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Claudio Claudiano, La guerra dei Goti
PROEMIO
Dopo anni inerti, quasi scossa da un lungo sonno,
la mia Talìa gioisce ancora della folla romana.
Gli sperati convegni a me dona di nuovo l'aula d'un tempo,
echeggia il pitico tempio della mia voce ben nota.
Qui ho cantato i fasci del console e il riscatto dell'Africa,
qui canterò la guerra che ha annientato i Goti.
Il primo successo mi ha offerto un'effigie di bronzo
e l'autorità patrizia consacrò il mio ritratto.
L'onore, l'aveva chiesto il senato e il principe lo concesse:
...Non incatenarono Marte i gemelli, che Alòeo crudele
generò, per tentare di aprire la proibita via
alle stelle, quando per la guerra celeste si innalzò
la balista con tre montagne quasi divelte?
Un eccessivo furore fallisce lo scopo. Mai l'empia
speranza troppo ha esultato, né gli Aloìdi toccarono
il fiore di giovinezza. Mentre a estirpare il Pelio
Oto è intento, Febo lo atterra, e morendo Efialte
abbandona sfinito l'Ossa inclinato su un fianco.
...
[Fine del testo di assaggio]
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