Testo di assaggio
Carlotto Massimo: Il giardino di Gaia
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Approfondimenti sull'opera
Massimo Carlotto
Il giardino di Gaia
Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e fatti sono frutto dell’immaginazione dell’autore. Qualsiasi somiglianza con persone, vive o morte, fatti o luoghi reali è puramente casuale.
Gaia si aggiustò il grembiule immacolato e iniziò a servire la pasta a figlio e marito. “E allora cosa mi raccontano i miei due ometti?” cinguettò.
“Nulla mamma, in facoltà calma piatta e dimmi un po’ se ti sembra un piatto di pasta, questo? Saranno ottanta grammi scarsi,” si lamentò il ragazzo.
...“Sei grande, mamma!” si entusiasmò il ragazzo riempiendosi la bocca di pasta.
“A me pare solo matta,” sbottò Lorenzo. “Era così carina la mini baita tirolese. Ma perché adesso vuoi il trullo?”
“Perché quest’anno va di moda l’etnico.”
“E i vicini non penseranno male? Anche loro sanno fare i conti,” cercò di farla ragionare il marito.
“Non ti preoccupare. A loro penso io. Non ce n’è uno che si possa permettere di fare supposizioni.”
“Ci sono anch’io, eh!
...
[Fine del testo di assaggio]