autori, la guerra tra Stati sovrani doveva rispettare le nozioni di necessità militare e proporzionalità. «Tutto ciò che si fa in eccesso – diceva Vattel – è riprovato dalla Legge Naturale, vizioso e condannabile davanti al tribunale della coscienza»; ma se la guerra era contro «nazioni feroci che non osservano alcuna regola né concedono quartiere», era legittimo punirle nella persona stessa dei prigionieri che si potessero catturare, per assoggettarle alle «leggi dell’umanità». In Francia, il 3 dicembre 1792, durante il processo contro Luigi XVI di Francia, Maximilien Robespierre chiese alla Convenzione di dichiararlo «traditore della nazione francese, criminale contro l’umanità». Nel 1890 il giurista afroamericano George Washington Williams pubblicò la sua celebre lettera aperta al re Leopoldo II, denunciando le atrocità commesse dallo Stato belga nella colonia del Congo e chiedendo «una Commissione internazionale per indagare le accuse qui formulate in nome dell’Umanità, del Commercio, del Governo costituzionale e della Civiltà cristiana». Nel diritto dei trattati, il termine ebbe origine nella Dichiarazione sull’uso, in tempo di guerra, di proiettili di 400 grammi di peso, firmata a San Pietroburgo nel 1868, e nel Progetto di dichiarazione internazionale relativo alle leggi e agli usi della guerra, firmato a Bruxelles nel 1874: essi stabilirono che l’impiego di armi che aggravassero inutilmente la sofferenza o la morte del nemico era «contrario alle leggi dell’umanità». Ci fu poi il preambolo della Seconda Convenzione dell’Aia del 1899: esso fu ampliato nel preambolo della Quarta Convenzione dell’Aia del 1907 e nei rispettivi regolamenti, che riguardavano la codificazione di nuove norme di diritto internazionale umanitario. Il preambolo delle due Convenzioni faceva riferimento alle «leggi dell’umanità» come espressione di valori umanitaristici sottostanti, non ancora pienamente articolati. Il termine fa parte di quella che è nota come clausola Martens. Il 24 maggio 1915, le Potenze alleate – Gran Bretagna, Francia e Russia – emisero congiuntamente una dichiarazione che, per la prima volta in assoluto, accusava esplicitamente un governo di aver commesso «un crimine contro l’umanità». Un estratto di tale dichiarazione recita: «in considerazione di questi nuovi crimini della Turchia contro l’umanità e la civiltà, i Governi alleati annunciano pubblicamente alla Sublime Porta che riterranno personalmente responsabili di tali crimini tutti i membri del Governo ottomano, così come i loro agenti coinvolti in tali massacri». Alla conclusione della guerra, la Commissione alleata sulle responsabilità raccomandò la creazione di un tribunale per giudicare le «violazioni delle leggi dell’umanità», poiché il diritto di guerra non copriva le atrocità commesse da uno Stato contro i propri cittadini o contro persone alleate. Tuttavia, il rappresentante degli Stati Uniti si oppose ai riferimenti alla «legge dell’umanità», ritenendola imprecisa e insufficientemente sviluppata all’epoca, e il concetto non fu ulteriormente perseguito. Ciò nonostante, un rapporto delle Nazioni Unite del 1948 fece riferimento all’uso del termine «crimini contro l’umanità» in relazione al genocidio armeno come precedente per i processi di Norimberga e di Tokyo. Il 15 maggio 1948, il Consiglio economico e sociale presentò un rapporto di 384 pagine preparato dalla Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra (UNWCC), istituita a Londra nell’ottobre 1943 per raccogliere e sistematizzare informazioni sui crimini di guerra e sui criminali di guerra. Il concetto di lesa umanità è strettamente connesso al reato di genocidio, che è anch’esso considerato un crimine contro l'umanità: è sanzionato dal diritto pattizio, considerato oramai ricettizio di una consuetudine internazionale. == L'aiuto umanitario == L'organizzazione delle attività di promozione di una degna condizione umana diventerà centrale nella definizione di umanitarismo a metà dell'Ottocento, soprattutto grazie all'opera del fondatore della Croce Rossa, Jean-Henri Dunant (1828 – 1910), che ne stilò il primo codice di principi. === L'umanitarismo moderno === Nella sua accezione moderna, l'umanitarismo è l'assieme delle idee, dei principi, delle tecniche e delle attività relativi all'aiuto umanitario, ovvero, l'assistenza e la protezione delle vittime civili dei disastri. Questi disastri possono appartenere a due categorie: naturali o prodotti dall'uomo. Tra questi ultimi hanno massima importanza i conflitti armati che, secondo alcuni, dovrebbero rappresentare l'unico oggetto dell'aiuto umanitario. Per quanto essenzialmente fondato sul Diritto umanitario internazionale, l'umanitarismo non corrisponde ad una dottrina precisa, quanto piuttosto ad una condivisione di valori all'interno della comunità composta dalle organizzazioni, le persone e le istituzioni che agiscono nei vari ambiti dell'aiuto umanitario. === Principi fondamentali === Questi valori fondamentali sono sintetizzati in forma di principi dal Codice di condotta per il movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e delle ONG nella risposta ai disastri. Il Codice, fu redatto all'indomani della crisi umanitaria di Goma del 1994, in cui 150.000 persone morirono in seguito a carenze gravi nella risposta umanitaria. L'iniziativa fu promossa da alcune delle principali organizzazioni internazionali: Caritas Internationalis, Catholic Relief Services, la Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, International Save the Children Alliance, Lutheran World Federation, Oxfam, The World Council of Churches, e dal Comitato Internazionale della Croce Rossa. A tutt'oggi, il Codice è stato adottato da oltre 450 organizzazioni internazionali. Imperativo umanitario priorità assoluta. Il diritto di ricevere ed offrire assistenza umanitaria è un principio umanitario fondamentale di cui devono godere tutti i cittadini di tutti i paesi. L'aiuto è portato senza alcuna considerazione di razza, di credenza o di nazionalità dei beneficiari e senza discriminazione di alcun genere. Le priorità in materia di assistenza sono determinate in funzione dei soli bisogni L'aiuto non sarà utilizzato al servizio di convinzioni politiche o religiose, di qualunque tipo Ci sforzeremo di non essere strumento della politica estera dei governi Rispetteremo le culture e i costumi Cercheremo di fondare i nostri interventi sulle capacità locali Ci impegneremo a trovare i mezzi per associare i beneficiari dei programmi alla gestione dei soccorsi I soccorsi devono allo stesso tempo mirare a limitare le vulnerabilità future e soddisfare i bisogni essenziali Ci consideriamo responsabili, tanto verso i beneficiari potenziali delle nostre attività che verso i nostri donatori Nelle nostre attività di informazione, di promozione e di pubblicità, presenteremo le vittime di catastrofi come esseri umani degni di rispetto, e non come oggetti di commiserazione Va sottolineato che alcune agenzie umanitarie hanno deciso di non sottoscrivere il Codice, pur condividendone i principi essenziali. Assieme a questa comunanza di valori, nell'umanitarismo esiste anche una ampia condivisione di metodologie e tecniche d'intervento nel campo dell'assistenza, in particolare grazie all'adozione di standard comuni, i più importanti dei quali sono stati codificati dal progetto Sphere, fondato nel 1997. === Scuole di pensiero === Nondimeno, esistono divergenze di visione, anche molto significative, tra scuole di pensiero e organizzazioni, intorno a questioni quali l'indipendenza dell'aiuto dalla politica, la cooperazione con i governi, le relazioni con i militari, e l'autonomia dell'aiuto umanitario rispetto ad altre forme d'aiuto (in particolare la cooperazione allo sviluppo, il peacekeeping, la trasformazione dei conflitti e la protezione dei diritti umani con organismi come l'Unicef o organizzazioni private come Amnesty International). == Note == == Bibliografia == Aristotle, Politics, Everyman Library, 1947 The Readers Bible, Compete authorised version, O.U.P. and Cambridge University Press, 1951 Bass Gary J, "Humanitarian Impulses", The New York Times Magazine, 2008. 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